a. Imprenditorialità. Commento critico delle attività di trasferimento di conoscenze (brevetti, spin off, partnership, accordi di confidenzialità, ecc.), anche in termini di entrate, risorse investite e impatto occupazionale, anche potenziale), sulla base dei dati (brevetti depositati, brevetti attivi, entrate e costi della gestione dei brevetti) e informazioni (sintesi descrittiva e finanziaria sulle altre attività di trasferimento di conoscenze)
Nell’ambito delle azioni per il trasferimento tecnologico, l’Università di Siena si è dotata (sin dal 1998) di un ufficio specifico, il Liaison Office di Ateneo, che svolge le seguenti attività:
- Promozione dell’offerta di ricerca dell’Università di Siena
- Monitoraggio e rilevazione dei risultati della ricerca dell’Ateneo
- Trasferimento dal sistema di ricerca al sistema produttivo
- Monitoraggio di finanziamenti per la ricerca industriale
- Organizzazione seminari divulgativi
- Progetti di imprenditorialità accademica
- Promozione d’impresa presso i ricercatori
- Supporto per la nascita di aziende spin off
- Tutela della proprietà intellettuale di Ateneo
- Consulenza brevettuale per i ricercatori dell’Ateneo
- Gestione attività di brevettazione d’Ateneo
- Marketing dei brevetti
- Centro PATLIB: biblioteca brevettuale collegata in rete con gli altri PATLIB dei 19 stati membri dell'Ufficio Europeo dei Brevetti.
- Progetti di formazione professionale
- Progetti di tirocinio formativo
- Analisi dei bisogni di risorse umane delle imprese
- Divulgazione di offerte di stage
Il Liaison Office, inoltre, è membro dei seguenti organismi:
- “Network per la valorizzazione della ricerca universitaria” (www.netval.it): associazione nata per favorire la divulgazione delle strategie di tutela brevettuale e di trasferimento tecnologico negli atenei italiani (44 università aderenti).
- ProTon Europe (http://fc.protoneurope.org): network europeo degli uffici di trasferimento tecnologico attivi presso organizzazioni di ricerca pubblica e università. È supportato dalla Commissione Europea come parte integrante delle iniziative connesse al Gate2Growth (www.gate2growth.com)
- IBAN: (www.iban.it): associazione di investitori informali il cui scopo è quello di fare incontrare le PMI di nuova costituzione o in crescita, con persone finanziatori di private equity.
Dal lato delle attività di trasferimento, l’Università di Siena presenta un numero di brevetti depositati nel triennio 2001-03 pari a 19, di cui ben 7 all’estero; i brevetti attivi al 31-12-2003 sono 11 (di cui 5 all’estero). Nello stesso periodo si sono inoltre depositati 3 software (ancora attivi al 31-12-2003), un modello di utilità ed una banca dati.
L’attività di vendita di brevetti e di loro licenze ha consentito di realizzare nel triennio ricavi per circa 110mila euro, a fronte di costi di deposito e di gestione pari a circa 75mila euro nello stesso periodo: si evidenzia perciò un apprezzabile saldo attivo nel differenziale costi-ricavi, che stimolerà sicuramente l’Ateneo a continuare a seguire anche i filoni di ricerca in condizione di determinare effetti positivi diretti nei processi produttivi.
L’Ateneo ha ben chiaro infatti che il Sistema paese è particolarmente interessato a questo tipo di attività di ricerca, stante la ormai cronica dipendenza italiana dai brevetti prodotti all’estero.
Sempre nell’ambito del trasferimento di conoscenze dall’Università ai soggetti ad essa esterni, si deve segnalare – nel periodo 2002-03 - il Corso di formazione“TechPath- Centri di trasferimento tecnologico per il territorio” (POR Ob. 3 Toscana), progetto pilota finalizzato alla formazione di consulenti per il trasferimento tecnologico alle Piccole e Medie Imprese del territorio, che ha ottenuto un finanziamento di € 240.668,00 e consentito l’occupazione di 7 unità di personale.
Sempre sul piano dell’impatto occupazionale, ancora meglio hanno fatto le 6 aziende spin-off costituite presso l’Università di Siena, poiché nel periodo 2001-03 hanno consentito di occupare ben 37 persone; si tratta delle seguenti aziende: Flecta s.r.l. (e-business e del web marketing), Green Time s.r.l. (consulenza ambientale), Content s.r.l. (servizi per la comunicazione, l’editoria ed i nuovi media), CO.GE.P s.r.l. (consulenza agro-alimentare), Agorà ICT s.r.l. (prodotti e servizi telematici), WaveComm s.r.l. (elettromagnetismo).
L'Università degli Studi di Siena ha inoltre ampliato la propria offerta didattica e favorito il trasferimento dei risultati della ricerca scientifica in tutta la Toscana meridionale attraverso la costituzione, in collaborazione con gli Enti e le Istituzioni locali, dei Poli Universitari di Arezzo, di Grosseto e di Colle Val d’Elsa.
Tra le iniziative non ancora giunte a completa maturazione nel triennio 2001-03, merita una segnalazione quella del Parco Scientifico nei settori delle Life Sciences; in questo periodo è stato costituito il Comitato di indirizzo per la messa a punto del progetto esecutivo (linee strategiche e operative di sviluppo): al progetto hanno partecipato le principali istituzioni pubbliche e private della provincia di Siena e la Regione Toscana, oltre all’Università di Siena che ha investito in questo progetto 25.000 euro. L’Ente gestore del Parco è stato costituito nel 2004.
b. Formazione. Commento critico delle attività formative post-lauream e post-dottorato, finalizzate al settore della ricerca, evidenziando le collaborazioni con strutture esterne e la mobilità internazionale dei ricercatori in formazione, sulla base dei dati trasmessi contestualmente al CIVR e, per gli Atenei, anche delle relazioni annuali dei NUV sullo stato dei Dottorati di Ricerca.
Il Nucleo di Valutazione sottolinea positivamente lo sforzo che l’Università di Siena sta compiendo per lo sviluppo del proprio “sistema dottorato”, costruito intorno al Progetto “Collegio Santa Chiara” e che ha visto come elemento saliente dell’ anno 2003 la creazione di Scuole di Dottorato: in tal modo l’Università di Siena ha fatto immediatamente proprie le indicazioni espresse a più riprese dal MIUR (DM 10-6-2002 e note MIUR 23-9-2002, in particolare), che invitavano a realizzare una maggiore aggregazione dei dottorati.
Tale sistema è stato costruito sulla base di un modello che tende a coniugare la tradizione e le competenze dell’Ateneo con strumenti atti a trasferire l’innovazione e le esigenze di una cultura in continua crescita ed evoluzione, in modo da puntare decisamente verso la formazione istituzionale accreditata a livello internazionale.
Elementi centrali di questo modello sono:
- la costituzione di un Comitato Scientifico del Dottorato, interamente formato da esperti esterni , con il compito di valutare e monitorare i Dottorati di Ricerca;
- la scelta dei temi scientifici, che devono avere le caratteristiche sia dell’ampiezza, sia dell’originalità;
- la necessità dell’organizzazione delle attività didattiche e scientifiche, anche con l’indicazione dei crediti che lo studente acquisisca durante la sua formazione;
- la permanenza a Siena dei dottorandi nel primo anno di corso, per garantire una effettiva integrazione con le attività dipartimentali ed una base didattica comune;
- l’inizio delle attività almeno al 1° novembre di ciascun anno;
- gli strumenti necessari a garantire l’inserimento dei dottorandi e la loro collaborazione con Enti e Privati che contribuiscano anche al finanziamento esterno di borse di studio;
- l’incentivazione di programmi didattico/scientifici congiunti tra Paesi dell’UE che consentano a Dottorati diversi di avere percorsi formativi in comune e di rilasciare titoli di studio congiunti o, comunque, il rilascio di titoli spendibili o riconosciuti nei Paesi interessati.
In particolare, giova sottolineare il ruolo del Comitato Scientifico del Dottorato che garantisce una costante valutazione dei dottorati attraverso il continuo monitoraggio dei corsi; il Comitato, che in alcune occasioni si è anche espresso in modo critico su alcuni dottorati decretandone (di fatto) la soppressione o l’accorpamento, ha recentemente constatato il progressivo miglioramento dei DR dell’Università di Siena, sottolineando come un numero notevole di essi abbia raggiunto punte di eccellenza comparabili alle più prestigiose Università internazionali.
L’attività congiunta di Comitato scientifico e Nucleo di Valutazione fa sì che il sistema Dottorato dell’Università di Siena possa giovarsi di un efficace sistema di valutazione che ne garantisce l’efficienza, l’efficacia e la qualità.
Alcuni dati sono ad avviso del Nucleo di Valutazione molto significativi e ne testimoniano l’attrattività relativa.
Un primo indicatore in condizione di esprimere (in una qualche misura) l’appeal relativo del Dottorato si fonda sulla percentuale di partecipanti ai concorsi di ammissione non laureati dall’Università di Siena (e quindi ad essa esterni) sul totale dei partecipanti alle selezioni.
Il dato a livello di Ateneo dice che la stragrande maggioranza dei partecipanti non si è laureata a Siena (il 66,9%, cioè i due terzi).Se andiamo invece a calcolare la percentuale di ammessi ai corsi di Dottorato che non si sono laureati all’Università di Siena, troviamo comunque un dato aggregato a livello di Ateneo superiore al 50 % (52,3 %).
Questi dati sono ancor più rimarchevoli se si considera la costante crescita degli studenti stranieri ammessi ai corsi di Dottorato: i 6 stranieri ammessi nel XV ciclo sono diventati 12 nel XVI, 16 nel XVII, 22 nel XVIII e 29 nel XIX. Il “Progetto di Dottorato” dell’Università di Siena nasce peraltro proprio sotto il segno dell’internazionalizzazione. Si tende per esempio a stimolare ed incentivare programmi didattico-scientifici congiunti tra Paesi dell’UE e/o terzi che consentano a Dottorati diversi di avere percorsi formativi in comune e di rilasciare titoli di studio congiunti o, comunque, il rilascio di titoli spendibili o riconosciuti dai Paesi interessati. All’interno di tali programmi sono previsti periodi di formazione nelle varie sedi di dottorato con reciproco riconoscimento di crediti e con scambio di docenti. Un simile approccio implica una forte disponibilità da parte dei docenti e dell’Ateneo all’esportazione ed importazione di modalità formative disciplinari ed interdisciplinari e che porta ad una reale formazione internazionale.
In tale contesto si inquadra, in particolare, l’attivazione del titolo di “Doctor Europaeus”: nel 2003 il titolo è stato attivato da 5 scuole di dottorato (su 20) e da 4 Dottorati di ricerca (su 22). Il tasso di internazionalizzazione del Dottorato di Ricerca dell’Università di Siena è testimoniato dalle numerosi convenzioni internazionali stipulate: sono ben 27 e riguardano istituzione di 15 Paesi (5 Regno Unito, 3 Germania e Spagna, 2 Olanda, Brasile, Francia e Ungheria, 1 Giappone, Messico, USA, Uruguay, Israele, Svizzera, Russia e Grecia). Esistono inoltre 193 rapporti di collaborazione con Università straniere, così distribuite per nazione: 47 USA, 36 Regno Unito, 29 Francia, 14 Germania e Spagna, 6 Danimarca, 5 Belgio, 4 Olanda, Svezia e Svizzera, 3 Austria, Canada e Irlanda, 2 Australia, Brasile, Grecia, Israele, Polonia e Portogallo, 1 Argentina, Bulgaria, Cile, Corea, Giappone, Lituania, Norvegia, Nuova Zelanda e Ungheria.
Nel corso del triennio 2001-03 i dottorandi che hanno svolto all’estero attività di formazione per periodi ininterrotti di almeno 3 mesi sono stati 208, per complessivi 1.008,6 mesi-uomo; la tabella sottostante evidenzia i dati relativi alla mobilità dei dottorandi per area:
AREA CUN N. Dott. MmUomo
01-Sc. Matematiche 6 25,0
02-Sc. Fisiche 5 15,6
03-Sc. Chimiche 17 89,2
04-Sc. Terra 18 82,7
05-Sc. Biologiche 13 70,9
06-Sc. Mediche 21 127,4
09-Ing.Inf. 6 33,3
10-Sc. Art-Let 38 110,2
11-Sc. Stor-Fil 30 180,2
12-Sc. Giur. 19 87,7
13-Sc. Econ-Stat 19 115,4
14-Sc. Pol-Soc 16 71,1
Totale 208 1008,6
Occorre infine sottolineare che l’Ateneo senese, contestualmente all’attivazione dell’accordo di programma siglato nel 1999, ha messo a disposizione per ciascun dottorato di ricerca una dotazione di funzionamento. Nel corso degli ultimi quattro anni la politica dell’Ateneo è stata quella di aumentare progressivamente la percentuale di risorse finanziarie destinate ai Dottorati, determinando così, a fronte di un finanziamento costante da parte del MIUR, un complessivo aumento finanziario: ciò ha permesso una continuità nella gestione dei corsi e nell’attività di studio e di ricerca dei dottorati. |