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Un festival per la filosofia
Qualcuno forse – nel mondo accademico e tra gli addetti
ai lavori - sarà sobbalzato sulla poltrona leggendo sui giornali
o ascoltando alla televisione che, come avviene da tempo per le canzonette,
anche la filosofia aveva (finalmente?!) un festival. Platone a Sanremo?
Ebbene sì! Il festival non solo c’è stato, ma è
stato anche uno straordinario, inaspettato successo di pubblico. Possibile?
Al “Festival
della filosofia” di Modena, Carpi e Sassuolo, svoltosi per tre
giorni (20, 21 e 22 settembre 2002), promosso dalla Fondazione San Carlo
e dedicato alla bellezza, hanno partecipato (si dice) 30 mila curiosi,
studenti, insegnanti, operatori culturali. Che dire? Non solo grande pubblico,
ma pubblico che pensa; quantità e qualità.
Come in ogni festival c'era un po' di tutto. Questo di Modena è
stato come un Festival di Sanremo al quale partecipassero Pino Daniele
e Lucio Dalla, De Gregori e Jovanotti, con le incursioni di musicisti
stranieri del calibro di Sting e Springsteen. A scorrere la lista dei
relatori ci si rende infatti conto che erano ben pochi i big italiani
assenti. L’apertura della manifestazione è stata affidata
a Massimo Cacciari che ha fatto uno sforzo di chiarezza apprezzato dal
pubblico per rendere meno ostica la sua genealogia del “bello”.
A seguire, presi a caso dalle tre giornate, Remo Bodei e Gianni Vattimo,
il priore di Bose Enzo Bianchi e l'antropologo Marc Augè, la star
Umberto Galimberti e il suo maestro Emanuele Severino. E tutti a cercare
di farsi capire coinvolgendo l’uditorio.
Non è mancata nemmeno la scienza. Il guru dell'anima James Hillman
ha sottolineato l'importanza di una critica estetica alle brutture del
mondo e dell'ambiente. Piergiorgio Odifreddi, logico matematico e divulgatore,
ha tenuto banco per due ore nella chiesa di San Vincenzo, dove tra il
serio e il faceto raccontava i segreti e le bellezze della matematica.
La consacrazione al rango di “festival” a tutti gli effetti
è stata, infine, suggellata dalle immancabili polemiche, come sempre
innescate dagli esclusi. Capita così che Stefano Zecchi, habitué
del Costanzo Show e autore nel 1990 di un saggio intitolato La bellezza,
spari a zero sulla manifestazione (Il Giornale del 21/09/2002), organizzata
“dai cattocomunisti della Fondazione San Carlo e dalle amministrazioni
locali di quella zona: tutte, mi risulta, di vecchio stampo stalinista”
(sic!).
Il tema dell’edizione 2003 sarà la vita.
Davide Zanichelli
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