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Rapporto
su valutazione,
accreditamento e procedure relative al Progetto CampusOne
1.
Il progetto. Il Corso di laurea in Filosofia della Facoltà
di Lettere e Filosofia di Arezzo è stato inserito dall’Ateneo di Siena
nel cosiddetto “canale parallelo” del Progetto CampusOne (C1), promosso
e gestito dalla CRUI (Conferenza dei rettori delle università italiane).
Si tratta, in sostanza, di un Corso di laurea soprannumerario rispetto
ai cinque “ufficiali”, ma che di fatto partecipa a tutte le azioni
di sistema (nazionali e locali). Il Progetto dura tre anni (2002-2004)
e riguarda la coorte di studenti che si sono iscritti all’anno accademico
2001-2002, che verranno seguiti per la durata legale del loro corso
di studi triennale. C1 coinvolge 70 università su 74 e 390 Corsi di
laurea su 2900.
2.1.
La valutazione. Una delle caratteristiche peculiari di C1 è
la sperimentazione di procedure di valutazione della qualità e di
accreditamento di ogni Corso di laurea partecipante al progetto. Questa
problematica è abbastanza recente nella storia dell’università italiana:
i primi riferimenti legislativi risalgono al 1993. Un impulso importante
è venuto dal Documento Martinotti del 1997, che si esprimeva così:
“La valutazione è una conseguenza necessaria e non eludibile della
scelta autonomistica fatta. Non ci può essere autonomia senza responsabilità
né responsabilità senza valutazione”. I punti salienti si possono
invece reperire nel “Rapporto finale del Gruppo di lavoro Accreditamento
dei corsi di studio” del giugno 2001 del CNVSU (Comitato nazionale
per la valutazione del sistema universitario), consultabile in Internet
sul sito del Comitato stesso (http://www.cnvsu.it/).
Prima di entrare nei particolari può essere
utile una premessa terminologica relativamente ai tre concetti-base
di: requisiti minimi, valutazione, accreditamento. I requisiti
minimi (di cui tanto si è parlato in questi ultimi tempi) sono
standards minimali di base in termini di docenti-strutture-studenti
ritenuti indispensabili dal MIUR per garantire l’apertura di un Corso
di laurea di livello universitario; funzionano cioè come una sorta
di filtro, non superando il quale, in teoria, un Corso di laurea non
viene giudicato idoneo a funzionare. Non si tratta affatto dell’accreditamento,
bensì di una sua fase preliminare o pre-accreditamento; in sostanza
è una verifica d’ufficio del possesso da parte dei Corsi di laurea
dello standard minimo di qualità, che si basa sulla Banca data dell’offerta
formativa messa ormai in rete (http://offertaformativa.miur.it/corsi/).
La valutazione è un’analisi periodica
e ricorrente del sistema di gestione e dell’offerta formativa di un
Corso di laurea, che consente di assicurare un spinta verso il miglioramento
continuo, prescindendo da un confronto con standards esterni e con
altri Corsi di laurea. La valutazione è la premessa e la molla del
miglioramento della qualità. L’accreditamento consiste nella
certificazione formale e pubblica rilasciata da un’agenzia o autorità
di accreditamento (a seconda dei sistemi), che assicura l’utenza e
la società in generale che un Corso di laurea garantisce determinati
livelli di qualità condivisi e predeterminati (superiori ovviamente
a quelli dei requisiti minimi). Di norma l’accreditamento presuppone
e conclude con un atto di certificazione formale i processi di verifica
dei requisiti minimi e di valutazione. Valutazione ed accreditamento
sono dunque procedure interdipendenti, che possiedono alcune somiglianze,
ma anche sostanziali differenze.
La valutazione è interna e continua, l’accreditamento
è rivolto all’esterno e dura di regola 5 anni, dopo di che deve essere
rinnovato. La valutazione non prevede confronti tra Corsi di laurea
(ranking), e nemmeno con standards prefissati (rating);
l’accreditamento genera per sua natura un rating (accreditato/non
accreditato) ed induce, per effetto delle sue analisi quantitative,
un ranking tra Corsi di laurea.
Per fare un paragone: la valutazione è dinamica come un film,
l’accreditamento è statico come una fotografia; la valutazione si
può assimilare alla manutenzione continua di una auto da parte del
proprietario, l’accreditamento alla revisione periodica dell’Ufficio
della Motorizzazione. È evidente che non ci può essere accreditamento
senza valutazione: analogamente se un Corso di laurea non supera la
soglia dei requisiti minimi non può accedere alla procedura dell’accreditamento,
anche se è augurabile che i suoi organi responsabili diano inizio
quanto prima ad una serie di procedure di valutazione capaci di innescare
processi di miglioramento continuo e di garanzia.
2.2.
Cosa si valuta. Trattandosi di didattica, oggetto della valutazione
è la qualità erogata dal Corso di laurea lungo tutto l’arco del processo
formativo: ex ante per il livello qualitativo del progetto e degli
obiettivi; ex post per la coerenza tra obiettivi, risultati attesi
e risultati raggiunti. Il presupposto di partenza (un po’ difficile
da recepire, mi rendo conto) è che l’Università è un sistema di produzione
di servizi, ed in quanto tale deve ottemperare ad una serie di procedure
che hanno come obiettivo la qualità delle prestazioni e la soddisfazione
dell’utente-studente.
Un Corso di laurea è un macro-processo, scomponibile
in una serie lineare di singoli processi (orientamento, didattica,
tutorato, tirocinio, laurea, job-placement), in cui tutto ruota intorno
allo studente, che entra nel sistema come diplomato ed esce come laureato.
È ovvio che il servizio formativo prestato dall’Università è del tutto
particolare e specifico, considerando che l’utente-studente è anche
parte in causa, anzi è un protagonista del processo (anche a livello
di gestione) al pari del docente. Non si possono dunque utilizzare
le norme ISO 9000, come nel caso di una normale azienda di servizi,
ma bisogna stabilire specifici standards di qualità, sia di tipo quantitativo
che soprattutto qualitativo. Nel sistema università non si può pensare
di valutare a posteriori la qualità del prodotto-laureato (che viene
fatta semmai dal mercato, dalla scuola), ma bisogna focalizzare l’attenzione
sulla qualità, l’efficacia e l’efficienza dei processi di gestione:
definizione degli obiettivi, progettazione, erogazione dell’offerta
didattica, verifica dei risultati; in definitiva l’intero sistema
di gestione del Corso di laurea. Il presupposto è che se i processi
sono efficienti e di qualità, lo sarà anche il prodotto.
2.3
Valutazione in C1. Per diffondere nel sistema universitario
la cultura della valutazione la CRUI ha elaborato un modello informativo
che sarà sperimentato per la prima volta in C1, ma che è destinato
ad estendersi nei prossimi anni a tutta l’Università. Esso riprende
ed integra il modello proposto dal CNVSU. Il modello informativo è
lo strumento indispensabile per documentare e valutare i processi
gestionali ed i risultati conseguiti da un Corso di laurea. La sua
compilazione porta alla formulazione di un “rapporto di autovalutazione”.
La procedura si svolgerà in due fasi, secondo il sistema “peer-review”
adottato nella ricerca scientifica: a) autovalutazione del Corso di
laurea; b) successiva valutazione con visita in loco di valutatori
esterni e stesura del “rapporto di valutazione”. Per diffondere a
livello di Corsi di laurea le necessarie competenze la CRUI ha organizzato
appositi corsi per autovalutatori: ad uno di questi corsi il sottoscritto
ha partecipato a Roma dal 25 al 28 marzo. Il modello CRUI-CNVSU si
trova ovviamente in Internet e deve essere compilato on-line tramite
username e password da tutti i Corsi di laurea partecipanti a C1.
Nel 2002 si tratterà di un esercizio di sperimentazione, che preluderà
alla stesura del vero e proprio rapporto di autovalutazione nella
primavera 2003. Nello stesso anno è prevista la procedura di valutazione
esterna con visita in loco e redazione del rapporto finale, che darà
luogo o meno all’accreditamento. A questo scopo occorre allestire
un Gruppo di autovalutazione interno al nostro Corso di laurea (3-4
persone, compreso 1 studente), di cui il sottoscritto potrà far parte
come ‘esperto autovalutatore’ ma non come Presidente del Corso di
laurea, trattandosi di un organismo operativo che deve analizzare
l’organizzazione in un certo senso dall’esterno. Il modello ha un
carattere amichevole e descrittivo, e configura una serie di indicatori
quantitativi e qualitativi (articolati in dimensioni, elementi e fattori
relativi a tutti gli aspetti del Corso di laurea), che richiedono
risposte articolate e danno luogo a punteggi (da 1/insufficiente a
4/eccellente). In estrema sintesi si richiede una precisa e circostanziata
analisi-documentazione su questi punti:
1) Motivazione
e giustificazione per l’apertura del Corso di laurea;
2) Struttura e organizzazione;
3) Risorse e servizi;
4) Pianificazione ed erogazione della didattica;
5) Risultati;
6) Riesame.
Se
nel rapporto finale dei valutatori esterni si raggiungono risultati
uguali o superiori alle soglie di accettabilità predefinite, il Corso
di laurea ottiene la certificazione “accreditato CRUI”, che lo caratterizza
pubblicamente come un Corso di qualità.
3.
Documentazione. Una delle procedure più importanti (e trascurate)
in un sistema organizzativo complesso come un Corso di laurea è quello
della documentazione relativa alle responsabilità, al progetto, ai
processi decisionali, all’offerta formativa (didattica) e di supporto
(orientamento, tutorato, tirocinio), al monitoraggio curricolare e
dell’apprendimento da parte degli studenti: in sostanza alla vita
stessa del Corso di laurea. L’esperienza insegna che spesso una inefficienza
è legata ad una mancanza di chiarezza nelle procedure, a sua volta
dipendente da una inedeguatezza di tipo comunicativo e documentale.
Per ovviare a questa situazione occorre uniformare i nostri comportamenti
a precise regole di gestione della documentazione sui processi. Non
si tratta ovviamente dei verbali degli esami e delle tesi (conservati
dalla Segreteria), ma piuttosto di tutta la documentazione che supporta
l’attività del Corso di laurea: dai verbali del Comitato per la didattica
e dell’Assemblea dei docenti ai resoconti delle riunioni dei soli
docenti di materie filosofiche (che abbiamo sempre considerato informali);
dai materiali delle nostre discussioni (come questo Rapporto) a tutta
la documentazione relativa all’attività didattica (ad esempio la definizione
delle modalità delle prove in itinere); dai materiali didattici distribuiti
a lezione o via Internet agli elaborati per le stesse prove in itinere
e scritte.
Un problema a parte è quello della raccolta
dei dati sulla carriera didattica degli studenti, che sono indispensabili
per monitorare l’efficacia del processo formativo, ma che non è facile
reperire presso la Segreteria studenti. L’Ateneo ha in programma,
all’interno delle azioni centrali relative a C1, di istituire un sistema
informatizzato di monitoraggio curricolare degli iscritti, con aggiornamento
periodico on-line (già attivo in altre Università), che risolverebbe
il problema alla radice. È inutile richiamare l’attenzione sul fatto
che le verifiche ispettive dei valutatori esterni richiederanno la
messa a disposizione e l’analisi di tutta questa documentazione.
4.
Riesame. Si tratta di un punto decisivo della vita di qualunque
organizzazione che punta al miglioramento della qualità delle sue
prestazioni. Va fatto di norma ogni anno allo scopo di verificare
quali sono i punti di forza ed i punti di debolezza del sistema di
gestione, correggendo le disfunzioni e le inefficienze, verficando
la congruità tra obiettivi progettati e risultati ottenuti, riprogettando
su nuove basi l’attività dell’anno successivo. Nel nostro caso questo
appuntamento coincide con la programmazione didattica che il Corso
di laurea fa a maggio-giugno. Quest’anno, trattandosi del primo anno
del nuovo sistema del “3+2” e del progetto C1, occorre effettuare
un riesame approfondito e rigoroso. Per fare ciò bisogna in primo
luogo predisporre una raccolta di informazioni e di documentazione
la più ampia possibile. Sarà inoltre necessario rimodulare l’offerta
didattica, redistribuendo i moduli di insegnamento in considerazione
delle variazioni nella disponibilità di risorse umane del corpo docente.
Il Corso di laurea avrà infatti un docente di prima fascia di Estetica
che uscirà dai ruoli per pensionamento, mentre entreranno in organico
due ricercatori di Storia della filosofia e di Filosofia teoretica,
ed un docente di prima fascia di Filosofia teoretica riprenderà il
servizio dopo due anni di congedo. Dovrà infine essere attentamente
seguita la procedura di riassegnazione a livello di Facoltà dei locali
per laboratori, che, coinvolgendo direttamente anche il nostro “Laboratorio
di scrittura filosofica”, può incidere notevolmente sulla sua capacità
di offrire strutture formative e di apprendimento più efficaci agli
studenti del Corso di laurea.
Walter
Bernardi
Documento
del 3/04/02
Rivisto
l’11/5/2002
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