GIULIO MARZAIOLI
Da Figure di reato
art.
527, codice penale
Atti
osceni
pudore del senso (come da
copione): dizione corretta,
acceso il riflettore, eppure
il palcoscenico è deserto: atto
pubblico privato dell’osceno
art.
414, codice penale
Istigazione
a delinquere
la scena si è nascosta
con l’esca in superficie
(di notte, curvandosi alla pesca)
art.
99, codice penale
Recidiva
e pensare (come dicono)
consueta l’oscurità
più dura, primitiva
che non si abitua al sonno:
comunque aliena, la nudità
(la pena - in caso di recidiva -
aumenta la sua misura)
art.
614, codice penale
Violazione
di domicilio
attraversare, quindi, violare
senza violenza; la voce è docile
arresa - luce, soffusa tra le tende)
art.
640, codice penale
Truffa
soffochi, stringendomi
la gola, guardando mi
incolpi con lo sguardo
di chi confessa: questo
significava «diventare
una persona sola?»
art.
646, codice penale
Appropriazione
indebita
ora, a luci spente, cuci
un nido nel cuscino
e di lì aspiri, succhi
la radice; «ecco, dici,
il nostro gioco: sognare
e sottrarsi, poco a poco»
art.
372 codice penale
Falsa
testimonianza
(vittima e carnefice:
punitivo l’esercizio
di scrivere come ti
vedo e di guardarti
mentre scrivo)