Questa terapia riabilitativa, per un problema così complesso come la dislessia ed in generale i disturbi di letto-scrittura, come abbiamo già sottolineato, è bene che sia affiancato da una logopedia regolare.
Infatti questa riabilitazione permette al soggetto di affrontare la classica logopedia nel miglior modo possibile nel senso, soprattutto, di un più corretto uso del sistema visivo durante la lettura. Abbiamo visto, infatti, come sia stato confermato che questi soggetti hanno anche una difficoltà di scansione delle parole.
Il più grande vantaggio di quello che noi proponiamo sta nel fatto che può essere effettuato contestualmente a qualunque tipo di trattamento riabilitativo si desideri, nessuno escluso.
Di fatto è una opportunità in più che ha il bambino per risolvere il suo problema potendo agire direttamente su uno dei problemi di questi pazienti: la difficoltà visuo-percettiva e di scansione dei punti di fissazione durante il processo della lettura.
Ripetiamo che attualmente esiste una grossa casistica esperienziale, una importante letteratura scientifica di base e solo da qualche anno si stanno effettuando i primi studi più approfonditi sui risultati di questa terapia riabilitativa.
Negli ultimi due anni sono stati pubblicati su riviste scientifiche alcuni studi che evidenziano la presenza di una Sindrome di Deficienza Posturale in tutti i bambini dislessici studiati ed uno studio gruppo trattato/gruppo non trattato che mette in evidenza come questa terapia riabilitativa produca un miglioramento statisticamente significativo di diversi parametri relativi alla letto/scrittura.
Anche la nostra esperienza personale ci dice che, se questa terapia viene eseguita correttamente e costantemente, le possibilità di un miglioramento, a volte anche sorprendente, nella lettura e nella comprensione, nonché del comportamento di questi soggetti, sono concrete e possibili. Questo accade anche ben oltre la terza elementare, perfino nei soggetti adulti.
A tutt'oggi, pur con molte domande alle quali non sappiamo dare una risposta,questo tipo di riabilitazione ci sembra assai valida a dare un serio miglioramento dei problemi di questi soggetti.
Nella maggior parte dei casi si ha un andamento della risposta terapeutica di questo genere:
1. Inizialmente si ha un miglioramento dei disturbi comportamentali: soggetto più tranquillo, meno aggressivo, meno svogliato, più attento e più concentrato su quello che fa, più capace di stare a tavolino a lungo, meno "sbadato" nel senso che ha maggior consapevolezza del proprio corpo e dello spazio circostante per cui sbatte meno contro gli oggetti ed inciampa meno, non fa più cadere le cose, recupera la manualità ad esempio di allacciarsi le stringhe, non ha più difficoltà, ad esempio, a mettere l’acqua nel bicchiere, dorme più tranquillo e senza agitazione motoria, al risveglio è più riposato, i bambini che soffrono di enuresi notturna vedono sparire questo disturbo, cessano di stare male in mezzo alla folla.
2. In un secondo momento si ha un miglioramento nella velocità e nella correttezza della lettura.
3. Infine inizia a comprendere e memorizzare meglio e con meno fatica ciò che legge.
Sicuramente tanta acqua dovrà ancora scorrere sotto il ponte prima di arrivare ad una riabilitazione che garantisca risultati costanti e sicuri nella dislessia e nei disturbi di apprendimento in senso generale. Così come dovrà passare del tempo prima di arrivare ad una conoscenza precisa, univoca e concordemente accettata della etiopatogenesi dei disturbi di apprendimento e quindi della relativa terapia.
Nel panorama dell’azione riabilitativa numerosi e di diverso orientamento sono gli approcci che vengono proposti.
Questa terapia riabilitativa che da molti anni, senza pubblicità e senza impatto massmediatico viene utilizzato per i soggetti dislessici, ha il vantaggio di avere un background importante di studi di fisiologia della visione nonché un numero impressionante di soggetti trattati; inoltre la semplicità del trattamento ed il breve tempo nel quale si hanno generalmente risultati (6-12 mesi) permettono di inserirlo a buon diritto in questo panorama.
La mancanza attualmente di un "riconoscimento scientifico" nonostanze le evidenze che vengono pubblicate, spesso è solo un alibi per non fare un trattamento che può migliorare la vita di questi soggetti.
Questo non ci scoraggia, i risultati che si sono avuti fino ad ora in più parti del mondo, seppur diversi tra loro, ci hanno spinto ad effettuare una più attenta selezione con un protocollo diagnostico più rigorosamente codificato ed una metodologia terapeutica di supporto psicologico al soggetto ed alla famiglia che ci sembra importante.
In conclusione sicuramente a tutt'oggi si può affermare che questa è una buona opportunità che possiamo dare a questi soggetti per migliorare concretamente le loro difficoltà.