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Filosofia
e didattica della filosofia
In tempi recenti accade abbastanza spesso di leggere
su quotidiani e riviste di un crescente disinteresse verso la filosofia
quale segno della sua crisi e del suo inevitabile destino, ossia della
lenta ma inesorabile scomparsa di questa disciplina. Nella sua lunga storia
diagnosi negative sullo stato di salute della filosofia non sono certo
una rarità; più difficile è incontrare analisi che
mettano in evidenza la sua grande capacità di durata nel tempo,
la sua vitalità.
In una età come quella contemporanea, che è caratterizzata
da processi di invecchiamento di teorie scientifiche e tecnologie che
si svolgono a velocità sorprendente, la filosofia mantiene piena
validità in molteplici contesti. A volere solo considerare la filosofia
occidentale – che non coincide certo con la filosofia ma ne è
una parte rilevante – non si può non notare che alcuni testi
della filosofia greca classica continuano a rappresentare una fonte teorica
ineludibile per discutere problemi attuali. In un contesto politico di
grande dinamismo come quello nordamericano i filosofi sono chiamati a
fornire pareri e argomenti per decidere sui diritti dei cittadini sulla
base di letture di Platone e Aristotele: è indubbio che i grandi
classici, antichi, medievali, moderni e contemporanei sono una risorsa
formidabile per affrontare, ad esempio, questioni di etica applicata o
risolvere problemi posti da società multietniche e multiculturali.
Le diagnosi sulla fine della filosofia nascono sovente dalla convinzione
che la formazione dei giovani deve privilegiare una preparazione professionale
a danno di quella culturale, dimenticando però che lo scopo prioritario
dell’educazione è la formazione di persone mature e cittadini
consapevoli, e in questo processo le “humanities” continuano
a svolgere un ruolo essenziale.
Per riflettere su questi problemi può essere utile la recente iniziativa
della rivista “Prospettiva EP”, il trimestrale di educazione
permanente dell’editore Bulzoni fondato da Enrico Mencarelli e oggi
diretto da Sira Serenella Macchietti, che ha dedicato i nn. 2, 3 e 4 del
2002 al tema dei “Nuovi orientamenti di didattica della filosofia”.
Si tratta di un massiccio numero curato con dedizione e competenza da
Francesco Solitario, docente di Estetica presso la Facoltà di Lettere
e Filosofia di Arezzo, che può sembrare a prima vista un’operazione
tutta accademica e eccessiva rispetto all’oggetto. In realtà,
l’invito rivolto dal curatore a didatti della filosofia, filosofi
dell’educazione, filosofi tout court di fama nazionale a discutere
problemi connessi alle prospettive educative della filosofia si è
tradotto in un volume di indubbio rilievo scientifico che è destinato
ad essere un punto di riferimento futuro per gli studiosi. Il volume è
altresì la conferma che la discussione intorno alle molteplici
dimensioni del sapere filosofico è segnata da una vivacità
sorprendente che getta un’ombra di dubbio sulle previsioni di una
fine vicina per la filosofia.
Un ringraziamento affettuoso va rivolto a Francesco Solitario per avere
curato questo numero monografico e la gratitudine di ogni studioso interessato
alla filosofia va a Sira Serenella Macchietti per avere voluto e sostenuto
questa difficile impresa. È una conferma del suo interesse, da
pedagogista, per la dimensione filosofica dei problemi. Questo volume
nasce anche da un clima di collaborazione scientifica fattiva che, nella
Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, si è instaurato
da tempo tra la comunità dei pedagogisti e quella dei filosofi.
È da notare con piacere e soddisfazione che frutti di questa collaborazione
trovano il loro esito a stampa nella rivista fondata da Mario Mencarelli.
Ferdinando Abbri
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