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Che cos'è l'obesità?

L'obesità è una condizione patologica cronica, a genesi multifattoriale, caratterizzata da un eccesso di peso corporeo dovuto ad abnorme accumulo di tessuto adiposo nell'organismo.
Si verifica quando si altera l'equilibrio tra energia introdotta con gli alimenti ed energia spesa con l'esercizio fisico.

In sintesi
"quando si introduce più energia di quanto se ne consuma si verifica l'accumolo di tessuto adiposo".
Cosa s'intende per individuo grasso, ovvero in sovrappeso, ed individuo obeso?

La Consensus Conference Italiana del 1991 "Sovrappeso, Obesità e Salute" individua
• Sovrappeso = aumento del proprio peso in ragione del 20-28% del peso ideale
• Obesità = aumento del proprio peso in una percentuale maggiore del 30% del peso ideale

Allo stato attuale l'obesità, costituisce un problema sociosanitario di notevole entità; basti pensare che il rapporto sulla obesità redatto nel 2000 ha indicato che in Italia le persone obese sono 4 milioni, con un incremento del 25% rispetto al 1994, incremento che sembra crescere in prospettiva secondo una curva esponenziale. In Europa le persone obese, al di sopra dei 18 anni sono stimate intorno ai 15 milioni.

Perché si parla di obesità come condizione patologica, come malattia?
Per due ordini di motivi:
1) L'eccessivo peso corporeo determina di per sé una serie di problemi nello svolgimento delle attività quotidiane, lavorative e non, e crea difficoltà nelle relazioni sociali: nella maggior parte dei casi si ha quindi importante depressione e rifiuto del proprio corpo. Ciò spesso innesca un meccanismo perverso che induce l'obeso a rifugiarsi sempre di più nel cibo.

2) L'obesità rappresenta un grave fattore di rischio per:

Diabete mellito tipo 2, ovvero non insulinodipendente
Ipertensione arteriosa
Aumento dei livelli circolanti dei trigliceridi, colesterolo ed acido urico
Insufficienza coronarica e infarto del miocardio
Insufficienza respiratoria e/o apnea notturna
Insufficienza venosa degli arti inferiori, elevata predisposizione alla malattia tromboembolica, causa di morte improvvisa per embolia polmonare.
Malattie delle ossa e delle articolazioni (artrosi del ginocchio, ernia del disco, etc.) da eccessivo carico sull'apparato scheletrico
Ridotta funzionalità gonadica (insufficienza testicolare ed ovarica)
Calcolosi della colecisti
Aumento della incidenza del cancro del colon retto, dell'utero e della mammella

Molti studi che indagano i nessi tra l'eccessiva assunzione di cibo con conseguente obesità e l'incidenza della mortalità evidenziano che la spettanza di vita di un individuo obeso è mediamente la metà di quella di un individuo normopeso. L'OMS riferisce che "l'effetto del sovrappeso sulla mortalità persiste durante l'intera durata della vita", sebbene questo effetto sia più marcato tra gli uomini e le donne sotto i 50 anni di età.

Come si misura il grado di obesità

Si calcola l'indice di massa corporea (BMI - Body Mass Index) dividendo il peso in kg per l'altezza al quadrato: BMI = Kg di peso attuale / altezza in m2

CLASSIFICAZIONE
Normale   BMI 20-25
Sovrappeso   25 < BMI < 30
Obeso
  BMI > 30
Obesità Patologica   BMI > 40
Super Obesità   BMI > 50


Per una completa valutazione del grado di obesità al BMI va aggiunto il calcolo del:

1.
Peso Ideale in kg =
Altezza(cm) - 100 nel sesso maschile
  Altezza(cm) - 104 nel sesso femminile
2.
Eccesso di Peso in kg = Peso Attuale In Kg - Peso Ideale in kg
3.
% Eccesso di Peso (% Excess Weigt - %EW) = Peso Iniziale - Peso Ideale / Peso Ideale X 100

Sulla scorta di questi dati, un soggetto si definisce obeso quando il suo peso corporeo supera di circa 20 kg il peso ideale, ovvero il 30% di quello ideale, mentre l'obesità è considerata grave quando il peso corporeo supera del 60% il peso ideale, ovvero di circa 40 Kg quello ideale.


L'aumento ponderale non corrisponde necessariamente all'accumulo di grasso nel nostro organismo.
Vi sono condizioni fisiologiche quali ad esempio l'aumento della massa muscolare o patologiche come ad esempio l'accumulo di liquidi (ascite etc.) che causano un aumento del peso corporeo, ragion per cui la valutazione della massa grassa deve essere attentamente valutata con particolari metodiche quali la Densitometria ossea a raggi x "total body"(DEXA) e la Bioimpedenziometria (BIA).
Tali metodiche consentono di stabilire con sufficiente precisione la percentuale di massa grassa, di massa muscolare e, per quanto riguarda la BIA, la quantità di acqua del nostro organismo.

La valutazione del calo ponderale si esegue con il calcolo della

1.
Diminuzione del Peso (Weight Loss - WL) in kg =
    Peso Iniziale - Peso Attuale
2.
Percentuale della perdita di Peso in Eccesso (% Excess Weigt Loss - %EWL) =
    (Peso Iniziale - Peso Attuale / Peso Iniziale - Peso Ideale) x 100

A secondo della distribuzione del grasso corporeo, si possono distinguere tre tipi di obesità: Androide, Intermedia e Ginoide

La distribuzione adiposa può essere identificata con il Rapporto tra Circonferenza della Vita e la Circonferenza dei Fianchi (Waist/Hip Ratio - WHR -)

Androide: WHR > 0.85
Obesità centripeta, prevalentemente a carico del tronco, con gambe sottili.
Distribuzione del grasso al viso, collo, spalle ed addome al di sopra dell'ombelico.Aspetto a “Mela”

Aumentata incidenza di:
• diabete
• iperlipoproteinemia glucido-sensibile ed ipercolesterolemia
• iperuricemia
• ipertensione ed aterosclerosi

Ginoide: WHR < 0.78
Distribuzione del grasso tipicamente femminile, su anche, natiche, cosce ed addome sotto l'ombelico.
Aspetto "a pera", con accumulo del grasso sottocutaneo al di sotto dell'ombelico e agli arti inferiori

Si associano:
• minore incidenza di malattie metaboliche diabete ipertensione
• maggiore incidenza di insufficienza venosa, artrosi del ginocchio
• cellulite

Intermedia: 0.78 < WHR < 0.84
L'aspetto è molto più vicino alla forma androide, tuttavia la distribuzione del grasso non è ben definita come nei casi precedenti.
Si associa spesso a malattie vascolari, come succede per le forme androidi.