Il prof. Bartolini a seminario internazionale sul benessere in Europa

Venerdì, 17 Aprile, 2026 - 09:45
Il docente di Economia della Felicità ed Economia politica è intervenuto sul tema delle politiche capaci di migliorare la qualità della vita delle persone andando oltre il Pil come unico parametro di riferimento
Il prof. Bartolini a seminario internazionale sul benessere in Europa

Nelle società industriali si sta facendo sempre più evidente una crisi del benessere che attraversa diversi livelli della vita sociale. In molti paesi si registra un deterioramento del benessere soggettivo e della salute mentale, soprattutto tra i più giovani, mentre crescono segnali di disagio profondo che interrogano la capacità delle politiche pubbliche di rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone. A questa dimensione sociale si affiancano le pressioni ambientali, economiche e relazionali che stanno trasformando profondamente il contesto europeo. L’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) continua a richiamare l’attenzione sui rischi climatici già oggi critici per l’Europa, con effetti che riguardano salute, sicurezza energetica, risorse idriche, infrastrutture e sistemi produttivi.

 

A questo si aggiunge una dimensione meno visibile ma altrettanto decisiva: secondo il Joint Research Centre della Commissione europea, il 13% delle persone nell’Unione europea dichiara di sentirsi sola spesso o sempre, mentre il 35% si sente solo almeno qualche volta. È proprio a partire da queste trasformazioni che diversi gruppi di ricerca stanno concentrando il proprio lavoro su nuovi modi di pensare e orientare le politiche pubbliche.

 

Il 14 aprile 2026 il dipartimento di ricerca di STATEC REsearch, l'Istituto nazionale di studi statistici ed economici del Lussemburgo, ha ospitato online il seminario “A guide for well-being policy: Discussing WISER’s Green Book”, nell’ambito della serie Measuring Progress: STATEC Well-being Seminar Series.

All’incontro hanno partecipato Stefano Bartolini, Università di Siena; Martijn Burger, EHERO University of Rotterdam; Simone D’Alessandro, Università di Pisa; Javier Martinez, University of Twente; Francesco Sarracino, STATEC Research, e con la partecipazione di Lars Mortensen, European Enviromental Agency; Frank Van Oort, Erasmus University Rotterdam.

Il seminario è partito da una domanda sempre più centrale nel dibattito pubblico europeo: come costruire politiche capaci di migliorare davvero la qualità della vita delle persone, andando oltre il PIL come unico parametro di riferimento? Il Green Book del progetto europeo WISER si è proposto proprio di tradurre la ricerca interdisciplinare più avanzata in un’agenda concreta di politiche pubbliche, capace di tenere insieme benessere, sostenibilità sociale e ambientale, produttività e coesione sociale.

Una parte centrale della discussione è stata dedicata al ruolo delle relazioni sociali come leva per attivare circoli virtuosi e promuovere economie sociali e ambientali nelle quali le persone possano vivere meglio.

 

Come ha sottolineato Stefano Bartolini, professore di Economia della Felicità ed Economia Politica presso l'Università di Siena, “al centro del nostro progetto c’è lo sviluppo della socialità, Il cui declino è una grande crisi del nostro tempo, basti pensare alla solitudine, ormai problema di massa nei paesi avanzati. Questa crisi è profondamente intrecciata ad altre crisi contemporanee, come quella del benessere e della salute mentale, sulle quali la povertà di relazioni umane ha un impatto molto negativo. O come quella dell’ambiente” chiarisce Bartolini, “perché le persone più sole ed infelici tendono a consumare di più a causa della funzione consolatoria dal disagio dei consumi, una sorta di compensazione. Per contrastare la crisi della socialità e del benessere proponiamo nel Green Book del progetto WISER una serie di riforme, da quella urbana, a quella della scuola, a quelle che riguardano il nostro modo di lavorare. Inoltre, più socialità rende i sistemi economici più competitivi, visto la vasta evidenza che mostra che le persone più felici sono più produttive” conclude Stefano Bartolini.

 

L’iniziativa si è rivolta a ricercatori, decisori pubblici, professionisti e stakeholder interessati a contribuire alla costruzione di politiche più sostenibili e inclusive per il benessere in Europa. Durante il seminario sono state presentate le linee guida del progetto WISER, le loro implicazioni per le politiche europee e alcuni strumenti operativi utili a orientare il processo decisionale verso obiettivi di benessere, sostenibilità e coesione.