a. Analisi degli equilibri esistenti tra i diversi settori del personale, sulla base di un commento critico dei dati (ricercatori, personale tecnico e amm.vo) trasmessi contestualmente al CIVR
I dati sul personale rilevati nel triennio 2001-03 mostrano che l’organico di personale docente è cresciuto di 78 unità tra il 2001 e il 2002 (da 926 a 1004), mentre ha fatto registrare una flessione di 18 unità tra il 2002 e il 2003 (da 1004 a 986). La crescita nel triennio – nonostante la flessione segnalata – non ha provocato alcun effetto redistributivo tra le tre componenti (ordinari, associati, ricercatori) poiché la crescita è stata praticamente uniforme (in termini percentuali); vi è stata solo una modestissima redistribuzione dagli associati (-0,4 %) ai ricercatori (+ 0,3 %). La situazione al 2003 risultava la seguente: 344 ordinari (34,9 %), 300 associati (30,4 %) e 342 ricercatori (34,7 %). Preme però sottolineare che il “tasso di ricambio”, definito come rapporto percentuale tra la quantità di personale docente reclutato nel periodo 1999-2002 non proveniente da uno qualsiasi dei tre ruoli previsti dall’attuale normativa (ordinari, associati e ricercatori) e il N. di docenti al 31-12-2002 - calcolato dal Nucleo di Valutazione sulla base dei dati pubblicati dal Comitato Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario (CNVSU) e presentato nel Rapporto 2004 - dimostra come l’Università di Siena abbia effettuato un ricambio nel proprio corpo docente superiore di circa 2 punti alla media nazionale (22 % contro 20,2%).
Anche se la distribuzione percentuale tra le tre fasce è rimasta sostanzialmente inalterata nel triennio, l’insieme delle componenti docenti ha però aumentato il proprio peso nei confronti dell’altra componente del personale, ossia il personale tecnico amministrativo. Dal 2001 al 2003, infatti, l’incidenza percentuale del personale docente sul totale delle risorse umane è passata dal 47 % al 50 %; analogo trend ascendente si è registrato in altre due componenti fondamentalmente assimilabili al personale docente – anche se solo “in formazione” -, ossia gli assegnisti di ricerca ed i borsisti post-dottorato: i primi sono passati nel triennio da 135 a 210 (ossia dal 7 % al 10 %), mentre i secondi cominciano nel 2003 a diventare un’entità apprezzabile (22 unità, 1 %). Contestualmente, il personale tecnico-amministrativo di ruolo ha perso consistenza sia in termini assoluti (da 918 a 857 unità) che in termini relativi (dal 46 % al 41 %): la diminuzione dei ruoli di questo personale è stata determinata, come noto, sia dallo “scorrimento” ex legge 4/99 che dal blocco non solo delle assunzioni (che ha una origine ben più remota rispetto a quello dei docenti, ndr), ma anche dei concorsi nel periodo considerato. Distinguendo all’interno di questo personale la componente tecnica da quella amministrativa, il CIVR propone dati – desunti dalle rilevazioni annuali a cura del CNVSU – dai quali si evincerebbe come in soli tre anni la situazione si sia praticamente equilibrata: infatti i tecnici che nel 2001 rappresentavano il 70 % di questa componente, nel 2003 rappresentano solo il 51 %. In realtà il dato relativo al 2003 non è comparabile con quello dei due anni precedenti perché solo da quell’anno comprende il personale dell’area delle biblioteche (precedentemente incluso tra i tecnici). Se trasformiamo gli aggregati 2003 secondo le regole di composizione osservate nel 2001 e nel 2002, otteniamo per il 2003 una distribuzione percentuale praticamente identica a quella rilevata nel 2002: 60 % tecnici, 40 % amministrativi. I tecnici perdono comunque peso rispetto agli amministrativi, ma in misura pari alla metà di quella che si evincerebbe considerando i dati esposti dal CIVR. Questo effetto sostituzione è stato in parte determinato dall’applicazione dell’art. 1, comma 10, della L. 4/99, che ha fatto sì che circa 1/3 dei ricercatori universitari reclutati nel periodo 1999-2002 provenisse, attraverso concorsi riservati, dal ruolo dei tecnici laureati (ricompreso tra il personale tecnico-amministrativo). Ma non solo. Negli ultimi anni l’organizzazione dell’Università di Siena sta gradatamente evolvendo verso modalità sempre più orientate al project management: e questo si sta verificando in misura ancora più marcata nell’attività di ricerca, che per sua intrinseca natura si fonda prevalentemente su progetti che prevedono tempi e risorse sostanzialmente prestabiliti. E’ allora proprio in questo contesto che il ricorso a personale assunto “a progetto”, nella varie forme di rapporto di lavoro c.d. “flessibile” emerse nel frattempo, è diventato quasi una necessità: la conseguenza è evidentemente uno spostamento del mix personale a tempo indeterminato – personale a tempo determinato verso la seconda forma di rapporto di lavoro. Peraltro, come sappiamo, ultimamente i finanziamenti - anche dello stesso ministero ma non solo, vd. UE, regioni, ecc … - sono concessi solo sulla base di progetti ed a termine e questo determina conseguentemente il diverso rapporto di lavoro. La conseguenza è che oggi il personale a tempo indeterminato rappresenta ormai solo i 2/3 del personale di supporto tecnico- amministrativo: già nel 2002, per fare un esempio, alle 859 unità di personale di ruolo si possono aggiungere 443 anni-uomo ottenuti attraverso il consolidamento delle prestazioni lavorative espresse da risorse umane con status “flessibile”. Questo fenomeno è ancora più accentuato – per i motivi precedentemente esposti – se ci riferiamo solo alle componenti più propriamente tecniche. Se infatti sommiamo al personale a tempo indeterminato il personale a tempo determinato – nelle varie forme oggi possibili – e rendiamo omogenei i dati 2001-2003, la redistribuzione dai tecnici agli amministrativi precedentemente sottolineata non solo sparisce, ma addirittura assume segno negativo: il peso dei tecnici, dal 2001 al 2003, è aumentato in realtà del 6,2 %.
b. Analisi della distribuzione dei ricercatori tra le varie Aree, sulla base di un commento critico dei dati trasmessi
La crescita nel N. di docenti verificatasi nel triennio – v. sezione precedente – ha provocato limitati effetti redistributivi sia con riguardo alle tre componenti (ordinari, associati, ricercatori), che alle aree CUN: variazioni di una certa consistenza – ma comunque sempre intorno all’ 1 % sul totale dei docenti - si sono verificate solo nelle aree 09 (da 25 a 37 docenti, + 1,1 %) e 05 (da 116 a 133, +0,7 %). La distribuzione del 2003 è perciò sostanzialmente identica alle precedenti. Esaminiamola nel dettaglio. L’area di gran lunga più numerosa è la 06 che, con 246 docenti, assorbe quasi un quarto delle risorse di personale docente (24,9 %); seguono – distanziate di parecchi punti – le aree 05 (133 docenti, 13,2 %), 10 (128 docenti, 13 %), 11 (102, 10,3 %), 13 (94 docenti, 9,5 %) e 12 (83 docenti, 8,4 %); ancora più distanziate sono le aree 03 (55 docenti, 5,6 %), 01 e 09 (37 docenti, 3,8 %), 04 (31 docenti, 3,1 %) e 14 (23 docenti, 2,3 %); molto basso il N. di docenti dell’area 02 (13 docenti, 1,3 %), irrilevante quello delle aree 07 e 08 (4 e 3 docenti, rispettivamente). La distribuzione tra le aree resta ancora sostanzialmente ancorata ai valori storici, ossia ai valori di organico “consegnati” dal Ministero alle Università circa 10 anni fa. Da allora, l’unica operazione di un certo respiro che l’Università di Siena si è potuta permettere – stante le note difficoltà finanziarie del Sistema universitario italiano – ha riguardato l’area 09, poiché vi è stata la necessità di dotare la “giovane” facoltà di Ingegneria - nata nel 1992 - di un organico almeno dignitoso: non a caso prima abbiamo potuto rilevare come l’unico incremento sensibile – anche tra il 2001 e il 2003 - si è registrato proprio in quell’area. D’altro canto, il budget del personale docente è stato – ed è - notoriamente eroso dagli incrementi automatici di stipendio: questo rende sostanzialmente impossibile una programmazione ed un riequilibro del personale fondato su parametri quali-quantitativi. In mezzo a queste difficoltà, l’unica operazione redistributiva che l’Università di Siena ha potuto delineare tende a favorire – meglio, a penalizzare meno - i giovani da immettere nei ruoli docenti. Nella seduta del 10 dicembre 2001 il Senato accademico ha infatti delineato un piano di rientro nelle spese di personale, per fronteggiare lo sbilancio derivante dagli automatismi a cui si è accennato. Procedendo in modo draconiano, ossia con un completo blocco del turn-over, il punto di pareggio si sarebbe potuto collocare tra il 2008 e il 2009. Ma naturalmente questo avrebbe provocato danni irreparabili, per cui si è ipotizzato un rientro entro un periodo più lungo, ossia entro il 2012. Il “delta” è la – modestissima – quota di bilancio disponibile per nuove assunzioni, e corrisponde a 7,45 punti-budget (ossia a posti equivalenti a 7,45 ordinari). Il Senato ha deliberato che almeno il 70 % di queste risorse sia destinato al reclutamento di ricercatori. Naturalmente è sperabile che nel frattempo si possano acquisire risorse aggiuntive da immettere nel Sistema di reclutamento del personale: in tal modo le esperienze introdotte da alcune facoltà (la programmazione tra le aree avviene infatti a livello di facoltà, mentre a livello centrale si definiscono solo i budget, ndr) per determinare il fabbisogno di personale utilizzando indicatori quali-quantitativi – sia con riferimento alle attività didattiche che a quelle di ricerca – potranno essere ulteriormente incoraggiate.
c. Descrizione e commento critico delle iniziative generali assunte per la formazione e l'aggiornamento di ricercatori, tecnologi e tecnici, assumendo a riferimento le Relazioni annuali dei responsabili delle Strutture, unitamente ai pareri resi contestualmente dai NUV/CIV
Nel corso del triennio si sono realizzate, in particolare, iniziative di formazione per i giovani ricercatori, finalizzate a stimolare la ricerca di fondi all’esterno. Si sono così illustrate le varie opportunità che si presentano annualmente- sia a livello nazionale che internazionale – e si sono resi noti i sistemi di ricerca via Web dei bandi; sono state inoltre fatte esercitazioni per compilare correttamente la modulistica richiesta e per “confezionare” in modo adeguato i progetti.
Sul versante del personale tecnico che opera nelle strutture di ricerca, nel corso del triennio 2001-03 è continuata la pratica di cofinanziamento delle iniziative formative promosse direttamente dalle strutture di ricerca. Ciascuna iniziativa di aggiornamento e/o di formazione – soprattutto per l’apprendimento di tecniche innovative – proposta dai Dipartimenti viene infatti finanziata al 50 %, prelevando le risorse da un Fondo centrale di Ateneo.
Per quanto attiene invece la formazione programmata a livello centrale, nel 2001 sono stati organizzati 12 corsi rivolti al personale tecnico e amministrativo, tra corsi di base, corsi riguardanti gli adempimenti legislativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, corsi di aggiornamento tecnico delle mansioni particolari svolte all’interno della struttura scientifica di appartenenza. Il 2002 è stato contraddistinto da un serio ripensamento delle politiche formative del personale TA, che ha portato i vertici dell’Ateneo a perseguire un progetto per la riformulazione delle attività in un ottica di formazione continua. Tale progetto, denominalo nelle sue fasi iniziali DiDà (www.unisi.it/dida), ha visto una valorizzazione delle risorse interne, attraverso una proficua collaborazione tuttora attiva, tra le componenti dell’amministrazione centrale e le strutture di ricerca dell’Ateneo, in particolare il dipartimento di scienze della comunicazione. Il lavoro ha portato ad una analisi dei bisogni formativi del personale, conducendo ad un calendario delle attività formative (avviato poi a partire dall’anno 2004) e alla definizione del contesto infrastrutturale utile all’apprendimento durante il lavoro. Il piano prevedeva, in particolare per il personale operante nei dipartimenti, iniziative come: percorsi formativi sui software bioinformatici; percorsi formativi per gli operatori audiovisivi; corsi di statistica biomedica; archiviazione digitale dei documenti; legislazione europea per gli appalti.
Nel corso del 2003, in attesa dei riscontri della ricerca DiDà, l’Ateneo ha realizzato interventi formativi ritenuti prioritari o comunque non rinviabili. Fra questi è da menzionare la possibilità data a tutti i dipendenti dell’Ateneo di conseguire la patente europea del computer (ECDL), svolgendo la parte formativa e offrendo il conseguimento della patente ad un costo molto inferiore a quello di mercato, attraverso le strutture informatiche interne, accreditate presso l’AICA per il onseguimento della patente. La testimonianza più evidente dell’impegno dell’Ateneo nel campo della formazione del personale tecnico-amministrativo è data dal considerevole aumento del fondo specificamente destinato a queste attività: dal 2003 lo stanziamento è stato aumentato fino a raggiungere i 500mila Euro.
Utilizzando le informazioni raccolte nel corso del Progetto VAI (Valutazione Attività Istituzionali), è possibile inoltre valutare l’impegno delle diverse aree con riferimento all’organizzazione di iniziative come convegni, congressi o seminari: da queste informazioni si possono desumere indicatori per la stima dell’attività svolta dalle singole strutture di ricerca (e, puntando sui docenti promotori o coordinatori di queste iniziative, dalla varie aree scientifiche) per la formazione, l’aggiornamento e la trasmissione delle conoscenze.
In tre anni le strutture di ricerca dell’Università di Siena hanno promosso 660 manifestazioni; questo significa che, tenendo conto del numero medio dei docenti (972) del triennio 2001-03, è stata organizzata una manifestazione ogni 1,47 docenti. L’indicatore N. docenti / Manifestazioni organizzate è particolarmente favorevole per le aree 11 e 14, poiché assume valori corrispondenti – rispettivamente - a 0,50 e 0,54: questo significa che ogni docente appartenente a queste aree ha organizzato (in media) 2 manifestazioni in tre anni. Seguono, nell’ordine decrescente, le aree 12 (1,04), 10 (1,44), 03 (1,88), 13 (2,01), 05 (2,30), 06 (2,50), 04 (4,38), 01 (4,62), 09 (4,71) e 02 (4,78). |