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Civr 2001-03 |
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L’Università italiana in generale, ed il processo di valutazione in particolare, sta attraversando una delicata fase di transizione che riguarda anche la posizione ed il ruolo dei Nuclei di valutazione interna di Ateneo.
Sul versante della valutazione della Didattica, si sta transitando da un primo livello di controllo “ex ante” dei requisiti minimi delle risorse a disposizione dei Corsi di studio, come forma di garanzia nei confronti delle parti interessate (gli studenti e gli stakeholders in generale) - secondo il principio della “accountability” anglosassone - ad una fase più complessa di attivazione di un sistema nazionale di valutazione. L’ipotesi avanzata finora dal Ministero e dal CNVSU è quella dell’attivazione di un sistema di accreditamento, utilizzabile anche ai fini della ripartizione dei fondi ministeriali e coadiuvato dalla istituzione di organismi ad hoc (Agenzia, Consiglio...). Su queste proposte non c’è un largo consenso; tuttavia, qualunque siano le forme che verranno adottate nella prossima legislatura, si tratta di una strada obbligata, legata anche alla necessità di adeguarsi al sistema europeo, nel quale i meccanismi della valutazione della didattica e della ricerca sono ormai sperimentati e consolidati.
È evidente che in questa nuova prospettiva il ruolo dei Nuclei, sia all’interno degli Atenei sia nei suoi rapporti con l’amministrazione centrale e con gli organismi centrali di valutazione, dovrà essere chiarito e ridefinito. |
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Parallelamente si conclude nell’Università italiana la fase di prima applicazione della riforma degli ordinamenti, iniziata con il DM 509/99. Ciò coincide con l’emanazione del nuovo DM 270/04: c’è generale accordo sul fatto che questa possa essere l’occasione per un processo di revisione, con una razionalizzazione a posteriori sia dell’offerta didattica sia del modo con cui è stata applicata la riforma degli ordinamenti didattici.
Per fare ciò è opportuno servirsi di dati oggettivi e analisi puntuali, utilizzando ovviamente l’esperienza del primo ciclo, attraverso un monitoraggio puntuale dei dati sia quantitativi che qualitativi, compresi i risultati relativi all’occupazione, non appena disponibili.
La riprogettazione dei Corsi avviene in un quadro diverso rispetto a quello dell’inizio della riforma: nel caso del DM 509 infatti, l’emanazione in tempi diversi dei decreti applicativi ha determinato una sfasatura nell’attivazione dei Corsi di Laurea e di Laurea specialistica; per tale motivo, inizialmente tutte le energie - e le risorse - si sono concentrate sui trienni, “forzando” le scelte sui contenuti degli insegnamenti e sull’utilizzo dei docenti e producendo alcune delle storture che oggi lamentiamo.
In questo momento, con l’applicazione del DM 270, è invece possibile lavorare sull’intera offerta didattica, di primo e di secondo livello (per limitarsi ai Corsi regolati da ordinamenti nazionali), e quindi sulla prospettiva dei 5 anni.
Le Facoltà potranno così calibrare i Corsi secondo una strategia complessiva ed utilizzare pienamente le risorse di docenza, secondo criteri che potranno essere individuati già in questa fase. La bontà di un tale processo dipenderà anche dai decreti applicativi (a cui il nuovo Ministero potrebbe apportare modifiche rilevanti, rispetto alla versione in circolazione negli ultimi mesi), ma anche dal processo di revisione interna, già in atto in molti Atenei; quest’ultimo può essere favorito dalle analisi dei Nuclei di valutazione e da iniziative specifiche concordate con gli organismi accademici. Nell’Ateneo di Siena una prima elaborazione dei dati relativi ai singoli Corsi di Laurea è stata fornita alle Facoltà in occasione di un incontro di lavoro sulla didattica, tenutosi nella Certosa di Pontignano nel Luglio 2005, dedicato all’analisi dell’esperienza fatta in seguito all’attivazione dei nuovi ordinamenti, finalizzata all’avvio del processo di revisione a cui abbiamo prima accennato.Sono a questo proposito di particolare interesse le analisi condotte dall’Osservatorio di Ateneo per la didattica, da cui emergono i principali punti critici nell’applicazione della riforma: alle analisi dell’Osservatorio è dedicato un capitolo nella sezione Didattica |
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Da queste premesse derivano alcune delle scelte fatte dal Nucleo nel redigere il rapporto di valutazione dell’anno 2005.
Rispetto al rapporto dell’anno precedente, molto esaustivo e più equilibrato nella consistenza dei diversi capitoli, la scelta è stata di privilegiare alcuni settori rispetto ad altri. Nella sezione Didattica, abbiamo dedicato una parte consistente all’analisi longitudinale delle carriere, incentrate sui crediti acquisiti dagli studenti. Questo tipo di analisi è stata applicata alle Lauree di primo livello, sull’intero periodo della durata legale del Corso, rendendo disponibili i dati dettagliati relativi a ciascun Corso di studio del nuovo ordinamento. L’obiettivo è quello di fornire agli organi di governo e di gestione dei Corsi, ma anche alle Facoltà, uno strumento utile ad attivare quel processo di miglioramento a cui tende ogni sistema di valutazione.
L’analisi delle carriere incentrata sui crediti viene resa disponibile alle strutture responsabili in forma elettronica su Servizi on-line dall’Ufficio Organizzazione Flussi informativi; il monitoraggio dei crediti ha cadenza quadrimestrale.
Nell’analisi dei dati anagrafici abbiamo dedicato una particolare attenzione al fenomeno e alle caratteristiche della dispersione degli studenti analizzando le varie tipologie di dispersi ma anche elementi, quali i crediti acquisiti prima dell’abbandono, potenzialmente predittivi degli abbandoni, e quindi utilizzabili ai fini di una “prevenzione” di questo rilevante fenomeno. |
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Più problematica si presenta l’analisi delle Lauree specialistiche per molteplici motivi.
La LS è stata attivata, come già sottolineato, con una sfasatura temporale rispetto alla Laurea, con il risultato che è mancata nella maggior parte dei casi una strategia complessiva di programmazione dell’offerta didattica. Nel DM 509 i due livelli erano concepiti in serie, con vincoli stringenti nella programmazione degli ordinamenti, che di fatto li rendevano strettamente interdipendenti; il DM 270 ha inciso fortemente su questo aspetto rendendo indipendenti, e separati, anche temporalmente se si vuole, i due livelli formativi. Ne consegue che la LM, così come si configura nel DM 270 è, almeno potenzialmente, qualcosa di diverso dalla LS. In questo contesto gli ordinamenti di LS finora attivati rappresentano un tipo di Corso di studio “ad esaurimento”, posto a cavallo tra la laurea del vecchio ordinamento e la LM del nuovo, o nuovissimo ordinamento. Di ciò sarà opportuno tenere conto nel momento in cui verranno analizzati i dati delle Lauree specialistiche relativi all’intero periodo di applicazione. |
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Ripristinando una modalità precedentemente utilizzata, riteniamo opportuno che il Nucleo dedichi un “quaderno” ad hoc al tema della mobilità degli studenti, nei suoi vari e molteplici aspetti. In particolare dovrebbero essere analizzate le caratteristiche dei passaggi dalla L alla LS, riferendoli alla “direzione” (interni all’Ateneo, tra poli dell’Ateneo, tra Atenei diversi, etc), ai tempi e alla consistenza. Parimenti sarebbe di particolare interesse l’analisi dei flussi nella direzione del post-laurea, utilizzando anche i dati raccolti nelle relazioni annuali sul dottorato di ricerca, così come la mobilità a livello internazionale; un aspetto quest’ultimo fondamentale per contribuire alla costruzione dello spazio europeo della formazione superiore e su cui la riforma degli ordinamenti - sulla base dei primi dati raccolti - sembra avere esercitato un effetto negativo. |
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Per quanto riguarda la Ricerca, la novità è rappresentata dal primo programma di Valutazione triennale della ricerca (VTR), organizzata dal CIVR. L’esercizio di valutazione, riguardante il periodo 2001-2003, è stato effettuato nell’anno 2004, ed i primi risultati sono stati distribuiti recentemente (nei primi mesi del 2006); si tratta di una tappa importante verso l’introduzione anche nel nostro paese di un sistema nazionale di valutazione della ricerca ed il giudizio della comunità scientifica è sostanzialmente positivo. L’Ateneo di Siena è stato facilitato nell’assolvimento delle procedure previste anche grazie alla cultura della valutazione consolidata nel nostro Ateneo dal progetto VAI Ricerca (vedi Rapporto 2004), che ha coinvolto tutti i Dipartimenti dell’Ateneo.
Sulla base delle linee-guida fornite dal CIVR, il Nucleo di valutazione ha redatto un rapporto dettagliato sulle strutture di ricerca dell’Ateneo, accompagnato da un executive summary dell’esercizio di valutazione 2001-03: il documento è contenuto nel presente rapporto.
I rapporti dei Nuclei di valutazione dovrebbero contribuire alla formulazione del giudizio complessivo da parte del CIVR; è tuttavia indubbio che la funzione dei Nuclei dovrà essere meglio chiarita in vista del prossimo esercizio di valutazione della ricerca.
Vengono inoltre presentate, come ogni anno, le schede riferite ai singoli dipartimenti, che forniscono informazioni preziose circa la disponibilità di risorse umane e strumentali avuta nel corso dell’esercizio 2004 e sui “prodotti di ricerca” realizzati nello stesso anno: la valorizzazione di alcuni utili indicatori consente inoltre di confrontare le varie realtà. |
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Per quanto concerne l’attività amministrativa, infine, viene presentata la “tradizionale” riflessione sul conto consuntivo annuale: per il 2004 non è stato invece possibile produrre i report economici in quanto il nuovo sistema di rilevazione automatica dei costi e dei ricavi non è ancora a regime.
L’elemento di novità è che, a partire da quest’anno, il commento del Nucleo di valutazione sul conto consuntivo si rivolge ad una sua particolare riformulazione, ottenuta seguendo i criteri di riclassificazione definiti (con DM) dal Miur (d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze), poiché è parsa interessante l’opportunità - offerta solo da questa particolare struttura di bilancio - di poter fare anche dei confronti con le altre realtà universitarie (ed in particolare con quelle a noi “prossime” per dimensione, composizione e/o localizzazione).
Non bisogna infatti dimenticare che la normativa specifica sui compiti e sulle funzioni del Nucleo di valutazione prevede che le Università “adottino un sistema di valutazione interna della gestione amministrativa, delle attività didattiche e di ricerca, degli interventi di sostegno al diritto allo studio, verificando, anche mediante analisi comparative dei costi e dei rendimenti, il corretto utilizzo delle risorse pubbliche, la produttività della ricerca e della didattica, nonché l'imparzialità e il buon andamento dell'azione amministrativa”. La comparazione con atenei diversi dall’Università di Siena è evidentemente preclusa dalla particolare struttura dei conti prevista dal nostro Regolamento per l’amministrazione, la finanza e la contabilità: a ciascuna università - come noto - è stata infatti data la possibilità di adottare, a partire dalla legge 9 maggio 1989 n. 168, un proprio particolarissimo sistema contabile, che ha reso ogni realtà diversa dalle altre. |
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Scarica il documento in pdf dell'Introduzione generale al Rapporto del Nucleo di Valutazione 2005 |
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Il Nucleo di Valutazione che ha redatto il Rapporto 2005 è composto da quattro membri esterni e da due interni: Dott. Giorgio Allulli (Dirigente di ricerca dell’ISFOL), Prof. Lorenzo Bernardi (Professore ordinario di Statistica sociale della Facoltà di Scienze statistiche dell'Università degli Studi di Padova), Prof. Elio Borgonovi (Professore ordinario di Economia delle Aziende e delle Amministrazioni pubbliche della Facoltà di Economia dell’Università Bocconi di Milano e Direttore della SDA Bocconi), Prof. Giulio Ghellini (Professore straordinario di Statistica Sociale della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Siena), Dott. Mario Lorenzoni (Rettore dell’Opera Metropolitana del Duomo), Prof.ssa Francesca Farabollini (Professore ordinario di Fisiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Siena), Presidente del Nucleo di valutazione.
La redazione del Rapporto è stata curata dal Dott. Giovanni Colucci, Responsabile dell’Area Servizi agli Studenti e dell’Area Sistemi Gestionali, e dalle Dott.sse Silvia Armini (Responsabile Ufficio Organizzazione Flussi informativi) e Sonia Boldrini (Responsabile Centro Studi di Amministrazione e Controllo).
Un ringraziamento particolare va al Dott. Loriano Bigi (Direttore Amministrativo e Responsabile Area Risorse umane), al Dott. Salvatore Interi (Responsabile Area Sistema contabile).
Hanno collaborato, in qualità di componenti degli uffici di supporto al Nucleo: il Dott. Francesco Maccari (Ufficio statistico), la Sig.ra Annalisa Raveggi (Responsabile Ufficio Ordinamenti Didattici e Relazioni Istituzionali), la Sig.ra Letizia Torricelli (Area Sistemi gestionali), le Dott. Maria Ruggieri, Carmela Gioia e Sauretta Rossi (Area Sistemi gestionali), la Sig.ra Gigliola Rossi (Ufficio Organizzazione Flussi informativi).
Materiali ed informazioni sono stati forniti anche da altri uffici dell’Amministrazione centrale: Ing. Stefano Bandinelli (Q.it), la Sig.ra Ginetta Betti (Responsabile Ufficio Accoglienza), Dott. Laura Berni (Responsabile Placement Office), Dott. Annalisa Poggialini (Responsabile Ufficio Speciale per le Relazioni Internazionali), Dott. Giuseppe Giordano (Responsabile Ufficio Formazione e Post Laurea), Dott. Sabrina Borgheresi (Ufficio Formazione e Post Laurea), Sig.ra Alessandra Rillo (Ufficio Formazione e Post Laurea), Dott. Daniela Curti (responsabile Servizio Management didattico di Ateneo), Sig.ra Maria Gabriella Giorgi (Responsabile Ufficio Accoglienza Disabili), Sig.ra Francesca Trovarelli (Centro CRESCO), Sig. Roberto Annarumi (Responsabile Ufficio Borse e Premi di Studio), il Centro Linguistico di Ateneo e l’Ufficio di supporto al Comitato di Ateneo per la Didattica. Li ringraziamo vivamente per il contributo offerto. |
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