Nodulo polmonare di Papa Leone XIV: il parere della scienza

Martedì, 13 Ottobre, 2026 - 10:15
Il professor Antonio Giordano commenta cosa sappiamo e cosa resta da sapere dopo l’annuncio del Pontefice
Nodulo polmonare di Papa Leone XIV: il parere della scienza

Domenica 11 ottobre, al termine dell’Angelus, Papa Leone XIV ha annunciato che durante alcuni controlli gli è stato individuato un nodulo al polmone. La lesione è stata descritta come circoscritta, ben localizzata e scoperta in una fase molto iniziale. Su indicazione dei medici, il Pontefice ha deciso di sottoporsi a un intervento per rimuoverla. Secondo la Sala Stampa vaticana, l’operazione è prevista nei primi giorni di questa settimana, con un ricovero di circa una settimana al Policlinico Gemelli. Non sono stati resi noti dimensioni, sede precisa, esami effettuati e natura della lesione.

 

È un tumore? Al momento non è possibile dirlo. Le parole utilizzate descrivono l’aspetto del nodulo, non la sua natura. La risposta arriverà dall’esame istologico del tessuto asportato.

Un nodulo polmonare è un’area di maggiore densità rispetto al tessuto circostante, con un diametro fino a tre centimetri. È un reperto frequente, spesso individuato casualmente durante una TAC. Nella maggior parte dei casi è benigno: può trattarsi degli esiti di un’infezione, di una cicatrice o di altre alterazioni non tumorali. Il rischio di malignità aumenta con le dimensioni, i margini irregolari, la crescita nel tempo, l’età e il fumo.

 

Anche l’espressione «fase molto iniziale» va interpretata con cautela. Può indicare che gli esami non mostrano segni di una malattia estesa, ma non costituisce una diagnosi definitiva. Se si trattasse di un tumore, il patologo ne determinerebbe le caratteristiche e, attraverso gli accertamenti necessari, lo stadio, cioè l’estensione della malattia.

 

Perché operare un nodulo? Le possibilità comprendono controlli periodici con TAC, PET, biopsia o asportazione chirurgica. La scelta dipende dalla probabilità di tumore, dalle caratteristiche della lesione, dalle condizioni del paziente e dai rischi delle diverse procedure. In generale, per i noduli solidi superiori a otto millimetri, la chirurgia può essere indicata quando il sospetto è elevato. Tuttavia, decidere di operare non significa avere già accertato un tumore: una quota dei noduli rimossi per sospetto oncologico risulta benigna.

 

L’intervento può consentire sia la diagnosi sia la cura. Quando possibile, si ricorre a tecniche mini-invasive, rimuovendo il nodulo con una porzione di tessuto polmonare circostante. Durante l’operazione può essere eseguito un primo esame del campione; la diagnosi definitiva richiede però ulteriori analisi, disponibili generalmente dopo alcuni giorni.

 

La vicenda richiama anche un tema più ampio: come interpretare un nodulo scoperto durante un esame. Per quelli solidi inferiori a sei millimetri, rilevati incidentalmente in persone a basso rischio, la probabilità di malignità è inferiore all’1% e spesso non sono necessari controlli di routine. Negli altri casi occorre seguire le indicazioni dello specialista, senza trascurare gli accertamenti prescritti né presumere automaticamente il peggio.

 

Diverso è il caso dello screening con TAC a basso dosaggio, raccomandato per persone ad alto rischio. Uno studio statunitense su forti fumatori ed ex fumatori ha documentato una riduzione del 20% della mortalità per tumore polmonare rispetto alla radiografia, ma ha anche mostrato che molti risultati positivi non corrispondono a un cancro. In Italia, programmi dedicati hanno coinvolto persone selezionate in base all’età e alla storia di fumo. Per tutti, non fumare resta una delle principali misure di prevenzione.

 

La scoperta di un nodulo può provocare ansia e incertezza. Una comunicazione medica chiara aiuta a comprendere i rischi senza alimentare allarmismi. Nel caso di Papa Leone XIV, le informazioni disponibili non consentono conclusioni sulla diagnosi o sulla prognosi. Sarà l’esame istologico a chiarire la natura della lesione. Fino ad allora, la prudenza impone di distinguere i fatti dalle ipotesi, augurando al Pontefice un intervento e una convalescenza sereni, nel rispetto della sua riservatezza.

 

Professor Antonio Giordano

Ordinario di Anatomia Patologica al Dipartimento di Biotecnologie Mediche dell'Università di Siena