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Theodor
W. Adorno (1903-1969) Filosofo e musicologo tedesco, soggiornò
spesso in Italia, visitando le principali città. A Lucca,
luogo già celebrato da Heine, ha dedicato un breve diario
(in Parva aesthetica, Feltrinelli), forse lunico testo in
cui parla espressamente di felicità. Pochi giorni prima
di morire tornò a Venezia e Botho Strauß ci ha lasciato
un ritratto del filosofo al Caffé Florian, in piazza San
Marco, nella sua ultima apparizione pubblica.
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Ludmilla Assing (1821-1880) Scrittrice e pubblicista nipote
di Karl-August Varnhagen von Ense. Dopo la morte del padre, il medico
David Assur, che con la conversione al cristianesimo prese il nome
di Assing e dello zio (di cui pubblica carteggi e diari), si stabilisce
nel 1861 a Firenze, dove era in stretto contatto con i repubblicani
italiani. Di Piero Cironi traduce due scritti in tedesco e nel 1865
pubblica la sua biografia "Vita di Piero Cironi". Frequenta
il De Gubernatis e collabora alla sua Rivista Europea.
Dal 1868 al 1879 nella sua casa fiorentina si tengono un salotto
e incontri del circolo letterario da lei fondato. |
| Walter
Benjamin (1892-1940) Filosofo e
critico letterario tedesco. Si recò più volte in Italia
e soggiornò in particolare a Capri, Napoli, Siena, Pisa,
Lucca, Livorno, Perugia, Rapallo, Portofino, Marina di Massa, Volterra,
"una specie di Engadina senza neve", e a lungo a San Remo.
Nei suoi scritti, un breve saggio dedicato a San Gimignano (in "Immagini
di città", Einaudi), un articolo firmato con Asja Lacis
"Neapel" in ("Schriften" vol II) dove si parla
per la prima volta di "porosità" della città
vesuviana, termine poi ripreso da Bloch nei suoi saggi italiani.
Benjamin riaggiusterà il testo di "Napoli" per
un programma radiofonico dedicato ai ragazzi (in "Burattini,
streghe, briganti", Il melangolo); sempre per la radio dei
ragazzi, Benjamin scrisse "La scomparsa di Pompei ed Ercolano"
(in "Burattini" cit.). |
| Ernst
Bernhard (1896-1965) Psicologo junghiano tedesco. Pediatra,
di formazione chassidica, lascia Berlino e guidato da un sogno premonitore
si rifugia a Roma nel 35 dove introduce il pensiero junghiano.
Si stabilisce a via Gregoriana 12, nel palazzo dove abitò
Gregorovius, e destate in riva al lago di Bracciano. Durante
gli anni delloccupazione nazista sopravvive grazie ai buoni
uffici di Tucci, un orientalista che si occupava di sciamanismo,
ma per un anno è internato in Calabria. Negli anni Sessanta
diventa una vera star culturale nella Roma della dolce vita: tra
i suoi pazienti cè pure Federico Fellini. Tra i suoi
amici Robert Bazlen, il fondatore dellAdelphi, una casa editrice
che risentirà non poco dellinfluenza di questo psicologo
chassidico. E che nei suoi primi titoli pubblicherà
la "Mitobiografia" di Bernhard. |
| Ernst
Bloch (1885-1977) Filosofo tedesco. Nel corso della sua lunga
vita, si recò più volte in Italia, ma fu soprattutto
negli anni Venti e Trenta che studiò alcuni luoghi della
penisola su cui scrisse dei saggi: "Notte italiana a Venezia",
"Italia, la porosità" in "Verfremdungen II"
("Geographica", Marietti). Consigliava di arrivare in
Italia dal Sud, dalla Sicilia o dallAfrica, per non cadere
nei miti classicisti del viaggiatore tedesco e per non identificare
lItalia con il Rinascimento. |
| Rudolf
Borchardt (1887-1945) Letterato tedesco. Trascorse gran parte
della sua vita in Toscana, nei dintorni di Lucca, coltivò
la lingua italiana realizzando una originale versione in medio alto
tedesco della "Divina Commedia", fu catturato dai nazisti
e morì ai confini dItalia, poco oltre il Brennero.
Scrisse saggi su Venezia, la Villa italiana,
Pisa e il suo paesaggio, Volterra, e Da
un giardino del Sud (in "Città italiane",
Adelphi); dedicò un volume a "Pisa, solitudine di un
Impero" (Nistri-Lischi), celebrazione politico-culturale di
una Italia anti-rinascimentale. |
| Oskar
Goldberg (1885-1952) Orientalista e storico delle religioni
tedesco. Dopo esperienze paranormali pubblicò la "Wirklichkeit
der Hebräer" ("La realtà degli ebrei")
che negli anni Venti suscitò grandi polemiche e contro cui
intervenne Scholem. Nel 34 soggiornava a San Remo e, secondo
una testimonianza dileggiante di Benjamin, spediva un allievo alledicola
locale per rifornirla di copie della "Realtà degli ebrei"
(evidentemente a San Remo gli esuli non mancavano) mentre "egli
stesso è al casinò a mettere alla prova la sua mistica
dei numeri". |
| Sigmund
Freud (1856-1939) Medico austriaco. Rinviò per anni la
sua discesa al Sud, adducendo scuse varie (paura delle malattie
infettive, per esempio, o del clima). Il viaggio verso la Roma temuta/amata
diventò una prova decisiva e Freud si sentì vittorioso,
quando potette misurarsi con il Mosè michelangiolesco. Ma
già nel 1895 va a Venezia e scrive della "ebbrezza che
questa città mette addosso". Più tardi ammirerà
Capri, Rapallo, Genova. Nel 1901 entra finalmente in Roma. Sarà
la prima delle sette visite nella città santa. Allalba
della sua prima giornata romana si reca a San Pietro. Nel terzo
giorno, va a contemplare il Mosè di marmo. Nel 1902 si spinge
fino a Napoli e Sorrento. Nel 1907 visita a Roma le catacombe ebraiche.
Nel 12 propone alla moglie di stabilirsi a Roma negli anni
della vecchiaia. |
| Henriette
Herz (1764-1847). Figlia del medico sefardita de Lemos, tiene
a Berlino dopo il matrimonio con Markus Herz uno dei più
famosi salotti culturali dellepoca. Donna di grande cultura,
parla svariate lingue ed impartisce ai giovani fratelli Alexander
und Wilhelm von Humboldt lezioni di ebraico. Dal 1817 al 1819 si
reca in Italia, dove incontra a Roma la sua amica Dorothea Schlegel.
A Roma incomincia a scrivere un autobiografia, che viene conclusa
e pubblicata nel 1850 dallamico Joseph Fürst in base
ai suoi racconti ("Henriette Herz. Ihr Leben und ihre Erinnerungen"). |
| Franz
Kafka (1883-1924) Scrittore boemo di lingua tedesca. Il 9 settembre
del 1909 è in gita a Brescia per vedere un raduno di aeroplani
di cui si trasforma in cronista "Gli aeroplani a Brescia"
(in "Confessioni e diari", Mondadori). Dal 1910 al '12
sta in una clinica a Riva del Garda, e nel 20 in un sanatorio
di Merano. Echi italiani sono percepibili nel "Processo":
nel penultimo capitolo, "il cristiano e, fuso con esso, litaliano
diventano palesi trasposizioni dellebraico. [
] La trasposizione
delle figure in chiave italiana comincia col pittore Tintorelli
"
(Mittner). |
| Karl
Kraus (1874-1936) Scrittore austriaco. Alla vigilia della Prima
guerra mondiale compie tre viaggi in Italia durante una tormentata
vicenda sentimentale con laristocratica Sidonie Nádhern.
Drammatico incontro a Roma con lamata Sidonie. Nella capitale
ha anche contatti con personalità politiche, per scongiurare
lingresso dellItalia nel conflitto in corso. |
| Fanny
Lewald (1811-1889) Scrittrice ed emancipazionista. Dopo la pubblicazione
dei suoi primi tre romanzi, abbandona nel 1845 definitivamente la
casa stabilendosi a Berlino ; va quindi in Italia e qui si ferma
per sei mesi a Roma. In questambiente incontra il suo futuro
marito, il filologo Adolf Stahr e trova lopportunità
di una piena affermazione come intellettuale. Nellarco della
sua vita visita ben sei volte lItalia e di tutti questi viaggi
esistono resoconti letterari pubblicati o come compiuta descrizione
di viaggio ("Italienisches Bilderbuch" del 1847) o come
lettere di viaggio, pubblicate durante i soggiorni italiani da alcuni
giornali tedeschi e raccolte successivamente in volume. |
| Karl
Lövith (1897-1973) Filosofo tedesco. Nel 1935 si rifugia
a Roma per molti mesi, raccomandato a Gentile da Heidegger
che ne parla in una lettera a Hannah Arendt per provare linfondatezza
del suo antisemitismo. Nella capitale italiana Lövith abiterà
in via Gregoriana, via Bocca di Leone, via delle Sette Sale, e avrà
rapporti con la piccola cerchia di esuli tedeschi che qui sono scampati.
Nella sua autobiografia postuma e nelle lettere, soprattutto quelle
indirizzate a Leo Strauss, schizzerà una sonnolenta Roma
anni Trenta, dove poco la vita politica e spirituale corrisponde
alla tradizione romana antica. |
| György
Lukács (1885-1971) Filosofo ungherese. Nel 1908 accompagna
Irma Seidler a Firenze. In quelloccasione visita anche Settignano
e Ravenna. Nel 1911 sta di nuovo a Firenze, questa volta con Béla
Bálazs, e visita Assisi. Nellinverno 1911-12
si stabilisce a Firenze per lavorare al suo sistema estetico e alla
filosofia dellarte. Nel 12 visita Genova, nel 13
soggiorna a Bellaria (Rimini) dove incontra la futura moglie, con
cui visita Venezia. |
| Gustav
Mahler (1860-1911) Compositore austriaco. Nel 1899 compie, con
la sorella Justine, un viaggio in Italia. Durante le vacanze degli
anni 1908-1910, Mahler trascorre le vacanze in una grande casa a
Toblach, non ancora Dobbiaco, e qui scrive "Das Lied von der
Erde", la Nona e lincompiuta Decima Sinfonia. |
| Fanny
Mendelssohn (1805-1847) Pianista e compositrice. Sorella maggiore
di Felix Mendelssohn-Bartholdy si recò nel 1839 con suo marito,
il pittore Wilhelm Hensel, e il figlio per un anno in Italia e qui
, oltre a visitare le più importanti città darte,
si stabilisce per sette mesi a Roma. Le sue impressioni sullItalia
sono fissate in un diario di viaggio e nelle lettere scritte alla
famiglia, pubblicati in parte nel 1981 come "Italienisches
Tagebuch" (Diario italiano); anche la musica che compone restituisce
le sensazioni dei luoghi visitati, in particolare il ciclo per pianoforte
"Das Jahr" (Lanno). |
| Felix
Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847) Compositore tedesco. Nipote
del filosofo Moses ma cresciuto nella fede luterana, viaggia in
Scozia che gli ispira la "Sinfonia Scozzese" e, subito
dopo, compie il suo viaggio in Italia. Sullonda dei ricordi
di questa iniziazione mediterranea compone la "Sinfonia italiana".
Durante gli anni del nazismo le sue musiche vennero cancellate dai
pubblici concerti. |
| Dorothea
Schlegel (1764-1839) Scrittrice e traduttrice. Figlia di Moses
Mendelssohn. Sposata in primo matrimonio con il banchiere Sinom
Veit, dal quale ha due figli, frequenta a Berlino il salotto culturale
di Henriette Herz, dove incontra il suo secondo marito Friedrich
Schlegel. A partire dalla sua convivenza con Schlegel incomincia
la sua attività letteraria, pubblicando sotto il nome di
lui testi e traduzioni. Dal 1818 al 1820 trascorre quasi due anni
a Roma presso i suoi due figli, i pittori Johannes e Philipp Veit
che vi si erano stabiliti. |
| Otto
Weininger (1880-1903) Filosofo austriaco. Nellultimo anno
della sua giovane vita, pochi mesi prima del suicidio, compie un
viaggio al Sud: il 23 luglio è a Roma dove visita la Cappella
Sistina e i Musei Vaticani. Qui stenografa alcuni appunti su Raffaello
e Michelangelo che usciranno postumi nel "Taschenbuch".
Il 3 agosto è a Siracusa, dove era giunto via terra, passando
per Napoli, Messina, Taormina, Catania. Rimane particolarmente colpito
dallEtna. Sulla via di ritorno, scrive da Casamicciola (Ischia):
"Non cè quasi più speranza". Al ritorno
del viaggio, il suicidio nella stanza dove è morto Beethoven.
|
| Aby
Warburg (1866-1929) Studioso darte
tedesco. Fin dalla sua tesi di laurea sui dipinti mitologici di
Botticelli, dedica gran parte delle sue ricerche allarte italiana
e soggiorna nelle città rinascimentali. A Firenze incontra
lartista Mary Hetz e insieme trascorrono qui gran tempo nello
studio della civiltà medicea. Nei suoi vari viaggi in Italia,
Warburg progetta di fondarvi un istituto per lo studio della cultura
rinascimentale. |
| Karl
Wolfskehl (1869-1948) Poeta della cerchia di George, approdò
in Italia nel 1934. Qui ripensò la sua identità ebraica,
ritrovata nello spirito piuttosto che nel sangue. Tentennò
a lungo prima di andare in Palestina e decise poi di restare in
Italia. Visse a Roma fino a quando la situazione politica lo costrinse
a un altro esilio in Nuova Zelanda. Resta di quel soggiorno un epistolario
dallItalia ("Briefwechsel aus Italien 1933-1938",
Hamburg 1993). |
| Stefan
Zweig (1881-1942). Scrittore austriaco.
A 25 anni compie il suo primo viaggio in Italia. Due anni dopo torna
nel Belpaese e si ferma per qualche mese a Bagni di Lucca, sulle
tracce di Heine. Si reca nel 1930 a Capo Sorrento per incontrare
Gorki. Negli anni 1937-38, soggiorna a Napoli, vi scrive il
"Magellan", e per alcuni mesi studia a Milano alla Biblioteca
Ambrosiana. |
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Bibliografia
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Fondamentale per la presenza ebraica in Italia tra 1933-1945 è
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1989-1993, 2 voll.(ed. it.la Nuova Italia,
Firenze 1989-1993, 2 voll.)
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Rütten & Loening 1983.
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Römisches Tagebuch 1845-46, ed. H. Spiero, Leipzig
1927.
F. Lewald- Adolf Stahr, Ein Winter in Rom, Berlin 1869.
Lia Secci, Viaggio italiano di Fanny Lewald, in AAVV, Viaggio
e scrittura. Le straniere nellItalia
dellOttocento, Firenze, Libreria delle donne, 1988, pp.
101-108.
Heinrich Heine, Reisebilder, (le parti relative ai viaggi
in Italia), 1828-1831
Fanny Mendelssohn, Italienisches Tagebuch, ed. E. Weissweiler,
Darmstadt e Neuwied 1985
Rita Calabrese, Fanny Mendelssohn: il viaggio di una sorella,
in Viaggio e scrittura, cit., pp. 109-118
Felix Mendelssohn-Bartholdy, Briefe aus den Jahren 1830-1847,
ed. P. Mendelssohn-Bartholdy, Lipsia
1870 [ed. it. Lettere dallItalia, Torino, Fogola
1983]
R. Elverse, H.G. Klein, Die Mendelssohns in Berlin, Berlin
1983
Otto Weininger, Briefe aus Syrakus (3. August 1903; 19
August 1903) in O.W., Über die letzten Dinge, 5.
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Victor Klemperer: "Neapel in Frieden"; "Neapel
in Krieg", in Curriculum Vitae. Erinnerungen
1881-1918, Berlin, Rütten & Loening 1989, 2 voll., vol.
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