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Vittorio Teotonico

 

I meccanismi effettivi di decisione in materia di bilancio

Abstract

 

In materia di bilancio dello Stato, si ha l'impressione che accanto al necessario raccordo esecutivo-legislativo ed agli specifici compiti costituzionalmente assegnati ad ognuno dei due poteri statali, complessivamente intesi, si muovono una serie di altri attori, istituzionali e non, interni ma, più spesso, anche esterni agli stessi poteri, che di diritto o di fatto, sembrano riuscire, talvolta, se non proprio a determinare, almeno a condizionare alcune scelte politiche di carattere economico-finanziario.
I casi di esercizio di competenze o di attività legate, intrecciate, sovrapposte oppure anche soltanto indirettamente influenti sulle leggi di bilancio e finanziaria o, comunque, su di importanti leggi di spesa, sono davvero tanti, alcuni di non immediata evidenza, ma non per questo meno condizionanti tali scelte politiche. Si pensi, ad es., ai vincoli finanziari imposti da organismi transnazionali; al ruolo di controllo e di consulenza svolto costantemente dalla Corte dei conti sul bilancio statale; alla funzione preparatoria, informativa e di coordinamento (tra le diverse amministrazioni pubbliche) svolta dalla Ragioneria generale dello Stato in occasione della formazione dei più importanti documenti inerenti il bilancio; all'effettivo peso delle Regioni (rectius: di alcune Regioni) sulle politiche economico-finanziarie centrali; alle pronunce additive di prestazione della Corte costituzionale; al potere presidenziale di rinvio delle leggi per mancata copertura finanziaria; all'ammissibilità, seppur limitata, del referendum abrogativo su leggi di spesa, ecc. Ma, al di là di questo, si ha l'impressione che le decisioni in subiecta materia, in ambito interno, possano essere spesso determinate, tra l'altro, da alcuni rapporti e qualità personali di singoli esponenti di Governo o di qualche parlamentare o, persino, da variabili assolutamente imprevedibili, come la situazione contingente del mercato, l'appoggio dei gruppi sociali o economici al momento più forti, il potere di veto delle segreterie dei partiti, e via dicendo.
Insomma, per tentare di spiegare meglio le problematiche attinenti al tema prescelto, pur dovendosi necessariamente prendere le mosse dai dati letterali delle fonti normative di riferimento (Costituzione in primis), potrebbe, nel corso dell'indagine, risultatre necessario rivedere impostazione dommatiche e ripensare a categorie giuridiche classiche, anche al fine di evitare di proporre schemi e modelli giuridici che non possono più (o forse che non lo sono mai stati) specchio della concreta realtà socio-economica.