Relazione del Comitato per la Didattica del CdS in “Filosofia, Storia e Comunicazione” della Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo

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VALUTAZIONE DEI CORSI DI INSEGNAMENTO

 


Anno accademico 2003-2004

 

 

La relazione dovrebbe sviluppare i seguenti punti, supportando i commenti con i dati relativi alle tabelle indicate tra parentesi

 

 

1.      Andamento dell’attività di valutazione sotto il profilo organizzativo, con eventuali proposte per un suo miglioramento. (base informativa Tab. A.1)

 

Commento

 

Sono stati valutati 46 corsi di insegnamento del Corso di laurea da parte di 372 studenti per un totale di 1150 questionari. Un risultato soddisfacente. La distribuzione dei questionari sia nel primo che nel secondo semestre è stata regolare. La responsabilizzazione dei docenti nell’organizzazione e gestione delle procedure di redazione-consegna-riconsegna del materiale ha funzionato meglio che con il precedente sistema. Ma soprattutto è da apprezzare la tempestività del ritorno dei dati da parte del servizio di elaborazione di Ateneo e la loro funzionale messa a disposizione degli utenti (docenti e Comitati per la didattica) direttamente in rete. Coraggiosa, ma era una decisione ineluttabile pena il fallimento dell’intero sistema, appare la scelta di rendere pubblici a tutti gli utenti della rete i dati aggregati per Facoltà e Corso di laurea.

 

 

 

2.      Analisi dei dati aggregati raffrontando, se disponibili,  anni/semestri precedenti. (base informativa Tab. A.2-A.3)

 

Commento

 

Le risposte a tutte le domande C1a-C10 sono positive e si collocano nella fascia medio-alta; in sette casi su dodici la percentuale delle risposte “decisamente sì” supera da sola il 50%, e negli altri cinque casi le risposte “più sì che no” sommate alle risposte “decisamente sì” superano comunque il 70% delle risposte, con punte anche dell’80%. Da segnalare come particolarmente positivi i dati delle risposte alle domande C9 “L’impegno di lavoro richiesto da questo corso è proporzionato ai crediti ad esso assegnati” e C10 “Complessivamente è soddisfatto di come è stato svolto questo Corso”. La percentuale delle risposte positive alla domanda C9 è del 72,6%: 42,8 “più sì che no” e 29,8 “decisamente sì”, a dimostrazione che gli studenti hanno apprezzato l’attenzione che il Comitato per la didattica ha sempre mostrato nella valutazione dei contenuti e del carico di lavoro dei singoli insegnamenti. Utile può essere un confronto delle percentuali degli altri Corsi di laurea triennali della Facoltà aretina, che si collocano tutti oltre il 70%:  Letteratura italiana ed europea: 74,5%; Lingue 76,0; Musica e spettacolo 76,2%; Scienze dell’educazione 77,5%; Beni culturali 73,3%. Per quanto riguarda poi il grado di soddisfazione per l’offerta didattica del Corso di laurea il dato appare più che buono: non solo non ci sono insegnamenti con giudizi non positivi alla domanda C10 superiori al 41% (che viene considerata una soglia critica), ma il 43,9%  delle risposte è “più sì che no” e ben il 46,9% delle risposte è “decisamente sì” (totale 90,8%); solo 1,3% delle risposte è “decisamente no” e il 7,9% delle risposte è “più no che sì”. Si fornisce anche qui un raffronto con gli altri Corsi di laurea triennali aretini, che sono tutti oltre il 90%: Letteratura italiana ed europea: 91,2,5%; Lingue 90,4; Musica e spettacolo 91,6%; Scienze dell’educazione 90,7%; Beni culturali 91,2%. I risultati di questo anno accademico 2003-2004 del Corso di laurea in “Filosofia, Storia e Comunicazione” sono in linea con quelli del precedente anno accademico 2002-2003, anche se il fatto che allora esistessero i due Corsi di laurea separati in “Filosofia” e in “Società, culture e istituzioni d’Europa”, che si sono successivamente accorpati non rende omogeo il confronto. Ecco comunque i dati 2002-2003: “Filosofia” C9 “più sì che no” 43,6, “SCIE” 49,0; “Filosofia” C9 “decisamente sì” 37,0, “SCIE” 36,1; “Filosofia” C10 “più sì che no” 34,7, “SCIE” 35,1; “Filosofia” C10 “decisamente sì” 56,3, “SCIE” 58,1.

 

 

3.      Modalità di diffusione tra gli studenti dei dati “pubblici” delle tabelle A.1 – A.3.

 

Commento

 

Il Presidente del Comitato per la didattica ha predisposto un’analisi dei dati che è stata sottoposta all’esame del Comitato, che l’ha approvata nella sua riunione del 14 giugno 2005. Dopo di che i risultati sono stati pubblicati sul sito del Corso di laurea ed il Presidente ha avvertito gli studenti attivando la mailing-list di cui si serve normalmente per comunicare con gli iscritti e affiggendo un comunicato all’albo del Corso di laurea.

 

 

 

4.      Modalità di utilizzo degli approfondimenti relativi ai Corsi (base informativa Tab. BC).

Commento

Non solo non risultano corsi di insegnamento, riconducibili al Corso di laurea in “Filosofia, Storia e Comunicazione”, che abbiano più del 50% di giudizi non positivi alla domanda C10, ma le risposte non positive (“Decisamente no” e “Più non che sì”) sono a livelli minimi, rispettivamente l’1,3 e il 7,9% degli insegnamenti. Il 43,9%  delle risposte è “più sì che no” e ben il 46,9% delle risposte è “decisamente sì”, con insegnamenti che hanno indici di eccellenza nella soddisfazione degli studenti anche dell’80%. I due insegnamenti che non risultano valutabili perché hanno meno di 3 studenti che hanno redatto il questionario, cioè Cultura inglese II e Letteratura inglese III, non rientrano nel Corso di laurea in “Filosofia, Storia e Comunicazione”  

 

 

 

5.      Eventuali azioni intraprese nei confronti delle situazioni critiche emerse dal punto precedente.

Commento

 

Non si ritiene di dover intervenire visto che, al momento, non si presentano situazioni critiche particolari.

 

 

6.      Suggerimenti/richieste al Nucleo di valutazione.

Commento

Non si riesce a capire come mai corsi di insegnamento lontanissimi dalla specificità del Corso di laurea – ad esempio “Culture noramericane”, “Letteratura anglo-americana” o “Filologia del linguaggio” – risultino afferenti a “Filosofia, Storia e Comunicazione”, quando non solo queste materie non sono previste nel piano di studio ma non è nemmeno lontanemente ipotizzabile che vengano scelte dagli studenti nelle materie a libera scelta. In termini generali, si rileva invece che il punto di debolezza che ancora persiste nell’intera procedura della valutazione da parte degli studenti – nonostante i meritori e notevoli sviluppi positivi di questi ultimi tempi – è la visibilità pubblica da parte degli utenti, ma prima ancora e soprattutto la capacità – non certo la volontà, che c’è ed è notevole - degli organismi collegiali (Facoltà e Corsi di laurea) di mettere in atto forze e risorse per a) studiare i dati, b) monitorare le dinamiche di cambiamento nel corso del tempo, c) comparare le situazioni all’interno della Facoltà e con altri Corsi di laurea della stessa classe di Ateneo o di altri Atenei, e solo successivamente passare alla pratica operativa, cioè d) ideare le soluzioni migliorative più opportune ed e) metterle in campo, per f) valutarne poi l’anno successivo gli effetti. Ma, come è facile capire, tutto questo non dipende certo dal Nucleo di valutazione.