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Premesso che, stante l’attribuzione di 4 crediti
alla prova finale del Corso di laurea in “Filosofia, Storia e
Comunicazione” e di 25 crediti a quella del Corso di laurea magistrale
in “Studi filosofici”, il carico di lavoro complessivo per lo
studente non può superare le 100 ore e le 625 ore rispettivamente
(pari, all’incirca, allo studio di 7 ore al giorno
per 15 giorni nel primo caso, e per 90 giorni nel secondo caso),
può essere opportuno suggerire a docenti e studenti alcune indicazioni
di massima per l’attribuzione e il corretto svolgimento di dette
prove: 1) L’argomento della
prova finale, soprattutto
quella della laurea, è opportuno che non riguardi un filosofo
o una problematica storico-teorica visti nella loro interezza;
vale a dire non è immaginabile che essa si configuri come una
considerazione dello stato dell’arte e della bibliografia complessiva.
Può rivelarsi utile proporre allo studente l’analisi di una singola
opera di un filosofo. Non appare invece plausibile né fattibile
prospettare come obiettivo della prova quello di configurare la
ricerca in connotati, sia pure limitati, di
originalità e di innovazione. 2) A questo scopo
appare fortemente raccomandabile proporre
come argomento della prova, particolarmente
nel caso della laurea, un tema che lo studente ha già affontato
durante uno dei suoi corsi di insegnamento. Andrebbe decisamente
scoraggiata l’abitudine, importata dalla vecchia tesi della laurea
quadriennale, di proporre argomenti che lo studente non ha mai
frequentato nel corso degli studi, che proprio per questo richiederebbero
un lungo lavoro preparatorio sia per lo studio delle opere dell’eventuale
autore sia per una minima conoscenza della bibliografia, anche
di quella più recente. 3) In termini di estensione, pur essendo sempre problematico proporre quantità
approssimative di pagine, sembrerebbe plausibile indicare in 15-20
pagine (di 2000 battute) quella della prova finale della laurea,
e in 70-80 pagine (di 2000 battute) quelle della prova finale
della laurea magistrale. Niente vieta, ovviamente, che il numero
di dette pagine potrebbe anche essere leggermente modificato o
in basso (10 pagine per la laurea e 60 pagine per la laurea magistrale)
o in alto (30 pagine per la laurea e 90 pagine per la laurea magistrale)
secondo che lo studente sia più o meno dotato. 4) Per ridurre il
tempo di lavoro degli studenti, e anche per andare incontro al
loro legittimo desiderio di laurearsi nei tempi stabiliti, potrebbe
rivelarsi utile consigliare allo studente della laurea, che intende
proseguire gli studi nella laurea magistrale di “Studi filosofici”,
di scegliere un argomento di prova finale che poi potrà sviluppare
(con lo stesso docente) nella prova finale della laurea magistrale.
In tal caso il vantaggio enorme per lo studente, in termini operativi
e di tempo guadagnato, è quello di poter lavorare alla tesi di
laurea magistrale già dal primo anno del biennio, configurandosi
il lavoro di tesi come una sorta di “continuazione”, di fatto,
del lavoro triennale. Si tratta ovviamente di una semplice raccomandazione,
restando piena la libertà dello studente della laurea magistrale
di scegliere per la prova finale un nuovo
argomento ad un altro docente. 5) In conformità
ai Regolamenti didattici dei due Corsi di laurea, che prevedono
l’istituzione di un ”Archivio delle tesi” che il Presidente del
Comitato per la didattica provvederà a tenere continuamente aggiornato, tutti i docenti
sono tenuti a informare tempestivamente lo stesso Presidente degli
argomenti delle prove finali della laurea e della laurea magistrale
attribuite. L’archivio degli argomenti e dei relatori delle prove
finali sarà a disposizione dei docenti.
I Presidenti del Corso di laurea e del Corso di laurea magistrale
si preoccuperanno di garantire che l’attribuzione degli argomenti
delle prove finali sia equamente suddivisa
tra tutti i docenti di materie filosofiche. La registrazione dell’Archivio
inizierà a partire dall’1/1/2005. Walter Bernardi
Francesco Solitario
Arezzo, 12 gennaio
2005
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