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RICERCA - Strutture di Ricerca
- Rapporto del NdV sull'esercizio Civr 2001-03
AMMINISTRAZIONE - Analisi delle Risorse
RICERCA
  Rapporto del
NdV sull'esercizio
Civr 2001-03
1. Elementi di valutazione dell'attività di ricerca
   
2. Elementi di valutazione dell'impatto socio-economico delle attività di ricerca
   
3. Elementi conoscitivi e di valutazione sul management della struttura
   
4. Elementi di valutazione della congruità e competenza delle risorse umane
finalizzate alle attività di ricerca
   
5. Elementi conoscitivi e di valutazione della mobilità e collaborazioni internazionali finalizzate all'attività di ricerca
   
6. Info
   
7. Elementi di valutazione della capacità di accedere/
attrarre/impegnare risorse finanziarie e strumentali, finalizzate all'attività di ricerca
   
8. Principali punti di forza e di debolezza, raccomandazioni e conclusioni
   
9. Executive summary
   
A Allegato:
Elenco dei prodotti civr
   
  Strutture di ricerca
   
 
Rapporto del NdV sull'esercizio Civr 2001-03 - pagina otto

8. Principali punti di forza e di debolezza, raccomandazioni e conclusioni

Punti di forza e debolezza.
Il primo dei punti di forza dell’Ateneo di Siena è costituito dall’inquadramento dei finanziamenti alla ricerca all’interno di un organico Piano di Ateneo (PAR). Tale Piano è caratterizzato dall’adozione di rigorosi criteri di finanziamento, basati sul referaggio da parte di prestigiosi studiosi esterni all’Ateneo. Questa iniziativa appare particolarmente apprezzabile in un periodo di contrazione delle risorse assegnate alla ricerca da parte dello Stato.
Un altro elemento altamente positivo della realtà senese è l’incardinamento dei dottorati di ricerca nelle Scuole di dottorato e la realizzazione del Progetto “Graduate College di Santa Chiara”, recentemente incluso tra le Scuole Superiori, a riconoscimento della qualità della struttura che l’Università di Siena ha voluto darsi per favorire l’eccellenza degli studi di dottorato ed una vera integrazione degli studi superiori in Europa. L’ internazionalizzazione rappresenta d’altro canto un elemento caratterizzante l’Ateneo, così come testimoniato dalla fitta rete di relazioni e di partecipazioni a progetti di comune interesse intessuti con istituzioni di altri Paesi. Tale respiro si coniuga, peraltro, con la valorizzazione delle relazioni con le realtà locali e con la diffusione e l’impiego delle conoscenze prodotte dai ricercatori universitari in ambito imprenditoriale e socio-economico. Preziose risultano, a tal proposito, le attività del Liaison Office, attivo fin dal 1998, che hanno portato a risultati di rilievo in termini, ad esempio, di costituzione di partnership e di brevettazione.
Un ulteriore punto di forza del sistema della ricerca dell’Ateneo senese è costituito dall’attenzione posta alla valutazione di tale attività istituzionale. Si segnala, in particolare, il progetto VAI-Ricerca (Valutazione Attività Istituzionali-Ricerca) recentemente realizzato: uno strumento utile per l’orientamento dei ricercatori e la crescita della cultura della valutazione, oltre che per la comunicazione con i portatori di interesse esterni.
Un elemento qualificante il sistema della ricerca dell’Ateneo senese è costituito, infine, dal completamento del piano edilizio, che consente ai ricercatori di operare in strutture idonee.
In termini di punti di debolezza, anche nel caso senese è rilevabile un’elevata età media dei ricercatori e la tendenza a rendere cilindrica la raffigurazione geometrica della docenza, anche se l’Ateneo senese ha messo in pratica un sistema di incentivi mirante a premiare l’allargamento delle fasce iniziali di docenza e un meccanismo di riequilibrio delle risorse fra le varie facoltà; ma senza la messa a disposizione di più ampie risorse da parte del Ministero, le leve per riequilibrare tali distorsioni non possono che essere marginali. L’analisi delle fonti di finanziamento mostra, per alcune aree scientifiche, una limitata capacità di attrarre finanziamenti dall’esterno. Questo potrebbe essere l’indesiderato effetto delle sicurezze fornite dai finanziamenti del PAR e della Fondazione Monte dei Paschi. Occorre evitare che tali preziose fonti di vantaggio competitivo per l’Ateneo senese si trasformino in maniera inopinata in supporto a comportamenti autoreferenziali.

Raccomandazioni
Con la messa a regime di un efficace sistema di monitoraggio gli organi di governo dell’ateneo sono in grado di definire in maniera più consapevole un piano d'azione pluriennale nell’ambito del quale delineare le iniziative necessarie per potenziare le attività di ricerca. Tale piano potrebbe decidere di incentivare decisamente le aggregazioni e le aree forti; oppure di stimolare una graduale crescita dell’intero sistema d’ateneo; o, in alternativa, di porsi in posizione intermedia, riconoscendo e stimolando il ruolo delle aree forti senza mortificare quelle deboli e le “vocazioni” di fondo dei vari gruppi di ricerca, specie nella scelta delle tematiche relative alla ricerca di base, in ogni caso da potenziare. Al di là della specifica direzione, ciò che conta è individuare un percorso da seguire, così da organizzare e gestire un vero e proprio sistema della ricerca all’interno del quale si definiscano obiettivi strategici, si promuovano programmi di ricerca, si definiscano chiari criteri di valutazione e si allochino conseguentemente le risorse. Disporre di un’impostazione strategica diventa essenziale specialmente se dovesse permanere l’attuale scarsità di risorse governative finalizzate all’attività di ricerca.
La valorizzazione e la valutazione della ricerca, l’internazionalizzazione, il legame con il territorio implicano un impegno ed una tensione costante: bisogna evitare di credere che da quanto conseguito una volta discendano per sempre conseguenze positive. Le analisi condotte in questa relazione in merito all’acquisizione di finanziamenti per ricerca dimostrano che i ricercatori dell’Ateneo hanno compreso l’importanza di svolgere attività di ricerca non solo di base ma anche applicate. Il NdV raccomanda di incentivare il ricorso a fonti di finanziamento esterne ed alle risorse provenienti dell’UE e dalle altre istituzioni sopranazionali in tutti i settori della ricerca.
Con riferimento al rapporto con il territorio, occorre evitare che il tentativo di catturare il consenso, operativo e finanziario, delle imprese e dei portatori di interesse locali stimoli comportamenti autoreferenziali, riducendo lo stimolo al confronto scientifico internazionale. Il NdV raccomanda inoltre di porre la dovuta attenzione sia alla congruità quali-quantitiva delle risorse ottenute come effetto del decentramento delle attività sia alla loro certezza nel tempo. Oltre al rischio che tali risorse siano insufficienti rispetto agli impegni richiesti all’Ateneo, le attività decentrate spesso inducono nei docenti una focalizzazione nei confronti delle attività didattiche e di quelle amministrative, ad inevitabile svantaggio delle attività di ricerca.

In conclusione.
In questi ultimi anni nell’ambito del sistema della ricerca dell’ateneo senese è stato attuato, con grandi sforzi, un interessante cambiamento nei meccanismi operativi e nella cultura interna. L’Università di Siena deve continuare con decisione nel percorso intrapreso. Peraltro, se la situazione finanziaria generale e del sistema universitario non migliora, le Università si troveranno presto di fronte a scelte poco auspicabili. Senza aver impostato una propria impostazione strategica, da tale situazione potrebbero derivare conseguenze assai amare per le attività di ricerca. Grazie al lavoro svolto, l’Ateneo senese presenta tutte le condizioni per poter affrontare efficacemente tale cruciale passaggio.