Sosteniamo la tua esperienza di studio e di lavoro all’estero

Se vuoi fare un'esperienza all'estero e partecipare ai bandi Erasmus+ in collaborazione con la Divisione Relazioni internazionali possiamo darti:

  • infornmazioni sui programmi di scambio disponibili
  • un orientamento nella scelta del paese edell'università straniera
  • un supporto nella gestione dei rapporti con l'università ospitante
  • una programmazione dei servizi necessari al tuo periodo di soggiorno all'estero

Potresti aver diritto a  contributi finanziari supplementari e alla presenza di un accompagnatore secondo i requisiti previsti dal bando dall'agenzia nazionale LLP.

 

Per saperne di più consulta le pagine web:

Alessandra ci racconta la sua esperienza

Alessandra è una studentessa di SCIENZE STATISTICHE PER LE INDAGINI CAMPIONARIE con disabilità motoria. E' appena tornata dal Portogallo dove dal 01/09/2017 al 15/02/2018 ha studiato all'Universidade de Aveiro.

Ecco la sua testimonianza.

 

“Il mio Erasmus in Portogallo, durato quasi sei mesi, è terminato da poco. Ho sempre detto:“Un giorno anch’io andrò in Erasmus”, ancor prima di iniziare l’Università, quando non sapevo ancora bene come funzionasse il progetto. Durante questi anni da universitaria (fuori sede) ho capito che spesso in ciò che pensavo e sognavo non avevo considerato appropriatamente il fatto di avere una disabilità fisica. È stato ed è difficile tuttora far combaciare giorno dopo giorno i miei sogni e le mie aspirazioni con le mie (in)capacità fisiche e lo è stato anche per la mia esperienza Erasmus ma nonostante tutto ce l’ho fatta. Senza alcun dubbio, di grande supporto, oltre la mia famiglia, è stato l’ufficio “Accoglienza disabili e servizi DSA” dell’UniSi. Il loro aiuto è stato fondamentale: a poco a poco ho capito che “Anch’io avrei potuto” e inoltre, grazie a loro, ho appreso dell’importante possibilità di ottenere un extra grant previsto per gli studenti con disabilità dal progetto Erasmus+, così mi hanno aiutata passo dopo passo a capire quali sarebbero state le mie esigenze legate alla mia disabilità una volta in Erasmus e assieme a loro ho fatto domanda.

In realtà sono stati fondamentali non soltanto per questa sola esperienza di mobilità all’estero ma anche durante tutto il mio percorso di studi. Sin dal primo anno di triennale ho sempre potuto contare su di loro e sui servizi offerti per qualsiasi tipo di difficoltà legata alla mia disabilità incontrassi durante la mia vita universitaria. C’è stato un lungo lavoro di preparazione dietro la mia partenza con l’essenziale collaborazione dell’UniSi e dell’Università ospitante che, nonostante onestamente offrisse minor servizi rispetto all’UniSi nell’ambito di servizi a studenti con disabilità, si è mostrata sempre disponibile ad accogliente. È stata un’esperienza unica che mi ha concesso l’opportunità di ampliare diversi tipi di conoscenza: metodo di studio, persone, luoghi, cultura ma probabilmente le cose più importanti che ho imparato sono quelle su me stessa e credo che sia così per tutti. Proprio perché alla fine tutti i ragazzi Erasmus si ritrovano ad avere le medesime indescrivibilisensazioni, indipendentemente dalle (dis)abilità della persona in questione, è importante che tutti abbiano la possibilità di vivere un’esperienza del genere.

Il progetto Erasmus+ è teoricamente supposto “per tutti”, credo che negli anni ci siano stati dei miglioramenti in termini di “integrazione” ma spero e confido nel fatto che andando avanti ce ne saranno altri e altri ancora, anche a livello delle associazioni studentesche, per trasformare in pratica quel “per tutti” nel miglior modo possibile sino a quando, assieme alle barriere fisiche, verranno in generale abbattute quelle mentali all’insegna dell’uguaglianza e dell’equità.Vedeteci, e vediamoci, soltanto come una grande comunità di studenti da ogni parte del mondo, tutti ovviamente e orgogliosamente diversi che si aiutano a vicenda ritrovandosi all’improvviso in un posto totalmente sconosciuto: c’è chi ha necessità di un maggior aiuto fisico, chi di un maggior aiuto morale, c’è chi ha più coraggio e chi ha più paura, è semplicemente così per tutti senza l’errata, ma ancor purtroppo comune, distinzione tra persona “normale” e persona “disabile”.”