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Antonio Colavecchio
Abstract
Il contributo si propone si inquadrare, nei suoi aspetti
problematici, il tema dei rapporti tra Autorità amministrative indipendenti
e Regioni. A tal fine, nella prima parte, viene preliminarmente operata una
ricognizione delle materie in cui si prospetta o si realizza una interferenza
reciproca tra le funzioni assegnate alle Autorità indipendenti dalle
leggi istitutive e quelle attribuite alle Regioni dalle norme costituzionali.
Al riguardo, viene in particolar modo evidenziato come le sovrapposizioni
tra i due plessi di poteri pubblici siano divenute molto più marcate
a seguito della riforma in senso federalistico del Titolo V della Parte seconda
della Costituzione, con l'attribuzione alla competenza legislativa concorrente
Stato-Regioni delle materie concernenti i grandi servizi pubblici nazionali.
Così ricostruito il quadro costituzionale generale entro cui si profilano
le relazioni - e i conflitti - tra Autorità indipendenti e Regioni,
si procede quindi a verificare se e in quali termini il principio di sussidiarietà
possa operare quale criterio ordinatore di siffatti rapporti, determinando
l'attrazione delle funzioni amministrative in capo alle Autorità indipendenti
quando sussistano interessi di carattere unitario (evenienza tipica nei grandi
servizi a rete). Ciò che, in virtù della giurisprudenza costituzionale
inaugurata con la sentenza n. 303/2002, determinerebbe l'avocazione al livello
statale - e quindi alle Autorità - anche delle funzioni normative.
Altro profilo specifico di approfondimento è quello dell'incidenza
del c.d. "limite del diritto privato" sulla potestà legislativa
regionale nei settori considerati, quale può essere diffusamente veicolato
attraverso la normazione prodotta dalle Autorità indipendenti, in particolare
laddove disciplinante i rapporti - privatistici, appunto - tra esercenti ed
utenti dei servizi pubblici.
La seconda parte del lavoro è dedicata all'analisi delle relazioni
tra Autorità indipendenti e Regioni per settori paradigmatici. Al riguardo,
vengono presi in considerazione i settori della concorrenza, dell'ordinamento
della comunicazione e dell'energia, anche alla luce delle indicazioni provenienti
dalla giurisprudenza costituzionale sull'assetto delle competenze da individuarsi
nei settori stessi successivamente alla riforma del Titolo V Cost.
Infine, viene esaminato un caso emblematico - e concreto - di conflitto tra
Autorità indipendenti e Regioni, quello della c.d. "tassa sul
tubo" (si tratta di un tributo "ambientale" introdotto dalla
legge della Regione Sicilia n. 2/2002 ed avente l'effetto economico di un
dazio sul trasporto del gas naturale, potenzialmente trasferibile nelle tariffe).