5. STAGES
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Gli insegnamenti Etnoantropologici organizzano degli stages di addestramento alla ricerca sul campo riservati agli studenti ed alle studentesse iscritti ai due corsi di studio ad indirizzo etnoantropologico della nostra Facoltà. |
Gli
stages di ricerca vengono organizzati, compatibilmente con la disponibilità di
risorse e di contatti, presso comunità del nostro territorio nazionale o presso
comunità italofone. Fino ad oggi, sono stati realizzati in Piemonte (Val
Germanasca, 1981, 1982), Sardegna (Villanova Forru, 1983 e Ballao, 1985),
Trentino (Val di Rabbi, 1986), Emilia-Romagna (Bedonia, 1988), Sicilia (Sperlinga,
1993 Modica, 1995), Toscana (Castelnuovo Val di Cecina, 1991, Stazzema, 1998),
Friuli (Valcellina, 2001)
In
più occasioni lo stage è stato organizzato insieme ad altre università (Université
de Provence di Aix en Provence, Università di Roma, Università di Cagliari); ogni
équipe di ricerca è formata da docenti e studenti (per un totale di circa
18-20 persone); i soggiorni, di due settimane, hanno luogo solitamente in tarda
primavera o in tarda estate compatibilmente con gli impegni didattici.
Per
quanto l'Università e gli enti locali che di volta in volta collaborano
all'iniziativa si assumono parte delle spese di realizzazione, è prevista una
quota a carico dei partecipanti.
Lo
stage si prefigge un duplice scopo: il primo è quello di offrire la possibilità
di addestrarsi all'indagine sul terreno con l'obbiettivo di far proprie,
attraverso la pratica, le tecniche dell'indagine antropologica. Gli studenti si
confrontano così con una realtà sociale e culturale viva - una comunità - ed
apprendono l'uso dell'intervista formale ed informale, del questionario, della
scheda di rilevamento, della ripresa televisiva etnografica ecc., nonché
familiarizzano con la documentazione scritta, storica e statistica, così come
essa si trova nelle biblioteche e negli archivi comunali e parrocchiali.
L'uso
di tali tecniche è naturalmente finalizzato alla conoscenza di un determinato
aspetto della realtà sociale e culturale oggetto di indagine, il che
costituisce il secondo obbiettivo che lo stage intende raggiungere. I limiti di
tempo e di esperienza non consentono di solito uno studio esaustivo della realtà
in esame; tuttavia la determinazione e l'entusiasmo degli studenti, l'impegno e
l'esperienza dei docenti, la collaborazione fattiva delle autorità locali e
della popolazione interessata, fanno solitamente sì che aspetti non secondari
di tale realtà vengano affrontati, studiati e, per quanto possibile,
analizzati, con un non trascurabile ritorno di conoscenza per le stesse comunità
che hanno ospitato lo stage.
I
campi di ricerca sui quali gli studenti vengono chiamati ad esercitarsi
riguardano le forme organizzate della vita sociale locale e le espressioni
culturali della comunità, in chiave storica e contemporanea. Vengono per
esempio presi in esame aspetti legati all'economia locale, ai saperi tecnici e
produttivi (tecniche di produzione e tecniche di consumo; abitazione),
all'organizzazione della parentela ed al matrimonio, alla struttura della vita
comunitaria e politica, alle espressioni della religiosità, ai ruoli della
donna e dell'uomo ed ai codici morali di comportamento, ai processi di
inculturazione, alla tradizione orale (proverbi, racconti, fiabe ecc.) e ai
sistemi festivi e rituali.
Gli
studenti, in singole unità o in piccoli gruppi, lavorano coordinati dai loro
docenti su un tema specifico, sul quale sono tenuti a scrivere un dossier di
ricerca, una volta rientrati nella loro sede universitaria. I risultati
dell'attività di ricerca, sia documentari che metodologici, costituiscono poi
oggetto di valutazione integrativa in uno degli esami del settore.
Poiché
il numero dei partecipanti è necessariamente limitato si procede ogni anno ad
una selezione delle domande in base a criteri di valutazione del curriculum di
studi.
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