ATTIVITA' - RICERCA
L’attività del Centro, appoggiata
attualmente ai Dipartimenti di Filologia e Critica della
Letteratura, di Filosofia e Scienze Sociali, Scienze della
Comunicazione e di Storia dell’Università di Siena, si
articola in linee di ricerca su vari ambiti disciplinari, che
possono tradursi anche in attività di intervento, sempre
mediato dalla collaborazione con entità istituzionali e/o
associative indigene.
In linea generale, caratteristica del
lavoro del Centro, composto da un numero considerevole di
ricercatori direttamente impegnati in progetti più o meno
ampi, sono la valorizzazione e il ‘riscatto’ delle culture
native, sotto diversi aspetti, comprese le azioni educative
formali nel quadro dell’Educazione Interculturale Bilingue,
mirando all’(auto)formazione e/o potenziamento del numero di
‘quadri’ indigeni, tenendo presente anche l’uso delle nuove
tecnologie dell’informazione e la produzione audiovisiva.
Tanto vale sotto il profilo propriamente culturale,
linguistico, educativo, quanto sulle problematiche ambientali
e giuridico-costituzionali.
Interlocutori principali del Centro, che
mantiene comunque le sue caratteristiche fondamentali di
centro di ricerca, sono le organizzazioni indigene, e
istituzioni accademiche dei paesi americani o impegnate in
attività di americanistica. In questo senso, sono numerosi gli
accordi formali sottoscritti con strutture di queste
tipologie. Altre entità con cui si attivano collaborazioni e
progetti sono le Organizzazioni Non-Governative e – ove
possibile - gli Enti Locali. Per altro esistono collaborazioni
e intersezioni con le attività istituzionali dell’Ateneo
senese attraverso l’attività didattica e di formazione
superiore, tramite corsi specifici di laurea triennale e di
laurea specialistica e con attività di dottorato e
d’eccellenza.
L’impostazione fondamentale del lavoro di
ricerca riguarda temi contemporanei, compresi quelli che
portano popolazioni indigene americane (o a queste
assimilabili sotto qualche profilo) fuori dal loro ambiente
tradizionale, anche in Italia. Sono sviluppate infatti
ricerche sul tema dell’emigrazione e
dell’integrazione/emarginazione.
Sono ipotizzabili due macro-aree tematiche
suscettibili d’interesse da parte di organizzazioni di
cooperazione e sostegno o da parte d’organizzazioni indigene.
Saperi tradizionali, risvolti culturali
e ambientali e sfruttamento delle risorse
Mutamento e riassetto delle culture
Le due macroaree hanno una configurazione
marcatamente pluridisciplinare.
La prima macroarea riguarda il rilevamento
dei saperi tradizionali, che coprono una gamma che va – per
citare gli estremi - dalla cosmovisione alla cultura
materiale. Si struttura, in premessa, come ‘censimento’ di
saperi ma con approccio olistico che tenga conto del contesto
ambientale, fisico-geografico, ma anche (qui in connessione
con la seconda macroarea) sulla sostenibilità e produttività
in senso lato (economica e di rafforzamento della
consapevolezza e della cultura stessa) dei saperi tradizionali
stessi, di cui può/deve essere studiata anche la
verbalizzazione, vale a dire il risvolto etnolinguistico. I
saperi pertinenti l’organizzazione materiale e di sussistenza,
o comunque economica, si affiancano a quelli di natura
immateriale atti a cementare l’appartenenza e a mediare il
rapporto con il mondo esterno, quali riti, feste, miti, le
arti figurative e la stessa espressione verbale estetica (‘letteratura’)
nella varie forme in cui può manifestarsi. L’analisi
letteraria e lo studio delle caratteristiche formali, anche
linguistiche, lo studio delle forme di espressione iconica e
artistico-figurativa si inseriscono in un’opera di (ri)valorizzazione
delle culture di riferimento.
Infine, i saperi tradizionali, di tutti i
tipi, anche nel loro risvolto genericamente ‘artistico’,
entrano in rapporto dialettico con l’organizzazione educativa,
sia d’impianto tradizionale che d’impianto ‘occidentale’,
propriamente scolastico, inserendosi a pieno titolo nel quadro
delle pratiche di educazione interculturale e bi- o
multilingue.
La seconda macroarea riguarda più
propriamente lo sviluppo dialogante e dialettico delle culture
tradizionali, nei suoi risvolti di abitudini, riti, rapporti
interpersonali e di gruppi, assetti familiari, di uso di
lingue, varietà e linguaggi, usi della scrittura e/o di altre
forme di registrazione e di comunicazione, di espressione
artistica, di dialettica religiosa e di credenze, di pratiche
medicinali ecc., nei risvolti di tipo giuridico (diritto
consuetudinario e diritto positivo). Le connessioni con
la prima macroarea sono evidenti nello stesso mantenimento,
abbandono o ristrutturazione- riformulazione dei saperi e
delle pratiche tradizionali, nel riassetto o dissesto
ambientale, nei cambiamenti linguistici, delle forme di
registrazione e rappresentazione e delle forme di
‘letteratura’ e arte.
I settori di competenze coinvolti sono
evidentemente vari ma integrati, dagli studi ambientali e di
geografia antropica, dall’antropologia non-fisica nelle sue
varie articolazioni (e oggettivazioni) e nei suoi vari
approcci, incluso quello più coesivo con l’espressione
artistica e le forme della comunicazione, agli studi
sull’espressione letteraria, a diverse branche della
linguistica, alle scienze dell’educazione in particolare
nell’annosa elaborazione dell’educazione interculturale o bi-
e multiculturale ed all’insegnamento bi- o plurilingue, anche
sulla base d’esperienze di connessione e raffronto tra le
esperienza indoamericane e quelle europee pertinenti le
minoranze radicate e quelle d’immigrazione recente.