Dottorato di ricerca "Il mondo classico: antropologia e teoria della cultura"
Dall'anno accademico 2011-2012 il Dottorato di ricerca ha assunto la denominazione "Il mondo classico: antropologia e teoria della cultura". Questo
dottorato nasce sotto il segno dell'Antropologia del Mondo Antico,
indirizzo di ricerca che caratterizza profondamente la tradizione degli
studi classici nell'ateneo senese. Un dottorato con questo nome, unico
in Italia, nacque infatti a Siena nel 1994; gran parte degli oltre
cinquanta dottori di ricerca hanno trovato lavoro presso altre
università italiane e straniere o insegnano nelle scuole superiori. Il
dottorato ha sede all'interno del Centro interdipartimentale
"Antropologia e Mondo Antico" (AMA), che esiste a Siena dal 1984
(http://www.unisi.it/ricerca/centri/cisaca/index.html); in questi
ventisei anni, il Centro AMA ha organizzato più di venti convegni
internazionali, i cui atti sono stati pubblicati nella rivista “I
Quaderni del ramo d'oro”, prima in forma cartacea e ora sul web
(http://www.qro.unisi.it/frontend), con una redazione formata dai
dottorandi. Nel rapporto del Nucleo 2006, relativo al triennio
2002-2004, la valutazione massima (A) ottenuta dal Dipartimento di
Studi classici è stata dovuta soprattutto all'eccellenza riscontrata
dai valutatori nei risultati raggiunti dal Centro AMA. Secondo
le linee di questa prospettiva metodologica, la Scuola riorganizza e
razionalizza percorsi di studio che prima erano dispersi in tre
dottorati dell'ateneo e separati nelle due facoltà senese e aretina
(Antropologia del Mondo antico, Storia Antica, Semiotica e Filosofia
Antica, Tradizione Classica), ma che risultano profondamente affini per
tema, ambiti e metodologia di ricerca. Da un lato l'antropologia del
mondo antico nasce in Francia in stretta connessione con la semiotica e
per opera di figure (J.-P. Vernant e M. Detienne) che sono insieme
studiosi del pensiero antico; dall'altro la tradizione classica, dopo
Aby Warburg, si è fatta antropologia storica della cultura classica
aprendosi alla teoria della cultura; la storia antica, infine, se
costituisce la base per ogni forma di studio del mondo antico, a Siena
privilegia quella visione comparativa e quell'interesse per i fenomeni
culturali che sono propri anche degli studi antropologici. All'interno del Dottorato di ricerca si articolano i seguenti percorsi formativi: - Antropologia del mondo antico - Storia antica - Teorie del segno e del linguaggio nel mondo antico - Storia della tradizione classica Il Collegio dei docenti
del dottorato è costituito da docenti appartenenti all'Università
di Siena e ad altre università italiane e straniere: Maurizio
Bettini (Direttore), Alessandro Barchiesi, Lucia
Beltrami, Simone Beta, Marco Bettalli, Carlo Brillante, Daniela
Fausti, Stefano Ferrucci, Ivan
Garofalo, Luca Graverini, Mario Lentano, Alessandro Linguiti, Giovanni
Manetti, Francesca Mencacci, Donatella
Puliga, Silvia Ronchey. Docenti appartenenti
ad altre Università italiane e straniere: Roberto
Danese (Urbino), Raffaella Petrilli (Tuscia), Giusto Picone (Palermo),
Silvia Romani (Torino), Corinne Bonnet (Tolouse), David Bouvier
(Losanna), Marcello Carastro (Ehess, Parigi), Christopher
Faraone(Chicago), Fritz Graf (Ohio), Sara Johnston (Ohio), Bruce
Lincoln (Chicago), Pascal Payen (Tolouse), Francesca Prescendi
(Ginevra), Carlo Severi (Ehess, Parigi). Attualmente presso l'Università di Siena sono in corso il Ciclo XXV e il Ciclo XXVI della Scuola di Dottorato in "Antropologia, Storia e Teoria della cultura" con un numero complessivo di 8 studenti. La Scuola è suddivisa in due sezioni: - Antichità (Antropolgia del Mondo Antico): Coordinatore prof.ssa Daniela Fausti - Medioevo, Età moderna e Contemporanea: Coordinatore prof. Tommaso Detti La sede didattica è presso il Centro di Antropologia del Mondo Antico di Siena (Palazzina del Glicine - Via Roma, 56 Siena). Da giugno 2007 la sezione "Antropologia del mondo
antico" appartiene alla Scuola di dottorato in "Antropologia, storia e teoria della cultura"
dell'Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM)
(presieduto da Umberto Eco e coordinato da Aldo Schiavone) e
dall'Università di Siena, direttore prof. Maurizio Bettini.
La Scuola, che ha presso il Centro AMA
la propria
sede didattica, ha
un collegio dei docenti di prestigio internazionale (Bruce Lincoln,
Claude Calame, Carlo Ginzburg, Marcel Detienne, Carlo Severi, e molti
altri). Attualmente sono attivi i Cicli XXIII e XXIV con un numero
complessivo di 16 studenti, 8 per per il curriculum classico e 8 per il
curriculum moderno; agli studenti viene data sia la
possibilità di seguire i seminari di prestigiosi docenti, italiani e
stranieri, sia l'opportunità di ricevere, oltre alla borsa, la
residenza a Siena a carico del dottorato, sia infine tutti i vantaggi
che derivano dall'affiliazione con l'Istituto Italiano di Scienze Umane
(SUM), istituzione di eccellenza nel campo della ricerca e della
formazione umanistica.
Il dottorato ha, inoltre, convenzioni con le principali istituzioni
culturali italiane ed europee, e invia regolarmente i propri studenti -
una volta terminato il primo ciclo di attività didattica - a completare
all’estero la propria formazione. ACCORDI INTERNAZIONALI La Scuola di Dottorato ha attivato dal 2005 un Accordo di collaborazione con il Department of Classics di Berkeley (California) rinnovato proprio quest'anno per il quadriennio 2011-2014 e dal 200, a tempo indeterminato, un Accordo di collaborazione internazionale con il Laboratoire d'Anthropologie Sociale di Parigi e il Department of Classics del King's College di Londra
--------------------------------------------------------------- Percorsi formativi del Dottorato "Il mondo classico: antropologia e teoria della cultura" Antropologia del mondo antico
L'obiettivo
formativo del percorso consiste nell'acquisire quella visione della
cultura greca e romana oggi propria dei maggiori centri di ricerca, in
Francia e negli Stati Uniti, con i quali il Centro AMA intrattiene da
sempre rapporti di scambio. Questa visione, che rappresenta il
superamento del tradizionale approccio filologico,
storico-evenemenziale, critico letterario con il mondo antico, consente
di mettere in luce quell'insieme di "patterns" che sono stati
determinanti nella costruzione delle culture classiche: forme del mito,
strutture di parentela, sistemi di atteggiamenti, rappresentazioni
religiose, relazioni interspecifiche (il rapporto uomo / animale),
traducibilità di lingue e culture, configurazioni di gender. A
questo scopo sono necessarie l'acquisizione di strumenti teorici
aggiornati, l'approfondimento di alcune tematiche specifiche
concernenti le culture e le società antiche, la pratica
dell'interdisciplinarietà. Particolare attenzione sarà rivolta
alla visione comparativa del mondo antico (le forme culturali greche e
romane confrontate con quelle di altri popoli e altre epoche), alla
preminenza del punto di vista interno sulle culture studiate
(l'interesse per il modo in cui gli antichi pensavano la loro cultura,
evitando di proiettare su di loro le nostre categorie moderne), alla
connessione tra fenomeni culturali normalmente tenuti distinti
(religione e traducibilità fra le culture, rapporto uomo / animale e
gender).
Storia antica
Il
curriculum di storia antica si propone di far acquisire agli studenti
una prospettiva critica che li renda consapevoli di quanto lo studio
della storia greca e romana, oggi, non si limiti alla ricerca
filologica sui testi, unita alla ricezione dei dati archeologici.
Essere uno storico dell'antichità, nel XXI secolo, significa
porsi nuove domande, assumendo nuove prospettive; e ciò non può che
nascere da un forte rapporto con l'antropologia, in una visione della
storia quanto più possibile comparativa. Questi gli obiettivi del
percorso formativo di storia antica, in linea con la tradizione di
studi senese, illustrata dal Centro di Antropologia e mondo antico, e
in perfetta sintonia con gli indirizzi di ricerca più promettenti in
campo internazionale, sviluppati soprattutto nel mondo anglosassone.
Molti settori di studio si aprono evidentemente ad essere affrontati in
una prospettiva antropologica: in particolare, in relazione anche alle
specifiche ricerche attive a Siena, vorremmo citare la sfera
dell'amministrazione della giustizia, l'economia, la guerra, la
storiografia e la trasmissione della memoria.
Teorie del segno
Nella
seconda metà del Novecento la tradizione degli studi semiotici si è
intrecciata con gli studi sul mondo antico secondo due modalità tra
loro complementari: da una parte, in collaborazione e sinergia con
l’approccio antropologico, ha fornito strumenti metodologici
fondamentali per analizzare testi (come, per esempio, quelli che hanno
per oggetto il mito o la narrazione tradizionale) e pratiche culturali
(come la divinazione, lo sport, la medicina); dall’altra ha sondato in
profondità l’emergere di un paradigma fondato su segni e indizi,
elaborato sia nella cultura diffusa, sia nella riflessione filosofica
da Aristotele, agli Stoici, alla tradizione retorica. Nel mondo
classico, questo paradigma semiotico si pone alla base di una
fondamentale modalità di conoscenza, accanto a quelle di ordine
percettivo e causale. Il principale obiettivo formativo di questo
percorso di studi è quello di fornire una competenza - sostanziata dei
più aggiornati strumenti teorici - sia nell’analisi semiotica dei testi
e delle pratiche summenzionate, sia nella riflessione sulle teorie del
segno linguistico e non linguistico elaborate nell’antichità classica.
Storia della tradizione Da
quando Aby Warburg e la sua scuola hanno impostato su nuove basi
metodologiche il tema della permanenza dei classici greci e latini,
l'interesse erudito per la “fortuna” dei testi antichi ha lasciato il
campo a indagini di natura letteraria, antropologica e
storico-culturale che si sono rivelate molto più fruttuose sia sul
piano di risultati che su quello della riflessione teorica. L'obiettivo
di questo percorso formativo è l'acquisizione, da parte dei giovani
studiosi, di tale prospettiva critica: in particolare attraverso la
conoscenza delle teorie della ricezione, dell'intertestualità e della
“memoria culturale” che hanno caratterizzato questo filone di ricerca
nelle sue manifestazioni più recenti. Lo studio della tradizione
testuale e letteraria verrà perciò introdotto contestualmente a quello
della trasmissione culturale (M. Halbwachs, P. Burke, J. Assman);
mentre il rapporto fra i testi classici e le riprese successive verrà
focalizzato non solo in quanto “derivazione di queste da quelli" – la
tradizionale prospettiva erudita, allo stesso tempo indispensabile e
insufficiente – ma in quanto creazione di uno spazio.
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