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LE TESI DI DOTTORATO

Daniele Angeli, Culture virtuali e virtualizzazione della cultura

Fabio Bacchini, L'ontologia della mente e l'ontologia del segno

Cristina Benicchi, Preservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e letterario dell'area caraibica

Paola Borrione, Il museo contemporaneo: uno spazio aperto virtuale di produzione di cultura a misura di utente

Stefano Capone, L'opera comica napoletana di primo Settecento

Raffaella Cavalieri, Il viaggio in Italia e la tradizione letteraria

Maria Conforti, Un'istituzione della modernità a Napoli: l'accademia del duca di Medinaceli. Storia scienza letteratura e arti

Rita Corsi, Caratteristiche e sviluppo del genere letterario di viaggio del Novecento, la scrittura di viaggio dalla "Terza Pagina" al "Libro" di viaggio

Manuela Gardenghi, Letteratura, comunicazione e nuove tecnologie informatiche. Il concetto di spazio e le forme di organizzazione del sapere fra tradizione e contemporaneità

Giulia Gelmini, Interfacce creative per la costruzione narrativa nell'educazione infantile

Giovanna Giudice, La comunicazione letteraria e il ruolo della letteratura nell'Accademia di Medinaceli (1698-1702)

Beatrice Guarneri, "Il Ponte"

Damiana Luzzi, Biblioteca digitale e Web semantico

Michela Mancini, Il romanzo illustrato nell'Italia dell'industrialismo. Documenti per la storia di un genere letterario (1868-1907)

Serena Marrocco, La circolazione della letteratura araba contemporanea in Italia: traduzione e ricezione

Luca Peruzzi, Arte e nuovi media. Comunicazione e cultura nell'era digitale

Claudia Polo, Le opere di Giuseppe Verdi come bene di consumo di massa

Paolo Raviolo, Ipermedia. Rappresentazione e codici

Nadia Sensi, Gli archivi fotografici d'Abruzzo. Un caso: l'archivio Pietro di Rienzo

Anna Signorini, La teoria della letteratura di Madame de Staël in Essai sur les fictions e De la littérature

Sonia Trampetti, Lo spazio reale, concreto e lo spazio raccontato, suggerito, evocato

Francesca Vannucchi, Il mercato del libro in Italia

Emanuela Zilio, Creazione di un sito di cronaca online

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Daniele Angeli, Culture virtuali e virtualizzazione della cultura.
Il nuovo linguaggio digitale, duttile, ibrido, interattivo, violentemente iconico, ha nella virtualità del suo universo significante l'elemento più importante. La smaterializzazione dei segni alfabetici e grafici ha reso la realtà un oggetto instabile e suscettibile di continue trasformazioni: si è compiuto quel processo di fusione tra arte e vita intrapreso dalle avanguardie storiche e perpetuato in modi diversi da altri linguaggi mediali, come quello pubblicitario. La ricerca intende focalizzarsi sugli aspetti che si richiamano ed hanno influenzato la virtualità del linguaggio digitale nell'arte e nella letteratura (italiana ed internazionale) degli ultimi venticinque anni. Sarà possibile in tal modo astrarre alcuni elementi basilari del linguaggio digitale/virtuale, quei simulacri elettronici la cui circolazione e reciproca combinazione concorre alla creazione delle infinite forme artistiche del web e dei nuovi supporti multimediali ed influenza non solo le discipline umanistiche, ma tutti gli ambiti dello scibile.

Fabio Bacchini, L'ontologia della mente e l'ontologia del segno.
La riflessione sulla filosofia della mente, e in particolare sull'ontologia degli stati mentali coinvolge alcuni problemi cruciali della tradizione filosofica. Il problema mente-corpo si sostanzia di ogni altra questione filosofica importante, da cui è teoreticamente inestricabile. Sono chiari i legami che il problema mente-corpo intrattiene con la metafisica e le scelte ontologiche fondamentali rispetto alla configurazione del mondo (il problema dell'ontologia di base: eventi, stati di cose, oggetti, proprietà, relazioni; questioni che si concentrano attorno ai lavori di D.M. Armstrong, Jaegwon Kim, Ernest Sosa, Robert Audi, Donald Davidson, E.J. Lowe); con il problema dei livelli di realtà, della possibilità di configurare eventi e/o proprietà di secondo ordine che emergano da un ordine inferiore, dell'autonomia causale dei livelli di realtà superiore, quindi con l'intera questione del riduzionismo ontologico (e qui i punti di riferimento erano le opere di Kim - dagli articoli scritti dagli anni Sessanta in poi, raccolti in Supervenience and Mind, Cambridge, Cambridge University Press, 1993, fino al recente Mind in a Physical World, Cambridge, Mass., MIT Press, 1998, trad. it. La Mente in un Mondo Fisico, Milano, McGraw-Hill, 2000; i lavori di A. Beckermann, J. Haugeland, T. Horgan, B. McLaughlin, D. Chalmers; fino all'intero dominio della letteratura di filosofia della mente, in particolare quella relativa ai temi del riduzionismo, della causalità mentale, della naturalizzazione dell'intenzionalità); con il tema della natura del tempo (Michael Tooley, Time, Tense, and Causation, New York, Oxford University Press; trad. it. La Natura del Tempo, Milano, McGraw-Hill, 1999; Mauro Dorato, Futuro Aperto e Libertà, Roma-Bari, Laterza, 1997) e con la relazione concettuale stretta fra concezione del tempo e concezione della mente, avvinte nello stesso destino grazie al dilemma del determinismo (M. Dorato, H. Frankfurt, T. Honderich, J. Searle; e ancora E.J. Lowe, col suo volume The Possibility of Metaphysics. Substance, Identity, and Time, Oxford, Oxford University Press, 1998); e la lista potrebbe continuare.

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Diventava fin troppo chiaro che, se è vero che il problema mente-corpo informa di sé ogni altro problema filosofico di grande spessore, è inevitabile che esso abbia ricadute fortissime su qualunque altra questione pratica dotata di una componente filosofica o comunque teorica (e questa affermazione sembrava valere anche per quelle questioni la cui componente non empirica era di carattere metodologico: tutta la riflessione sui fondamenti delle scienze, sulla distinzione fra scienze umane e scienze naturali, sulla relazione fra evidenza empirica e teoria, sulla natura dell'osservazione). Diveniva urgente, allora, improntare il lavoro nella direzione di una segnalazione: sottolineare che alcune questioni, perfino alcune discipline, dipendono in maniera inaggirabile dal problema mente-corpo, e tuttavia non giungono a riconoscerlo; anzi, tendono a disconoscerlo completamente. Mi è parso che, tra i luoghi del pensiero in cui più squilibrato è il rapporto fra preponderanza del problema mente-corpo sui temi trattati e coscienza critica di tale dipendenza, ci fosse certamente la filosofia morale applicata (o 'etica pratica', nella terminologia di uno dei suoi più lucidi testimoni, Peter Singer); e ho iniziato a occuparmi dell'illuminazione di questa dipendenza, optando per il settore ove la mia tesi raggiunge forse il massimo grado di evidenza: quello della bioetica.

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Svolgimento della ricerca
Mi sono dedicato a evidenziare i nodi del pensiero bioetico contemporaneo in cui è rilevante la considerazione del problema mente-corpo. In questo senso, ho preferito articolare il lavoro analitico in due distinti momenti concettuali: in primo luogo, era necessaria una ricostruzione razionale delle principali linee di argomentazione bioetica sui temi più scottanti e a sostegno delle tesi più convincenti, al fine di rintracciare e di portare alla luce i punti cruciali del ragionamento morale. In secondo luogo, l'analisi poteva proseguire svelando che i passaggi fondamentali delle argomentazioni così denudate consistono in realtà nella proposizione, a volte esplicita ma più spesso surrettizia, di una particolare versione della soluzione del problema mente-corpo. In tal senso, ho mirato a rendere evidente che i lavori dei principali bioeticisti del mondo accademico, ma poi anche gli argomenti prediletti dagli uomini politici, dai giornalisti, dai divulgatori e dagli operatori medico-sanitari schierati ideologicamente, hanno bisogno tutti, prima o poi, di integrare le tappe retoriche di un percorso comunicativo e persuasivo con i puntelli delle teorie dei vari filosofi della mente: dualisti delle sostanze à la Descartes; dualisti delle proprietà come David Chalmers (The Conscious Mind, Oxford, Oxford University Press, 1996; trad. it. La Mente Cosciente, Milano, McGraw-Hill, 1999) o Michele Di Francesco (Introduzione alla Filosofia della Mente, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1996); riduzionisti come Jaegwon Kim (Mind in a Physical World, Cambridge, Mass., MIT Press, 1998; trad. it. La Mente in un Mondo Fisico, Milano, McGraw-Hill, 2000) o Jerry Fodor (The Mind-Body Problem, "Scientific American", 244, 1981, pp. 515-531; trad. it. Il Problema Mente-Corpo, "Le Scienze", 151, 1981; ora in Mente e Macchina. "I Quaderni de Le Scienze", 66, 1992, pp. 19-27); identitisti come U. T. Place (Thirty Years On: Is Consciousness Still a Brain Process?, "Australasian Journal of Philosophy", 66, 1988, pp. 208-219) o J. J. C Smart (Sensations and Brain Processes, "Philosophical Review", 68, 1959, pp. 141-159); "criptoeliminativisti" come Daniel Dennett (Consciousness Explained, Boston, Little Brown and Company, 1991; trad. it. Coscienza. Che Cosa è, Milano, Rizzoli, 1993); eliminativisti dichiarati come i coniugi Churchland (Paul M. Churchland, A Neurocomputational Perpective. The Nature of Mind and the Structure of Science, Cambridge (Mass.), MIT Press, 1989; trad. it. parziale La Natura della Mente e la Struttura della Scienza, Bologna, Il Mulino, 1992).Ho esaminato le argomentazioni che, nel dibattito bioetico, mi sono sembrate più rigorose e serrate, traendole dalle opere di filosofi come P. Singer, B. Barry, P. Foot, R. M. Hare, D. Parfit, J. Rachels, J. J. Thomson, M. Warnock, J. Harris, R. Dworkin, M. Tooley; e ho toccato, per quanto riguarda i contenuti, i temi della moralità dell'aborto, dell'eutanasia, dello screening genetico, della fecondazione artificiale e della riproduzione assistita, della clonazione, dell'impostazione di un corretto rapporto col mondo animale non umano.

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Sviluppi futuri della ricerca
I punti caldi dello sdoganamento comunicativo della bioetica si giocheranno su altrettante questioni filosofiche: questioni filosofiche fino ad oggi ben vive, ma confinate, appunto, nella filosofia, e niente affatto percepite come vitali e decisive per i destini di dispute ben più impellenti e irrimandabili quali quelle di pertinenza della bioetica. Una volta appurato che il problema mente-corpo interessa ogni argomentazione bioetica minimamente ambiziosa, sarà il caso di denunciare quali altri delicati problemi filosofici specifici, che senza dubbio emanano o perlomeno sono fortemente imparentati col problema mente-corpo, improntano di sé ogni tentativo non rozzo di risolvere un dilemma bioetico. Alcuni esempi: la questione della clonazione non può prescindere dalla considerazione del problema filosofico dell'identità personale, e dai contributi alla sua soluzione che sono venuti soprattutto da Derek Parfit (Reasons and Persons, Oxford, Oxford University Press; trad. it. Ragioni e Persone, Milano, Il Saggiatore, 1989), e poi da Williams, Nagel, Nozick, Noonan, Chisholm, Dennett, Evans, Wiggins, Shoemaker; nonché dalla recente corrente di neurofisiologia filosofica rappresentata dai pionieri Luria e Sacks, e oggi da Damasio e da Edelman.

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Lo stesso appello alla sensibilità e alla considerazione morale nei confronti delle generazioni future non può fare a meno di confrontarsi con questa letteratura filosofica, come è ormai noto dalla pubblicazione del libro di Parfit in poi – libro che deve essere considerato un vero e proprio spartiacque al riguardo; ma mi spingerei a dire che il problema dell'identità personale è centrale in tutta la discussione che vorremo animare sul tema dell'importanza del genoma umano (il complesso di informazioni genetiche che determinano l'individualità di ogni essere umano particolare; a questo riguardo, ho avuto l'opportunità di lavorare come consulente scientifico ed estensore della parte scientifica del progetto di legge presentato al Senato della Repubblica dai senatori Martelli e Cossiga, riguardante la creazione di un'Autorità Garante sul Genoma Umano) e sulle possibili, future discriminazioni genetiche (Buchanan, Broch, Daniels e Wikler, a cura di, From Chance to Choice, Cambridge, Cambridge University Press, 2000); nonché sulle argomentazioni che vorremo costruire in difesa di una posizione morale riguardo la questione degli embrioni sovrannumerari, degli embrioni in genere, delle cellule staminali prelevate dagli embrioni, e dell'uso della contraccezione nelle sue varie forme.
Sono persuaso che queste questioni possano essere ulteriormente illuminate da uno sguardo semiotico; la semiotica ha riflettuto – anche se poco – sul concetto di identità (la costruzione di classi di significanti e di significati in cui contano solo poche proprietà pertinenti; la riflessione sulla nozione di originale e sulla nozione di falso in arte; i lavori di Eco, Prieto, Goodman), ma ha davvero stentato ad applicare queste riflessioni alla disputa millenaria sull'omologo problema dell'identità personale. Sia la semiotica che la filosofia della mente sono inevitabili bagagli teorici nel cammino verso la soluzione di problemi quali il corretto assetto delle nostre considerazioni morali nei confronti di embrioni, neonati, bambini, dementi, persone in coma, animali; laddove appare, ancora, centrale capire che tipo di mente sia presente in questi casi – nella convinzione che sia il tipo di mente posseduto ad innescare qualsiasi discorso morale riguardo il possessore di quella mente; e dove la filosofia della mente congettura e ipotizza quale tipo di mente sussista di volta in volta, e la semiotica spiega sulla base di quale evidenza – della presenza di quali segni – ciò possa essere affermato; come si possano catturare, o oggettivare, o denotare, gli stati mentali, che sono stati privati e inaccessibili; quanto conti l'introspezione, e in cosa differisca dall'ostensione interna.

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Paola Borrione, Il museo contemporaneo: uno spazio aperto virtuale di produzione di cultura a misura di utente.
Il mio progetto di ricerca intende analizzare i cambiamenti in atto in ambito museale così come nelle nuove tecnologie applicate alla valorizzazione e fruizione dei beni culturali, in modo da formulare una proposta di intervento concreto, in linea con l'analisi effettuata. I musei non sono più percepiti come sistemi chiusi, dediti solamente alla conservazione dei beni in essi custoditi, lontani dal pubblico ed isolati rispetto al tessuto sociale e territoriale. Divengono invece sistemi aperti, poli di produzione culturale, crocevia di esperienze differenti, mirate alla scambio con le altre istituzioni culturali e con il mondo della cultura in generale, all'educazione del cittadino, alla promozione ed allo sviluppo del territorio in cui hanno sede. In analogia alle trasformazioni della societ à contemporanea, anche i musei entrano a far parte di reti (culturali, di relazioni, di produzione di cultura, di azioni per lo sviluppo sociale) da cui non possono prescindere, e che anzi possono divenire il punto di forza del loro sviluppo, come nel caso dei Musei Civici torinesi o del sistema museale regionale dell'Umbria. Inoltre accolgono le nuove tecnologie e le loro applicazioni come strumenti didattici, ludici, di marketing, per offrire nuovi servizi agli utenti, fidelizzarli, creare comunità di interesse. Le nuove tecnologie e l'esperienza museale. Da una parte le nuove tecnologie sono un nuovo mezzo di produzione di cultura, un nuovo strumento da utilizzare sia da parte degli artisti, sia da parte di chi ha come fine la promozione e la diffusione dell'arte. Dall'altra le nuove tecnologie, ed internet in particolare, funzionano esattamente con una logica di rete: risorse, conoscenze, esperienze vengono messe in comune ed offerte a tutti, contribuendo così alle politiche di costruzione di comunità di interesse, di rafforzamento dell'immagine delle istituzioni, di promozione della loro attività . Ma le nuove tecnologie vanno oltre: esse, a mio avviso, possono rendere il museo uno spazio aperto virtuale, dilatandone spazi e tempi di fruizione e modificando la natura stessa della fruizione dei beni culturali.
Metodologia
La ricerca si divide in tre momenti: 1. Analisi dei trend di cambiamento della funzione del museo contemporaneo, attraverso lo studio della letteratura in merito e di casi concreti. In particolare si esamineranno:
- l'ampliamento delle funzioni del museo, da conservazione a produzione di cultura - la politica di costruzione di reti museali (con i casi studio dei Musei Civici Torinesi e della rete di Musei Guggenheim);
2. Analisi dell'applicazione delle nuove tecnologie all'arte, esaminando sia la capacità delle nuove tecnologie di trasformare l'esperienza di fruizione del museo del visitatore, dilatandone spazi e tempi, sia le opportunità ed i servizi che esse offrono in campo museale. Verranno dunque prese in esame quelle esperienze che cercano di creare una comunità di utenti interessati alla proposta museale, cui vengono offerti servizi innovativi, sia dal punto di vista informativo, sia dal punto di vista pratico.
3. Proposta di linee guida per un museo-polo culturale e progetto pratico da effettuare in collaborazione con un museo che preveda la realizzazione di prodotti e servizi multimediali.

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Cristina Benicchi, Preservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e letterario dell'area caraibica.
Il
Gli studi post-coloniali condotti a partire dagli anni '70 hanno sempre rivelato il forte interesse dell'uomo occidentale per l'"altro" e, conseguentemente, la sua volontà di conoscerlo e definirlo basandosi quasi esclusivamente su una prospettiva di tipo eurocentrico. Da questi studi spesso sono emerse analisi dell'alterità che piuttosto che concentrarsi sulla realtà autentica dell'"altro" ne hanno rivelato la percezione che se ne ha nel mondo occidentale. In tal senso esplicative sono le opere di Edward Said Culture and Imperialism e Orientalism, nonché l'opera di Edouard Glissant Introductiòn à une poetique du divers.
Sulla base di queste constatazioni il progetto di ricerca intende concentrarsi sull'analisi testuale dell'opera letteraria di David Dabydeen cercando in tal modo di evidenziare i tratti distintivi di una cultura letteraria come quella caraibica che non nel confronto con l'Occidente, ma nell'ibridismo e nella creolizzazione ha trovato la propria identità.
Il testo letterario, pertanto, costituirà il principale oggetto di indagine della ricerca e ad esso ci si rivolgerà costantemente nel corso delle varie fasi del progetto.
La prima fase della ricerca sarà di carattere prevalentemente teorico e si focalizzerà sull'analisi del patrimonio culturale dei Caraibi con una particolare attenzione alle riviste letterarie caraibiche degli anni '50.
La seconda parte della ricerca verterà sull'analisi della produzione letteraria di David Dabydeen dalla quale dovrà emergere il contesto in cui l'autore guyanese concepisce i suoi testi.
La terza fase verrà consacrata all'analisi testuale vera e propria sia sul piano linguistico che contenutistico.
La parte finale della ricerca riguarderà il rapporto tra musica e poesia che in una cultura prevalentemente orale come quella caraibica è fondamentale per la comprensione del testo.

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Stefano Capone, L'opera comica napoletana di primo Settecento.
L'opera comica napoletana di primo Settecento è un genere teatrale dimenticato e poco studiato dalla critica. La ricerca, attuata attraverso fonti documentarie inedite, testi e partiture, ricostruisce il suo percorso irripetibile, le fortune, gli ostacoli, i meccanismi di propaganda e produzione, le carriere di impresari, attori, cantanti, musicisti, operatori di spettacolo, le intersezioni e gli scambi con il melodramma, i rapporti con la società teatrale e i governi.

Raffaella Cavalieri, Il viaggio in Italia e la tradizione letteraria.
La crescita del turismo e lo sviluppo dell'industria dei trasporti segnano il declino del viaggiatore come avventuriero moderno. Nonostante ciò, la scrittura di viaggio ha continuato a fiorire, creando nuove frontiere ma soprattutto nuovi modi del vedere i luoghi ormai noti, acquistando sempre maggiore prestigio. Gli scrittori che scelgono di distaccarsi dalle mode del turismo sono definiti da Patrick Holland e Graham Huggan, 'specialisti': scelgono di essere diversi per differenziarsi dal turismo e dalle sue regole e per rivalutare, attraverso i loro testi, il senso stesso del viaggio.
Le radici della moderna letteratura di viaggio vanno ricercate in quegli scrittori - viaggiatori che a partire dalla prima metà dell'Ottocento decidono di intraprendere un nuovo viaggio estraniandosi dalle mode del crescente turismo di massa per riscoprire e rivalutare vecchi itinerari, meno transitati e meno noti, ma sicuramente più affascinanti, o per crearne di nuovi. Oggigiorno non esistono più nuove frontiere da esplorare, esse sono state già superate ed ogni parte del mondo è stata visitata e descritta dall'uomo. Per questo anche la letteratura di viaggio moderna si comporta differentemente, creando nuovi modi di vedere il paesaggio ed i luoghi visitati. Se ieri si viaggiava soprattutto nello spazio per conoscere nuovi mondi, una delle tematiche della letteratura di viaggio moderna e contemporanea è quella del viaggio nel tempo: si ripercorre un determinato itinerario nel tempo, rivivendo un evento passato e soprattutto per far sì che ciò che è passato riviva nel presente, al momento del viaggio. E' questo il caso di testi come Le Orme di Dante in Italia, di Alfred Bassermann, del Voyage Dantesque di Jean-Jacques Ampère, e di Through Dante's Land, di Mrs. Colquhoun Grant, testi che introducono il presente studio sul viaggio dantesco. Dante acquista in questo modo un valore particolare, non è più limitato entro i confini di uno studio scolastico delle sue opere, ma si inserisce in un contesto del tutto nuovo, quello del viaggio: "Egli [Dante] è il poeta di tutte le nazioni, nel mentre che è in grado eminente quel dell'Italia; egli è il poeta di tutti i tempi, mentre che in grado eminente è quello del suo".
Il viaggio dantesco ha costituito per il turismo colto, tra il XIX e parte del XX secolo, uno stile di viaggio di particolare richiamo per i viaggiatori e per gli artisti europei. Un richiamo composito, costituito dal fascino e dall'emozione provocata dal ricordo di immagini e di parole di un autore tanto noto e tanto amato in tutto il mondo quale l'Alighieri, e dallo scenario naturalistico, paesaggistico ed artistico evocato dai suoi versi.
Interessante è notare come la letteratura italiana in generale, non solamente nel caso di Dante, abbia influenzato notevolmente i viaggi ed il pensiero di inglesi, francesi, tedeschi ed americani. Alcuni di loro si recano in Italia per incontrare Manzoni, e nel loro diario di viaggio raccontano questa esperienza. Altri seguono le orme del Petrarca, iniziatore, se vogliamo, di un itinerario come quello al Monte Ventoso. Molti parlano dell'Ariosto, del Tasso e ne citano le opere.
Si tratta quindi di un viaggio nella tradizione letteraria italiana, con un itinerario che parte da Dante e Petrarca per portarci fino al Manzoni, ripercorrendo la storia letteraria del nostro paese attraverso gli occhi di viaggiatori stranieri.

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Maria Conforti, Un'istituzione della modernità a Napoli: l'accademia del duca di Medinaceli. Storia scienza letteratura e arti.
L'Accademia palatina (1698-1701) tenutasi per iniziativa di Luis de la Cerda, duca di Medinaceli, viceré spagnolo di Napoli, e di un gruppo di intellettuali del ceto civile, rappresentò un tentativo di comunicazione politica e intellettuale tra il governo spagnolo la vivace cultura scientifica, letteraria, filosofica del regno. Il momento storico era difficile: la crisi di fine secolo della monarchia spagnola. Le lezioni riflettono il tentativo degli intellettuali napoletani di delineare e proporre al viceré – attraverso l'utilizzazione dei testi avanzati dell'erudizione europea – l'immagine di un principe novello. Pur tenendo conto della letteratura politica (da Machiavelli al tacitismo a Hobbes) la portata eversiva di queste teorie era attenuata attraverso il ricorso a una filosofia politica della concordia aperta alle suggestioni cartesiane della teoria delle passioni.
La tesi si articola in tre parti: – una prima dedicata all'Accademia come istituzione, e quindi alla figura del Duca di Medinaceli e ai singoli accademici, che ne precisi i profili e il rilievo intellettuale e sociale; – una seconda dedicata alle lezioni storiche e antiquarie (sugli imperi antichi: assiri, ebrei, persiani, greci, romani); – una terza che ricostruisce la proposta politica degli accademici, incentrata sul controllo delle passioni del regnante come rappresentazione della funzione regolativa svolta dal principe consigliato dai savants. Un'appendice contiene la trascrizione del ms. 928 della Wellcome Library for the History of Medicine di Londra: De Rerum Natura, Sive Naturali Philosophia, di Antonio Costantino.

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Rita Corsi, Caratteristiche e sviluppo del genere letterario di viaggio del Novecento. La scrittura di viaggio dalla "Terza Pagina" al "Libro" di viaggio.
Quando Alberto Bergamini, agli albori del XX secolo, inaugurò la "Terza Pagina" in occasione della prima assoluta della Francesca da Rimini di Gabriele D'Annunzio al teatro Costanzi di Roma nel suo "Giornale d'Italia", probabilmente non era del tutto consapevole della influenza e del peso che tale innovazione avrebbe avuto in ambito culturale italiano. Infatti la "Terza Pagina", in quanto mediatrice tra il mondo della cultura e il gran pubblico, diventerà uno spazio aperto nel quale i giornalisti si improvviseranno scrittori e gli scrittori si faranno giornalisti. Da questo punto di vista un particolare rilievo assumono i reportages di viaggio degli inviati speciali infatti, come afferma Falqui in Letteratura e Giornalismo, è grazie a queste corrispondenze giornalistiche che il genere letterario di viaggio può nascere ed affermarsi in Italia.
Il mio progetto di ricerca intende dunque prendere spunto proprio da questa constatazione effettuata da Falqui negli anni '60. Una prima fase della ricerca dovrà essere dedicata ad un meticoloso censimento e ad una accurata schedatura degli scritti di viaggio editi nei maggiori quotidiani italiani dagli inizi del Novecento agli anni '60. Una attenzione particolare sarà riservata a tutte quelle corrispondenze giornalistiche che sono state successivamente edite in "Libro". Una volta esaurito questo primo aspetto della ricerca, passerò ad analizzare la tipologia del genere "giornalistico" di viaggio e soprattutto quei complessi fenomeni di selezione, varianti, riscrittura e riordinamento dei testi giornalistici nel passaggio a "Libro". Una volta ultimata questa disamina, potrò focalizzare l'attenzione su quelle culture, civiltà e luoghi stranieri che compaiono prevalentemente nei reportages di viaggio al fine di individuare variabili e variabilità delle images che di volta in volta vengono offerte al lettore. Questa potrà costituire una occasione di riflessione sul rapporto esistente tra "identità" e "alterità" condotta alla luce delle più recenti teorie dell'imagologia. Infatti, indagare sulle modalità secondo le quali una cultura immagina l'altro equivale a mettere in evidenza anche le modalità attraverso le quali ogni cultura costruisce la propria identità in relazione all'alterità.
Obiettivo ultimo di questa ricerca condotta sul reportage giornalistico dovrà essere la creazione di una banca dati informatica, dove troveranno sistemazione i materiali raccolti e prenderanno forma gli esiti di questo lungo lavoro. Tale banca dati costituirà un utile strumento per quanti intenderanno accostarsi alla letteratura di viaggio del Novecento, consentendo una ricerca delle informazioni necessarie che potrà essere effettuata per autore, testata giornalistica, destinazione del viaggio, finalità del viaggio e tipologia del recupero del reportage in "Libro".

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Manuela Gardenghi, Letteratura, comunicazione e nuove tecnologie informatiche.
Il concetto di spazio e le forme di organizzazione del sapere fra tradizione e contemporaneità. La ricerca si propone di indagare i rapporti intercorrenti fra letteratura, comunicazione e nuove tecnologie informatiche. Un campo di indagine così vasto e in rapida espansione richiede tuttavia, sia a livello teorico sia a livello pragmatico, la focalizzazione di una linea tematica trasversale che consenta di trattare molteplici aspetti secondo diverse prospettive salvaguardando la coerenza ed il rigore scientifico della ricerca. In tal senso si è scelto di privilegiare lo studio delle metamorfosi del concetto di spazio (spazio sociale, tecnologico e letterario) e delle forme di organizzazione del sapere in rapporto allo sviluppo del computer come nuovo mezzo di comunicazione e tecnologia caratterizzante dell'epoca. Per quanto riguarda la localizzazione spazio-temporale, si considera area principale della ricerca il panorama culturale italiano dagli anni Ottanta (periodo in cui la diffusione delle tecnologie informatiche ha cominciato ad coinvolgere direttamente la letteratura) ad oggi, e, più in generale, la cultura occidentale del secondo Novecento. Il confronto, necessario, con altre epoche, culture e tecnologie di scrittura, è inoltre volto a mettere in luce, tra rottura e continuità, la natura rivoluzionaria e al contempo tradizionale del computer.

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Fasi della ricerca
La prima fase della ricerca ha come obiettivi la ricostruzione – dal punto di vista tecnologico e culturale –- della macro-struttura sociale, l'individuazione di ciò che all'interno di questa viene considerato "letteratura" (micro-struttura) e la delineazione dei rapporti intercorrenti fra macro-struttura e micro-struttura, con particolare attenzione al concetto di spazio e alle nuove forme di organizzazione del sapere.
Nella seconda fase verrà sviluppata un'indagine specifica sul rapporto fra letteratura e nuove tecnologie informatiche (strumenti, procedimenti operativi, risorse, applicazioni; presupposti epistemologici ed implicazioni ideologiche), condotta su diversi livelli del campo letterario: a) produzione, b) diffusione, c) ricezione.
L'ultima fase della ricerca sarà riservata all'individuazione di nuovi simboli dell'immaginario collettivo (metafore, archetipi, utopie relative alla spazialità) e di nuove forme di comunicazione sociale prodotti dall‚interazione fra letteratura e nuove tecnologie, oltre che alla descrizione delle diverse posizioni e fisionomie via via assunte dal letterario nella scacchiera mobile della cultura italiana nell'ultimo quindicennio.

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Giulia Gelmini, Interfacce creative per la costruzione narrativa nell'educazione infantile.
I nuovi media si configurano oggi per il loro carattere di interattività, connessione e convergenza. Ciò consente agli artisti, ma anche alle istituzioni culturali (musei, teatri, centri di ricerca...) e al loro pubblico di elaborare strumenti per la comunicazione uomo-macchina (Human Computer Interface) che siano avvertiti dall'utente come sempre più naturali. Sempre più vicini alle modalità comunicative umane, queste interfacce ne potenziano però le possibilità, per cui si possono considerare come "estensioni", ausili alla veicolazione del messaggio artistico. I concetti di ipertesto, navigazione (ma anche deriva) e nonluoghi (intesi come spazi cognitivi per l'esplorazione di percorsi senza inizio né fine, ma il cui significato e ricchezza risiedono proprio in questo loro essere costantemente "in progress") appartengono alla nostra cultura post-moderna (oltre i concetti tradizionali di lettore e fruitore passivo, di opera chiusa con la quale lo spettatore non può interagire). I nuovi media consentono la creazione di percorsi sinergici e aperti a contaminazioni, un Gesamtkunstwerk che sia anche opera aperta. Nell' ambito dell'utilizzo dei nuovi media per la creazione di percorsi narrativi sistemici, dove varie arti e strategie discorsive convergono e si contaminano sinergicamente, la candidata si propone di indagare come sia possibile sfruttare le potenzialità insite nella natura stessa di questi media (interconnessione, convergenza, multimedialità ed interattività) per sostenere il bambino nellõelaborazione di tecniche narrative efficaci e creative.
In particolare si considerano le seguenti questioni:
- esplorare le modalità di distribuzione del controllo e di bilanciamento fra potere del sistema e dell'utente.
- proponendo un sistema che stimoli il bambino a trovare elementi di continuità fra la sua storia personale e quella narrata, si vuole favorire un approccio cognitivo che coniughi la riflessività tipica della modalità simbolico-ricostruttiva, e l'interattività della modalità percettivo-motoria, per stimolare il bambino a creare storie che lo aiutino a comprendere se stesso e gli altri, ma anche ad impiegare questa conoscenza per creare storie più complesse e creative (usando interfacce che consentano unõespressione artistica completa e ricca, che comprenda codici e strategie diverse).
- sfruttare le potenzialità offerte dalla creazione di mondi virtuali dove ogni azione è teoricamente possibile e tutto è concesso. La virtualità si inserisce, infatti, nell'ambito della post-modernità nella misura in cui l'esplorazione dei suoi spazi porta là dove la realtà si incunea in uno spazio iperreale, periferico, in cui la narrazione non è più lineare, non ha più inizio né fine, ma genera infinite possibilità.
- sfruttare la componente ludica dei nuovi media, caratterizzata da una dimensione circoscritta nel tempo e nello spazio, da una straordinarietà rispetto alla quotidianità, da una volontaria accettazione di regole, che non sono viste come costrizioni (cosa che invece avviene in un ambito scolastico tradizionale), bensì come la chiave dõaccesso a magici mondi misteriosi. Nell'esplorazione delle capacità narrative e delle possibilità di crescita artistica del bambino non è possibile prescindere dall'elemento ludico, che fornisce uno stimolo alla scoperta, una modalità educativa alternativa a quella scolastica (spesso percepita dal bambino come opprimente e frustrante) e un luogo di condivisione di esperienze.
- esplorare l'importanza della collaborazione con altri bambini nell'elaborazione di storie creative e ben strutturate. I bambini sono generalmente in grado di riconoscere i punti deboli delle narrazioni altrui, ma non delle proprie, per cui la creazione di strumenti e interfacce che invitino alla collaborazione innesca meccanismi di supporto reciproco fra i bambini. L'uso dei nuovi media, inoltre, può fornire un punto di riferimento comune, una piattaforma di sperimentazione collettiva la cui progettazione deve puntare alla creazione di strumenti il cui uso da parte di più persone contemporaneamente e sinergicamente porti a soluzioni più creative e stimolanti di un uso individuale e solitario.
- osservare come all'esplorazione rizomatica delle possibilità narrative faccia seguito una fase di riflessione sulle esperienze vissute, che porti all'elaborazione di uno stile narrativo personale, ad una consapevolezza delle proprie capacità, ad una maggiore conoscenza della propria identità di narratore e lettore (delle narrazioni degli altri, strumenti anch'esse per comprendere meglio il proprio stile come individuale e distinto). L'uso dei nuovi media per la creazione di storie devõessere finalizzato ad aiutare il bambino a scrivere in modo espressivo e secondo uno stile personale, a comunicare i propri pensieri e sentimenti attraverso lõelaborazione di storie creative e non stereotipiche.
Si è scelto il museo come osservatorio privilegiato, in quanto luogo aperto alla sperimentazione e dispositivo culturale profondamente coinvolto nel dibattito sulla creazione ed elaborazione di saperi condivisi.

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Giovanna Giudice, La comunicazione letteraria e il ruolo della letteratura nell'Accademia di Medinaceli (1698-1702).
La ricerca ricostruisce le fonti delle lezioni di argomento letterario recitate nell'Accademia di Palazzo, istituita dal penultimo viceré spagnolo in Italia, Luis de la Cerda, duca di Medinaceli. Le lezioni e i documenti relativi all'Accademia si trovano nella Biblioteca Nacional di Madrid, nell'Archivio di Stato di Napoli e di Simancas, nell'Archivio reale di Toledo. La ricerca intende rintracciare i documenti conservati in queste sedi al fine di ricostruire un momento importante per l'evoluzione della cultura dell'Italia moderna e per i rapporti tra Italia e Spagna. L'Accademia ebbe il compito di riunire gli intellettuali piÅ prestigiosi – letterati, scienziati, archeologi – di fine Seicento, al fine di studiare le prossime trasformazioni della politica italiana dopo la caduta dell'impero di Spagna in Italia. La ricerca ricostruisce la riflessione su un aspetto importante della comunicazione: il libro di letteratura e la salvaguardia della tradizione italiana attraverso di esso; e intende riferire il lavoro accademico di ogni membro, la sua stessa economia di produzione/scambio culturale, al lavoro complessivo dell'accademia, cercando di determinare la sua direzione generale, la sua strategia culturale sia rispetto ai lavori "privati" (esterni all'istituzione) dei membri, sia rispetto a quelli delle altre istituzioni accademiche. La ricerca si inquadra in un piano di lavoro organizzato nel Dipartimento di Letterature moderne e scienze dei linguaggi e finanziato dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, – uno dei più prestigiosi centri di ricerca sul pensiero moderno – e in collaborazione con il prof. G. Pugliese Carratelli, Emerito dell'Università di Roma "La Sapienza".

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Beatrice Guarneri, "Il Ponte".
La ricerca prenderà in esame gli ultimi trenta anni della rivista "Paragone - Letteratura" e presenterà la schedatura degli articoli ed un profilo critico-teorico della rivista.

Damiana Luzzi, Biblioteca digitale e Web semantico.
La ricerca è fondata sulla tesi che le biblioteche stiano evolvendo in direzione di un sistema informativo digitale per l’organizzazione della conoscenza . La gestione, l’accesso, la ricerca e la distribuzione delle risorse della biblioteca digitale può essere migliorata utilizzando l’architettura e la tecnologia del Web semantico.
La tesi è dimostrata dall’applicazione dell’architettura e delle tecnologie del Web semantico alla collezione di risorse digitali dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze (IMSS) nell’ambito del progetto di ricerca europeo METAPHORS FOR SCIENCE MUSEUMS (MESMUSES).
1. Il primo capitolo ricostruisce cronologicamente, attraverso testi eterogenei – monografie, atti di convegni, saggi – la definizione di biblioteca digitale.
Termini come bionic library, virtual library, electronic library, library without walls, e il più recente digital library – il termine oggi comunemente accettato – sono usati come sinonimi. Nella bibliografia corrente c’è ancora molta confusione su questi termini e sulle loro denotazioni.
Nella prima parte del capitolo sono stati analizzati i testi di scrittori, teorici e scienziati che dal 1937 al 1978 hanno previsto e progettato l’evoluzione della biblioteca.
Nella seconda parte l’analisi delle definizioni di biblioteca digitale dal 1974 al 2003 dimostra che:
1) negli anni Novanta del XX secolo il dibattito sulle caratteristiche, gli strumenti e le risorse di una biblioteca digitale coinvolge concettualmente e tecnicamente molte comunità di studiosi e professionisti riflettendo la natura interdisciplinare dell’argomento;
2) le biblioteche digitali stanno evolvendo in direzione di un sistema informativo digitale per l’organizzazione della conoscenza.
Nella terza parte l’analisi di testi italiani mostra come gli studi e le riflessioni sulla biblioteca digitale comincino più tardi ma poi si allineino sotto il profilo teorico e terminologico al dibattito in corso nel resto del mondo. In Italia il termine biblioteca digitale o digital library si stabilizza nell’uso tra 1998 e 1999.
2. Il secondo capitolo analizza i formati e le tipologie di risorse che possono essere presenti in una biblioteca digitale.
L’analisi della rappresentazione delle risorse inizia dalla codifica dei caratteri – l’unità minima che compone un testo – ai linguaggi di marcatura procedurali, dichiarativi o descrittivi e i WYSIWYG, che danno istruzioni sulla struttura del documento.
L’ebook è stato trattato come caso a parte rispetto al testo perché è un oggetto con specifiche e formati di file differenti.
Le immagini hanno numerosi formati di compressione. Sono stati presi in esame i più diffusi – lossless e lossy – nelle applicazioni Web e nei progetti di digitalizzazione. Lo stesso accade con la riproduzione digitale di video, audio e la combinazione di entrambi: molteplici formati proprietari e una famiglia di standard internazionali.

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3. Il terzo capitolo ha per oggetto la descrizione delle risorse della biblioteca digitale: definizioni, tipologie, funzioni, caratteristiche e descrizioni dei metadati standard usati nelle biblioteche digitali per l’organizzazione della conoscenza.
L’utente e il computer hanno necessità di conoscere un range di informazioni per riuscire a trovare la risorsa cercata: titolo, responsabilità intellettuale, soggetto, parole chiave, abstract del contenuto, data di pubblicazione, editore, provenienza, integrità, autenticità , versione, ecc.
Queste informazioni spesso sono presenti, talvolta mancano in parte o totalmente, altrettanto spesso non sono compatibili tra loro ostacolando la comunicazione tra i repository.
La ricerca di strumenti e interfacce comuni sono la punta dell’iceberg perché provvedono a una uniformità superficiale.
I livelli di azione sono due: la profonda interoperabilità semantica (è in sperimentazione e riguarda le applicazioni in studio per il Web semantico ); l’adozione di metadati comuni.
4. Il quarto capitolo descrive il progetto di ricerca MEtaphors for Science MUSEumS (MESMUSES) finanziato dalla Commissione Europea nel contesto del Quinto Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico (1998-2002) “Information Societies Technology (IST)” dell’Unione Europea.
Il progetto di ricerca MESMUSES sperimenta le applicazioni del Web semantico per la realizzazione di portali semantici per l’organizzazione e l’accesso alle collezioni di risorse digitali dei musei scientifici.
Il prototipo realizzato dall’IMSS per il progetto MESSMUSES applica la tecnologia del Web semantico con lo sviluppo di un sistema ontologico alla collezione di risorse digitali contenute nei database dell’IMSS, identificando come dominio di conoscenza la storia della scienza.
Il progetto è stato sviluppato in 4 fasi :
1) analisi e mappatura delle risorse contenute nei record dei database SIM, Icona e Biblio con l’applicazione di:
- Dublin Core
- specifiche IMSS (scaturite dall’individuazione di link semantici tra le schede di SIM e tra queste e quelle di altri archivi);
2) esportazione dei dati in un repository, secondo le regole di mappatura adottate, attraverso:
- indicizzazione automatica parziale dei metadati dei database,
- indicizzazione manuale dei metadati dei database quando non è stato possibile applicare quella automatica.
I dati sulle risorse confluiti nel repository vengono utilizzati nell’applicazione di Web semantico e, se necessario, per l’OAI-PHM.
3) progettazione dell’ontologia per il dominio di conoscenza della comunità di storia della scienza determinando classi, proprietà e istanze secondo RDF e RDFS, utilizzando il software Protégé.
4) inserimento e navigazione dell’ontologia nel portale semantico AM2.

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Michela Mancini, Il lettore del romanzo in Italia. Immaginario, mercato e romanzo.
Le istituzioni culturali, politiche ed economiche sono espressioni dei rapporti di potere e della configurazione delle relazioni sociali in una determinata epoca. Nei passaggi epocali tendono alla conservazione attraverso il controllo e la stabilizzazione dell'immaginario nell'intenzione di orientare il processo culturale a loro vantaggio Le istituzioni culturali si sono interessate al controllo delle relazioni sociali che con diverse modalità e competenze partecipano al processo della comunicazione letteraria. In particolare l'editoria si è interessata al controllo dei testi letterari attraverso la selezione, la produzione e la circolazione di un genere della letteratura, il genere romanzo, che nell'ambito della comunicazione letteraria costituisce l'anello di congiunzione fra i "mondi d'invenzione" – fra realtà e immaginario –. Attraverso l'osservazione del genere romanzo si può rilevare il mutamento dei modelli di riferimento dell'immaginario e, conseguentemente, il passaggio dei modelli di comportamento tra lettori appartenenti a culture diverse. Questa rilevazione in parte è leggibile nella narrazione del testo e in parte è leggibile nelle modalità di produzione e di fruizione, nel rapporto che le generazioni stabiliscono con questo genere della letteratura, ciascuna secondo il suo modello di conoscenze, ciascuna secondo la sua immagine di cultura e di letteratura. Il genere romanzo ha un suo posto in un mercato del libro in continua espansione ed è un genere in trasformazione come lo sono anche le modalità di lettura dei testi.

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Queste trasformazioni sono oggetto di osservazione anche negli studi più recenti di teoria della letteratura, dei processi culturali e della produzione della letteratura contemporanea Il genere romanzo è riconducibile ad una tradizione elaborata dai gruppi che nella dinamica culturale hanno costituito di volta in volta le sue istituzioni culturali. In epoche passate il genere romanzo ha vantato una funzione dominante nell'allestimento dell'immaginario e nella costruzione delle identità. Il romanzo è ancora uno strumento fondamentale della formazione, sia nella scuola sia nella tradizione letteraria, in quanto costituisce parte delle tradizioni culturali e delle identità locali rispettando le gerarchie dei testi letterari sottostanti all'organizzazione sociale e culturale di appartenenza. Le modalità di lettura, le pratiche e i rituali connessi al suo consumo e all'uso, del genere romanzo rilevano l'identità sociale e i rapporti di un gruppo eterogeneo e sfuggente che consuma romanzi e, nello stesso tempo e con le stesse modalità, consuma merci: il gruppo dei lettori. Questo processo d'integrazione non avviene senza conflitti in quanto persegue lo scopo di salvaguardare l'identità. Il genere romanzo costituisce un microcosmo culturale dove si combatte per la costruzione dell'identità e l'integrazione sociale . L'osservazione della produzione culturale e dell'incidenza del "livello d'uso" del genere romanzo, attraverso l'osservazione dei canali dell'informazione editoriale e della loro conquista di uno spazio vitale – la visibilità –, è pertinente all'osservazione dei mutamenti in atto nella organizzazione della società italiana e all'immagine di cultura e di letteratura corrente. Questi processi, relativi alla produzione e alla fruizione del genere romanzo, sono connessi anche al processo culturale, ai fattori di mutamento della società e alle posizioni assunte dai principali gruppi di riferimento delle istituzioni: così che nei mutamenti dell'uno si ritrovano le tendenze di fondo dei mutamenti dell'altro.

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Serena Marrocco, La circolazione della lettratura araba contemporanea in Italia: traduzione e ricezione.
Il progetto di ricerca verrà introdotto da una prima parte teorica inerente la letteratura comparata che fornisce validi mezzi per analizzare e comparare testi appartenenti a culture diverse.
Come supporto saranno utilizzati i testi: ËIntroduzione alla letteratura comparata  di Susan Bassnett e ËIntroduzione critica alla letteratura comparata  curato da Armando Gnisci.
Una seconda parte verterà sulla tradizione letteraria del mondo arabo, come veicolo di identità attraverso lo studio dei temi e dei miti letterari.
Il progetto si occuperà inoltre di verificare l›andamento della traduzione e della ricezione delle opere arabe verso l›Italia. Un testo importante che verrà utilizzato sarà quello della studiosa Isabella Camera D›Afflitto, ËLetteratura Araba Contemporanea , nel quale si trova una dettagliata storia della produzione araba contemporanea.
All›interno della ricerca verrà poi svolto un censimento e una catalogazione delle opere (poesia e narrativa), edite in Italia in traduzione sia dall›arabo che da altre lingue.
Particolare interesse verrà posto nell›analizzare la tematica della traduzione, come strumento di mediazione tra culture diverse. Anche in questo caso sia il testo della Bassnett che quello di Gnisci, si dimostreranno validi supporti. Per ciò che concerne la ricezione, si effettuerà una distinzione sul percorso editoriale delle varie opere, prendendo in considerazione Ëcasi campione  come la letteratura araba femminile o i premi Nobel di scrittori arabi.
La parte finale della ricerca sarà consacrata alle case editrici che pubblicano testi appartenenti al mondo arabo (Jouvence, Sellerio, Bompiani, E/L Cisl, Theoric§), e verrà monitorato il grado di accoglienza da parte del pubblico italiano delle varie opere.

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Luca Peruzzi, Arte e nuovi media. Comunicazione e cultura nell'era digitale.
La ricerca si pone l'obiettivo di indagare il rapporto tra l'arte ed i nuovi mezzi di comunicazione della società odierna. Questo seguirà due diversi e paralleli orizzonti di studio. Il primo analizzerà gli strumenti digitali come strumenti di rappresentazione, rendendo necessaria una rivisitazione teorica i concetti stessi di "creazione artistica" e di "opera d'arte", incentrata sull'aspetto comunicativo del testo. Verranno analizzati prodotti artistici contemporanei, inserendoli nel contesto culturale della società post-moderna e nel mutato scenario comunicativo e sociale, estendendo l'ambito di analisi anche a testi apparentemente estranei alla tradizionale visione dell'arte come la pubblicità, il cinema, o la comunicazione politica. Il secondo orizzonte di ricerca individuerà invece nei nuovi media degli innovativi strumenti di trasmissione della cultura e della letteratura artistica. Si attuerà quindi un approfondito studio qualitativo e quantitativo sui prodotti di divulgazione – Cd Rom, siti Internet di Musei reali, gallerie virtuali, programmi per la televisione tematica – studiando i mutamenti formali, contenutistici e cognitivi connessi all'uso di un linguaggio ipertestuale. Entrambi gli ambiti di ricerca necessiteranno un approccio interdisciplinare, consistente nell'utilizzo di teorie e metodologie di analisi proprie della semiotica, della sociologia, della psicologia e della storia dell'arte e della letteratura, con uno sguardo attento all'evoluzione storica dei mezzi di comunicazione di massa e delle tecnologie. Il progetto prevede, unitamente al contributo teorico, anche concrete realizzazioni di prodotti destinati alla divulgazione digitale.

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Claudia Polo, Le opere di Giuseppe Verdi come bene di consumo di massa.
La fruizione attraverso i media nell'Italia di oggi. La ricerca intende focalizzare le nuove forme di fruizioni che i media determinano per l'opera verdiana. In questo senso l'interesse si estende alla produzione audio (audiocassetta, CD, vinile), film, video (videocassetta, DVD) e agli altri media (CD rom e Internet). Una particolare attenzione è dedicata anche alla ricezione della figura del compositore e della sua opera attraverso riviste e giornale. Il tipo di ricerca nel suo complesso permette di individuare alcune tendenze fondamentali e i tempi i gli spazi di diffusione e ricezione che hanno caratterizzato la fortuna dell«opera di Verdi nel corso del Novecento italiano. Il lavoro si avvale di un test da somministrare in alcune città campione equamente distribuite sul territorio nazionale.

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Paolo Raviolo, Ipermedia: rappresentazione e codici, indagine sui codici degli ipermedia nella rappresentazione delle arti.
Il nuovo mezzo di comunicazione si presenta contemporaneamente come mezzo di rappresentazione e come mezzo di diffusione. Il concetto di rappresentazione si modifica attraverso le diverse esperienze mediali, attraverso i nuovi media; di conseguenza si evolvono le modalità di rappresentazione stessa del mondo. Ciò che conta non è riprodurre o far tornare la realtà, ma estendere i confini del mondo utilizzando le immagini nella dicotomia fra realtà e finzione. In quest'ambito si inserisce l'importanza della dimensione ludica dove il reale e il possibile si incrociano e creano tensione.

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Nadia Sensi, Gli archivi fotografici d'Abruzzo. Un caso: l'archivio Pietro di Rienzo.
Studio degli archivi fotografici pubblici e privati d›Abruzzo, in particolare il Fondo del fotografo Pietro Di Rienzo. La ricerca si propone di ricostruire attraverso il censimento e lo studio degli archivi, dei fondi e delle collezioni, una sezione della storia della fotografia in Abruzzo.

Anna Signorini, La teoria della letteratura di Madame de Staël in Essai sur les fictions e De la littérature.
La ricerca si propone di analizzare la teoria della letteratura di Madame de Staël (1766-1817), come viene espressa ne Essai sur les fictions (1795) e in De la littérature considérée dans ses rapports avec les institutions sociales (1800), due fasi contigue di un nuovo approccio critico che ha segnato la nascita della Sociologia della letteratura.
Con De la littérature Madame de Staël delineava una storia progressiva e comparata della letteratura europea - un campo osservato fino ad allora secondo criteri esclusivamente stilistici e formali - collegando per la prima volta i testi al loro ambiente sociale (le relative forme politiche e religiose vigenti) e al livello raggiunto di libertà. La letteratura, intesa come uno strumento di supporto per la classe dirigente e di consolidamento dell›identità dei gruppi sociali (spirito nazionale), era considerata in relazione alla sua natura relativa e dinamica. Con questa scrittrice la storia della letteratura si affermava per la prima volta come storia della cultura, delle mentalità, delle ideologie, dei sistemi religiosi, dei costumi e dei modi di vivere e organizzare le società.
L›aspetto innovativo che intendo rilevare del suo lavoro consiste nel fatto di aver adottato una metodologia sociologica, collegando il testo all›ambiente che ne aveva resa possibile la genesi e che ne aveva caratterizzato la struttura comunicativa, considerandone anche le variazioni interpretative in relazione al contesto culturale e storico della sua fruizione e della sua lettura critica. In questo senso de Staël è una figura che ha occupato una delicata posizione di collegamento tra il pensiero dei Lumi e quello romantico, tra le speranze rivoluzionarie della nascente identità liberale borghese e il conflitto, in epoca di Restaurazione, tra individuo e società. De Staël ha inquadrato e sviluppato gli aspetti del cambiamento avvenuto nella configurazione del nuovo rapporto tra scrittore e lettore: la trasformazione sociale e culturale consacrata dalla Rivoluzione aveva infatti modificato la funzione e lo scopo della scrittura così come l›entità della ricezione dell›opera stampata. Benchè solo cinque anni separino le due opere, è evidente la continuità e l›evoluzione del percorso che de Staël ha intrapreso: dalla teoria del romanzo europeo è approdata a un più generale inquadramento storico e sociologico della produzione letteraria tout-court, estendendo la sua indagine da un genere determinato e da un prodotto finito - l›opera di finzione - a tutto il sistema letterario nelle sue declinazioni storiche e nelle condizioni che determinano la sua costituzione. Scopo di questa parte della ricerca sarà l›analisi dell›influenza del pensiero staëliano nelle teorie di critica letteraria del primo Ottocento italiano e francese, attraverso una collazione, già iniziata nel lavoro di tesi di laurea, del dibattito scaturito attraverso gli articoli e i saggi apparsi nelle riviste letterarie del tempo e l›identificazione della sua posizione attuale nella storia della Sociologia della letteratura.

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Sonia Trampetti, Lo spazio reale, concreto e lo spazio raccontato, suggerito, evocato
Lo spazio reale, concreto e lo spazio raccontato, suggerito, evocatoÛ costituiscono l'oggetto di studio di questa ricerca, la quale intende utilizzare gli strumenti della semiotica greimasiana, ma anche dell'antropologia e della psicologia. Consapevolmente, per tale tipo d'indagine, si sono scelti testi di differente sostanza espressiva: un film, una canzone, un racconto, una mostra. L'obiettivo è duplice. Da un lato si vuole restituire, con l'analisi, la singolarità di testi così complesso. Dallàaltro lato si vuole contribuire ad affinare gli strumenti teorici. La prospettiva di riferimento è quella della semiotica dei processi che considera i testi come banco di prova, non già come mere applicazioni della semiotica generale. "La descrizione, l'interpretazione e la spiegazione di un fenomeno singolo, infatti, in qualunque scienza servono non solo a una definizione del fenomeno, e non solo a una conferma della teoria, ma anche al continuo avanzamento e alla costante modifica della teoria stessa".

Francesca Vannucchi, Il mercato del libro in Italia.
La ricerca si propone di ricostruire la diffusione del libro in Italia. In collaborazione con gli enti preposti alle statistiche culturali nell'Unione Europea, con l'Associazione Editori, con i progetti di lettura del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e con l'Osservatorio del romanzo mediale dell'Università di Siena. Il romanzo rappresenta uno degli elementi della formazione più usati dalle scuole, dalle università, dai giovani. Segnala le tendenze delle società e il loro modo di rappresentarsi. Non esistono tuttavia centri di ricerca in cui i dati relativi a questa produzione e consumo siano raccolti. L'indagine intende avviare la ricerca in questo settore a cavallo tra discipline diverse, dalla statistica alla sociologia dei processi culturali, dalla sociologia della letteratura all'analisi del testo e di individuare i dati e i centri di informazione dei paesi UE relativi a questo tipo di libro. La diffusione del romanzo e la sua circolazione nei paesi UE sono uno degli elementi base per la impostazione di una ricerca europea sul romanzo. L'indagine fa riferimento al riconoscimento internazionale del ruolo del romanzo e in genere della letteratura nella formazione delle identità nei paesi europei.

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Fasi della ricerca
1) La prima fase della ricerca ha come obiettivo l'analisi delle indagini statistiche sulla diffusione del romanzo in Italia (fonte ISTAT e trattamento dati) e la rilevazione dei dati statistici negli altri paesi UE.
2) Rilevazioni dei dati sul romanzo di qualitì e sul romanzo seriale.
3) Riunione delle case editrici produttrici di romanzi nei paesi UE; analisi delle copie vendute in Italia e nei paesi UE.
4) Ipotesi sul lettore e sulle motivazioni della lettura.

Emanuela Zilio, Creazione di un sito di cronaca online.
Siamo già nel 2000 e i nostri spostamenti continuano ad essere vincolati agli autobus per recarsi a lezione o a lavoro, nonostante molti film futuristi avessero previsto la disponibilità di navicelle fluttuanti. In qualsiasi momento della nostra giornata siamo accompagnati dalle più o meno creative colonne sonore dei cellulari: non è così raro che qualche squillo finisca per interrompere una lezione o una riunione importante e che la maggior parte delle persone utilizzi la pausa pranzo per attaccare la bocca al telefonino piuttosto che ad un piatto di pasta. La nostra vita comincia ad essere accompagnata anche da Internet: molti ne parlano, troppi non sanno ancora come si utilizzi, pochi lo considerano un mezzo sicuro, pochissimi ne hanno una vera e propria padronanza. La moltitudine mette le mani avanti proteggendosi dallo sforzo di apprendere qualcosa di nuovo, pur sentendosi accompagnata dal presentimento che quello sarà il futuro, per chi avrà avuto il coraggio di "saltarci dentro".

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La questione sembra piuttosto semplice: il sistema Internet, un sistema inimmaginabile solo un ventennio fa quando il computer centrale, multicolore e multisonoro, sembrava dover occupare un'intera stanza, si sta affermando in modo sempre più rapido. Le prospettive che si stanno aprendo sono infinite e assolutamente imprevedibili. Molto si sta già sperimentando in diversi campi, incluso quello dell'elaborazione di un testo, sia esso artistico o letterario. Non è difficile farsi inviare tramite il WEB un intero volume che si trova depositato in una biblioteca a migliaia di Km da noi. L'idea della video-art è già da qualche anno nelle mani di sperimentatori e avanguardisti giapponesi ed americani, come europei.
L'analisi e la comparazione di testi complessi è un procedimento già in atto da parecchio tempo, basti pensare ai lunghi studi compiuti su testi quali la Bibbia o i codici antichi. Porto un solo esempio a riguardo: il Prof. Domenico Fiormonte (Textual scholarship, Internet e scrittura: alcune idee per il futuro del laureato in Lettere, Servizio Italiano Scritto, Università di Venezia Ca' Foscari, Facoltà di Lettere, 17 marzo 1999) sta curando un progetto molto interessante, Digital Variants: «i testi pubblicati esistono, ma noi chiediamo "varianti fittizie" agli scrittori, per insegnare agli studenti il processo di scrittura. A partire da testi allo stato brado, o testi in più redazioni, obblighiamo gli studenti a spulciare differenze di ogni tipo, dal lessico alla grammatica, alla sintassi». In questa maniera gli studenti osservano le riformulazioni possibili, il farsi e il disfarsi del testo, e capiscono la lingua, anche sulla penna o in bocca ai parlanti più colti non è mai perfetta, ma si affina col tempo, senza mai fermarsi, e che la nozione di grammaticalità andrebbe forse sostituita con quella di contesto e di comunicazione ("così si capisce", non "così si dice").

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Senza alcun dubbio siamo agli esordi: parlare di trattamento informatico del testo implica la possibilità di accettare mentalmente un'evoluzione e un cambiamento che influiranno su molteplici settori. L'editoria, il mercato librario, il sistema di biblioteche ed archivi, tutto a poco a poco dovrà adeguarsi alle nuove esigenze e ai nuovi ritmi. È abbastanza evidente come l'invenzione della posta elettronica abbia già affiancato ed in parte sostituito la corrispondenza cartacea o quella telefonica, costituendo di per sé un mezzo rapido, completo, aggiornabile in tempo reale. Il fax sarà probabilmente destinato al ripostiglio entro pochi anni; d'altro canto le macchine da scrivere hanno già subito la stessa sorte.
La lettera scritta a mano, con il fascino dell'inchiostro ed il profumo della carta, sarà probabilmente destinata a restare in vita, anche se solo grazie agli "amanti" di certi dettagli. D'altro canto sostiene Carlo Infante (Progetto "Cyberia"), che "la telematica sta avviando importanti occasioni di comunicazione "orizzontale" (opposte a quella verticale del broadcasting televisivo), creando non solo nuovi linguaggi ma nuovi ambienti di condivisione. È forse il caso di parlare di nuove sensibilità: altri modi di concepire l'esperienza creativa in relazione ad una domanda culturale in trasformazione. Le nuove sensibilità comportano però una mutazione della stessa definizione di arte, resa sempre più ibrida nella contaminazione tra i diversi specifici artistici, sempre più multiculturale nella complessità dello scambio sociale interetnico, sempre più multimediale nell'interazione con i diversi linguaggi di comunicazione, inscritta nella progressiva convergenza dei media.
Formulare un progetto di ricerca oggi su questo settore risulta sicuramente una cosa affascinante e complessa dal momento che le vie che si stanno iniziando a percorrere sembrano veramente aperte a qualsiasi evoluzione. Porto ancora una volta il parere di Domenico Fiormonte: «Oggi la scrittura si allinea fondamentalmente su tre assi: a) informazione, b) organizzazione, c) presentazione. Tuttavia solo il secondo attributo ha totalmente a che fare con i contenuti, nel senso che può dare luogo a nuove forme espressive. E questo, paradossalmente, è l'aspetto meno esplorato del Web. Oggi il Web è soprattutto ricerca (retrieval) e presentazione delle informazioni. La scrittura su Web, o meglio, quello che in questo momento si fa con il Web, ha poco a che vedere con i contenuti, che vengono tuttora elaborati all'interno del mondo dell'alfabetizzazione cartacea.»

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ultimo aggiornamento:
28 luglio 2004