La procedura di presa in carico di questi soggetti è solitamente la seguente.
Si chiede una valutazione attraverso la classica serie di tests psicologici e logopedici per giungere alla diagnosi di dislessia, disgrafia/disortografia e discalculia.
Molto spesso capita di vedere relazioni da neuropsichiatri o psicologi e soprattutto da logopedisti per nulla dettagliate nei risultati. Altrettanto spesso i genitori sollecitati a far rifare i tests si dimostrano fortemente contrari.
Bisogna capire che la valutazione numerica dettagliata che si può fare sulla maggior parte dei tests è fondamentale per poi obiettivare un eventuale miglioramento.
Bisogna capire altresì che una valutazione dei problemi del paziente è fondamentale per avere un quadro più completo possibile delle difficoltà presentate e poi per la programmazione e lo svolgimento della riabilitazione fatta dalla logopedista.
Superata questa fase, il soggetto viene sottoposto a due distinte visite a distanza di qualche settimana e successivamente a controlli a distanza. La prima visita serve ad accertare la presenza della disfunzione percettiva e per valutare la possibilità che la riabilitazione possa essere applicata al soggetto e quindi se lo stesso può trarne beneficio.
Si procede ad una accurata indagine anamnestica per capire se ci si possa trovare di fronte ad una dispropriocezione del sistema e di che grado possa esserne la compromissione.
Questi soggetti infatti presentano spesso tutta una serie di comportamenti e di sintomi che spesso vengono sottovalutati e attribuiti a sbadataggine, a goffaggine o a cattiva volontà.
Per essere più chiari proviamo a fare un elenco pur non esaustivo.
Ed ovviamente le classiche difficoltà nella letto-scrittura e nei rapporti spazio-temporali nonché spesso disturbi a carattere psicologico:
A volte è associata discalculia vera e propria.
Visita Oculistica
Viene effettuata una classica visita oculistica per escludere o eventualmente correggere un difetto di refrazione.
Contemporaneamente viene fatta anche una valutazione ortottica per verificare l’integrità della motilità oculare e mettere in evidenza l’eventuale disfunzione propriocettiva a livello dei muscoli oculari (studio della convergenza oculare fasica e tonica).
Con l’esame al sinottoforo viene ricercata con accuratezza la presenza di "pseudoscotomi direzionali" che testimoniano le difficoltà di percezione visiva che questi soggetti hanno nel loro campo visivo.
Questo tipo di visita differisce per molti aspetti dalla normale visita specialistica oculistica; certi parametri studiati sono quelli classici, altri sono completamente nuovi. La visita oculistica "classica" non è sufficiente a mettere in evidenza tutto ciò che si deve cercare in questo caso particolare.
Visita "Posturale"
Attualmente il metodo per poter verificare la disfunzione del sistema propriocettivo generale è quello di valutare la presenza e la consistenza delle ripercussioni a livello del sistema posturale.
Così si valutano le eventuali asimmetrie di tono dei diversi distretti (bascule e rotazioni del cinto scapolare e pelvico, dismetrie degli arti inferiori, asimmetrie di tono dei distretti cervico-brachiali e lombo-sacrali, il modo di camminare e l’appoggio podalico sul podoscopio, la capacità percettiva del soggetto relativa al suo appoggio podalico e di oggetti intorno a lui). Da questo tipo di esame si rilevano gli squilibri caratteristici del sistema posturale dovuti alla disfunzione propriocettiva.
Attraverso queste valutazioni preliminari si giunge alla definizione della correzione del Sistema Propriocettivo attraverso lenti prismatiche di debole potere che vengono testate immediatamente sul soggetto.
L’effetto positivo su tutti gli squilibri precedentemente riscontrati deve avvenire nell’arco di pochi minuti.
Infatti si esegue, nuovamente dopo poco tempo dal posizionamento sul naso dell’occhiale di prova, la visita posturale con la stessa sequenza fatta precedentemente e tutti i parametri che erano risultati anomali devono riequilibrarsi.
Questa fase è la più importante perché ci consente di prescrivere la correzione ottica che il soggetto dovrà portare.
L’occhiale è un fattore molto critico in questa terapia riabilitativa. Infatti deve avere delle precise caratteristiche di costruzione, di montaggio e di mantenimento di tale assetto durante la vita quotidiana. Occorre quindi un ottico che sappia montare questo tipo di occhiale particolare per questo tipo di terapia. Noi lavoriamo di concerto con un ottico della città che ha imparato a realizzare tali occhiali e quindi consigliamo di far preparare gli occhiali da lui. Assai difficilmente abbiamo trovato altri ottici che siano stati capaci di realizzare gli occhiali secondo le precise indicazioni che occorrono.
Alla fine della visita viene consegnato ai genitori il consenso informato costituito da una parte esplicativa del trattamento e dalle dichiarazioni di accettazione che devono essere sottoscritte dai genitori.
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Seconda Visita
Questo secondo incontro viene programmato dopo la consegna dell'occhiale ed è finalizzato a verificarne la corretta esecuzione da parte dell’ottico ed ad insegnare al soggetto, ed ai familiari che seguiranno il soggetto, una serie di posture ed esercizi di cosiddetta "riprogrammazione posturale", di breve durata ma da fare quotidianamente.
Anche questo è un punto critico di questo tipo di riabilitazione; infatti è indispensabile, nei bambini, che un familiare sia disposto a dedicare una piccola parte del suo tempo a far fare questi esercizi.
Postura al tavolo
Il soggetto si deve abituare a fare ogni lavoro in applicazione (lettura, scrittura e disegno) sia a casa che a scuola, in una precisa posizione seduta che consiste nel tenere i piedi sollevati dal suolo e utilizzare un piano inclinato invece del solito piano orizzontale del tavolo. Questo si attua con un banale leggio costruito con precise direttive.
Esercizi posturali dinamici
Consistono in due posizioni (sdraiata ed in piedi) nelle quali il soggetto deve praticare una precisa respirazione per pochi minuti, allo scopo di attivare il "sistema propriocettivo" somatico e nello stesso tempo rilassare la muscolatura che in questi soggetti è costantemente in tensione anomala.
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Rieducazione della camminata
Viene insegnato al soggetto a cominciare ad avere una percezione del piede in generale e dell’appoggio podalico in particolare (spesso questi soggetti hanno, all’interno del loro schema corporeo particolare, un'errata percezione dell’appoggio podalico). Viene insegnata una camminata corretta con piedi paralleli e rullaggio del piede. A volte viene prescritta una soletta propriocettiva.
Postura a letto
Viene insegnata una postura da utilizzare a letto che ha come scopo quello di mantenere durante il sonno una buona "informazione" propriocettiva posturale e determinare una sonno più profondo e rilassato.
Visite successive
I successivi controlli, in genere il primo dopo un mese per verificare l’esatta esecuzione degli esercizi ed i successivi a varia distanza a seconda della necessità, hanno lo scopo di verificare l’apprendimento, la corretta esecuzione degli esercizi e delle posture e l’andamento della riabilitazione. Inoltre hanno lo scopo di verificare che la correzione dell’occhiale sia sempre quella adatta al soggetto e che non si sia modificata con il procedere della riabilitazione. A volte infatti, con il cambiamento posturale, può essere necessario rivedere la correzione ottica.
Riabilitazione dalla Logopedista
Noi riteniamo che una rieducazione logopedica personalizzata sul paziente e finalizzata a questo concetto riabilitativo sia indispensabile. Per questo motivo abbiamo realizzato un protocollo terapeutico che viene attuato nell'ora di logopedia, che tiene conto delle difficoltà del soggetto ma anche strettamente corrrelato con i principi di questa riabilitazione.
Partendo dal concetto che con i presìdi sopra descritti il sistema propriocettivo del paziente "lavora" in modo corretto, se abbiniamo una rieducazione su "terreno adatto" sicuramente i risultati saranno più rapidi. Ai pazienti della nostra città noi facciamo fare 2 o 3 sedute alla settimana.
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Supporto psicologico
Altrettanto importante riteniamo sia un supporto psicologico al paziente e, se necessario, anche ai familiari. Questa terapia riabilitativa così apparentemente semplice, all'inizio è molto faticoso e facilmente si assiste ad abbandoni. Per non parlare della scarsa autostima che spesso questi pazienti hanno e che va assolutamente supportata. Spesso è necessario fare incontri anche con i familiari.
Conclusione
Come risulta chiaramente si tratta di un "pacchetto terapeutico" non negoziabile.
Vogliamo dire che è inutile pensare di usare solo gli occhiali per ottenere risultati perchè i risultati sicuramente non verranno. Il trattamento è concettualmente globale e tale deve rimanere per avere i risultati. In fondo non si chiede un grosso sacrificio, ma il trattamento è comunque un trattamento che impegna il soggetto ed i familiari.
Infatti l'esperienza ci dice che se il percorso terapeutico viene svolto correttamente ed in tutte le sue componenti, la probabilità di ottenere buoni risultati è alta; nella situazione contraria si va incontro facilmente ad insuccesso.