ABSTRACT DELLE TESI DI DOTTORATO

 

DOTTORI

XII ciclo

Maria Conforti, Un'istituzione della modernità a Napoli: l'accademia del duca di Medinaceli. Storia scienza letteratura e arti

Un'istituzione della modernità a Napoli: l'accademia del duca di Medinaceli. Storia scienza leteratura e arti

L'Accademia palatina (1698-1701) tenutasi per iniziativa di Luis de la Cerda, duca di Medinaceli, viceré spagnolo di Napoli, e di un gruppo di intellettuali del ceto civile, rappresentò un tentativo di comunicazione politica e intellettuale tra il governo spagnolo la vivace cultura scientifica, letteraria, filosofica del regno. Il momento storico era difficile: la crisi di fine secolo della monarchia spagnola. Le lezioni riflettono il tentativo degli intellettuali napoletani di delineare e proporre al viceré - attraverso l'utilizzazione dei testi avanzati dell'erudizione europea - l'immagine di un principe novello. Pur tenendo conto della letteratura politica (da Machiavelli al tacitismo a Hobbes) la portata eversiva di queste teorie era attenuata attraverso il ricorso a una filosofia politica della concordia aperta alle suggestioni cartesiane della teoria delle passioni. La tesi si articolerà in tre parti: - una prima dedicata all'Accademia come istituzione, e quindi alla figura del Duca di Medinaceli e ai singoli accademici, che ne precisi i profili e il rilievo intellettuale e sociale; - una seconda dedicata alle lezioni storiche e antiquarie (sugli imperi antichi: assiri, ebrei, persiani, greci, romani); - una terza che ricostruisca la proposta politica degli accademici, incentrata sul controllo delle passioni del regnante come rappresentazione della funzione regolativa svolta dal principe consigliato dai savants.

 

Stefano Capone,  L'opera comica napoletana di primo Settecento

L'opera comica napoletana è una forma poco conosciuta di spettacolo musicale e teatrale di particolare importanza nella storia della letteratura e della musica settecentesca e del melodramma ottocentesco. Le sue influenze hanno determinato varianti del gusto, del costume e del vivere, alimentando una maniera teatrale europea (l'opera buffa), il dramma giocoso goldoniano, il dramma per musica mozartiano e il mito della "scuola napoletana". La ricerca, basata sull'indagine diretta delle fonti primarie verbali e musicali (libretti e partiture) e su documenti d'archivio, ricostruisce la storia di un genere unico e realizzabile solo a Napoli in un preciso momento storico (l'avvento del viceregno austriaco). L'analisi dei reperti archivistici e della storiografia tradizionale consente di ricostruire anche il percorso imprenditoriale dell'opera comica, di tracciare i profili dei suoi autori, impresari, musicisti, addetti ai lavori, di delineare il suo spirito di opera moderna e collettiva, di identificare il suo pubblico e di stabilirne i costi di gestione. La ricerca è divisa in 5 capitoli: I. Teorici e critici dell'opera comica. II. Teatro e musica a Napoli. III. I libretti. IV. I due poli: l'opera comica napoletana e il dramma giocoso veneziano. V. L'impresa d'opera: impresari, librettisti, cantanti e addetti ai lavori.

 

XIII ciclo

Manuela Gardenghi,  Letteratura, comunicazione e nuove tecnologie informatiche. Il concetto di spazio e le forme di organizzazione del sapere fra tradizione e contemporaneità

Il concetto di spazio e le forme di organizzazione del sapere fra tradizione e contemporaneità. La ricerca si propone di indagare i rapporti intercorrenti fra letteratura, comunicazione e nuove tecnologie informatiche. Un campo di indagine così vasto e in rapida espansione richiede tuttavia, sia a livello teorico sia a livello pragmatico, la focalizzazione di una linea tematica trasversale che consenta di trattare molteplici aspetti secondo diverse prospettive salvaguardando la coerenza ed il rigore scientifico della ricerca. In tal senso si è scelto di privilegiare lo studio delle metamorfosi del concetto di spazio (spazio sociale, tecnologico e letterario) e delle forme di organizzazione del sapere in rapporto allo sviluppo del computer come nuovo mezzo di comunicazione e tecnologia caratterizzante dell'epoca contemporanea. Per quanto riguarda la localizzazione spazio-temporale, si considera area principale della ricerca il panorama culturale italiano dagli anni Ottanta (periodo in cui la diffusione delle tecnologie informatiche ha cominciato ad coinvolgere direttamente la letteratura) ad oggi, e, più in generale, la cultura occidentale del secondo Novecento. Il confronto, necessario, con altre epoche, culture e tecnologie di scrittura, è inoltre volto a mettere in luce, tra rottura e continuità, la natura rivoluzionaria e al contempo tradizionale del computer.

FASI DELLA RICERCA: 1) La prima fase della ricerca ha come obiettivi la ricostruzione - dal punto di vista tecnologico e culturale - della macro-struttura sociale, l'individuazione di ciò che all'interno di questa viene considerato "letteratura" (micro-struttura) e la delineazione dei rapporti intercorrenti fra macro-struttura e micro-struttura, con particolare attenzione al concetto di spazio e alle nuove forme di organizzazione del sapere. 2) Nella seconda fase verrà sviluppata un'indagine specifica sul rapporto fra letteratura e nuove tecnologie informatiche (strumenti, procedimenti operativi, risorse, applicazioni; presupposti epistemologici ed implicazioni ideologiche), condotta su diversi livelli del campo letterario: a) produzione, b) diffusione, c) ricezione. 3) L'ultima fase della ricerca sarà riservata all'individuazione di nuovi simboli dell'immaginario collettivo (metafore, archetipi, utopie relative alla spazialità) e di nuove forme di comunicazione sociale prodotti dall'interazione fra letteratura e nuove tecnologie, oltre che alla descrizione delle diverse posizioni e fisionomie via via assunte dal letterario nella scacchiera mobile della cultura italiana nell'ultimo quindicennio.

 

Giovanna Giudice, La comunicazione letteraria e il ruolo della letteratura nell'Accademia di Medinaceli (1698-1702)

La ricerca ricostruisce le fonti delle lezioni di argomento letterario, recitate nell'Accademia di Palazzo, istituita dall'ultimo viceré spagnolo in Italia, Luìs de la Cerda, duca di Medinaceli. Le lezioni e i documenti relativi all'Accademia si trovano nella Biblioteca Nacional di Madrid, nell'Archivio di Stato di Napoli e di Simancas, nell'Archivio reale di Toledo. La ricerca intende rintracciare i documenti conservati in queste sedi al fine di ricostruire un momento importante per l'evoluzione della cultura dell'Italia moderna e per i rapporti tra Italia e Spagna. L'Accademia ebbe il compito di riunire gli intellettuali più prestigiosi -letterati, scienziati, archeologi- di fine Seicento, al fine di studiare le prossime trasformazioni della politica italiana dopo la caduta dell'impero di Spagna in Italia. La ricerca intende ricostruire la riflessione su un aspetto importante della comunicazione: il libro di letteratura e la salvaguardia della tradizione italiana attraverso di esso. La ricerca si inquadra in un piano di lavoro organizzato nel Dipartimento di Letterature moderne e scienze dei linguaggi e finanziato dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, - uno dei più prestigiosi centri di ricerca sul pensiero moderno - e in collaborazione con il prof. G. Pugliese Carratelli, Emerito dell'Università di Roma "La Sapienza".

 

 

 

XIV ciclo

Fabio Bacchini, L'ontologia della mente e l'ontologia del segno

La riflessione sulla filosofia della mente, e in particolare sull'ontologia degli stati mentali coinvolge alcuni problemi cruciali della tradizione filosofica. Il problema mente-corpo si sostanzia di ogni altra questione filosofica importante, da cui è teoreticamente inestricabile. Sono chiari i legami che il problema mente-corpo intrattiene con la metafisica e le scelte ontologiche fondamentali rispetto alla configurazione del mondo (il problema dell'ontologia di base: eventi, stati di cose, oggetti, proprietà, relazioni; questioni che si concentrano attorno ai lavori di D.M. Armstrong, Jaegwon Kim, Ernest Sosa, Robert Audi, Donald Davidson, E.J. Lowe); con il problema dei livelli di realtà, della possibilità di configurare eventi e/o proprietà di secondo ordine che emergano da un ordine inferiore, dell'autonomia causale dei livelli di realtà superiore, quindi con l'intera questione del riduzionismo ontologico (e qui i punti di riferimento erano le opere di Kim - dagli articoli scritti dagli anni Sessanta in poi, raccolti in Supervenience and Mind, Cambridge, Cambridge University Press, 1993, fino al recente Mind in a Physical World, Cambridge, Mass., MIT Press, 1998, trad. it. La Mente in un Mondo Fisico, Milano, McGraw-Hill, 2000; i lavori di A. Beckermann, J. Haugeland, T. Horgan, B. McLaughlin, D. Chalmers; fino all'intero dominio della letteratura di filosofia della mente, in particolare quella relativa ai temi del riduzionismo, della causalità mentale, della naturalizzazione dell'intenzionalità); con il tema della natura del tempo (Michael Tooley, Time, Tense, and Causation, New York, Oxford University Press; trad. it. La Natura del Tempo, Milano, McGraw-Hill, 1999; Mauro Dorato, Futuro Aperto e Libertà, Roma-Bari, Laterza, 1997) e con la relazione concettuale stretta fra concezione del tempo e concezione della mente, avvinte nello stesso destino grazie al dilemma del determinismo (M. Dorato, H. Frankfurt, T. Honderich, J. Searle; e ancora E.J. Lowe, col suo volume The Possibility of Metaphysics. Substance, Identity, and Time, Oxford, Oxford University Press, 1998); e la lista potrebbe continuare.

 

 

 

Francesca Vannucchi, La produzione, la distribuzione e la lettura del libro in Italia negli anni Novanta

Le indagini sul libro condotte negli anni Novanta segnalano una trasformazione dei processi di produzione, di diffusione e di consumo del libro. Attraverso una serie di analisi è possibile ricostruire gli stadi di questo processo, che investe un settore importante della fase di formazione e in genere di acquisizione e gestione delle conoscenze.

Queste indagini si inquadrano nel campo di ricerca sulla teoria della letteratura nel settore denominato sociologia della letteratura (che ha avuto una particolare importanza per lo studio del romanzo), della storia dell’editoria e dei Cultural Studies.

L’analisi svolta nel presente lavoro parte dalla considerazione che gli studi sulle indagini dei processi di produzione, di diffusione e di consumo della letteratura permettono di ricostruire le trasformazioni del sistema culturale di un’epoca, in questo caso degli anni Novanta del secolo Novecento. Il mercato, lo scrittore, il pubblico, l’editoria sono elementi extratestuali che contribuiscono alla ricostruzione del tessuto connettivo della letteratura, in ogni epoca ed in ogni società storica.

La ricerca è stata condotta sul modello di scenario elaborato dal gruppo di ricerca Imago. I linguaggi delle arti nella cultura mediale dell’Università di Siena e dal Dottorato di ricerca Letteratura e comunicazione. I linguaggi delle arti nella cultura mediale, per l’indagine Il sistema del libro. Indagine sulla comunicazione dei dati sulla lettura nei paesi dell’Unione Europea, svolta dall’Osservatorio permanente europeo sulla lettura (Dipartimento di Letterature moderne e Scienze dei linguaggi dell’Università di Siena – sede di Arezzo) per il Premio Grinzane Cavour.

 

 

XV ciclo

Michela Mancini, Il romanzo illustrato nell'Italia dell'industrialismo. Documenti per la storia di un genere letterario (1868-1907)

La ricerca ricostruisce, attraverso l'allineamento di testi anche eterogenei, alcuni casi della circolazione tra Italia e Francia del romanzo illustrato, negli anni che vanno dal 1868 al 1907.

Il primo capitolo riguarda la circolazione del romanzo De la Terre à la Lune di Jules Verne, pubblicato nel 1868 in Francia. Negli stessi anni in cui Verne pubblicava i suoi romanzi nella collana illustrata Les voyages extraordinaires dell'editore Hetzel, in Francia circolavano libri, periodici e cataloghi delle esposizioni universali che trattavano, a vari livelli, del progresso scientifico e tecnologico, di astronomia, dei nuovi mezzi di comunicazione, di esplorazioni e viaggi. In Italia a partire dal 1887 cominciavano a circolare varie edizioni del romanzo di Verne, illustrato anche da disegnatori italiani. Negli stessi anni si pubblicavano altri romanzi illustrati di scrittori italiani che dichiaravano di ispirarsi al genere del romanzo fantastico scientifico inaugurato da Jules Verne.

Il secondo capitolo riguarda la produzione Sonzogno in Italia tra 1816 e 1890. Tra fine Ottocento e inizio Novecento il romanzo illustrato, attraverso la finzione letteraria, l'informazione scientifica e le illustrazioni, rispondeva a un progetto editoriale che aveva come obiettivo quello di raggiungere un pubblico di lettori poco alfabetizzato. Libri e periodici illustrati, circolanti in Italia a fine Ottocento in grandi quantità, erano destinati all'istruzione e all'intrattenimento. Le edizioni popolari dei classici, i romanzi destinati alla lettura amena, i manuali e i testi parascientifici, i periodici, costituivano una tipologia della produzione editoriale che attraverso l'illustrazione rispondeva alle esigenze di un pubblico di lettori in via di configurazione.

Il terzo capitolo riguarda la circolazione in Italia dei romanzi illustrati di Emilio Salgari a partire dal 1907, anno di pubblicazione di Le meraviglie del duemila. In questo romanzo l'avventura era rappresentata dai prodigi dell'elettricità: macchine volanti, giornali visivi e sonori, ferrovie sotterranee, città sottomarine. Negli stessi anni in Italia altri testi elaborati per i generi dello spettacolo e dell'intrattenimento avevano come tema l'elettricità.

Il quarto capitolo riguarda gli illustratori italiani. Le illustrazioni rappresentavano il mezzo attraverso il quale gran parte dei lettori si avvicinava per la prima volta a un testo scritto. I romanzi illustrati, attraverso due prerogative della produzione industriale - le grandi quantità e la visibilità - facevano circolare gli emblemi delle nazioni industrializzate. Le illustrazioni di nuovi mezzi di trasporto e di macchine futuribili, causa ed effetto degli sviluppi della scienza e della tecnica, alimentavano il desiderio di viaggi anche immaginari e nello stesso tempo delineavano una nuova mappa dell'esotismo in cui alcuni luoghi, come la Luna, erano rappresentabili, e raggiungibili solo nella finzione.

Questa ricerca è fondata sulla tesi che il genere del romanzo illustrato segnali una svolta nel sistema letterario e in quello dei generi della comunicazione, negli anni della circolazione dei nuovi linguaggi della fotografia e del cinema.

 

Paolo Raviolo, Ipermedia. Rappresentazione e codici

Il nuovo mezzo di comunicazione si presenta contemporaneamente come mezzo di rappresentazione e come mezzo di diffusione. Il concetto di rappresentazione si modifica attraverso le diverse esperienze mediali, attraverso i nuovi media; di conseguenza si evolvono le modalità, di rappresentazione stessa del mondo. Ciò che conta non è riprodurre o far tornare la realtà, ma estendere i confini del mondo utilizzando le immagini nella dicotomia fra realtà e finzione. In quest'ambito si inserisce l'importanza della dimensione ludica dove il reale e il possibile si incrociano e creano tensione.

 

Claudia Polo Giuseppe Verdi nei media. Produzione, pubblico e ricezione in Italia (1901-2001)

La ricerca ha preso in esame i ‘sentieri interrotti’, il visibile nascosto, della industria culturale italiana attraverso l’analisi di formati, repertori, pubblici dell’opera lirica in radio, cinema e televisione. In particolare, l’indagine si è focalizzata sulla trasformazione delle modalità di ricezione, diffusione e produzione dell’opera e dell’immagine pubblica di Verdi e quindi sulla formazione di culture e pubblici verdiani, a partire dal 1901. L’interesse è stato centrato sul monitoraggio dei processi in cui la comunicazione stabilisce un campo di relazioni tra un pubblico in costante mutamento e sempre nuove modalità di consumo.

Il rapporto tra opera lirica e televisione è radicato in un più profondo e storico legame tra il genere lirico e media come la radio e il cinema. L’opera lirica può essere considerata una prima espressione di cultura di massa; soprattutto l’opera lirica dell’800. Sembra quindi naturale che i primi media, dall’araldo telefonico alla radio fino al cinema, considerassero le voci e l’opera come punto di partenza cui riferirsi.

Quando entra in scena la televisione in Italia, alcuni formati radiofonici già avevano avuto successo e il palinsesto televisivo ne riprese diversi elementi. In essi, troviamo allora caratteri che avevano origine nella opera lirica. Si può parlare di una vera forma di contaminazione.

A questo punto, la storia, ma anche le diverse forme di consumo culturale e di formazione delle audiences, vive forme diverse di sperimentazione per i programmi televisivi dedicati all’opera. Gli anni ’80 del ‘900, in particolare, mostrano un accresciuto interesse per questo genere di spettacolo. La cosa da sottolineare è che, fin da ora, risulta chiaro quanto l’opera lirica in televisione sia una spia anche del cambiamento del medium stesso; essa si inserisce proprio nelle dinamiche del passaggio alle dimensioni strutturali della neo-televisione.

La tesi che si propone nell’indagine è quindi che l’opera lirica sia una spia ma anche uno spazio di sperimentazione per dare vita ad un nucleo di riferimento forte per la televisione italiana tanto da essere stata parte integrante del suo cambiamento.

 

 

XVI ciclo

Raffaella Cavalieri, Il viaggio in Italia e la tradizione letteraria

La crescita del turismo e lo sviluppo dell'industria dei trasporti segnano il declino del viaggiatore come avventuriero moderno. Nonostante ciò, la scrittura di viaggio ha continuato a fiorire, creando nuove frontiere ma soprattutto nuovi modi del vedere i luoghi ormai noti, acquistando sempre maggiore prestigio. Gli scrittori che scelgono di distaccarsi dalle mode del turismo sono definiti da Patrick Holland e Graham Huggan, 'specialisti': scelgono di essere diversi per differenziarsi dal turismo e dalle sue regole e per rivalutare, attraverso i loro testi, il senso stesso del viaggio.

Le radici della moderna letteratura di viaggio vanno ricercate in quegli scrittori - viaggiatori che a partire dalla prima metà dell'Ottocento decidono di intraprendere un nuovo viaggio estraniandosi dalle mode del crescente turismo di massa per riscoprire e rivalutare vecchi itinerari, meno transitati e meno noti, ma sicuramente più affascinanti, o per crearne di nuovi. Oggigiorno non esistono più nuove frontiere da esplorare, esse sono state già superate ed ogni parte del mondo è stata visitata e descritta dall'uomo. Per questo anche la letteratura di viaggio moderna si comporta differentemente, creando nuovi modi di vedere il paesaggio ed i luoghi visitati. Se ieri si viaggiava soprattutto nello spazio per conoscere nuovi mondi, una delle tematiche della letteratura di viaggio moderna e contemporanea è quella del viaggio nel tempo: si ripercorre un determinato itinerario nel tempo, rivivendo un evento passato e soprattutto per far sì che ciò che è passato riviva nel presente, al momento del viaggio. E' questo il caso di testi come Le Orme di Dante in Italia, di Alfred Bassermann, del Voyage Dantesque di Jean-Jacques Ampère, e di Through Dante's Land, di Mrs. Colquhoun Grant, testi che introducono il presente studio sul viaggio dantesco. Dante acquista in questo modo un valore particolare, non è più limitato entro i confini di uno studio scolastico delle sue opere, ma si inserisce in un contesto del tutto nuovo, quello del viaggio: "Egli [Dante] è il poeta di tutte le nazioni, nel mentre che è in grado eminente quel dell'Italia; egli è il poeta di tutti i tempi, mentre che in grado eminente è quello del suo".

Il viaggio dantesco ha costituito per il turismo colto, tra il XIX e parte del XX secolo, uno stile di viaggio di particolare richiamo per i viaggiatori e per gli artisti europei. Un richiamo composito, costituito dal fascino e dall'emozione provocata dal ricordo di immagini e di parole di un autore tanto noto e tanto amato in tutto il mondo quale l'Alighieri, e dallo scenario naturalistico, paesaggistico ed artistico evocato dai suoi versi.

Interessante è notare come la letteratura italiana in generale, non solamente nel caso di Dante, abbia influenzato notevolmente i viaggi ed il pensiero di inglesi, francesi, tedeschi ed americani. Alcuni di loro si recano in Italia per incontrare Manzoni, e nel loro diario di viaggio raccontano questa esperienza. Altri seguono le orme del Petrarca, iniziatore, se vogliamo, di un itinerario come quello al Monte Ventoso. Molti parlano dell'Ariosto, del Tasso e ne citano le opere.

Si tratta quindi di un viaggio nella tradizione letteraria italiana, con un itinerario che parte da Dante e Petrarca per portarci fino al Manzoni, ripercorrendo la storia letteraria del nostro paese attraverso gli occhi di viaggiatori stranieri.

 

Damiana Luzzi, Biblioteca digitale e Web semantico

Questa ricerca è fondata sulla tesi che le biblioteche stiano evolvendo in direzione di un sistema informativo digitale per l’organizzazione della conoscenza. La gestione, l’accesso, la ricerca e la distribuzione delle risorse della biblioteca digitale può essere migliorata utilizzando l’architettura e la tecnologia del Web semantico. La tesi è dimostrata dall’applicazione dell’architettura e delle tecnologie del Web semantico alla collezione di risorse digitali dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze (IMSS) nell’ambito del progetto di ricerca europeo METAPHORS FOR SCIENCE MUSEUMS (MESMUSES).

 

Luca Peruzzi, Arte e nuovi media. Comunicazione e cultura nell'era digitale

La ricerca si pone l'obiettivo di indagare il rapporto tra l'arte ed i nuovi mezzi di comunicazione della società odierna. Questo seguirà due diversi e paralleli orizzonti di studio. Il primo analizzerà gli strumenti digitali come strumenti di rappresentazione, rendendo necessaria una rivisitazione teorica i concetti stessi di "creazione artistica" e di "opera d'arte", incentrata sull'aspetto comunicativo del testo. Verranno analizzati prodotti artistici contemporanei, inserendoli nel contesto culturale della società post-moderna e nel mutato scenario comunicativo e sociale, estendendo l'ambito di analisi anche a testi apparentemente estranei alla tradizionale visione dell'arte come la pubblicità, il cinema, o la comunicazione politica. Il secondo orizzonte di ricerca individuerà invece nei nuovi media degli innovativi strumenti di trasmissione della cultura e della letteratura artistica. Si attuerà quindi un approfondito studio qualitativo e quantitativo sui prodotti di divulgazione - Cd Rom, siti Internet di Musei reali, gallerie virtuali, programmi per la televisione tematica - studiando i mutamenti formali, contenutistici e cognitivi connessi all'uso di un linguaggio ipertestuale. Entrambi gli ambiti di ricerca necessiteranno un approccio interdisciplinare, consistente nell'utilizzo di teorie e metodologie di analisi proprie della semiotica, della sociologia, della psicologia e della storia dell'arte e della letteratura, con uno sguardo attento all'evoluzione storica dei mezzi di comunicazione di massa e delle tecnologie. Il progetto prevede, unitamente al contributo teorico, anche concrete realizzazioni di prodotti destinati alla divulgazione digitale.

 

Emanuela Zilio, Creazione di un sito di cronaca online

Siamo già nel 2000 e i nostri spostamenti continuano ad essere vincolati agli autobus per recarsi a lezione o a lavoro, nonostante molti film futuristi avessero previsto la disponibilità di navicelle fluttuanti. In qualsiasi momento della nostra giornata siamo accompagnati dalle più o meno creative colonne sonore dei cellulari: non è così raro che qualche squillo finisca per interrompere una lezione o una riunione importante e che la maggior parte delle persone utilizzi la pausa pranzo per attaccare la bocca al telefonino piuttosto che ad un piatto di pasta. La nostra vita comincia ad essere accompagnata anche da Internet: molti ne parlano, troppi non sanno ancora come si utilizzi, pochi lo considerano un mezzo sicuro, pochissimi ne hanno una vera e propria padronanza. La moltitudine mette le mani avanti proteggendosi dallo sforzo di apprendere qualcosa di nuovo, pur sentendosi accompagnata dal presentimento che quello sarà il futuro, per chi avrà avuto il coraggio di "saltarci dentro". La questione sembra piuttosto semplice: il sistema Internet, un sistema inimmaginabile solo un ventennio fa quando il computer centrale, multicolore e multisonoro, sembrava dover occupare un'intera stanza, si sta affermando in modo sempre più rapido. Le prospettive che si stanno aprendo sono infinite e assolutamente imprevedibili. Molto si sta già sperimentando in diversi campi, incluso quello dell'elaborazione di un testo, sia esso artistico o letterario. Non è difficile farsi inviare tramite il WEB un intero volume che si trova depositato in una biblioteca a migliaia di Km da noi. L'idea della video-art è già da qualche anno nelle mani di sperimentatori e avanguardisti giapponesi ed americani, come europei. L'analisi e la comparazione di testi complessi è un procedimento già in atto da parecchio tempo, basti pensare ai lunghi studi compiuti su testi quali la Bibbia o i codici antichi. Porto un solo esempio a riguardo: il Prof. Domenico Fiormonte (DOMENICO FIORMONTE, "Textual scholarship, Internet e scrittura: alcune idee per il futuro del laureato in Lettere", Servizio Italiano Scritto, Università di Venezia Ca' Foscari, Facolà di Lettere, 17 marzo 1999) sta curando un progetto molto interessante, Digital Variants, "i testi pubblicati esistono, ma noi chiediamo "varianti fittizie" agli scrittori, per insegnare agli studenti il processo di scrittura. A partire da testi allo stato brado, o testi in più redazioni, obblighiamo gli studenti a spulciare differenze di ogni tipo, dal lessico alla grammatica, alla sintassi. In questa maniera gli studenti osservano le riformulazioni possibili, il farsi e il disfarsi del testo, e capiscono la lingua, anche sulla penna o in bocca ai parlanti più colti non è mai perfetta, ma si affina col tempo, senza mai fermarsi, e che la nozione di grammaticalità andrebbe forse sostituita con quella di contesto e di comunicazione ("così si capisce", non "così si dice")". Senza alcun dubbio siamo agli esordi: parlare di trattamento informatico del testo implica la possibilit6agrave; di accettare mentalmente un'evoluzione e un cambiamento che influiranno su molteplici settori. L'editoria, il mercato librario, il sistema di biblioteche ed archivi, tutto a poco a poco dovrà adeguarsi alle nuove esigenze e ai nuovi ritmi. E' abbastanza evidente come l'invenzione della posta elettronica abbia già affiancato ed in parte sostituito la corrispondenza cartacea o quella telefonica, costituendo di per sé un mezzo rapido, completo, aggiornabile in tempo reale. Il fax sarà probabilmente destinato al ripostiglio entro pochi anni; d'altro canto le macchine da scrivere hanno gi_ subito la stessa sorte. La lettera scritta a mano, con il fascino dell'inchiostro ed il profumo della carta, sarà probabilmente destinata a restare in vita, anche se solo grazie agli "amanti" di certi dettagli. D'altro canto sostiene Carlo Infante (Progetto "Cyberia"), che "la telematica sta avviando importanti occasioni di comunicazione "orizzontale" (opposte a quella verticale del broadcasting televisivo), creando non solo nuovi linguaggi ma nuovi ambienti di condivisione. E' forse il caso di parlare di nuove sensibilità: altri modi di concepire l'esperienza creativa in relazione ad una domanda culturale in trasformazione. Le nuove sensibilità comportano però una mutazione della stessa definizione di arte, resa sempre più ibrida nella contaminazione tra i diversi specifici artistici, sempre più multiculturale nella complessità dello scambio sociale interetnico, sempre più multimediale nell'interazione con i diversi linguaggi di comunicazione, inscritta nella progressiva convergenza dei media." Formulare un progetto di ricerca oggi su questo settore risulta sicuramente una cosa affascinante e complessa dal momento che le vie che si stanno iniziando a percorrere sembrano veramente aperte a qualsiasi evoluzione. Porto ancora una volta il parere di Domenico Fiormonte: "Oggi la scrittura si allinea fondamentalmente su tre assi: a) informazione, b) organizzazione, c) presentazione. Tuttavia solo il secondo attributo ha totalmente a che fare con i contenuti, nel senso che può dare luogo a nuove forme espressive. E questo, paradossalmente, è l'aspetto meno esplorato del Web. Oggi il Web è soprattutto ricerca (retrieval) e presentazione delle informazioni. La scrittura su Web, o meglio, quello che in questo momento si fa con il Web, ha poco a che vedere con i contenuti, che vengono tuttora elaborati all'interno del mondo dell'alfabetizzazione cartacea."

 

XVII ciclo

Daniele Angeli, Culture virtuali e virtualizzazione della cultura

Il nuovo linguaggio digitale, duttile, ibrido, interattivo, violentemente iconico, ha nella virtualità del suo universo significante l'elemento più importante. La smaterializzazione dei segni alfabetici e grafici ha reso la realtà un oggetto instabile e suscettibile di continue trasformazioni: si è compiuto quel processo di fusione tra arte e vita intrapreso dalle avanguardie storiche e perpetuato in modi diversi da altri linguaggi mediali, come quello pubblicitario. La ricerca intende focalizzarsi sugli aspetti che si richiamano ed hanno influenzato la virtualità del linguaggio digitale nell'arte e nella letteratura (italiana ed internazionale) degli ultimi venticinque anni. Sarà possibile in tal modo astrarre alcuni elementi basilari del linguaggio digitale/virtuale, quei simulacri elettronici la cui circolazione e reciproca combinazione concorre alla creazione delle infinite forme artistiche del web e dei nuovi supporti multimediali ed influenza non solo le discipline umanistiche, ma tutti gli ambiti dello scibile.

 

Paola Borrione, Il museo contemporaneo: uno spazio aperto virtuale di produzione di cultura a misura di utente

Il mio progetto di ricerca intende analizzare i cambiamenti in atto in ambito museale così come nelle nuove tecnologie applicate alla valorizzazione e fruizione dei beni culturali, in modo da formulare una proposta di intervento concreto, in linea con l'analisi effettuata. I musei non sono più percepiti come sistemi chiusi, dediti solamente alla conservazione dei beni in essi custoditi, lontani dal pubblico ed isolati rispetto al tessuto sociale e territoriale. Divengono invece sistemi aperti, poli di produzione culturale, crocevia di esperienze differenti, mirate alla scambio con le altre istituzioni culturali e con il mondo della cultura in generale, all'educazione del cittadino, alla promozione ed allo sviluppo del territorio in cui hanno sede. In analogia alle trasformazioni della societ à contemporanea, anche i musei entrano a far parte di reti (culturali, di relazioni, di produzione di cultura, di azioni per lo sviluppo sociale) da cui non possono prescindere, e che anzi possono divenire il punto di forza del loro sviluppo, come nel caso dei Musei Civici torinesi o del sistema museale regionale dell'Umbria. Inoltre accolgono le nuove tecnologie e le loro applicazioni come strumenti didattici, ludici, di marketing, per offrire nuovi servizi agli utenti, fidelizzarli, creare comunità di interesse. Le nuove tecnologie e l'esperienza museale. Da una parte le nuove tecnologie sono un nuovo mezzo di produzione di cultura, un nuovo strumento da utilizzare sia da parte degli artisti, sia da parte di chi ha come fine la promozione e la diffusione dell'arte. Dall'altra le nuove tecnologie, ed internet in particolare, funzionano esattamente con una logica di rete: risorse, conoscenze, esperienze vengono messe in comune ed offerte a tutti, contribuendo così alle politiche di costruzione di comunità di interesse, di rafforzamento dell'immagine delle istituzioni, di promozione della loro attività . Ma le nuove tecnologie vanno oltre: esse, a mio avviso, possono rendere il museo uno spazio aperto virtuale, dilatandone spazi e tempi di fruizione e modificando la natura stessa della fruizione dei beni culturali.

Metodologia

La ricerca si divide in tre momenti: 1. Analisi dei trend di cambiamento della funzione del museo contemporaneo, attraverso lo studio della letteratura in merito e di casi concreti. In particolare si esamineranno:

- l'ampliamento delle funzioni del museo, da conservazione a produzione di cultura - la politica di costruzione di reti museali (con i casi studio dei Musei Civici Torinesi e della rete di Musei Guggenheim);

2. Analisi dell'applicazione delle nuove tecnologie all'arte, esaminando sia la capacità delle nuove tecnologie di trasformare l'esperienza di fruizione del museo del visitatore, dilatandone spazi e tempi, sia le opportunità ed i servizi che esse offrono in campo museale. Verranno dunque prese in esame quelle esperienze che cercano di creare una comunità di utenti interessati alla proposta museale, cui vengono offerti servizi innovativi, sia dal punto di vista informativo, sia dal punto di vista pratico.

3. Proposta di linee guida per un museo-polo culturale e progetto pratico da effettuare in collaborazione con un museo che preveda la realizzazione di prodotti e servizi multimediali.

 

Beatrice Guarneri, "Il Ponte"

La ricerca prenderà in esame gli ultimi trenta anni della rivista "Paragone - Letteratura" e presenterà la schedatura degli articoli ed un profilo critico-teorico della rivista.

 

Nadia Sensi, Il sistema degli Archivi Fotografici in Abruzzo

La ricerca ricostruisce un settore della memoria storica della cultura abruzzese attraverso la fotografia. Utilizza lo strumento della ricognizione sistematica e della descrizione di raccolte fotografiche di interesse storico, artistico e documentario, possedute dagli enti, da privati e da istituzioni che ne garantiscono la tutela e la conservazione. Una sezione della ricerca si sofferma sulle tecniche di acquisizione delle immagini, funzionali alla creazione di musei virtuali, biblioteche digitali e archivi fotografici in rete. Una parte cospicua della tesi è invece dedicata ad un archivio fotografico privato prodotto dal fotografo abruzzese Pietro di Rienzo (Roma, 1867-Scanno, 1926). Questa sezione analizza i contenuti iconografici e le modalità relative alla catalogazione dell’archivio, effettuata nel corso della ricerca per la Tesi di Dottorato. La ricerca prende in considerazione un periodo interessante dal punto di vista della produzione fotografica in Abruzzo: gli ultimi anni dell’Ottocento, dove nelle quattro province abruzzesi i fotografi ambulanti e gli atelier fotografici hanno lasciato tracce e documenti che consentono di ricostruire le storie delle piccole comunità nei loro momenti di quotidianità, nei ritratti o nelle occasioni solenni, tra le prime forme di identità appartenenti alla trasformazione causata dal passaggio dalla cultura pastorale a quella dell’industrialismo.

 

 

 

XVIII ciclo

Rita Corsi, Caratteristiche e sviluppo del genere letterario di viaggio del Novecento, la scrittura di viaggio dalla "Terza Pagina" al "Libro" di viaggio

Caratteristiche e sviluppo del genere letterario di viaggio del Novecento. La scrittura di viaggio dalla "Terza Pagina" al "Libro" di viaggio.

Quando Alberto Bergamini, agli albori del XX secolo, inaugurò la "Terza Pagina" in occasione della prima assoluta della Francesca da Rimini di Gabriele D'Annunzio al teatro Costanzi di Roma nel suo "Giornale d'Italia", probabilmente non era del tutto consapevole della influenza e del peso che tale innovazione avrebbe avuto in ambito culturale italiano. Infatti la "Terza Pagina", in quanto mediatrice tra il mondo della cultura e il gran pubblico, diventerà uno spazio aperto nel quale i giornalisti si improvviseranno scrittori e gli scrittori si faranno giornalisti. Da questo punto di vista un particolare rilievo assumono i reportages di viaggio degli inviati speciali infatti, come afferma Falqui in Letteratura e Giornalismo, Ë grazie a queste corrispondenze giornalistiche che il genere letterario di viaggio può nascere ed affermarsi in Italia.

Il mio progetto di ricerca intende dunque prendere spunto proprio da questa constatazione effettuata da Falqui negli anni '60. Una prima fase della ricerca dovrà essere dedicata ad un meticoloso censimento e ad una accurata schedatura degli scritti di viaggio editi nei maggiori quotidiani italiani dagli inizi del Novecento agli anni '60. Una attenzione particolare sarà riservata a tutte quelle corrispondenze giornalistiche che sono state successivamente edite in "Libro". Una volta esaurito questo primo aspetto della ricerca, passerò ad analizzare la tipologia del genere "giornalistico" di viaggio e soprattutto quei complessi fenomeni di selezione, varianti, riscrittura e riordinamento dei testi giornalistici nel passaggio a "Libro". Una volta ultimata questa disamina, potrò focalizzare l'attenzione su quelle culture, civiltà e luoghi stranieri che compaiono prevalentemente nei reportages di viaggio al fine di individuare variabili e variabilità delle images che di volta in volta vengono offerte al lettore. Questa potrà costituire una occasione di riflessione sul rapporto esistente tra "identità" e "alterità" condotta alla luce delle più recenti teorie dell'imagologia. Infatti, indagare sulle modalità secondo le quali una cultura immagina l'altro equivale a mettere in evidenza anche le modalità attraverso le quali ogni cultura costruisce la propria identità in relazione all'alterità.

Obiettivo ultimo di questa ricerca condotta sul reportage giornalistico dovrà essere la creazione di una banca dati informatica, dove troveranno sistemazione i materiali raccolti e prenderanno forma gli esiti di questo lungo lavoro. Tale banca dati costituirà un utile strumento per quanti intenderanno accostarsi alla letteratura di viaggio del Novecento, consentendo una ricerca delle informazioni necessarie che potrà essere effettuata per autore, testata giornalistica, destinazione del viaggio, finalità del viaggio e tipologia del recupero del reportage in "Libro".

 

Serena Marrocco, La circolazione della letteratura araba contemporanea in Italia: traduzione e ricezione

Il progetto di ricerca verrà introdotto da una prima parte teorica inerente la letteratura comparata che fornisce validi mezzi per analizzare e comparare testi appartenenti a culture diverse.

Come supporto saranno utilizzati i testi: Introduzione alla letteratura comparata di Susan Bassnett e Introduzione critica alla letteratura comparata curato da Armando Gnisci.

Una seconda parte verterà sulla tradizione letteraria del mondo arabo, come veicolo di identità attraverso lo studio dei temi e dei miti letterari.

Il progetto si occuperà inoltre di verificare l’andamento della traduzione e della ricezione delle opere arabe verso l’Italia. Un testo importante che verrà utilizzato sarà quello della studiosa Isabella Camera D’Afflitto, Letteratura Araba Contemporanea, nel quale si trova una dettagliata storia della produzione araba contemporanea.

All’interno della ricerca verrà poi svolto un censimento e una catalogazione delle opere (poesia e narrativa), edite in Italia in traduzione sia dall’arabo che da altre lingue.

Particolare interesse verrà posto nell’analizzare la tematica della traduzione, come strumento di mediazione tra culture diverse. Anche in questo caso sia il testo della Bassnett che quello di Gnisci, si dimostreranno validi supporti. Per ciò che concerne la ricezione, si effettuerà una distinzione sul percorso editoriale delle varie opere, prendendo in considerazione casi campione come la letteratura araba femminile o i premi Nobel di scrittori arabi.

La parte finale della ricerca sarà consacrata alle case editrici che pubblicano testi appartenenti al mondo arabo (Jouvence, Sellerio, Bompiani, E/L Cisl, TheoricÖ), e verrà monitorato il grado di accoglienza da parte del pubblico italiano delle varie opere.

Anna E. Signorini (doctor Europeus, cotutela con Paris 2), La teoria della letteratura di Madame de Staël in Essai sur les fictions e De la littérature

La ricerca si propone di analizzare la teoria della letteratura di Madame de Staël (1766-1817), come viene espressa ne l'Essai sur les fictions (1795, testo ancora inedito in Italia) e in De la littérature considérée dans ses rapports avec les institutions sociales (1800), due fasi contigue di un nuovo approccio critico che ha segnato la nascita della Sociologia della letteratura.

Con De la littérature Madame de Staël delineava una storia progressiva e comparata della letteratura europea - un campo osservato fino ad allora secondo criteri esclusivamente stilistici e formali - collegando per la prima volta i testi al loro ambiente sociale (le relative forme politiche e religiose vigenti) e al livello raggiunto di libertà. La letteratura, intesa come uno strumento di supporto per la classe dirigente e di consolidamento dell’identità dei gruppi sociali (spirito nazionale), era considerata in relazione alla sua natura relativa e dinamica. Con questa scrittrice la storia della letteratura si affermava per la prima volta come storia della cultura, delle mentalità, delle ideologie, dei sistemi religiosi, dei costumi e dei modi di vivere e organizzare le società.

L'aspetto innovativo che intendo rilevare del suo lavoro consiste nel fatto di aver adottato una metodologia sociologica, collegando il testo all’ambiente che ne aveva resa possibile la genesi e che ne aveva caratterizzato la struttura comunicativa, considerandone anche le variazioni interpretative in relazione al contesto culturale e storico della sua fruizione e della sua lettura critica. In questo senso de Staël è una figura che ha occupato una delicata posizione di collegamento tra il pensiero dei Lumi e quello romantico, tra le speranze rivoluzionarie della nascente identità liberale borghese e il conflitto, in epoca di Restaurazione, tra individuo e società. De Staël ha inquadrato e sviluppato gli aspetti del cambiamento avvenuto nella configurazione del nuovo rapporto tra scrittore e lettore: la trasformazione sociale e culturale consacrata dalla Rivoluzione aveva infatti modificato la funzione e lo scopo della scrittura così come l’entità della ricezione dell’opera stampata. Benchè solo cinque anni separino le due opere, è evidente la continuità e l’evoluzione del percorso che de Staël ha intrapreso: dalla teoria del romanzo europeo è approdata a un più generale inquadramento storico e sociologico della produzione letteraria tout-court, estendendo la sua indagine da un genere determinato e da un prodotto finito - l’opera di finzione - a tutto il sistema letterario nelle sue declinazioni storiche e nelle condizioni che determinano la sua costituzione. Scopo di questa parte della ricerca sarà l’analisi dell’influenza del pensiero staëliano nelle teorie di critica letteraria del primo Ottocento italiano e francese, attraverso una collazione, già iniziata nel lavoro di tesi di laurea, del dibattito scaturito attraverso gli articoli e i saggi apparsi nelle riviste letterarie del tempo e l’identificazione della sua posizione attuale nella storia della Sociologia della letteratura.

 

Giulia Gelmini, Interfacce creative per la costruzione narrativa nell'educazione infantile

I nuovi media si configurano oggi per il loro carattere di interattività, connessione e convergenza. Ciò consente agli artisti, ma anche alle istituzioni culturali (musei, teatri, centri di ricerca...) e al loro pubblico di elaborare strumenti per la comunicazione uomo-macchina (Human Computer Interface) che siano avvertiti dall'utente come sempre più naturali. Sempre più vicini alle modalità comunicative umane, queste interfacce ne potenziano però le possibilità, per cui si possono considerare come "estensioni", ausili alla veicolazione del messaggio artistico. I concetti di ipertesto, navigazione (ma anche deriva) e nonluoghi (intesi come spazi cognitivi per l'esplorazione di percorsi senza inizio né fine, ma il cui significato e ricchezza risiedono proprio in questo loro essere costantemente "in progress") appartengono alla nostra cultura post-moderna (oltre i concetti tradizionali di lettore e fruitore passivo, di opera chiusa con la quale lo spettatore non può interagire). I nuovi media consentono la creazione di percorsi sinergici e aperti a contaminazioni, un Gesamtkunstwerk che sia anche opera aperta. Nell' ambito dell'utilizzo dei nuovi media per la creazione di percorsi narrativi sistemici, dove varie arti e strategie discorsive convergono e si contaminano sinergicamente, la candidata si propone di indagare come sia possibile sfruttare le potenzialità insite nella natura stessa di questi media (interconnessione, convergenza, multimedialità ed interattività) per sostenere il bambino nell’elaborazione di tecniche narrative efficaci e creative.

In particolare si considerano le seguenti questioni:

- esplorare le modalità di distribuzione del controllo e di bilanciamento fra potere del sistema e dell'utente.

- proponendo un sistema che stimoli il bambino a trovare elementi di continuità fra la sua storia personale e quella narrata, si vuole favorire un approccio cognitivo che coniughi la riflessività tipica della modalità simbolico-ricostruttiva, e líinterattività della modalità percettivo-motoria, per stimolare il bambino a creare storie che lo aiutino a comprendere se stesso e gli altri, ma anche ad impiegare questa conoscenza per creare storie più complesse e creative (usando interfacce che consentano un’espressione artistica completa e ricca, che comprenda codici e strategie diverse).

- sfruttare le potenzialità offerte dalla creazione di mondi virtuali dove ogni azione è teoricamente possibile e tutto è concesso. La virtualità si inserisce, infatti, nell'ambito della post-modernità nella misura in cui l'esplorazione dei suoi spazi porta là dove la realtà si incunea in uno spazio iperreale, periferico, in cui la narrazione non è più lineare, non ha più inizio né fine, ma genera infinite possibilità.

- sfruttare la componente ludica dei nuovi media, caratterizzata da una dimensione circoscritta nel tempo e nello spazio, da una straordinarietà rispetto alla quotidianità, da una volontaria accettazione di regole, che non sono viste come costrizioni (cosa che invece avviene in un ambito scolastico tradizionale), bensì come la chiave d’accesso a magici mondi misteriosi. Nell'esplorazione delle capacità narrative e delle possibilità di crescita artistica del bambino non è possibile prescindere dall'elemento ludico, che fornisce uno stimolo alla scoperta, una modalità educativa alternativa a quella scolastica (spesso percepita dal bambino come opprimente e frustrante) e un luogo di condivisione di esperienze.

- esplorare l'importanza della collaborazione con altri bambini nell'elaborazione di storie creative e ben strutturate. I bambini sono generalmente in grado di riconoscere i punti deboli delle narrazioni altrui, ma non delle proprie, per cui la creazione di strumenti e interfacce che invitino alla collaborazione innesca meccanismi di supporto reciproco fra i bambini. L'uso dei nuovi media, inoltre, può fornire un punto di riferimento comune, una piattaforma di sperimentazione collettiva la cui progettazione deve puntare alla creazione di strumenti il cui uso da parte di più persone contemporaneamente e sinergicamente porti a soluzioni più creative e stimolanti di un uso individuale e solitario.

- osservare come all'esplorazione rizomatica delle possibilità narrative faccia seguito una fase di riflessione sulle esperienze vissute, che porti all'elaborazione di uno stile narrativo personale, ad una consapevolezza delle proprie capacità, ad una maggiore conoscenza della propria identità di narratore e lettore (delle narrazioni degli altri, strumenti anch'esse per comprendere meglio il proprio stile come individuale e distinto). L'uso dei nuovi media per la creazione di storie dev’essere finalizzato ad aiutare il bambino a scrivere in modo espressivo e secondo uno stile personale, a comunicare i propri pensieri e sentimenti attraverso l’elaborazione di storie creative e non stereotipiche.

Si è scelto il museo come osservatorio privilegiato, in quanto luogo aperto alla sperimentazione e dispositivo culturale profondamente coinvolto nel dibattito sulla creazione ed elaborazione di saperi condivisi.

XIX ciclo

Cristina Benicchi, Preservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e letterario dell'area caraibica

Gli studi post-coloniali condotti a partire dagli anni '70 hanno sempre rivelato il forte interesse dell'uomo occidentale per l'"altro" e, conseguentemente, la sua volontà di conoscerlo e definirlo basandosi quasi esclusivamente su una prospettiva di tipo eurocentrico. Da questi studi spesso sono emerse analisi dell'alterità che piuttosto che concentrarsi sulla realtà autentica dell'"altro" ne hanno rivelato la percezione che se ne ha nel mondo occidentale. In tal senso esplicative sono le opere di Edward Said Culture and Imperialism e Orientalism, nonchè l'opera di Edouard Glissant Introductiòn ý une poetique du divers.

Sulla base di queste constatazioni il progetto di ricerca intende concentrarsi sull'analisi testuale dell'opera letteraria di David Dabydeen cercando in tal modo di evidenziare i tratti distintivi di una cultura letteraria come quella caraibica che non nel confronto con l'Occidente, ma nell'ibridismo e nella creolizzazione ha trovato la propria identità.

Il testo letterario, pertanto, costituirà il principale oggetto di indagine della ricerca e ad esso ci si rivolgerà costantemente nel corso delle varie fasi del progetto.

La prima fase della ricerca sarà di carattere prevalentemente teorico e si focalizzerà sull'analisi del patrimonio culturale dei Caraibi con una particolare attenzione alle riviste letterarie caraibiche degli anni '50.

La seconda parte della ricerca verterà sull'analisi della produzione letteraria di David Dabydeen dalla quale dovrà emergere il contesto in cui l'autore guyanese concepisce i suoi testi.

La terza fase verrà consacrata all'analisi testuale vera e propria sia sul piano linguistico che contenutistico.

La parte finale della ricerca riguarderà il rapporto tra musica e poesia che in una cultura prevalentemente orale come quella caraibica Ë fondamentale per la comprensione del testo.

 

Claudia Gavagni, Indagine sulla lettura nella regione toscana

La ricerca si propone di operare su indagini statistiche per rilevare alcuni aspetti che caratterizzano la struttura e le dinamiche del mercato del libro nei paesi di origine anglosassone, offrendo un'immagine dell'offerta di lettura e della pratica della lettura nei paesi scelti come campione (Regno Unito, Stati Uniti, Australia). L'offerta di lettura viene analizzata attraverso la rappresentazione dei soggetti (gli editori) e dei canali (librerie, biblioteche, club del libro e vendita per corrispondenza, supermercati e grande distribuzione, commercio on line) che producono, mettono in circolazione e favoriscono il contatto con il libro. L'indagine intende fornire i dati sulla quantità e tipologia della produzione libraria, il fatturato del settore, il valore del mercato import-export, il volume delle traduzioni e intende illustrare i principali canali di distribuzione del libro, ricostruendo un'immagine delle dinamiche e delle tendenze che negli ultimi anni hanno modificato l'assetto del settore, come l'espansione delle grandi catene di librerie, la vendita del libro all'interno della grande distribuzione, e il crescente ruolo assunto dalla rete Internet nel mercato delle vendite. La pratica della lettura viene analizzata attraverso la rappresentazione del consumo di libri, il profilo del lettore, gli stili di vita e i comportamenti della lettura.

 

Valentina Moccia, Il ruolo del design nell’evoluzione del gusto

 

Cinzia Capitoni, Il giornale di viaggio in egitto (1822-1826)diGiambattista Brocchi Tra Occidente Oriente e Scienza

 

Sonia Trampetti (cotutela con Paris 3) Lo spazio reale, concreto e lo spazio raccontato, suggerito, evocato

Il canale attraverso il quale i cortometraggi si affacciano all'attenzione del pubblico è: il festival. Per il cortometraggio, solamente con rare eccezioni, il festival resta l'unica occasione d'incontro con il pubblico. La convinzione fondamentale che guida questo lavoro di ricerca è che il cortometraggio sia il laboratorio del cinema, il luogo deputato alle sperimentazioni, dunque, il settore dove investire. Questa è anche la linea della "politica" culturale europea che attraverso programmi e organismi ad hoc intende sostenere il cinema come mezzo di comunicazione interculturale, ma, soprattutto, colmare i grandi dislivelli fra i vari paesi europei in questo settore. Ci sono realtà distanti sia per quanto concerne la promozione, sia per quanto riguarda lo sviluppo e la diffusione del cortometraggio in Europa: la Coordination Européenne des Festivals de Cinéma si occupa essenzialmente di questo, favorendo la cooperazione fra i Paesi membri dell'Unione. Il festival è una festa, quindi un rito collettivo, è un momento di produzione e fruizione culturale ed è pure un fenomeno economico. Per restituire la complessità di questi eventi occorre tener conto della loro natura composita.

 

Luca Bradamante, Le mostre delle  gallerie d’arte a Milano nel 2010

La ricerca si pone l’obiettivo di raccogliere, analizzare e quindi sistemare diversi contributi allo studio dell’immagine, intesa nella generalità del suo essere, allo scopo di presentare alcune linee guida di una Scienza dell’immagine in via di costituzione. La peculiarità del progetto è, necessariamente, l’assenza di confini disciplinari, in quanto il suo senso e il suo fine risiedono proprio nell’individuazione logica di approcci all’immagine non ancora etichettati e quindi non riconducibili a specifici campi d’indagine – e dove questo fosse possibile, l’intenzione è di presentarli in un contesto pensato ad hoc, uno spazio al cui centro vi è appunto la Bildfrage.

Da diversi decenni numerosi studiosi, i più provenienti dalla teoria artistica, dall’estetica, dalla filosofia e dalla storia dell’arte stessa, lamentano la mancanza di un ambito disciplinare specializzato sulle questioni inerenti l'immagine. Spesso si è parlato di una fine dell’arte o di una fine della storia dell’arte, in particolare in corrispondenza alla fine della modernità. La premessa a uno studio di questo tipo è la serena constatazione che nessun campo disciplinare sia in via di estinzione e che sia l’inevitabile mutare dei tempi e delle problematiche a richiedere, a pieno diritto, l’evolversi e il costituirsi di discipline capaci di abbracciarle. La Bildwissenschaft non si oppone alla Kunstwissenschaft, così come quest’ultima non si eclissa all’ombra della prima; non si tratta quindi di un aut… aut ma di un sic… ut, in modo che la scienza artistica sia coinvolta e partecipi a una discussione interdisciplinare, per il quale del resto possiede particolare competenza. (Belting, 2002)

Da un punto di vista metodologico-disciplinare la scienza dell'immagine affonda le sue radici nel riconoscimento di un'era dell'arte e di un'era dell'immagine, nella conseguente distinzione di una storia dell'arte e di una storia dell'immagine e quindi nell'identificazione del proprio oggetto di studio: l'immagine rispetto all'opera d'arte.

 

Nicoletta Notari,  Libri e informazione culturale nei canali Sky

Il viaggio e l'informazione come esperienze dell'osservazione. La svolta determinata dai new media (dal televidio al Wi-fi). Il fenomeno delle all news. L'informazione comparata.

 

XX ciclo

Sarah Bonciarelli,  La comunicazione del romanzo. Dati Italia 2006 – 2008

Per comprare un romanzo il lettore ha bisogno di sapere chi lo ha scritto, quale editore lo ha pubblicato e dove lo può trovare. Ha bisogno di sapere che esiste, deve essere sedotto dal titolo, dalla trama, dalle immagini. Deve essere informato. Solo così potrà decidere di impiegare tempo e denaro nell’acquisto e nella lettura di quel libro. Perché il lettore acquisti e legga un romanzo è necessario che l’editore comunichi con lui, individuando i canali e le modalità più idonee ed efficaci. Il compito è complesso, poiché i canali a disposizione degli editori sono tanti e possono raggiungere target molto differenti.

L’indagine è una mappatura degli strumenti usati dalle case editrici per comunicare ai lettori e ai potenziali lettori la disponibilità dei propri romanzi sul mercato. È questa l’ipotesi che orienta la ricerca: libro e lettura dipendono anche da un’efficace comunicazione. Non si può leggere un libro se non si viene a conoscenza della sua esistenza.

I canali analizzati in questa indagine sono:

televisione;

radio;

recensioni;

annunci pubblicitari;

eventi letterari.

Il lavoro è preceduto da un breve excursus riguardante gli attori coinvolti nella comunicazione del libro e le fasi e le strategie messe in atto. Gli argomenti trattati costituiscono la cornice grazie alla quale è possibile affrontare l’interpretazione dei dati raccolti. Per questa analisi viene presa in considerazione una parte della vita di un libro: il momento, delicato ed importante, che va dall’uscita del romanzo sul mercato, all’acquisto da parte del lettore.

In mezzo c’è l’aspetto della mediazione, della promozione, della comunicazione.

La parte centrale della ricerca è costituita dall’analisi delle forme di comunicazione del libro. Ciascun medium si differenzia profondamente da tutti gli altri per i target, la diversa capacità di penetrazione, le strategie, il linguaggio. Ciò ha reso necessaria una trattazione separata per ogni mezzo e la rimodulazione di volta in volta delle metodologie di analisi, pur nella consapevolezza che la fruizione dei media da parte del lettore/spettatore è integrata. La visione finale assomiglia ad un puzzle in cui ogni piccola parte si incastra con l’altra e costruisce un panorama di informazioni, comunicazioni, intrattenimento, divertimento di cui ogni spettatore dispone quotidianamente. Per ogni medium analizzato si è proceduto alla ricostruzione della situazione nello scenario italiano caratterizzato da una molteplicità di mezzi e canali e a descriverne il rapporto con il libro.

Infine un’ultima parte è dedicata all’esposizione dei risultati di un’indagine esplorativa condotta nel 2006, che ha coinvolto ed interpellato direttamente gli editori. Grazie agli addetti ai lavori è stato possibile tracciare un quadro delle scelte comunicative adottate nel tempo dalle case editrici.

 

Walter Ingrassia, Game show. Un format televisivo di successo

 

Roberto Baldassari,  I canali di vendita del libro in italia

 

Donatella Marucci,  I periodici femminili in italia

Il linguaggio della moda nelle riviste di settore.

Il linguaggio delle riviste di moda e della moda nelle riviste femminili, e la sua influenza sugli altri linguaggi giornalistici.

L'analisi prevede:

(i) la ricostruzione storica ed economica della nascita e dello sviluppo delle riviste di moda;

(ii) l'analisi socio-semiotica di questo settore editoriale, con particolare attenzione alla fotografia.

 

Gianluca Freda,  Il romanzo italiano nel 2006 – inventario, generi, produzione

Per la Scuola di Dottorato in Scienze del Testo (Universitý degli Studi di Siena) sta conducendo una rilevazione sul mercato del romanzo in Italia. L'indagine si propone di definire le coordinate della produzione italiana, monitorando su base trimestrale l'entitý delle uscite di opere italiane e straniere, i titoli, le collane, gli autori noti ed esordienti, i prezzi, i generi, le case editrici vecchie e nuove e le trasformazioni editoriali in atto, le tendenze in via d'affermazione e quelle in fase d'esaurimento, per offrire una panoramica il pi˜ possibile completa delle caratteristiche che la diffusione della narrativa lunga assume nel nostro paese.

 

Partecipa all'indagine dell'Osservatorio permanente europeo su Il lettore di libri in Italia, programma di ricerca scientifica, cofinanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Universitý e della Ricerca 2005-2006, che prevede seminari interdisciplinari, incontri, interviste, questionari con librai, staff editoriali, e lettori.

 

XXI ciclo

Valentino Cecchetti, La letteratura d’intrattenimento

 

Alessandro Mancini, Il cinema d’attrazione. Dagli efetti al digitale

 

Manuela Palmaccio, La lettura nella regione Lazio

 

Elisabetta Trincherini, Icone della catastrofe (letteratura, cinema, tv)

 

Veronica Fragola, Il ruolo del costume cinematografico per la costruzione del personaggio ed il mestiere del costumista

 

La ricerca vuole analizzare il ruolo dei costumi all’interno di un film.

Per fare questo sarà innanzitutto necessario definire il cinema come linguaggio ed i costumi, insieme alle inquadrature, alle luci, alla scenografia ed alle musiche come parte integrante di esso.

Il cinema, in quanto spettacolo, è un campo privilegiato della semiologia ed il film, seppur non può essere considerato “campo semiologico puro”, si nutre però di segni.

Così come tutti gli altri sistemi semiologici infatti, anche il cinema, ha a che fare con il linguaggio nel senso che trova nel linguaggio il momento della propria significazione.

Immagini, comportamenti possono, in effetti significare e significano ampiamente, ma mai in modo autonomo: ogni sistema semiologico ha a che fare con il linguaggio. (…) In genere poi, sembra sempre più difficile concepire un sistema di immagini o di oggetti i cui significati possano esistere fuori del linguaggio: per percepire ciò che una sostanza significa, si deve necessariamente ricorrere al lavoro di articolazione svolto dalla lingua: non c’è senso che non sia nominato e il mondo dei significati non è altro che quello del linguaggio.(BENJAMIN 1964b, pp. 14-15)

In ambito filmico ciò che Barthes intende per segno non ha a che fare con il linguaggio orale e dunque con il racconto ed i dialoghi, bensì viene riferito alle immagini, ed ai significati e significanti che attraverso esse l’autore vuole trasmettere allo spettatore. 

L’autore è, per Barthes, colui che emette il messaggio in funzione dell’argomento e attraverso il proprio stile personale. Se i segni a cui l’autore può attingere vengono tratti da un lessico collettivo del segno filmico o da una simbologia di tipo universale e la cui recezione si attua dunque ad un livello più incosciente, l’arte e l’originalità di un regista  stanno però nella sua capacità di comunicare significati attraverso significanti che intrattengano con i precedenti un rapporto comunicativo di tipo inatteso. “Si potrebbe dire che il valore estetico di un film è funzione della distanza che l’autore sa introdurre tra la forma del segno e il suo contenuto, senza tuttavia mai valicare i limiti dell’intellegibile.” (p. 52 SUL CINEMA)

A differenza della maggior parte delle altre forme d’arte però, in quella cinematografica il regista non può essere unico esecutore del mondo estetico che mostra nella sua opera, ma deve affidare l’esecuzione e la realizzazione di alcuni di questi significati a quattro principali figure professionali: il direttore della fotografia, lo scenografo, l’autore o direttore delle musiche ed il costumista.

Sotto la direzione del regista, in quanto autore primo del film, il direttore della fotografia, lo scenografo, il direttore delle musiche ed il costumista, dovranno dare forma alle sue idee, entro i limiti del mondo da lui dettato e del concetto di fondo della storia che egli vuole narrare.

L’originalità e la capacità di queste quattro figure professionali, che sarà tanto più elevata quanto più saranno in grado di comunicare significati relativi al personaggio, al suo contesto storico e sociale, all’ambiente ed alla luce, attraverso significanti non didascalicamente e ovviamente riferiti ad essi, non dovrà mai però essere più forte della loro fedeltà al “film”.

Se è l’autore ad emettere il messaggio nel film, egli lo fa in funzione del pubblico che tale messaggio deve ricevere.

Tale ricezione dipende però sia dal livello culturale del pubblico che dalle mode che a seconda dei periodi storici rendono alcuni segni più facilmente intellegibili.

 

Dopo un’analisi dello stato dell’arte sul ruolo dei costumi come parte integrante del linguaggio cinematografico, la ricerca analizzerà il ruolo del costumista e tutti i passaggi produttivi attraverso i quali viene creato il costume.

 

Roberto Semprebene, Il Videogioco. Mercato e Racconto

La ricerca si propone di ricostruire lo stato dell’arte della ricerca scientifica sul videogioco e il contesto economico del settore e valutare le potenzialità espresse dal medium come strumento per veicolare narrazioni.

Il primo capitolo presenta una rassegna degli ambiti scientifici all’interno dei quali il videogioco è diventato oggetto di studio. I diversi approcci che caratterizzano lo studio del medium hanno consentito di approfondirne aspetti come quello storico, psicologico, sociologico, ludologico, tecnologico, economico, mediologico e semiotico. La complessità del medium e la sua natura sincretica hanno permesso molteplici studi di settore, ma non il raggiungimento di posizioni condivise su una teoria generale del videogioco.

Il secondo capitolo riguarda specificamente l’analisi del mercato del videogioco, componendosi di una ricostruzione dell’evoluzione storica del medium in termini commerciali, di un’analisi delle principali figure professionali del settore e della valutazione degli step produttivi che portano alla commercializzazione di un videogioco.

Il terzo capitolo rappresenta una raccolta delle principali teorie sulla narrazione attraverso il videogioco, spazianti dalla negazione della possibilità della narrazione attraverso un medium interattivo quale il videogioco al riconoscimento della costituzione, attraverso il medium, di nuove forme di lettura, caratterizzate da una partecipazione attiva dell’utente allo sviluppo della diegesi.

Il quarto capitolo indaga il rapporto intercorrente tra videogioco e cinema come esemplare della crossmedialità, ovvero della possibilità di trasferire contenuti da un medium all’altro ottenendo la costruzione di un universo narrativo capace di svilupparsi attraverso forme espressive diverse.

Lo sfruttamento di proprietà intellettuali attraverso media diversi è uno dei fenomeni di maggior interesse della modernità e trova nel videogioco un catalizzatore importante, trasformatosi nel tempo da testo ancillare con funzioni prettamente commerciali a medium di origine di narrazioni complesse e interattive, capaci di generare universi narrativi articolati, che sono spesso utilizzati come contesti per lo sviluppo di storie veicolate attraverso media prettamente narrativi come  cinema, letteratura e fumetti.

 

DOTTORANDI

 

XXII ciclo

Alessia Bellarosa, Gli studi di cultura visuale negli ultimi 30 anni

 

 

Francesco Giudici, Movies & Marketing

Tradizionalmente identificato con la comunicazione, la promozione e la vendita di quei beni che materialmente vengono consumati, il marketing cinematografico ha come oggetto un prodotto immateriale ed impossibile da standardizzare, il cui consumo è altrettanto immateriale: il film.

La vexata quaestio che il progetto intende indagare è legata al ruolo che la marketing philosophy è in grado di svolgere in favore della Settima Arte..

Il cinema è al tempo stesso Arte ed Economia, “prodotto culturale”. La sua duplice anima fa sì che si presti ad un’analisi su più fronti: da quello storico a quello economico fino a quello semantico/comunicativo. A tal fine si farà ricorso ad un approccio interdisciplinare mediante il quale si coglieranno le molteplici sfumature che animano la Settima Arte e, nello specifico, la sua dimensione più tecnica, promozionale e strategica.

Si studieranno i cambiamenti intervenuti nella distribuzione dopo l’emanazione della sentenza Paramount del 1942, dopo l’avvento del medium televisivo e a seguito della segmentazione della fruizione audiovisiva.

Si analizzerà lo scenario competitivo attuale, introducendolo storicamente e illustrandolo attraverso la letteratura del marketing – principalemente statunitense – ed interviste a testimoni privilegiati. L’accento verrà posto sul confronto fra l’approccio tipicamente market-oriented degli USA e quello europeo, che solo recentemente ha sviluppato una maggiore attenzione al mercato.

Si evidenzieranno le tecniche e gli strumenti mediante cui un prodotto filmico viene lanciato, promosso e reso visibile agli spettatori potenziali, ai fini dell’awareness. Gli step essenziali che conducono i marketers delle distribuzioni cinematografiche a suscitare il desiderio d’acquisto, il cinema-going. L’attenzione verrà focalizzata sull’importanza del targeting, della scelta dei push factors per il posizionamento del film, sull’advertising, la publicity e la promotion delle pellicole, su strumenti come il licensing ed il product placement, sulla costruzione dell’evento filmico.

Ogni singolo argomento sarà affrontato grazie al sostegno della letteratura moderna sul tema del marketing per il cinema (e nel cinema), sostanzialmente targata USA, e delle interviste ai Manager delle distribuzioni italiane, majors e indipendenti, al fine di sottolineare le analogie e le diversità nel modus operandi.

L’imperativo sarà quello di non abbandonare mai le prospettive dell’evidenza empirica e della comparazione.

L’obiettivo del lavoro è di realizzare una sintesi dei frammentati contributi offerti dalla letteratura internazionale, tenendo costantemente il polso della realtà cinematografica italiana ed estera. Il volume sarà caratterizzato da una vena fortemente pragmatica perché costantemente corroborato da riferimenti a casi pratici, prodotti filmici e tendenze attuali, con un occhio verso le trasformazioni costanti – e latenti – del settore.

 

 

XXIII ciclo

Irene De Lio,  La radio in Germania e le trasmissioni sui libri

 

Maria Cristina Liguori, Manoscritti e libri di villa Pignatelli a Napoli. Vita sociale della Principessa Pignatelli (1896-1952)

La ricerca parte dallo studio e dalla catalogazione scientifica dei volumi della biblioteca di Rosina Pignatelli. La parte introduttiva si occupa di delineare la figura della principessa Pignatelli. Prima di entrare nel vivo del lavoro si è provveduto a fornire un ricco repertorio di riferimenti bibliografici , utili ad inquadrare la vita politica, culturale e sociale a Napoli nel lungo periodo di vita di Rosina Pignatelli.

 Rosina Fici dei Duchi di Amalfi ( Palermo 1869 – Napoli 1955) ha abitato in una villa sulla Riviera di Chiaia di Napoli che, per la sua lungimiranza, nel 1958 è stata donata allo Stato ed è diventata il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes dal nome del principe, suo marito. In questa villa ha raccolto in una serie di quaderni le sue memorie private, i suoi dischi e la sua biblioteca.

 Si è poi passati a una descrizione dei testi  più rappresentativi del fondo librario conservato  nella residenza, 2.296 volumi che compongono quasi una “biblioteca diffusa”

Una parte di questi volumi, non numerosi, hanno incise sul dorso le iniziali del principe Diego. Questi sono in prevalenza classici della letteratura russa, scritti di storia militare, un portolano in più volumi, un manuale  Cavendish  per il gioco a carte, alcune antiche Bibbie.

I testi presenti in questo fondo librario parlano soprattutto di Rosina Pignatelli, una donna che legge.

 

Maria Amendola Amalia, Modelli e linguaggi per la divulgazione

 

Massimo Iacobelli,  La professione del recensore ai tempi della partecipazione in Rete. Dalla critica del giornalista di cultura sulla carta stampata all'opinione del recensore amatoriale su blog e siti internet.

La ricerca inizia da un percorso nella bibliografia del fenomeno blog: un'interfaccia che, per la prima volta nella storia di Internet, permette all'internauta inesperto di pubblicare contenuti personali nella Rete. Alla bibliografia si accompagna la storia di un fenomeno che segna il passaggio da una fruizione del web passiva ad una partecipazione attiva degli utenti. Un rivoluzionario traguardo nella storia di Internet che prende il nome di web 2.0. 

Il blog influenza la comunicazione fuori dalla Rete e con il citizen journalism si scontra con la stampa tradizionale, promettendo un giornalismo amatoriale, senza editori e fuori dai giornali.

La storia della recensione in Italia, e della pagine culturali, è il quadro di riferimento per la definizione di questa forma di giornalismo atipico in cui lo stile letterario supera e ignora i canoni della notiziabilità.

Su questo fronte, il contributo dei blog e della partecipazione degli utenti della Rete è più incisivo, e apparentemente più efficace, per l'immediatezza della pubblicazione online di contributi da parte di una comunità di prosumer . Nel rapporto tra blog e letteratura, il consumatore entra in competizione con il recensore togato, mettendo in crisi il rapporto di fiducia fino ad ora mantenuto tra lettore e giornalista.

In questa disamina, alla parte analitica e descrittiva, la ricerca accompagna i numeri di un fenomeno, quello dei blog che si occupano di letteratura, e prende in considerazione alcuni casi esemplari di piattaforme che dal web 2.0 in poi, sono dedicate alla creazione di contenuti di commento e critica letteraria realizzati dagli utenti che rimettono in discussione i tradizionali criteri di partecipazione alla cultura.

 

 

 

XXIV ciclo

Paolo Raimondo,  Il cinema religioso nella Spagna degli anni Cinquanta

Partendo dalla descrizione della Spagna della seconda metà degli anni Quaranta e degli anni Cinquanta sotto i profili politico, economico, sociale e mediatico, la tesi analizza come i film di contenuto religioso ivi realizzati fotografino la situazione del Paese e i cambiamenti che vi si registrano nel corso del periodo storico selezionato, anche alla luce della storia della Santa Sede sotto i pontificati di Pio XII e di Giovanni XXIII.

 

Daniela Sideri, Semiotica e sociologia della letteratura per l’infanzia

Si tratta di un progetto di ricerca che mira a coniugare una metodologia semiotica di analisi dei testi con un approccio sociologico che indaghi il ruolo e la funzione della letteratura nella società, con specifico riferimento alle produzioni destinate all’età della formazione, e nella considerazione delle dinamiche che presiedono al funzionamento del mercato editoriale, secondo una prospettiva che vede i generi letterari come terreno di confronto e di intersezione tra testi e gruppi, produttori e fruitori, che non possono prescindere gli uni dagli altri.

 

Concetta Crisostamo,  Management e leadership nella scuola dell’autonomia: il modello che sviluppa il clima relazionale, che valorizza le migliori professionalità

La ricerca riguarda la  comunicazione nella prassi scolastica in quanto tutti gli individui sono coinvolti in un     complesso processo di acquisizione di regole di comunicazione  e acquisirne la consapevolezza è importante perché      esse in un sistema scolastico possono condizionare, deformare e inficiare i messaggi che vengono trasmessi e quindi gli effetti che si vogliono perseguire.

Sintassi- semantica- pragmatica

Una comunicazione non trasmette soltanto informazioni, ma al tempo stesso impone un comportamento.    

Bateson definisce queste due operazioni come l’aspetto di “notizia e di comando” di ogni comunicazione ovvero modo in cui si riferisce e modo in cui il messaggio deve essere inteso.

Sullivan dice: la personalità del bambino si forma attraverso la” stima riflessa” concetto di “ validazione consensuale”.                                       

Proporsi tale obiettivo nella ricerca  risulta  importante perchè oltre ad inseguire la produzione normativa, per rendere più proficuo l’insegnamento, necessita costruire una trama concettuale che colleghi norme, idee, intenzioni, strumenti adeguati in un percorso logico-casuale, capace di mettere in luce le implicazioni culturali e  comportamentali dei vari soggetti implicati  e di indicarne i punti “di attacco prioritari” plausibili per impostare una strategia di azione ai diversi livelli.

L’analisi disciplinare: 1)che cosa si deve insegnare della disciplina? 2)per realizzare quali risultati attesi di apprendimento? 3)con quali strumenti/ azioni didattiche?  

Secondo U. Eco l’esame del testo vive in rapporto alla produzione di un autore, cioè di una struttura(microcosmo) rispetto al sistema(macrocosmo).

<L’ESAME DEL TESTO IN FUNZIONE DELLA STRUTTURA. L’ESAME DELLA STRUTTURA IN FUNZIONE DEL SISTEMA>.

E’ stato dimostrato che colui che deve apprendere deve essere posto al centro del sistema-scuola e deve essere il punto di partenza di progettazioni; perché recepisca correttamente e produca.

Durante gli anni di insegnamento bisogna sempre chiedersi se basta rimodulare e riprogettare, bisogna soffermarsi sul rapporto allievi-docenti perché decisivo nel futuro della relazione didattica e delle prestazioni cognitive ; dunque metodi e strategie di insegnamento, fondamentali per una effettiva comunicazione in una società dove non si possono ignorare le diversità e i numerosi stimoli che ci assalgono; essi sono necessari affinché tutti possano e devono sempre raggiungere gli stessi obiettivi e uguali competenze, E’ un campo ancora aperto, da esplorare  e approfondire.

Il prodotto che si vuole ottenere al termine del triennio è un volume nel quale, partendo appunto dalla comunicazione, ponendo in rilievo il diritto allo studio e alla formazione, si intende trovare un modello di leadership e management che riesca a coinvolgere nei processi gestionali e formativi un certo numero di persone riuscendo a stabilire un rapporto fiduciario; che riesca a sviluppare condivisione fin nella fase di impostazione delle azioni pianificate; a valorizzare i diversi livelli di competenza e di professionalità favorendo il confronto tra più punti di vista in funzione di un  processo formativo adeguato a sviluppare competenze e a formare personalità inserite in un contesto europeo.

 

Emilia Morelli, La letteratura alla radio: esperienze passate e prospettive future dell’informazione letteraria nella radiofonia e nei nuovi media”

A partire dal presupposto che la letteratura è stata parte ampiamente integrante della proposta culturale della radio pubblica italiana, il progetto di ricerca è finalizzato all'analisi del testo letterario nella comunicazione radiofonica, attraverso un lavoro di ascolto, selezione e utilizzo del patrimonio sonoro conservato negli archivi dell’Audioteca Rai.

Lo studio, in una prospettiva teorico-storica, prenderà in considerazione:

- il ruolo della radio, dal dopoguerra a oggi, come strumento di educazione e diffusione dei saperi;

- i suoi rapporti con l’industria culturale, in particolare con l’editoria;

- i soggetti (autori, registi, attori, compagnie di prosa) che hanno contribuito alla realizzazione di programmi dedicati alla letteratura;

- l’importanza della trasmissione orale del testo scritto, anche attraverso gli interventi di scrittori invitati alla lettura di propri testi alla radio;

- le caratteristiche del linguaggio letterario nella comunicazione mediale radiofonica, in particolare negli adattamenti di romanzi e nei radiodrammi;

- il cambiamento del ruolo sociale della radio come strumento di diffusione di modelli culturali.

- Il rapporto tra vecchi e nuovi mezzi di comunicazione nella produzione, diffusione e conservazione di beni culturali.

 

 

XXV ciclo

Daniele Gatti, Carmelo Bene. La Lettura come non ricordo

Alla luce delle prospettive multiculturali e interculturali, i presupposti teorico-metodologici vengono individuati nell'ambito delle figure e dei temi della cultura occidentale, dalla classicità alla contemporaneità, nel teatro e nell’analisi del linguaggio, rapportati all’intera opera di Carmelo Bene, e alla sua rivoluzionaria concezione del prodursi orale, in una ricerca che abbia a poggiare su una "destrutturazione testuale" come ulteriore “mutilazione” del testo sonoro in chiave speculativa.

L'identità comparatistica viene delineata come metodo nella pratica dell'analisi e implica la necessità che la dimensione linguistica insieme a quella performativa, assuma un ruolo centrale, e che una funzione significativa venga svolta dall’analisi dei significanti, del processo di sottrazione di cui è oggetto il testo, e in special modo, il suono inteso come phonè.

Il concetto stesso di phonè, d'altra parte, nell’accezione beniana, travalica la generale connotazione linguistica, culturale, letteraria, per esprimere piuttosto, in questo rapporto dialettico tra esofasia ed endofasia, connotazioni del tutto nuove tra i diversi codici della comunicazione, tra letteratura e arti figurative, tra letteratura e musica, teatro e cinema, in definitiva tra suono e immagine.

Un’analisi seria e approfondita sulla produzione di Carmelo Bene, non può non considerare il rapporto che l’attore aveva con l'immagine, relazione che non può essere sbrigativamente definita di matrice iconoclastica, nonostante la sua dichiarata repulsione per l’espressione formale dell’animata ed individuata rappresentazione del corpo-figura: «l’immagine mi fastidia – diceva - è volgare». Ma la destrutturazione più che distruzione, che operava a livello visivo gli occorreva per porre la questione dell'ascolto su un piano diverso tanto che, anche la realizzazione-immagine finiva per inseguire una “musicalità” delle forme, addivenendo così ad un rapporto acustico nella percezione visiva.

Gli scritti - mai abbastanza numerosi - che hanno affrontato la produzione artistica di Carmelo Bene, hanno insistito troppo spesso in un’indagine di carattere esclusivistico, concentrandosi di volta in volta su un particolare specifico d’arte: la sua produzione cinematografica, ovvero teatrale ovvero letteraria, trascurando quell’aspetto fondamentale del genio salentino che era uso ripetere: « ciò che conta non è il prodotto artistico, ma il prodursi» [1].

Dunque lo stacco speculativo che il presente lavoro vuole operare con la precedente produzione critica, soprattutto italiana, è quello di portare il focus della ricerca sul dire e non sul detto.

La lettura come non ricordo, dunque, in un’analisi dinamica della fuga, d’una presenza-assenza scenica, d’una lettura come abbandono in scena e della scena, come trasmigrazione in un altrove in cui l’ascoltatore veniva magicamente trasportato…«non più stando laddove si stava», in balìa delle immagini acustiche prodotte da quella voce che - nel ricordo di Giancarlo Dotto - è la nostalgia di tutto ciò che abbiamo perduto senza avere mai avuto.

Dal punto di vista metodologico il presente elaborato prevede: la rilevazione di documenti audio e discografico - vasta disponibilità su internet e presso le teche RAI - la riproduzione e la catalogazione di documenti privati - fotografici, materiali e immateriali - l’analisi di documenti istituzionali presso archivi privati (La fondazione “Immemoriale” di C.Bene) e pubblici (ASAC, Archivio Storico delle Arti Contemporanee Biennale di Venezia), l’analisi del materiale e infine realizzazione testuale.

Nel mio ambito di ricerca è senza dubbio importante l’acquisizione e l'affinamento di strumenti di ricerca, teorici e metodologici. L'approccio comparatistico risulta, a questo proposito, essenziale nei “cross-cultural studies”, nello studio, nell’analisi e nel confronto tra gli aspetti comparabili del suo agire in raffronto alle diverse culture contemporanee e con riferimento ai diversi ambiti disciplinari: linguistici, filologici, culturali, letterari, storici, artistici. Il suono, quindi, viene indagato sia come espressione di una prassi socioculturale e documento-testimonianza privilegiata nell'ambito di una storia delle idee dell'Occidente, sia nelle sue caratteristiche formali, espressive e performative.

Rientrano nello spazio aperto della arti sceniche e della comunicazione, sincronica e diacronica, gli studi, anche più recenti, sulla memoria culturale, sulle politiche del ricordo, sulla tradizione come comunicazione e memoria, sui processi identitari, sui fenomeni di contaminazione e di ibridazione culturale.

 

Lorenza Gianfrancesco,  Le accademie napoletane tra cinquecento e seicento

 

Chiara Barberini, Le nuove tecnologie per la comunicazione dei beni culturali e del pensiero scientifico

Il progetto di ricerca mira a coniugare discipline umanistiche, tecnologie informatiche e teoria della comunicazione, attraverso una metodologia di analisi teorica e applicazione pratica.

Il progetto consiste nell'analisi delle applicazioni informatiche esistenti rivolte alla comunicazione dei beni culturali e del pensiero scientifico che possano rivelarsi utili per permettere di usufruire della cultura tipologie diverse di utenti per cultura, età, formazione e interesse. In base agli studi effettuati si procederà alla realizzazione di una applicazione multimediale che soddisfi le esigenze emerse.

Un modo per ovviare all'attuale "distrazione" verso i beni culturali è quello di accostare il passato e il futuro: utilizzare le tecnologie multimediali per migliorare e completare la comprensione  nei musei già esistenti, ma anche per creare siti web dedicati e musei virtuali. La multimedialità è un mezzo di comunicazione sempre più accattivante, al punto da poter affermare spesso che “Il medium è il messaggio” (McLuhan 1964), soprattutto per i giovani: è necessario quindi che le tecnologie siano utilizzate non solo per affascinare, impressionare il pubblico o esibire abilità informatiche, ma per trasmettere feedback con un linguaggio adatto al fruitore in base all’età, istruzione, interesse, esigenze di studio.

Finora non si è mai posta particolare attenzione alla qualità e alla finalità didattica della comunicazione, distinguendo contenuti, tipologie multimediali, linguaggi, metodologie informatiche con lo scopo principale di fare in modo che un bene così particolare che ha così grande necessità di essere interpretato venga realmente compreso e amato.

Se la realtà virtuale riesce davvero a comunicare di più e meglio, ben venga la “musealizzazione del virtuale” come bene aggiunto al museo tradizionale.

 

Daniela Sorrentino, Scripta volant. La traduzione intersemiotica: tra scrittura e lettura collettiva

 

Il progetto che si intende intraprendere è analizzare la trasposizione di un testo dal versante della scrittura al versante della lettura. Non la lettura individuale ma quella collettiva, è oggetto di indagine in questa ipotesi di ricerca.

Per esigenza di attendibilità e perizia nella conduzione del lavoro, l’ambito di applicazione prescelto è il reading inteso come forma contemporanea sperimentata di lettura collettiva, fonte appetibile di indagine.

Il progetto si pone come fine quello di sfociare in un volume a stampa che renda conto degli obiettivi assunti in premessa.

Si vuol pervenire ad una definizione di reading come genere tra il teatrale e il letterario, cercando di tratteggiarne una fenomenologia, ma soprattutto quel che importa è rilevare le implicazioni sociologico-culturali che soggiacciono ad un fatto apparentemente (solo) letterario come quello della lettura ad un’audience.

Attraverso l’analisi diacronica, delle origini storiche per delineare un albero genealogico della lettura collettiva, si vuol giungere alla dimostrazione del come e del perché la pratica di lettura ad alta voce per un pubblico, pur in modalità diverse legate al tempo e al contesto storico-sociale di attuazione, abbia origini e sostanza letterarie. I primi cantori narravano storie, trasmettevano testi dotti verbalmente. Era una forma di divulgazione di informazioni, di alfabetizzazione delle masse. La materia veicolata per mezzo della voce ad un uditorio era e resta un testo in prosa o in poesia, un testo letterario essenzialmente. La letteratura è forma di comunicazione, dunque leggere un libro sia per se stessi che per un pubblico è fare letteratura e propagarla. Ma il risvolto sociale e socializzante non può e non deve sfuggire.

Il teatro, nell’approccio sincronico applicabile a diversi esempi di lettori collettivi, ormai proliferati, si ha l'intenzione di dimostrare come non sia una location casuale e ininfluente sulla pratica di lettura a più persone. Esso è non solo scenario all’interno del quale viene ospitata una rappresentazione, ma è mezzo di comunicazione, non ancora del tutto di massa, ma non più solo di nicchia. E fare del reading teatrale assume valenza di comunicazione di contenuti colti, letterari, poetici, a bacini di utenza eterogenei, composti da gruppi che scelgono il teatro come luogo di intrattenimento e svago colto, e gruppi di fruitori di cultura scritta che apprezzano la sonorità di pagine mai ascoltate, lette probabilmente sì.

 

Maria Kravchenko, Esprimere l’immagine coreica ( Trent’anni di libri dedicati all’arte della danza)

La ricerca si concentrerebbe sull’analisi della trasmissione delle immagini coreiche, immagini di ballerini/ballerine sulla carta ovvero nei libri, riviste, giornali.
La tesi di ricerca prevedrebbe seguenti capitoli/fasi:

- Il primo capitolo, introduzione: spiegherebbe il ruolo dell’arte di danza nella società con il passare dei secoli e nel mondo attuale. Si parlerebbe del fatto che anche la danza ha la sua lingua, con la quale si esprime, delle possibilità del movimento coreico di trasmettere idee, raccontare storie. Invece il linguaggio per raccontare e tradurre la danza sarebbe quello delle parole.

- Il secondo capitolo si concentrerebbe sulla lingua per la danza, a partire dal linguaggio nei primi libri dedicati a questo argomento, i primi manuali delle tecniche, sulla terminologia della danza, la sua creazione e storia, la “traduzione” dei termini in diverse lingue.  Ci si concentrerebbe su diversi metodi e tentativi di esprimere la danza sulla carta (lavori di Arbeauè, Feuillet, Saint-Lèon, Teige, Laban etc.).

- Il terzo capitolo metterebbe a fuoco l’uso delle immagini (prima disegni, più tardi fotografie) per descrivere e trasmettere movimenti coreici. Si seguirebbe la storia dell’inizio delle prime foto dei ballerini, la tecnica, il suo sviluppo, si affronterebbe il discorso che certi tipi di danza non possono esser sottoposti alla fotografia etc.

- Il quarto capitolo affronterebbe il discorso sui libri sulla danza di oggigiorno: ci farebbe una conclusione su che cosa è stato raggiunto per trasmettere meglio l’immagine coreica, si parlerebbe di certe particolarità dei libri dedicati alla danza, fotografie per la danza.

- Il quinto capitolo, conclusivo dovrebbe rispondere se è sufficiente il linguaggio di parole per esprimere la danza oppure no, quale tecniche e quali metodi si potrebbe utilizzare ancora (video, internet).

 

 

XXVI ciclo

Sabrina Girolami, Modelli di promozione della lettura nei paesi dell’Unione Europea. Inghilterra, Italia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna.

Il progetto di ricerca si propone di analizzare i modelli positivi d’intervento per la promozione della lettura in 5 nazioni dell’Unione Europea: Inghilterra, Italia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Spagna, con l’obiettivo di rappresentarne l’attuale scenario e le possibili iniziative che favoriscano la diffusione della lettura e del libro nei singoli paesi.

Un paese manifesta la sua identità culturale anche attraverso la promozione e la diffusione dei suoi libri. Per far sì che tutti abbiano la possibilità di essere partecipi all’attività intellettuale del paese è necessario favorire lo sviluppo di politiche di promozione.

L’indagine si inserisce nel quadro degli studi di sociologia della comunicazione culturale, nell’ambito del sistema libro e opera nel settore delle ricerche degli enti preposti alle statistiche culturali nell’Unione Europea (ISTAT, EUROSTAT, AIE, CENSIS, CBS Central Bureau voor der Statistiek, UK National Statistics, Czech Statistical Office (CzSO), INE Instituto Nacional de Estadistica de España,  Osservatorio permanente europeo sulla lettura dell’Università di Siena). 

La promozione della lettura e del libro in Europa non ha una politica comune. Non esiste una gestione omogenea del settore e le nazioni si basano su ordinamenti interni creando dunque uno squilibrio culturale sull’intero territorio della Comunità Europea.

Gli istituti di ricerca europei non usano gli stessi parametri e le stesse metodologie per classificare il mercato librario. I risultati delle statistiche sono solo apparentemente riferiti agli stessi insiemi testuali e agli stessi gruppi di lettori. Ogni analisi comprende e utilizza metodologie che mutano in base all’istituto e alla nazione di appartenenza.

I singoli paesi collocano le stesse opere in gruppi e generi diversi. Questa eterogeneità degli strumenti e dei modelli di analisi, impedisce la costituzione di un panorama uniforme che compari le abitudini degli europei alla lettura.

I dati raccolti dall’Eurostat nel 2007 mostrano che il 42% delle donne ha letto almeno 5 libri durante l’anno mentre la percentuale dei lettori maschi è del 32%. Il totale dei non lettori è pari al 28%.

 La scelta dei 5 paesi si riferisce alla volontà di approfondire le abitudini sulla lettura e le modalità di promozione del libro, non solo nelle nazioni già note per le loro politiche di promozione come Regno Unito e Spagna, ma anche in una stato considerato minore come la Repubblica Ceca, che mostra un crescente interesse per le problematiche inerenti la lettura. Si intendono esaminare le varie tipologie organizzative per estrapolarne dei comprovati modelli di diffusione a livello nazionale e regionale. Questa indagine ricostruisce uno storico dei maggiori eventi di promozione europei.

 

Chiara Micol Schiona, Gli archivi fotografici a Roma

 

Gianluca Sebastiani, Il reportage narrativo, dal giornalismo alla cultura mediale

Finora la ricerca si è poco interessata al reportage narrativo. Da una parte ha preferito concentrarsi su forme più pure di letteratura di viaggio, meno compromesse col mondo “minore” del giornale, della scrittura su “committenza” e dell’ossequio alla realtà; dall’altra ha approfondito i rapporti tra letteratura e giornalismo o dal punto di vista linguistico-stilistico o da quello della storia del ceto intellettuale. La bibliografia esistente sul reportage narrativo, peraltro molto esigua, riguarda al massimo la fase storica del grande reportage d’autore, circoscritta all’incirca alla prima metà del secolo scorso. La presente ricerca punta invece la propria attenzione sull’evoluzione del reportage narrativo nell’epoca della comunicazione telematica.

In un mondo globale ridotto a «breve carta» (Giacomo Leopardi), non sembra infatti essersi avverata la profezia di Claude Levi-Strauss secondo cui nell’epoca attuale i viaggi non avrebbero più aperto i loro scrigni. Nonostante le tecnologie dell’immagine abbiano apparentemente reso il mondo tutto visibile, il reportage ha inopinatamente ritrovato una sua funzione, muovendosi grazie alla sua malleabilità lungo versanti differenti, intrecciando generi e sottogeneri diversi, immagini fotografiche e documentarie, integrando nella propria struttura altre forme di comunicazione; oppure disseminandosi, superando i limiti della carta per invadere altri supporti.

La disponibilità del genere all’intertestualità, ne ha fatto un oggetto sempre più autonomo dal giornale, un genere che riesce a rispondere a diverse esigenze del pubblico dei lettori, esigenze spesso legate all’agenda dettata dalla cronaca e che il marketing editoriale ha saputo intercettare. Gli scaffali delle librerie sono inondati da reportage in infinite varianti: di scrittori, giornalisti, pubblicisti; di viaggio, di guerra, etnografici, sociologici, turistici, ecc.

 

Il reportage da un altrove lontano, spesso esotico o meraviglioso, così come era agli inizi della sua storia, quando s’intrecciava volentieri con la letteratura da feuilleton, può oggi ridefinirsi ad esempio come viaggio sociologico; o come viaggio d’osservazione fenomenologica; o addirittura confondersi col viaggio letterario in un altrove immaginario. In tutti i casi il reportage conserva una sua tensione conoscitiva forte, continuando a riportare la «saggezza del lontano» (Walter Benjamin).

 

Sabrina Ciccioli (cotutela con Bordeaux), Le Voyage à Rome de Pierre Lacour fils (1855): le regard d’un peintre bordelais sur l’Italie de 1824-1825.

 

 

 

 

 

 

 



[1] 2001Carmelo Bene in Carmelo Bene – quattro momenti su tutto il nulla, di C.B. L’Ate