A PARTIRE DA VENEZIA
EREDITÀ, TRANSITI, ORIZZONTI. CINQUANT'ANNI DELL'AILC
Convegno internazionale di letteratura comparata
(Venezia 25-30 settembre 1955/ 22-25 settembre 2005)
Report di Silvia Di Pasquale

L'AILC (Associazione Internazionale di Letteratura Comparata) ha celebrato a Venezia il cinquantesimo anno di fondazione con il convegno "Venezia. Eredità, transiti, orizzonti". La scelta di Venezia è simbolica, qui si tenne nel 1955 il primo convegno AILC sul tema "Venezia nelle letterature moderne", accolto con favore dai membri della FILLM (Federazione Internazionale di Lingue e Letterature Moderne) poiché offriva documenti di lavoro sul comparatismo e l'occasione di un confronto teorico. Il convegno si è proposto come una riflessione sul ruolo e sul significato delle letterature e della comparazione in un contesto che attraversa radicali mutazioni culturali, in piena globalizzazione.
Il convegno "A partire da Venezia. Eredità, transiti, orizzonti" è stato strutturato in tre settori. Il primo, costituito da tre tavole rotonde sui temi "Trasformazioni della letteratura comparata negli ultimi cinquant'anni", "Studi regionali e interculturali" e "Prospettive scientifiche future". La seconda sessione da otto temi che analizzano la ricerca comparatistica in diverse prospettive: "1- Letteratura e filosofia", "2- Letteratura comparata e teoria in un'età di transizione: metodi, approcci, concetti", "3- Identità/Alterità - Nazionale/Postnazionale - Culturale/Transculturale", "4- Questioni di poetica", "5- Letteratura e scienza", "6- Letteratura e traduzione", "7- Letteratura comparata e Gender studies", "8- La letteratura nell'epoca mediale".Il terzo settore, da un'espressione di Valery, dal titolo "Venezia, i resti de futuro. Un percorso magico per la letteratura comparata" e ha offerto ai partecipanti un'occasione di comparazione pratica. La storia, l'eredità, il mito di Venezia sono stati osservati tramite la letteratura, il teatro, la danza, il cinema, la musica. Il convegno si è svolto da giovedì 22 a domenica 25 Settembre 2005 nelle sedi di Ca' Dolfin (Aula Magna- Aula Saoneria), Palazzo Zorzi (UNESCO), Ateneo Veneto (sala Tommaseo- Aula Magna- Auditorium Santa Margherita.
GIOVEDI 22
La cerimonia d'apertura si è tenuta nell'Aula magna di Ca' Dolfin, il presidente dell'AILC Tania Franco Carvalhal ha dato il via al convegno con un discorso sulla scelta del ritorno a Venezia, un ritorno simbolico, per celebrare i 50 anni dell'associazione.
Prima tavola rotonda istituzionale: "LA LETTERATURA COMPARATA E LE SUE METAMORFOSI (1955- 2005)".
Nell'Aula Magna di Ca' Dolfin ha avuto luogo la prima tavola rotonda istituzionale presieduta da Eva Kushner(University of Toronto) che ha riunito interventi in merito alle trasformazioni della letteratura comparata negli ultimi 50 anni. Dalla data di fondazione l'AILC si è posto l'obiettivo di individuare le principali problematiche di una disciplina in incessante metamorfosi e di definire il concetto stesso di letteratura comparata tenendo conto della sua evoluzione. Sono intervenuti Milan Dimic ( Edmonton University), Eduardo Coutinho (Universidade de Rio de Janeiro), Fridrun Rinner (Université de Aix en Provence), Maria Teresa Giaveri(Università di Napoli "L'Orientale"), Ziva Ben-Porat (Tel Aviv University).
1.Delocalizzazione e identità . Nelle ultime cinque decadi la disciplina è passata da una coesiva e unanime a pluralistica e decentralizzata. La letteratura comparata ha migrato dai grandi centri tradizionali per focalizzare l'attenzione sui punti periferici, progressivamente si sono abbandonati modelli prospettici egemoni(Europa e Nord America) per dare voce ai centri "satellitari". L'universale è ripensato in termini di decentralizzazione identitaria: l'abbattimento delle frontiere culturali, la comunicazione di massa, i flussi migratori, creano identità sovraterritoriali che aboliscono la coincidenza del se con il luogo.
2.Transculturalità e transanazionalità . Il rapporto iniziato verso gli anni ottanta con le letterature di voce locale ha generato un nuovo sistema dinamico, eterogeneo e multiculturale, che comporta prestiti, interscambi, interpretazioni. In questa piena trasformazione del mondo letterario diventa indispensabile un approccio teorico che riesca a tener conto la dimensione transnazionale e transculturale, quindi più genuinamente comparatistica, della letteratura contemporanea.
3.Metodi sperimentali-cogntivi . Tra le opzioni che si sono aperte alla letteratura comparata vi sono le metodologie sperimentali- cognitive, che analizzano i temi della comparazione come concetti culturali. Definiscono il proprio soggetto come un sistema comprendente testo- contesto -autori -lettori- scrittori- mediatori, sebbene i confini tra questi ruoli risultino tutt'altro che netti.
4.L'approccio al passato . Altre proposte di comparazione riguardano percorsi di ricerca che studino i rapporti testo-lettore e autore-testo. Frutto di questo impianto di ricerca è il "Centro di analisi del manoscritto moderno" di Napoli (intervento di Maria Teresa Giaveri) che si propone un approccio al passato che tenga conto del contesto temporale, sociale, geografico, linguistici dell'opera con particolare riguardo verso gli aspetti tecnico- scientifici correlati e influenti sul processo di scrittura: dalla penna alla macchina da scrivere al computer.
La prima tavola rotonda istituzionale proseguiva nel pomeriggio alla Saoneria con una discussione presieduta da Mario Domenichelli e Milan Dimic. La parola è stata presa da Mario Valdés (University of Toronto) che ha proposto la riapertura del dibattito sulla lingua universale per lo story- telling all'interno di quella che ha chiamato "Cultura della Letteratura Comparata", grazie all'integrazione di studi di antropologia culturale e geografia culturale.
Ha seguito il dibattito presieduto da Darko Suvin (McGill University), cui prendevano parte Franca Sinopoli(Università di Roma La Sapienza), Cristina Caracchini (Queen's University, Ontario), Didier Coste (Universitéde Bordeaux 3), David Johnson (University at Buffalo)
1.Strumenti cognitivi del testo poetico. Il testo poetico, tra gli altri, comporta particolari problemi comparatistici. La poesia è intimamente legata al contesto originario e utilizza strumenti cognitivi (sensazione- pensiero- linguaggio) variabili e specifici, è quindi necessaria un'analisi che produca una griglia di lettura sovranazionale che abbracci la molteplicità dei casi specifici.
2. Il perimetro dell'identità. La nuova letteratura comparata dovrebbe, secondo il parere di Didier Coste, svincolarsi dall'obsoleta tendenza a livellare le differenze letterarie interne ai luoghi rintracciando identità territoriali nazionali. Più opportuno è lo studio delle differenze e peculiarità interne ai luoghi.
3. Mutazioni semiche nella globalità. Darko Suvin ha analizzato nel suo intervento alcuni termini- chiave, come Terrorismo, Guerra, Libertà, che grazie alla comunicazione massificata della nostra epoca "tecnoscientifica" si trovano sulla bocca di tutti, implicando espansioni, accumuli, mutazioni, deviazioni di senso. Lo stesso meccanismo è applicabile non solo al lessico, ma anche a modelli e concetti come quello di Democrazia.
In contemporanea, nell'Aula Magna di Ca' Dolfin, si svolgeva il dibattito sul secondo gruppo di sessioni tematiche : "1-Letteratura e filosofia " aprendo una disputa di carattere estetico. Presieduti da Giovanni Puglisi(Università IULM, Milano), sono intervenuti Uchang Kim (Seoul University), Chandra Mohan (New Delhy University) e Lisa block de Behar ( Università se la Repubblica- Montevideo), William Eggington (University of Buffalo), Manfred Engel (Universität des Saarlandes), Monica Spiridon (Università de Bucarest) e Liu Xiangyu (Bejing University).
1.Comparazione, conoscenza e comunicazione. Il dibattito estetico attorno alla letteratura affronta questioni come il bisogno di interpretare, comparare e comunicare le peculiarità culturali, la definizione e il valore della letteratura., la comparazione come documento della memoria collettiva.
2. Istanze estetiche tra Oriente e Occidente. Se l'estetica occidentale si svolge tra ricerca di verità da un lato e bellezza dall'altro, concependo l'arte come mimesis , nel pensiero orientale (Cina e Giappone) l'estetica ha carattere espressivo- affettivo, non in senso individualistico- romantico ma con lo scopo dichiarato di fornire i modelli a cui la comunità politica deve ispirarsi.
VENERDI 23 - mattina
A Palazzo Zorzi Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Italiana per l'UNESCO, ha tenuto il discorso d'apertura al terzo gruppo tematico "Venezia, i resti del futuro: un percorso magico per la letteratura comparata".
Venezia, mito e storia . La Serenissima fu lo stato italiano che più contribuì alla definizione della modernità, non solo politicamente e commercialmente ma anche grazie alle collezioni che documentano viaggi, conquiste, esplorazioni. Nondimeno Venezia è un arsenale di leggende, che ha creato miti e ne ha distrutti (come quello dell'invincibilità dei Turchi grazie alla loro sconfitta di Lepanto). Emblematica è anche la sua apertura verso l'Alterità, come nel caso dell'interesse verso gli Armeni dispersi del sacerdote Aucher, che sollecitò lo scambio culturale e la creazione di vocabolari per tradurre la lingua armena. Sono questi i punti cruciali del discorso cui hanno partecipato Jonathan Hart (University of Alberta), Tumba Shango Lokoho (Université de la Sorbonne nouvelle- Paris III), Anne Duprat (Université de la Sorbonne- Paris IV), Annarosa Poli (Università di Verona) presieduti da Hans Bertene (Universiteit Utrecht).
Venezia e il suo doppio . Durante il dibattito sono intervenuti il presidente Ross Shideler( ULCA-Los Angeles), Isabel Poulin (Université Michel de montagne- Bordeaux 3), Andrè Mansau (Université de Toulouse), André Lorant (Université de Paris XII) e Catherine d'Humieres (CRLMC de Clermont-Ferrand). Venezia ha esercitato ed esercita il proprio fascino sull'immaginario collettivo, riflettendosi nell'opera letteraria di autori del passato e contemporanei di tutto il mondo. Per la propria singolarità e il proprio passato storico la città si presta alla miscela di storia, mistero, fantasia. Perde i confini fisici, diventa simbolo, si frammenta all'infinito in un approccio che confonde passato e presente. Ogni città dice qualcosa di Venezia.
Nell'Aula Magna di Ca' Dolfin proseguiva il secondo gruppo si sessioni tematiche: "2-Letteratura comparata e teoria in un'età di transizione: metodi, approcci, concetti". Alla tavola rotonda partecipavano il presidente Vladimir Biti (University of Zagreb), Dorothy Figueira (University of Georgia- Athens), Jola Skulj (Scientific Research Center of Slovenian Academy of Sciences and Arts), Robert Stockhammer (Berlin Universität).
1.Multiculturalismo o eurocentrismo . Secondo Dorothy Figueira il multiculturalismo è stato percepito come un attacco alle identità culturali euro- americane. Tradurre le differenze culturali non è facile impresa ma la letteratura comparata nasce proprio con il fine di abbracciare la diversità, in un senso più ampio del come sapere accademico, anche come strumento di marketing usato per incoraggiare/svalutare/indirizzare lo studio dei linguaggi e il turismo delle culture straniere.
Seguiva la sessione tematica: "3- Identità/Alterità, Nazionale/Postnazionale, Culturale/Transculturale" . Il presidente Silvie Andrè (Università de la Polunésie Française, Tahiti), ha introdotto gli interventi di Armando Unisci(Università di Roma La Sapienza), Stéphane Gailly ( Università de Paris XII), Alain Goldschläger (Western Ontario University).
1.Letterature nazionali e letterature comparate . Le due letterature nacquero contemporaneamente. Le letterature nazionali hanno natura più ideologica- politica che effettive, perché tendenti a far coincidere una letteratura con un territorio esteso senza tenere in considerazione le sue differenziazioni interne. Contrariamente la letteratura comparata è nata come mezzo di colloquio sul mondo in maniera interculturale, comportando una "decolonizzazione mentale" europea sulle realtà locali.
Nell'Aula Saoneria di Ca' Dolfin veniva affrontato contemporaneamente il tema: "4- Questioni di poetica" , presieduto da Edoardo Esposito (Università Statale- Milano) e successivamente da Franco Marenco (Università di Torino).
Visual studies. Il romanzo è il contenitore culturale preferito per contenere rappresentazioni, modelli e immagini. Le immagini letterarie circolanti tramite la traduzione stimolano la risimbolizzazione e la reivenzione intertestuale. Gli intervenuti hanno proposto come prospettiva critica un visual study coerente con le esigenze analitiche ed ermeneutiche che la contemporaneità esige dalla letteratura comparata.
VENERDI 23 - pomeriggio
A Palazzo Zorzi è stato riaperto il terzo gruppo di temi che ha in Venezia il suo soggetto.
Venezia, i margini e l'invisibile . Hanno partecipato Sergio Perosa (Università Ca' Foscari), Gabriela N. Ricci (Università di Macerata), Steven Shankman (Oregon University), Ping-hui Liao (National Tsing Hua University), Steven P. Sondrup (Birmingam Young University), Yves Clavaron (Università de Saint-Etienne), Alfred Mac Adam (Columbia University).Il locus letterario è stato affrontato in passato come una sorta di aporia letteraria. Il suo spazio gioca entro radicamento ed espropriazione del luogo. Tramite analisi testuali i partecipanti espongono parallelismi tra Venezia e le alterità (spagnole, americane...)
La città intertestuale . Nella sala Tommaseo dell'Ateneo Veneto hanno preso la parola Alain Montandon (Università de Clermont-Ferrand), Emanuele Kanceff(SILC), Elisabeth Rallo Ditche (Università de Provence), Donald R. Gamble (Memorial University- St. John's).Il tema di Venezia ha offerto agli studiosi un'occasione di comparatismo applicato, come nello studio del tema dell'odio per la città e lo snobismo dei "veneziofili" nella letteratura.
Le Venezie del mondo . Sono intervenuti Takayo Kano (Aoyama Gakuin Women's College), Gregory Bowling- Rosella Memoli Zorzi (Università Ca' Foscari), Tayeb Bouderbala (Università de Batna, Algeria), J. Scott Miller (Brigham Young University), Ada Geiger (Università di Trento). Attraverso l'analisi critica di testi diversi sono stati studiati studiata la genesi, lo sviluppo, il significato e l'irradiazione del mito di Venezia nel mondo arabo, in America, in Giappone.
La Seconda Tavola Rotonda Istituzionale "Studi regionali e interculturali" si è tenuta nell'Aula Magna di Ca' Dolfin. Presiedeva Jean Bessière (Université de la Sourbonne nouvelle- Paris III) e Kawamoto Koji (Otamae University). Hanno partecipato Eugene Eoyang (Lingnan University- Honk Kong), Remo Caserani (Università di Bologna), Zhou Xiaoyi (Beijing University), Sugawara Katsuja (University of Tokyo, Komaba), Abdelmajid Hanoune (Université Badji Mokhtar/Annata- Algerie), Abdallah Mdarhri Alaoui ( Université de Rabat), Maureen Waters (Université de la Sourbonne Nouvelle- Paris III), Gilda Neves Bittencourt (Univeridade Federal do Rio Grande do Sul), Boniface Mongo Mboussa ( Université de Cergy- Congo Brazaville).
1.Comparatismo arabo. Nonostante la grande quantità di dipartimenti di lingue, nelle università arabe le letterature comparate figurano in un esiguo numero di dipartimenti. La letteratura araba si presenta attualmente frammentata da una cospicua somma di letterature etniche interne, trovandosi sul crinale tra tendenze nazionaliste locali e mondializzazione.
2.ComparatismoLatino- Americano. La letteratura comparata in America Latina ha un breve passato (dal VII congresso AILC-1973). A causa delle radici storiche composite questa letteratura è contrassegnata da un forte ibridismo, in bilico tra leggende locali e tradizioni importate, scritti eruditi e popolari.
3.Comparatismo cinese- giapponese. Anche in Oriente la letteratura comparata recentemente, all'inizio del XX sec. Oltre a documentare le culture straniere, ha concorso alla ricerca cinese della propria identità culturale.
La discussione del secondo gruppo di sessioni tematiche "3- Identità/Alterità, Nazionale/Postnazionale, Culturale/Transculturale" riprendeva nell'Aula Saoneria di Ca' Dolfin. Sono intervenuti Daniela Ciano Forza (Università Ca' Foscari), Ina Gräbe (University of South Africa), Andries Oliphant (University of South Africa), Charles Bonn (Université de Lion 2), Jean-Marc Moura (Université de Lille), Ibra Diene (Université Cheikh Anta Diop, Dakar), guidati dal presidente Eric Bou (Università Ca' Foscari- Brown University, Providence).
1.Studi Postcoloniali. Gli studi transculturali delle aree post-coloniali incappano nella difficoltà di stabilire i termini e la misura proporzionale delle eredità locali frammischiate alle acquisizioni dovute al contatto con i colonizzatori. Gli intervenuti hanno riferito questo problema in rapporto all'area latino- caraibica e africana. Particolare rilievo è stato dato alla passata pratica comparatistica francese, che trascurava lo studio delle aree francofone e postcoloniali per esaminare lo stesso testo in lingue differenti, in un approccio adatto maggiormente a riflettere sulla natura del testo letterario che all'analisi comparatistica.
SABATO 24 - mattina
A Ca' Dolfin si dibatteva il secondo gruppo di sessioni tematiche: "5- Letteratura e scienza" , presieduta da Manfred Shemling ( Universität des Saarlandes) nell'Aula Magna.
1.Il possibile e il virtuale . Durante il corso della storia le scoperte scientifiche hanno capovolto la visione dell'uomo e del mondo. Basti pensare alla rivoluzione copernicana, alla nascita della fisica moderna, alla psicanalisi, il concetto matematico di infinito e la geometria non- euclidea. In questo dibattito non viene indagata l'influenza scientifica sul processo pratico di scrittura, ma gli spunti di creazione narrativa che essa offre alla letteratura, aprendole gli ampi spazi di ciò che in macanza del progresso scientifico sarebbe inimmaginabile, il virtuale, il cibernetico. Sono intervenuti Christine Baron, Philippe Daros e Stéphane Michaud (Université de la Sourbonne Nouvelle- Paris III), Isabel Gil (Univesidade Catòlica- Lisboa), Wladimir Krysinski (Université de Montréal), Andrea Pasquino (Università Gabriele D'Annunzio- Pescara).
Il tema "7- Letteratura comparata e Gender Studies" si analizzava nell'Aula Saoneria, con gli interventi di Margaret R.Higonnet (University of Connecticut), Rosemary Arrojo( Binghamton University), Bella Brodzki( Sarah Lawrence College, Bronxville, NY), Rita T. Schmidt ( Universidade Federal do Rio Grande do Sul), William J Spurlin (Cardiff University).
1.Maschio e femmina nel passato letterario. La discussione si è incentrata sui concetti di mascolinità e femminilità nella finzione letteraria del contesto storico primo- novecentesco, durante le guerre e in ambiti nazionalistici, in seguito ai "passaggi" interculturali con le grandi migrazioni.
2.Identità sessuale e politica. W.J.Spurlin ha esposto la teorizzazione dei sessi e dell'omosessualità del post-Apartheid, la cui politica imponeva una lettura eteronormativa. In merito la presenza dell'omosessualità nella letteratura post- coloniale non può essere confinata nell'ambito dell'auto espressione e richiesta di visibilità, poiché riguarda innanzi tutto la resistenza alla coercizione.
Nell'Auditorium Santa Margherita si sono dibattuti i temi su Venezia.
Venezia: la città, le arti. Letteratura e cinema . Gli interventi di Duarte e Bernadette Rey Mimoso Ruiz ( Université de Tolouse II), Alessandro Scarsella ( Università Ca' Foscari) si sono focalizzati sul senso primordiale del carnevale veneziano, il ruolo della maschera come elemento di travisamento e la trasposizione in film della letteratura che racconta Venezia, nei suoi elementi gotici e melodrammatici.
Venezia. Architettura, pittura, teatro e musica . Prendevano parte Filippo Secchieri (Università di Ferrara), Anne Larue ( Université de Paris XIII), Wladimir Troubetzkoy ( Université de Versailles, Saint- Quentin- en Yvelines), Barbara Di Noi (Università di Pisa). Il teatro è tra le arti quella che ha contribuito particolarmente al viaggio al contatto e allo scambio culturale in Europa, con la nascita nel XVIII sec. di compagnie professionistiche itineranti. Carmela Lombardi (Università di Siena) ha parlato di un libro di danza "Nuova e curiosa scuola " di Gregorio Lambranzi(Venezia- Norimberga 1716), creato non solo per conoscenza verbale ma come registrazione dei movimenti, sostituendo il contatto visivo con il maestro. La scenografia teatrale presentava un'immagine di Venezia sfarzosa e trionfante, fino al XIX sec, quando la sua immagine scenografica rappresentava una città in declino, condannata ad essere ingoiata dalle acque.
SABATO 24 - pomeriggio
II gruppo di sessioni tematiche: "6- Letteratura e traduzione", presieduto da John Milton (Universidade de São Paulo) e da Amiya Dev (Jadavpur University) viene discusso nell' Aula Magna di Ca' Dolfin. Sono intervenuti Sergia Adamo (Università di Trieste), Lieven D'Hulst (Ketholieke Universiteit- Leuven), Attilio Scuderi (Università di Catania), Jean Marie Grassin ed Eric Charles (Université di Limoges), Asumpta Camps (Universitat Central Barcelona), Britta Benert (Université de Strasbourg II).
1.La "fictionalizzazione" del traduttore. Il traduttore/interprete irrompe sulla scena della narrazione. A lui viene attribuità la possibilità di "enfatizzare o smorzare i toni", di mantenersi fedele o travisare il testo. Tramite l'analisi di opere letterarie e cinematografiche che mostrano l'attività del tradurre nel suo svolgersi emergono chiaramente i principali problemi che essa implica.
2.La traduzione di traduzione. Un problema in particolare è rappresentato dalle traduzioni dalla lingua indiana. In India esistono 22 lingue ufficiali, risulta spesso impossibile trovare in ogni stato traduttori che le conoscano. Conseguentemente le traduzioni non vengono estratte dal testo indiano, ma dalla sua traduzione in inglese, allontanandosi pericolosamente dall'originale.
3."Il Dizionario internazionale dei termini letterari". La mancanza di un riferimento terminologico univoco per tutte le scuole letterarie nazionali provocava in passato frequenti fraintendimenti ostacolando la chiara comunicazione. Per eliminare l'ostacolo l'Università di Limoges ha promosso la realizzazione di un dizionario cui tutto il mondo possa riferirsi, oggi velocizzato dal computer e la rete internet.
Nell'Aula Saoneria Ca' Dolfin viene affrontato il gruppo di sessioni tematiche presieduto da Elrud Ibsch (Free Univerity Amstrdam) e Stefano Tani (Università di Verona): "8- La letteratura nell'era mediale". Sono intervenuti Michele Rak (Università di Siena) , Matthijs Engelberts (Amsterdam University), Dolores Romero Lopez (Universidad Complutense de Madrid), Bernadette Wegenstein (University at Buffalo), Kathleen Komar (UCLA- Los Angeles).
1.Transcodificazioni, ipertesto e auto- percezione. La nascita e crescita di nuovi media, le continue traduzioni intersemiotiche provocano la continua ridefinizione della letteratura (e della comparazione) e della sua auto- percezione. Dolores Romero Lopez ha constatato la necessità di ripensare un paradigma di studio comparatistico sull'ipertesto.
2.Borderline. Territori, cancelli, divieti, censure, passaggi. L'intervento di Michele Rak ha abbracciato tutti i punti salienti e le problematiche dell'era mediale, fornendone un quadro completo. In un'era di cambiamento e di passaggio al globale la letteratura è chiamata a revisionare la propria posizione: cambiano i mezzi, i modelli, i punti di vista, i destinatari. La letteratura ha una diffusione planetaria, l'interazione tra le culture aumenta, opere, testi, icone e oggetti circolano anche tra le culture più marginali determinando una progressiva omogeneizzazione deviante dalle tradizioni locali. La lettura non passa soltanto attraverso la pagina scritta, ma circola per immagini, spot, fotografie, cortometraggi, titoli. In un panorama così radicalmente mutato non si può pensare di osservare la letteratura solo con la letteratura, perché non essa non nasce come autoriflessione ma come strumento operativo. I tecnici della letteratura lavorano in ambiti di mediazione (critici militanti), storici, filologici; ma oltre la documentazione e la promozione è necessario che gli studi letterari si occupino delle interazioni delle opere con il costume, le tendenze, i gusti, le mode, le interpretazioni, i messaggi politici o lo svago e l'evasione. Obiettivo che Michele Rak persegue con la sua " Scuola di Scienze del Testo " dell'Università degli studi di Siena.
Nell'Aula Magna dell'Ateneo Veneto ha avuto luogo l'ultima delle tavole rotonde sul tema di Venezia, presiduta da Pierre Brunel (Université de la Sorbonne - Paris IV):
Venezia, musica e letteratura . Per gli scrittori del XIX e XX secolo Venezia è spesso considerata come polo musicale. La fioritura economico- culturale durante il XVI sec. favorì lo sviluppo del mercato editoriale, che la rese centro di irradiazione culturale specialmente per l'editoria musicale (come le raccolte monteverdiane). Prendevano parte al dibattito Alberto Caprioli (Conservatorio di Bologna), Iain Fenlon (King's College- Cambridge), John Neubauer (Universiteit van Amsterdam), Cody Fianchetti (New York University). La tavola rotonda si è conclusa con un trio musicale di soprano, arpa e violoncello.
DOMENICA 25
A Ca' Dolfin, nell'Aula Magna, si è svolta l'ultima delle tre tavole rotonde istituzionali : "Prospettive future" . Sono intervenuti il presidente Gerald Gillespie (Stanford University), Jean Bessière (Université de la Sourbonne Nouvelle- Parsi III), Maria Alzira Seixo (Universidade de Lisboa), Haun Saussy (Yale University), Marc Maufort (Université Libre de Bruxelles), Philippe Roussin(CNRS- Paris).
1.Metodi. Sono stati analizzati in principio i metodi e le procedure adottate dai comparatisti negli ultimi 50 anni, per poi giungere agli spunti metodologici per un perfezionamento futuro. In particolare gli intervenuti hanno suggerito di evitare l'omogeneizzazione eurocentrica utilizzando punti di vista multifocali e ampliati in grado di evidenziare le singolarità culturali.