Un nuovo studio, pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences e coordinato dalla professoressa Elisa Frullanti, docente del dipartimento di Biotecnologie mediche dell’Università di Siena, getta nuova luce sulla medicina di precisione per il trattamento dell’adenocarcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC).
La ricerca, intitolata "Longitudinal Whole-Exome Sequencing of Cell-Free DNA Reveals Molecular Evolution and Heterogeneous Clinical Outcomes in PD-L1 Stratified Advanced NSCLC Adenocarcinoma Patients Treated with Atezolizumab", ha utilizzato il sequenziamento dell'intero esoma (WES) applicato al DNA libero circolante (cfDNA) per seguire l’evoluzione molecolare della malattia in pazienti trattati con l'immunoterapico Atezolizumab.
I risultati principali evidenziano come l’analisi longitudinale del sangue, la cosiddetta "biopsia liquida", permetta di identificare i cambiamenti genetici del tumore durante la terapia, spiegando perché pazienti con simili livelli di PD-L1 possano rispondere in modo diverso alle cure. Questo approccio non invasivo promette di rivoluzionare il monitoraggio clinico, permettendo ai medici di adattare le strategie terapeutiche in base all'evoluzione genetica del tumore in ogni singolo paziente.
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