Bertinoro, 6/13 September 2009

Shadows

“Life’s but a walking shadow”:
Romanzi oltre la linea d’ombra

«Il centro intorno a cui ruota il romanzo», diceva Benjamin, è «il significato della vita». Ed è proprio in nome di questa ricerca che gli scrittori del Novecento demoliscono l’edificio del romanzo classico, incapace di raccontare un’esperienza del mondo sempre più complessa e sfuggente. La scrittura diventa così avventura conoscitiva, interrogazione delle apparenze, tensione espressiva verso una verità inafferrabile come la stessa vita, se è vero, come scriveva Kafka, che «il vero bottino sta soltanto nella profondità della notte». In questo contesto, l’ombra diventa un efficace dispositivo semantico (più o meno metaforico) con cui raffigurare ciò che esula dalla luce, dalla ragione, dal mondo già noto, da ciò che siamo abituati a chiamare realtà. Il seminario esplorerà alcune tappe decisive di questa avventura del romanzo novecentesco: dalle inquiete sperimentazioni di Virginia Woolf, in lotta con «lo spaventoso nemico di sempre», ai confronti di Faulkner e di Gadda con la dimensione tragica dell’ombra, spesso proiezione di una colpa o di un «male oscuro»; dal mondo programmaticamente «piatto» di Robbe-Grillet, in cui la superficie delle cose non adombra alcuna profondità o mistero, fino alle acrobazie verbali di Nabokov, in cui lo statuto della verità si sfalda e la realtà si scompone in un infinito gioco di luci e di ombre.

I TESTI

  • Virginia Woolf, To the Lighthouse (1927); trad. it. Al faro, Feltrinelli, Milano 1992
  • William Faulkner, The Sound and the Fury (1929); trad. it. L’urlo e il furore, Mondadori, Milano 1989 (o, in alternativa, l’edizione Einaudi
    Alain Robbe-Grillet, La Jalousie (1957); trad. it. La gelosia, Einaudi, Torino 1998
  • Vladimir Nabokov, Pale Fire (1962); trad. it. Fuoco pallido, Adelphi, Milano 2002
  • Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore (1963), Garzanti, Milano 2008

LETTURE CONSIGLIATE

  • Erich Auerbach, Mimesis. Dargestellte Wirklichkeit in der abendländischen Literatur (1946); trad. it. Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale (in particolare l’ultimo cap., Il calzerotto marrone, vol. II), Einaudi, Torino 1956
  • Roland Barthes, Littérature objective, in Essais critiques (1964); trad. it. Letteratura oggettiva, in Saggi critici, Einaudi, Torino, 2002
  • Giacomo Debenedetti, Commemorazione provvisoria del personaggio-uomo (1965), in Il personaggio-uomo, Garzanti, Milano 1988
  • Mario Lavagetto, Svevo nella terra degli orfani, in Lavorare con piccoli indizi, Bollati Boringhieri, Torino 2003
  • Alain Robbe-Grillet, Nature, humanisme, tragédie, in Pour un nouveau roman (1961); trad. it. in Il nouveau roman, Sugar, Milano 1965
  • Virginia Woolf, Modern Fiction (1919); trad. it. La narrativa moderna, in Il lettore comune, vol. I, Il melangolo, Genova 199
Seminar in Italian
Federico Bertoni and
Donata Meneghelli University of Bologna
Federico Bertoni (1970) si è laureato in Lettere con Mario Lavagetto all’Università di Bologna, con una tesi in Teoria della letteratura sui romanzi di Victor Hugo. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Teoria e analisi del testo presso l’Università di Bergamo, con una tesi su Carlo Emilio Gadda, relatore Mario Lavagetto. Nel corso degli studi di dottorato ha conseguito un «Diplôme d’Études Supérieures – Littérature et ésthétique», presso la Facoltà di Lettere di Ginevra, lavorando con Patrizia Lombardo e Laurent Jenny. Nel novembre 2000 ha preso servizio come professore associato presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere di Bologna, e dal 2005 è professore ordinario nella stessa Facoltà, dove insegna Teoria della letteratura e Storia della critica letteraria.

Coordina il dottorato in Letterature comparate ed è Presidente del Corso di laurea magistrale in “Letterature moderne, comparate e postcoloniali” della Facoltà di Lingue di Bologna. I suoi ambiti di studio sono la teoria della letteratura, le letterature comparate, la storia della critica e la teoria dei generi letterari. Si occupa prevalentemente di narrativa europea tra Settecento e Novecento, con particolare attenzione ai seguenti temi di ricerca: il problema del realismo e le teorie della finzione; la teoria e la storia del romanzo europeo; l’estetica della ricezione; il rapporto tra letteratura e storia; la rappresentazione dello spazio narrativo; il rapporto tra letteratura e cultura visuale. Tra le sue pubblicazioni: Il testo a quattro mani. Per una teoria della lettura (La Nuova Italia, Firenze 1996), Romanzo (La Nuova Italia, Firenze 1998), La verità sospetta. Gadda e l’invenzione della realtà (Einaudi, Torino 2001), Realismo e letteratura. Una storia possibile (Einaudi, Torino 2007). Ha inoltre curato il volume Teatro e saggi in Tutte le opere di Italo Svevo, edizione diretta da Mario Lavagetto («I Meridiani» Mondadori, Milano 2004).

Donata Meneghelli si è laureata in Teoria della letteratura e ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Letterature e Culture dei paesi di lingua inglese. Dal 2002 al 2007 è stata professore associato di Teoria e storia dei generi letterari all’Università di Bologna, e dal 2007 è professore associato di Letteratura Comparate nello stesso ateneo. Nel 2006 e nel 2007 ha anche insegnato Storia della critica letteraria per gli studenti della laurea specialistica. I suoi interessi si concentrano sulla teoria e la storia del romanzo: in questo ambito si è occupata della riflessione sul romanzo di Henry James, di narratologia, del nouveau roman, degli usi critici della biografia, dei rapporti tra testo e immagine. Ha lavorato sulla questione dell’adattamento (teatrale e cinematografico),  e ha scritto saggi su Joseph Conrad, Jean Rhys, Matilde Serao, Alain Robbe-Grillet, Sophie Calle. Dal 2003 al 2005 ha presso il Master europeo LITEVA (Literary Text in the Visual Age) coordinato dall’Università di Leuven. Ha tradotto testi critici e letterari dall’inglese e dal francese ed è molto impegnata in progetti internazionali di didattica e di ricerca. Tra le sue pubblicazioni: Una forma che include tutto (Il Mulino, 1997), Teorie del punto di vista (La nuova Italia, 1998),  Opere e vite (numero monografico della rivista «Inchiesta letteratura», Dedalo, 2000), Progetto per una rivoluzione a New York: 1970, in Il romanzo, a cura di F. Moretti, vol. III (Einaudi, 2002), Quadri senza cornici, cornici senza quadri: il romanzo nello specchio della pittura, in La cornice, a cura di F. Bertoni e M. Versari (CLUEB, 2006), Recentemente ha curato, con Francesco Cattani, il volume La rappresentazione allo specchio (Meltemi 2008)

Tutor
Stefano Bonchi University of Siena

Stefano Bonchi ha 27 anni e vive in Toscana. È attualmente iscritto al Corso di Dottorato in Comparatistica (Letteratura/Teatro/Cinema) dell'Università di Siena. Il suo progetto di ricerca è incentrato sul tema dell'abitazione, visto come elemento di primaria importanza nella narrativa di epoca moderna in Italia.