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Com'è
possibile vincere l'obesità?
L'obesità è una condizione patologica a genesi
multifattoriaòe, ovvero con più fattori che
agiscono insieme nel determinarla. Conseguentemente, il paziente
obeso deve essere accuratamente studiato applicando una valutazione
interdisciplinare che prevede l'ausilio di competenze specifiche.
È necessario, quindi, affidarsi ad un Centro
qualificato per lo studio e trattamento dell'obesità
che preveda l'intervento di un Gruppo Interdisciplinare
comprendente:
• Internista Obesiologo (con competenze cardiologiche,
pneumologiche ed endocrinologiche)
• Dietologo
• Gastroenterologo
• Psicologo
• Chirurgo
La valutazione clinica del paziente obeso va eseguita collegialmente,
ovvero con una discussione del caso cui partecipino, in contemporanea,
i diversi specialisti facenti parte del gruppo; ciò
consente l'individuazione di una terapia mirata al singolo
paziente.
Trattamento
È modulato in due tempi
Nella prima fase si applica una riduzione
drastica dell'apporto calorico, con un programma terapeutico
medico-dietetico, coadiuvato da una stretta assistenza psicologica,
che valuta le capacità cognitivo comportamentali ed
educa il paziente al nuovo comportamento alimentare. Compito
dello psicologo è anche quello di raccordare la nuova
condotta alimentare con la situazione sociale, agendo, se
necessario, sull'ambiente familiare, in modo da favorire un
approccio sereno alla terapia medico-dietetica. La dieta va
seguita sotto controllo internistico, al fine di monitorare
le modificazioni metaboliche ed emodinamiche che costantemente
seguono il trattamento medico conservativo della grande obesità.
Tale approccio può dare ottimi risultati se
viene seguito costantemente nel tempo.
Esiste tuttavia un problema di compliance; in altre parole
si verifica spesso che i pazienti, che inizialmente si dicono
disposti a seguire accuratamente il trattamento conservativo
medico-dietetico, in realtà poi sfuggono, dopo i facili
entusiasmi dovuti ai primi successi, al controllo
internistico e psicologico. Ne consegue che questi
stessi pazienti si ripresentano a distanza di tempo ancora
obesi, in genere dopo ripetuti tentativi dietetici, i cui
effetti sono particolarmente deleteri essendo la ripresa del
peso, dopo un periodo di dieta ferrea, sempre maggiore della
perdita inizialmente ottenuta.
In questi casi, i pazienti vengono indirizzati verso l'unica
alternativa efficace, rappresentata dalla terapia
chirurgica (seconda fase).
Gli
interventi chirurgici si dividono in due grandi gruppi:
1. INTERVENTI MALASSORBITIVI,
che mirano ad ottenere una riduzione della superficie assorbente
dell'intestino, con conseguente perdita di peso
• Il Bypass digiuno ileale ormai abbandonato
per le gravi complicazioni di ordine metabolico ed emodinamico
che normalmente seguivono.
• Il Bypass biliointestinale che consiste
nel praticare una deviazione di gran parte dell’intestino
anastomizzando 30 - 35 cm di digiuno con 10 - 15 cm di ileo.
L’intestino escluso va anastomizzato alla colecisti
per favorire il recupero dei sali biliari, mediante il circolo
enteroepatico
I
risultati intermini di calo ponderale sono soddisfacenti (oltre
il 60% del peso in eccesso), è tuttavia gravato da
complicanze, quali 3 - 4 scariche diarroiche giornaliere,
continuo controllo degli elettroliti e del calcio, il cui
mancato assorbimento è causa di gravi sequele emodinamiche.
Tra le altre complicanze a distanza vanno ricordate la calcolosi
della colecisti, la cui terapia richiede l’intervento
chirurgico, la calcolosi renale ossalica.
La
Diversione Bilio-Pancreatica sec. Scopinaro, intervento
molto praticato per il risultato sicuro e definitivo sul calo
ponderale, con un dimagramento che normalmente è stimato
intorno al 75% dell'eccesso di peso iniziale. L’intervento
L’intervento consiste nel praticare l’asportazione
di ¾ di stomaco confezionando un volume di circa 250
ml. La continuità alimentare viene assicurata da una
anastomosi tra il moncone gastrico e 250 cm di intestino tenue.
A 50 cm dal passaggio tra intestio tenue e intestino colon
si anastomizza la porzione di intestino che veicola la bile
ed i succhi pancreatici. Il tratto assorbente quindi è
limitato a solo 50 cm.
Intervento
efficace e geniale è tuttavia anch’esso gravato
da complicanze, quali diarree persistenti e flatulenza, o
talvolta grave squilibrio idroelettrolitico, alterazioni del
ritmo cardiaco, malassorbimento proteico, che richiede una
terapia correttiva mediante nutrizione per via venosa.
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INTERVENTI RESTRITTIVI, che mirano ad ottenere
una riduzione della capacità gastrica, limitando l'eccessivo
introito alimentare per precoce senso di sazietà, dato
che la piccola tasca gastrica, creata con l'intervento, si
riempe rapidamente e si svuota lentamente.
•
La Gastroplastica Verticale
L'intervento
prevede una ripartizione gastrica lungo la piccola curvatura,
tale da confezionare una tasca gastrica del volume di circa
20 ml = ½ tazza di caffè. Il neo-stomaco continua
con lo stomaco residuo mediante un "scarico" di
1 cm di diametro, calibrato con una banderella in materiale
rigido, marlex o goretex. La tasca gastrica viene costruita
praticando un occhiello nello stomaco con suturatrice meccanica
circolare del diametro di 5 cm, a 7 cm dal cardias e a 2 cm
dalla piccola curva dello stomaco
•
Il Bendaggio Gastrico Regolabile
Consiste
nel confezionare una tasca gastrica di circa 15 - 20 ml =
½ tazza di caffè, posizionando un bendaggio
gastrico a circa 1,5 cm dal giunto esofago gastrico. Il bendaggio
è in silicone elastomero, quindi biocompatibile, con
una circonferenza di circa 10 cm ed un'altezza di 1 cm. Nella
porzione interna è inserita una camera gonfiabile che,
riempita con soluzione fisiologica, ne riduce il diametro.
Il liquido di riempimento del bendaggio viene iniettato attraverso
una valvola, port, che viene posizionato sottocute, collegato
con il bendaggio tramite un tubicino in silicone.
In tali condizioni il paziente riduce drasticamente l'introito
alimentare per la ridotta capacità gastrica, in più
non subisce il tormento di una fame ancestrale che di solito
compare durante il trattamento dietetico. Ogni paziente viene
educato a mangiare, scegliendo non solo il cibo che soddisfi
il suo palato, ma soprattutto masticandolo dovutamente, ovvero
attuando quanto sostenevano già nel XI secolo medici
della Scuola Medica Salernitana "prima digestio fit
in ore" la prima digestione avviene in bocca.
•
Il
Bypass Gastrico su Gastroplastica
È
definito come intervento bariatrico misto,
ovvero che contempla la restrizione gastrica e la riduzione
della superficie assorbente. L’intervento definito anche
come bypass gastrico funzionale prevede il
confezionamento di una tasca gastrica del volume di circa
20 ml – ½ tazza di caffè – il cui
scarico gastrico è limitato da una banderella in Goretex®
calibrata su una sonda di 1 cm di diametro. La neotasca gastrica
viene messa in comunicazione con un’ansa digiunale,
in modo tale che il cibo ingerito in quantità ridottissime
salta lo stomaco e passa nell’intestino ove il tratto
comune, cioè dove origina la funzione assorbente è
posto a 150 cm dall’origine del digiuno.
Il bypass viene definito funzionale perché
non prevede la esclusione totale dello stomaco, che può
essere esplorato con la gastroscopia. Ciò consente
anche l’operatività endoscopica della via biliare
principale.
L’intervento
trova indicazione nei mangiatori di dolci,
nei divoratori e nei rosicchiatori,
ovvero nei soggetti che mangiano di continuo, piluccando piccole
quantità di qualsiasi cibo. I risultati sono ottimi
con un calo ponderarle di circa il 70% del peso iniziale.
È ovvio che il paziente non potrà mai mangiare
grande quantità di cibo, tuttavia può mangiare
qualsiasi cibo in piccole quantità escluso dolci ed
alcool
.
IL
PALLONCINO INTRAGASTRICO
Nei
pazienti definiti super super obesi che presentano
una grave patologia respiratoria con subentranti episodi apnee
notturne, per cui risulta controindicato l’intervento
chirurgico in relazione l’elevato rischio operatorio,
il dimagramento può essere facilitato con il posizionamento
del PALLONCINO INTRAGASTRICO.
Il
sistema BIB (BioEnterics Intragastric Ballon®) è
stato ideato per indurre la perdita di peso attraverso un
riempimento parziale dello stomaco che provoca un senso di
sazietà costante.
Il
BIB viene posizionato mediante gastroscopia nello stomaco,
quindi riempito con soluzione fisiologica ed espanso fino
al raggiungimento di una forma completamente sferica. Una
volta riempito il palloncino è in grado di muoversi
nello stomaco liberamente. La struttura espansibile del BIB
permette varie regolazioni del volume di riempimento (da 400
a 700ml)
Tale condizione procura un disconfort tale al paziente con
senso costante di pienezza, qualche volta vomito, che allontana
il paziente dal cibo. Ciò è ragione di un dimagramento
rapido, ovvero 20-25 kg in 6 mesi.
Il BIB viene rimosso ( mediante gastroscopia) a 4 od a 6 mesi.
Rimosso il BIB il paziente tende a recuperare il peso, perché
il ridotto introito è causa di un abbassamento del
BEE, ovvero del metabolismo, motivo per cui riteniamo che
il BIB abbia sia la funzione di tests, per gli interventi
restrittivi, quanto prepari il Super-Super obeso all’intervento
una volta migliorata la funzione respiratoria con la scomparsa
delle apnee notturne.
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