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Attività di sostegno agli studenti - ACCOGLIENZA DISABILI
L’Ufficio Accoglienza Disabili nella programmazione delle sue attività si inspira ai principi di uguaglianza, integrazione e autonomia per le studentesse e gli studenti con disabilità tesi a :
  • fare in modo che tutti possano vivere gli aspetti culturali, accademici e sociali propri della vita universitaria;
  • creare le condizioni di accoglienza e di sensibilizzazione alle problematiche delle disabilità al fine di portare tutti dentro l’Università e non portare l’Università fuori dove è impossibile ricreare l’insieme irripetibile di esperienze, di contatti e di legami tipici degli anni di studio;
  • favorire l’autonomia e l’integrazione di tutti valorizzandone le diversità e tenendo conto dei ritmi e delle condizioni di studio e di apprendimento;
  • offrire pari opportunità di formazione, di studio e di ricerca rimuovendo gli ostacoli materiali e culturali che si frappongono al pieno riconoscimento della persona, eliminando situazioni di emarginazione ed interventi di separazione, evitando di creare l’Università per disabili.

 

L’Ufficio Accoglienza Disabili ha offerto ai 134 iscritti nell’anno 2004 i seguenti servizi:

Servizio di trasporto e di accompagnamento per gli studenti con disabilità, residenti e fuorisede, che ne fanno richiesta, viene svolto da obiettori, volontari e tutor specializzati.
Data la complessità delle situazioni è necessaria una programmazione puntuale ed un costante coordinamento dell’attività, è inoltre necessaria un’attenta gestione dei mezzi di trasporto.
Un corso di formazione sulle competenze relazionali nell’approccio alle disabilità ha voluto dare un aspetto più profondo ad un servizio che, altrimenti, sarebbe risultato tecnico e fine a se stesso.
Nell’ottica della promozione, per una nuova cultura della disabilità, lo stesso corso è stato rivolto al personale tecnico-amministrativo, agli studenti dell’ateneo, a personale di altre amministrazioni.

I temi affrontati sono i seguenti:

  • Il linguaggio e l’immaginario della disabilità: rapporto tra individuo e disabilità, cambiamento terminologico, l’ICF (classificazione Internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute);
  • Viaggio nelle diverse disabilità: visiva, uditiva, motoria. Approccio e conoscenza delle diverse modalità d’interazione;
  • La relazione d’aiuto: cos’è la relazione d’aiuto; l’empatia; la risoluzione dei conflitti; la comunicazione interpersonale; la comunicazione verbale;
  • Il linguaggio del corpo: la gestualità, lo sguardo, l’espressione, l’atteggiamento e la postura, i ritmi, la prossemica, la prosodica.

Siamo vicini nelle attività di studio non solo, ove ce ne siano necessità, con il supporto di tutor specializzato ma anche fornendo consulenze sulle attrezzature tecniche e informatiche e su sussidi didattici specifici.
Inoltre abbiamo contatti con l’Istituto Pendola per il sevizio di interpretariato LIS, con gli istituti di scuole superiore della provincia per l’orientamento agli alunni con disabilità che intendono immatricolarsi, curiamo i rapporti con il CUS per le attività ricreative e sportive.
L’ufficio è anche punto di ascolto, consulenza e servizi su tutte le problematiche legate alla disponibilità del personale docente e tecnico-amministrativo.

Progetto di tirocinio formazione e orientamento per gli alunni con disabilità. L’Ufficio assume l’importante ruolo di mediatore tra gli istituti scolastici promotori dell’esperienza di tirocinio formativo, la provincia e lo specifico contesto lavorativo, cercando di individuare la struttura universitaria che meglio potrebbe prestarsi all’accoglienza dell’alunno/a, visto come risorsa con un proprio ruolo attivo.
Il progetto ha costituito un’esperienza significativa ed un grande impegno per l’Ufficio Accoglienza Disabili, consentendo così lo sviluppo di competenze e una maggiore sinergia tra le diverse istituzioni che operano nel territorio. È questo un progetto che mira a sviluppare la crescita dell’alunno e dell’alunna con disabilità valorizzandone le capacità ed attitudini.
Nell’anno 2004 si sono realizzate sei esperienze di tirocinio.

Vietato non Toccare. Il percorso museale

Il percorso museale tattile olfattivo Vietato non Toccare è un laboratorio finalizzato all’esemplificazione delle buone prassi da adottare nella progettazione degli ambienti dedicati all’arte e alla cultura.
Il progetto di Vietato non Toccare si pone come obiettivo l’abbattimento sia delle barriere architettoniche, modulando quindi degli spazi totalmente accessibili per una persona con disabilità motoria; sia delle barriere di tipo sensoriale, causa di alterazione della percezione visiva; sia, inoltre, delle barriere di tipo emotivo, ovvero la percezione, in particolari condizioni psicofisiche, di ambienti insicuri, pericolosi o faticosi.
Vietato non Toccare è un modo di pensare alla progettazione in maniera innovativa, completamente universale, che ha come modello di riferimento non una particolare tipologia di utenza ma l’UOMO e tutte le trasformazioni che durante l’arco della vita si trova ad affrontare.
All’entrata della mostra, i visitatori sono invitati a bendarsi, poi in piccoli gruppi di due o tre persone si affidano ad una guida.
Il termine “affidare” non è eccessivo, perché trovarsi improvvisamente privi della vista ed entrare in un ambiente sconosciuto comporta un forte carico emotivo, che viene superato grazie alla preparazione delle guide.
Comincia così il percorso al buio: si esplora con il tatto, si percepisce con l’olfatto e con l’udito, si usano quindi quei sensi che crediamo normalmente di utilizzare, ma subito ci si accorge di quanto in realtà essi siano gregari della vista. La prima reazione è quella di ripercorrere le strade della memoria per cercare di capire, ma non tutto ciò che stiamo vedendo con le mani è a noi conosciuto, e allora finalmente iniziamo ad utilizzare questi nostri sensi sempre posseduti e così poco usati.

Formazione guide-animatori
La Formazione rappresenta uno degli elementi cardine del progetto di Vietato non Toccare ed è finalizzata a fornire tutta una serie di strumenti cognitivi non solo a figure specifiche come ad esempio le guide museali o ad operatori del settore turistico, ma anche a tutte quelle figure che svolgono il proprio lavoro soprattutto relazionandosi con il pubblico.
Abbiamo previsto una serie di laboratori formativi-esperenziali destinati a amministratori, studenti in archeologia o museografia, guide turistiche e museali, animatori culturali, insegnanti, educatori, operatori nei settori riservati alla pubblica utenza, con classi di circa 18-22 partecipanti.
Al programma del Corso sulle Competenze Relazionali si sono aggiunti laboratori specifici, quali:

  • I principi della progettazione universale e dell’utenza ampliata
  • Dal percorso museale dedicato al percorso per tutti
  • Percorso preistorico all’interno di Vietato non toccare
  • Criteri espositivi e criteri di scelta dei reperti nel percorso
  • La percezione dello spazio
  • Buone prassi per l’allestimento del percorso
  • L’importanza della sezione naturalistica ed olfattiva
  • I reperti e gli elementi cardine della visita tattile
  • La comunicazione accessibile

Inserimento socio-terapeutico: l’ufficio si è impegnato per favorire, attraverso lo sviluppo di interventi e di progetti, una politica di avviamento al lavoro a favore di persone a rischio di esclusione sociale. Il servizio offre un intervento basato su un percorso individualizzato, che verifica le capacità lavorative della persona in relazione al possibile impiego.

Progetto Pocodima: si tratta di un progetto cofinanziato dalla commissione Europea (programma Socrates-Azione Minerva) coordinato dalla cooperativa Mediazioni e dall’Ufficio Accoglienza Disabili di Siena con la collaborazione di altre otto organizzazioni operanti in sei paesi europei.
Il progetto si propone di creare moduli formativi interattivi per dare ad un pubblico adulto (in particolare formatori e operatori front-office ma anche discenti adulti inclusi persone con disabilità) strumenti concettuali ed emotivi per la gestione del conflitto e delle diversità
ILprogetto Pocodima nell’anno 2004 ha visto concludersi la sua prima fase che può essere così riassunta:

    • produzione e diffusione di un set di learning objects;
    • creazione di una comunità virtuale di pratica europea e diverse comunità di pratica nazionali tra operatori formativi e sociali interessati allo sviluppo di strumenti didattici nella gestione positiva dei conflitti e delle differenze, produzione e condivisione di materiale di supporto alla progettazione didattica adeguata alla gestione positiva dei conflitti e differenze.