PLAYING IDENTITIES - EMIGRANTI

La Scuola Superiore S. Chiara è capofila di un progetto finanziato dalla Commssione Europea - DG Education and Culture - dal titolo Playing Identities. Nell'ambito del progetto, la prima attività in programma è la performance teatrale "Emigranti" di Slawomir Mrozek, regia di Jerzy Stuhr, traduzione di Silvano De Fanti, con Massimiliano Poli e Angelo Romagnoli e musiche e spazio sonoro di Stefano Jacoviello.
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L'appuntamento è al Teatro dei Rinnovati per martedì 30 e mercoledì 31 marzo 2010 alle ore 21.15 e, per gli interessati, mercoledì 31 marzo alle ore 17.00, nel Foyer del Teatro dei Rinnovati, ci sarà un incontro con la compagnia, moderato dalla Prof.ssa Laura Caretti.
La manifestazione è un progetto e una produzione della Fondazione Teatro Due di Parma, di laLut/Festival Voci di Fonte di Siena e del Comune di Siena.

BIGLIETTI
In vendita presso la Biglietteria del Teatro dei Rinnovati, il 29/3 (17 -20) e il 30 e 31/03 (dalle 16 fino all’inizio dello spettacolo) Prenotazioni telefoniche al numero 0577 292265 negli stessi giorni e orari di apertura della biglietteria. Call Center 0577 292615-0577 292614 (lunedì - venerdì 9.30/12.30)

Dopo trentacinque anni dalla prima rappresentazione, Jerzy Stuhr, attore e regista polacco noto per le sue interpretazioni cinematografiche diretto da grandi registi quali A. Wajda e K. Kieslowski, di cui è stato prima l’attore prediletto e poi l’erede artistico, e teatrali (lo si ricorda per la sua interpretazione ne Il contrabbasso di Patrick Süskind e nella versione italiana di Ceneri alle ceneri diretto da Harold Pinter), attualmente impegnato in Italia nella lavorazione dell’ultimo film di Nanni Moretti, firma la regia di una nuova messa in scena di “Emigranti”, che lo vide attore protagonista (nel ruolo di AA) nell’indimenticabile allestimento diretto da Wajda a metà anni’70.

Due personaggi, un contadino e un intellettuale, XX e AA, in uno spazio sotterraneo attraversato da tubi fognari. Ognuno con il proprio bagaglio di oggetti e di incubi mentre sopra scorre la vita vera. È in questo microcosmo appartato che si svolge il gioco teatrale fondato su un dialogo serrato, su crudeltà sottili e accenti affettuosi nascosti fra le pieghe di un litigio continuo fra XX e AA, emigrati da un paese ‘a democrazia limitata’. Le due voci si danno contrappunto a vicenda durante una notte di Capodanno, in una competizione patetica e paradossale nel gioco degli inganni che si è stabilito fra i due, la cui differenza si esprime con ferocia nei momenti di calma apparente, lasciando spazio solo nei litigi più aspri alla consapevolezza di un'unione che li affratella nel segno della paura e della fuga. Due personaggi sospesi nel vuoto, due estranei insicuri di se stessi ma sempre aggrappati l’uno all’altro.

In un attualissimo dialogo venato di sarcasmo e di umorismo grottesco, Mrozek accosta in maniera paradossale un “uomo del popolo” che ha lasciato la patria per ragioni economiche e un “intellettuale” che è invece fuggito per motivi politici, due uomini agli antipodi per estrazione sociale, culturale, speranze e stile di vita. Due universi discordanti, affratellati dall’unica esperienza dell’emigrazione. Due personaggi che pur diventando emblematici della condizione dell’emigrante non si trasformano mai in simboli astratti, acquistando al contrario la concretezza palpabile necessaria alla comprensione profonda di eventi a noi così vicini.