a. Capacità di accedere a finanziamenti per progetti di ricerca banditi a livello nazionale e internazionale, sulla base di un commento critico dei dati trasmessi
I dati riferiti ai PRIN (Progetti di ricerca di interesse nazionale), dimostrano una costante crescita dei finanziamenti nel corso del triennio 2001-2003: i 2,056 milioni di euro del 2001 sono diventati 2,157 nel 2002 e 2,779 nel 2003. Circa i ¾ dei finanziamenti sono stati appannaggio delle aree scientifiche (72,7), ed in particolare delle aree 06 (22,6 %), 05 (17,7 %) e 03 (11,8 %); tra le aree umanistiche spicca l’area 10 (9,8 %).
A proposito dei PRIN, il Nucleo di Valutazione dell’Università di Siena nel 2004 ha condotto un’analisi molto approfondita su di essi, elaborando i dati non solo a livello di Ateneo, ma anche a livello nazionale, dal momento che “dai soli dati di Ateneo non è ovviamente possibile desumere alcuna indicazione circa il posizionamento dell’Università di Siena nei vari settori scientifici in cui viene comunemente divisa l’attività di ricerca”.
L’analisi è stata condotta considerando i dati relativi ai 6 anni solari che vanno dal 1997 al 2002, distinti per Area CUN; per stabilizzare i dati a livello di singolo Ateneo è stato necessario, inoltre, procedere a consolidamenti triennali (triennio 1997-98-99 e triennio 2000-01-02). Per quanto riguarda invece l’organico dei docenti si fa riferimento a quello relativo all’anno “centrale” di ciascun triennio (1998 per il triennio 1997-99, 2001 per il triennio 2000-02). E’ stato in tal modo possibile evidenziare come l’analisi dei Fondi pro-capite (ossia il rapporto tra i fondi 1997-99 e i docenti 1998 e tra i fondi 2000-02 e i docenti 2001), sia in termini generali che con riferimento tanto a quella riferita all’ insieme delle aree Scientifiche quanto a quella riferita alle aree Umanistiche, dimostri una situazione complessivamente favorevole per l’Università di Siena: e questo tanto che ci si riferisca al triennio 1997-99 oppure al triennio 2000-02, con l’eccezione del valore medio pro-capite delle aree Scientifiche nel 2000-02 (ma anche in quest’ultimo caso la differenza è comunque molto contenuta, - 220 euro).
Nella tabella seguente sono esposti tutti i differenziali tra i valori che si riferiscono all’Università di Siena e quelli che invece si riferiscono al Sistema universitario nel suo insieme:
aree CUN pc97-99 pc00-02
01 - Sc. Matematiche e Informatiche 102 2.934
02 - Sc. Fisiche 13.600 18.461
03 - Sc. Chimiche 10.102 18.197
04 - Sc. della Terra 4.907 19.431
05 - Sc. Biologiche 14.764 3.276
06 - Sc. Mediche 446 795
07 - Sc. Agrarie 28.315 7.458
08 - Ingegneria civile ed Architettura 3.731 14.461
09 - Ingegneria industriale e dell'Inf. 7.042 6.987
TOT.SCIENTIFICHE 3.812 220
10 - Sc. Antichità, Fil-Let, St.Art 1.592 7.233
11 - Sc. Storiche, Fil, Ped e Psic 1.662 241
12 - Sc. Giuridiche 1.431 1.877
13 - Sc. Economiche e Statistiche 1.009 1.216
14 - Sc. Politiche e Sociali 1.836 2.375
TOT.UMANISTICHE 1.080 2.608
TOT.GENERALE 2.090 41
Con riferimento invece al N. di progetti finanziati, per quel che riguarda l’Università di Siena, si sottolinea anzitutto la crescita (dal 1997-99 al 2000-02) nel N. di docenti dell’Ateneo coordinatori sottolinea anzitutto la crescita (dal 1997-99 al 2000-02) nel N. di docenti dell’Ateneo coordinatori di PRIN (23,9 %, da 46 a 57). Deve evidenziarsi poi la forte crescita nel N. di docenti che hanno ottenuto finanziamenti (da 132 a 227, con un incremento di ben il 72 %!): tale crescita ha riguardato tanto le aree scientifiche (77,3 %), quanto quelle Umanistiche (64,9 %). L’analisi delle differenze nel rapporto tra Docenti finanziati e Docenti in organico contenuto nella Tab. B, disegna un quadro largamente positivo per l’Università di Siena. Già nel triennio 97-99 la percentuale di docenti finanziati rispetto all’organico docenti di Ateneo si presentava più elevata rispetto ai corrispondenti dati medi nazionali, sia a livello generale (+2,2 %), che a livello di aree Scientifiche (+1,8 %) e di aree Umanistiche (+3,2 %); inoltre, solo 4 aree (01, 05, 09 e 13) presentavano un differenziale negativo, ma con valori tutto sommato molto contenuti (in 3 casi il differenziale è inferiore all’ 1%). Nel triennio 2000-02 la “distanza” dell’Università di Siena dalla media di Sistema aumenta considerevolmente in senso favorevole all’Ateneo: i tre differenziali (generale, aree Scientifiche a aree Umanistiche) si incrementano infatti del 12 % (circa). Le aree che presentano un differenziale negativo si riducono inoltre ad una sola (la 08), peraltro assolutamente marginale nella realtà senese (solo 3 docenti).
aree CUN 97-99 00-02
01 - Sc. Matematiche e Inf. 2,4% 1,7%
02 - Sc. Fisiche 1,2% 16,2%
03 - Sc. Chimiche 2,1% 3,5%
04 - Sc. della Terra 19,2% 22,1%
05 - Sc. Biologiche 0,4% 14,4%
06 - Sc. Mediche 1,9% 13,0%
07 - Sc. Agrarie 61,2% 3,5%
08 - Ing.civile ed Architettura 51,4% 14,7%
09 - Ing.industriale e dell'Inf. 0,7% 35,0%
TOT.SCIENTIFICHE 1,8% 12,1%
10 - Sc. Antichità, Fil-Let, St.Art 3,7% 18,7%
11 - Sc. Storiche, Fil, Ped e Psic. 0,2% 6,8%
12 - Sc. Giuridiche 5,6% 13,2%
13 - Sc. Economiche e Stat. 0,7% 8,0%
14 - Sc. Politiche e Sociali 18,8% 16,7%
TOT.UMANISTICHE 3,2% 12,3%
TOT.GENERALE 2,2% 12,1%
Luci ed ombre presenta invece la situazione rappresentata dal rapporto tra Fondi del triennio e Docenti finanziati. I dati dimostrano infatti come il finanziamento mediamente ottenuto dai docenti dell’Università di Siena partecipanti ai vari progetti è diminuito (dal 97-99 al 2000-02) di 14.365 euro nelle aree Scientifiche, mentre nelle aree Umanistiche è cresciuto di 12.232 euro; il saldo è sempre positivo in ciascuna delle aree umanistiche (con valori oscillanti tra 237 e 18.139 euro), mentre nelle aree scientifiche – pur all’interno di un quadro mediamente negativo – si registrano incrementi nelle aree 04-Sc. della Terra (55.461 euro), 09-Ingegneria industriale e dell'Informazione (28.552 euro) e 06-Sc. Mediche (9.367 euro).
A differenza dei PRIN, i dati sui finanziamenti provenienti dall’UE e da altri organismi internazionali non possono essere comparati, in quanto non sono note le performance delle altre realtà italiane (ed europee). In termini di valori relativi, essi presentano nel nostro ateneo un andamento decrescente nel triennio; si è potuto verificare – in particolare - un preoccupante calo nell’anno 2003: solo 1,206 milioni di euro, contro i 2,921 del 2002 ed 3,269 del 2001.In ogni caso, i finanziamenti provenienti da queste fonte sono nel triennio complessivamente maggiori di quelli registrati a livello di PRIN: 7,396 milioni di euro contro 6,992. Anche in questo caso la distribuzione è fortemente spostata verso le aree scientifico-sperimentali, in modo ancora più accentuato rispetto ai PRIN: 80,5 % (contro 72,7 %). Le concentrazioni maggiori sono nell’area 05 (34 % ), 06 (17,5 % ) e 09 (17 % ); da segnalare il 16,5 % fatto registrare dall’area 11.
b. Capacità di attrarre risorse finanziarie e/o strumentali, attraverso donazioni, convenzioni, contratti e partnership di ricerca con imprese, enti pubblici e fondazioni, sulla base di un commento critico dei dati trasmessi
Questo canale di finanziamento della ricerca è stato, nel triennio 2001-03, quello di gran lunga prevalente per l’Università di Siena: quasi la metà dei fondi finalizzati alla ricerca (49,6 %, per un valore pari a 29,515 milioni di euro) proviene infatti da soggetti diversi da quelli tradizionali (Miur, che nel triennio ha contribuito – con 10,790 milioni di euro - per il 18,1 %, UE – con 7,396 milioni di euro, 12,4 % - e lo stesso Ateneo – 11,827 milioni di euro, 19,9 % -). Naturalmente – e prevedibilmente – questa fonte di finanziamento ha alimentato la ricerca nelle diverse aree in modo non uniforme: trattandosi infatti di un canale in cui sono prevalenti le logiche di interesse del committente, le aree che hanno poco “mercato” sono evidentemente penalizzate. Non è perciò casuale che ben l’85,4 % di queste risorse si trovi concentrato nelle aree scientifico-sperimentali: la ricerca applicata è infatti svolta prevalentemente al loro interno. Deve però osservarsi che non vi è uniformità nemmeno all’interno delle 9 aree scientifico sperimentali dell’Università di Siena, anche tenendo conto che le aree 7 e 8 sono molto marginali nella realtà dell’Ateneo. Se si analizzano i dati richiesti dal CIVR è infatti facile osservare come i ¾ dei fondi (73,1 %) si concentrino in tre sole aree: la 04-Scienze della terra (30,6 %), la 05-Scienze biologiche (25,7 %) e la 06-Scienze mediche (16,8 %). Valori di una certa consistenza si registrano comunque anche nelle aree 03-Scienze chimiche (7,4 %) e 09-Ingegneria industriale e dell'informazione (3,8 %). E’ particolarmente eclatante il dato riferito all’area 04-Scienze della terra, in quanto essa ricava le risorse utili all’attività di ricerca quasi esclusivamente da questa fonte, che costituisce l’89 % del suo finanziamento totale (per un valore corrispondente ad oltre 9 milioni di euro). Tra le aree di tipo umanistico primeggia la 13-Scienze economiche e statistiche (5,6 %, 1,650 milioni di euro), ma si segnalano anche i valori conseguiti dalle aree 11-Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche (3,7 %, 1,090 milioni di euro) e 10-Scienze dell'antichità filologiche-letterarie e storico-artistiche (2,9 %, 0,853 milioni di euro). Dal punto di vista del loro andamento nel triennio considerato, le risorse provenienti da soggetti diversi (pubblici e privati) hanno fatto registrare un picco nell’anno centrale (2002), mentre il valore minimo è riferito al 2003. La sequenza dei valori (2001, 2002 e 2003) è comunque la seguente: 10,144 milioni di euro, 11,219 e 8,152. La particolare natura di questi finanziamenti, completamente ed esclusivamente determinati da logiche discrezionali, fa sì che il loro ammontare sia fortemente influenzato dagli andamenti congiunturali. I momenti di crisi economica e/o il manifestarsi di aspettative negative per il futuro da parte degli operatori economici (pubblici e privati) condizionano fatalmente la propensione ad investire (e quindi ad investire anche in ricerca): questo potrebbe spiegare in particolare la flessione registrata nel 2003. I valori e le tendenze di fondo dell’aggregato sono però fatalmente condizionati dalle performance realizzate dalle aree scientifico-sperimentali che, come si è detto, assorbono più dell’ 85 % di questi finanziamenti. Se scomponiamo il dato separando le aree scientifico-sperimentali da quelle umanistiche e guardiamo soltanto a queste ultime, otteniamo un risultato sorprendentemente ribaltato: l’anno che per le prime era stato di massima espansione (2001) è in questo caso quello di massima depressione, così come il 2003, anno di massima contrazione delle risorse per le prime è invece l’anno di picco per le seconde. In estrema sintesi, per le aree umanistiche la sequenza dei valori (2001, 2002 e 2003) si presenta in questo modo: 1,266 milioni di euro, 0,936 e 2,080. Non solo: tutte le 5 aree umanistiche nel 2003 fanno registrare incrementi rispetto al 2001, con un incremento medio del 64,3 % e con valori (assoluti) particolarmente consistenti nell’area 11 (+ 272 mila euro), 13 (+ 222mila) e 10 (+ 189 mila). Naturalmente, come si diceva in precedenza, la natura di questi finanziamenti non consente di trarre indicazioni assolute in termini di tendenza: ma la crescita dei valori riferiti ad aree in precedenza poco toccate dal “mercato” è sicuramente un elemento di novità da tenere sotto controllo nell’immediato futuro.
c. Capacità di impegnare risorse finanziarie proprie per progetti di ricerca, sulla base di un commento critico dei dati trasmessi
L’Università di Siena integra i fondi per la ricerca provenienti dall’esterno, destinandovi proprie risorse di bilancio. L’investimento nel triennio ha sfiorato i 12 milioni di euro (11,827), e comprende tanto le risorse destinate al “Piano di Ateneo per la Ricerca” (PAR) quanto le quote di cofinanziamento di progetti di ricerca. Queste risorse hanno costituito, nel triennio considerato, il 19,9 % delle risorse complessivamente (ed esclusivamente) destinate all’attività di ricerca.
Le risorse sono state assegnate per il 65,6 % alle aree scientifico-sperimentali, e per 34,4 % alle aree umanistiche. La considerazione che attraverso gli altri canali di finanziamento la quota di finanziamento che arriva alle aree umanistiche non va quasi mai oltre il 20 %, rende evidente una delle principali motivazioni che rendono ineliminabili i finanziamenti di Ateneo alla ricerca: quella di rendere possibile l’attività di ricerca anche in quei settori non toccati dal mercato e/o dalle “mode” del momento.
L’Università degli Studi di Siena è stata la prima in Italia a definire un “Piano di Ateneo per la Ricerca” (PAR), innovando totalmente il modus operandi per quanto riguarda il finanziamento dell’attività di ricerca in ambito locale. Il PAR si caratterizza per i seguenti obiettivi:
- favorire lo sviluppo e lo svolgimento dell’attività di ricerca in ambito locale, in quanto dovere e diritto istituzionale;
- - sostenere i progetti giudicati di qualità sulla base di criteri accettati dalla comunità scientifica dell’Ateneo.
In via sussidiaria rileva un elemento formale di grande importanza: una gestione totalmente informatizzata dell’iniziativa. A partire dall’anno 1999 l’Università degli Studi di Siena ha implementato in modo decisivo le risorse disponibili per la ricerca locale: siamo infatti passati da un impegno finanziario di circa 1,1 milioni di euro - più circa 500.000 euro a titolo di cofinanziamento di Ateneo per i programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN) - ad uno stanziamento di più di 3,8 milioni euro globali a valere sul bilancio 1999 (e per i successivi esercizi, con una punta di 4,138 milioni di euro nel 2003). Tale cifra, comprensiva comunque della quota di cofinanziamento dei programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale ha quindi quasi triplicato l’ammontare delle risorse destinate al finanziamento di attività di ricerca: in forza di ciò è facilmente intuibile l’importanza politico-strategica di un rilevante investimento di risorse nel settore.
Altra grande novità rispetto al passato è costituita dalla tipologia dei potenziali beneficiari dei suddetti finanziamenti: possono accedervi non solo i docenti (professori di 1° e 2° fascia, ricercatori, assistenti R.E.) ma anche il personale laureato con qualificata produzione scientifica, cioè personale non docente che opera nelle strutture scientifiche e che svolge continuativamente attività di ricerca documentata e di rilevante interesse scientifico.
Il Piano di Ateneo per la Ricerca individua due tipologie di contributi per il finanziamento dell’attività di ricerca scientifica, a valere rispettivamente sulla:
- quota per servizi per la ricerca;
- quota per progetti di ricerca.
In un’ottica di concentrazione dei settori scientifico-disciplinari di attività, e conseguentemente di maggiore snellezza nelle procedure di presentazione e valutazione delle richieste ed assegnazione dei suddetti contributi sono state individuate quattro grandi aree scientifiche:
A. Area delle Scienze Sperimentali
B. Area delle Scienze Biomediche e Mediche
C. Area delle Lettere, della Storia, della Filosofia e delle Arti
D. Area dell’Economia, della Giurisprudenza e delle Scienze Politiche
La quota per servizi per la ricerca risponde alla necessità di erogare i contributi finalizzati alla sussistenza dell’attore della ricerca stessa. I docenti e le unità di personale laureato con qualificata produzione scientifica che intendono accedervi devono inoltrare richiesta formale al Rettore, indicando le linee di ricerca che svolgono o intendono svolgere. L'entità del finanziamento individuale è determinata in relazione al settore scientifico-disciplinare di appartenenza; si ritiene infatti importante che tutti i ricercatori possano beneficiare di un sostegno economico per la propria attività. La condizione è che nell'ultimo triennio il beneficiario del finanziamento abbia un’adeguata attività scientifica: pertanto, solo se il richiedente ha provveduto ad una corretta e regolare tenuta dell'archivio della propria produzione scientifica nell'Anagrafe della ricerca può accedere ai suddetti contributi.
Per quanto riguarda invece la Quota per Progetti, la grande novità è rappresentata dall’istituzione di 4 Comitati, in rappresentanza di ciascuna delle Aree sopracitate. Ogni Comitato, di durata triennale, è composto da 4 membri, di cui 2 eletti dagli afferenti a ciascuna Area e due di nomina del Senato Accademico; i singoli Comitati vanno poi a costituire in seduta plenaria il Comitato Scientifico di Ateneo, con i seguenti compiti:
- sovrintendere e coordinare le procedure di valutazione e selezione dei progetti presentati, garantendone il regolare svolgimento (Comitato dei “garanti”);
- sulla base delle graduatorie elaborate dai singoli Comitati di Area, deliberare la proposta di attribuzione dei finanziamenti ai progetti ritenuti meritevoli;
- attivare procedure di monitoraggio ex post delle ricerche finanziate;
- sottoporre al Senato una relazione annuale sull’andamento della ricerca di Ateneo.
L'iter di presentazione e valutazione dei progetti prevede le seguenti fasi:
- inoltro della richiesta al Rettore tramite modulistica ad hoc: la documentazione deve essere sia in italiano che in inglese;
- definizione della procedura di valutazione dei progetti da parte del Comitato di garanti avvalendosi di referees da loro stessi scelti, con la conseguente predisposizione di una graduatoria di merito;
- delibera di proposta di attribuzione dei finanziamenti da parte del Comitato Scientifico di Ateneo.
I Comitati di Area, dunque, non procedono direttamente alla valutazione dei progetti, la quale viene espletata esclusivamente tramite il ricorso a valutatori esterni. Come già sottolineato, i Comitati hanno il compito di coordinare questa fase, garantendone il regolare svolgimento, mentre il referaggio è assolutamente indipendente. Il PAR individua i criteri di selezione dei progetti di ricerca facendo espresso riferimento ad originalità e rilievo scientifico, fattibilità (con valutazione del gruppo di ricerca) e congruità dei costi.
Profondamente innovative sono anche le modalità di presentazione delle richieste per entrambe le quote: l’Università ha predisposto una procedura totalmente on-line; anche la fase della valutazione dei progetti viene espletata per via elettronica. |