Fiera Internazionale del Libro di Torino
4 - 8 maggio 2006 al Lingotto di Torino
di Sarah Bonciarelli

Ho visitato la Fiera del libro di Torino come dottoranda in Scienze del Testo, Sezione Letteratura e Comunicazione (Università di Siena, http://www.unisi.it/rak/dottorato). Stiamo lavorando a una ricerca "di rilevanza nazionale" finanziata dal MIUR e dall'Università di Siena: Il lettore di libri in Italia 2005-2006. I dottorandi visitano regolarmente le fiere sul tema a caccia di novità.
La Fiera Internazionale del Libro si è svolta nei i cinquantamila metri quadrati di Lingotto Fiere che si sono rivelati comunque insufficienti a contenere il vasto popolo dei visitatori che hanno raggiunto quest'anno il numero di 300.000: non sono mancate polemiche che hanno visto la stampa nazionale come protagonista.
Polemiche peraltro condivise dagli stessi frequentatori, che hanno fatto i conti con numerosi disagi, code all'ingresso della Fiera, sale dei convegni straripanti ed inaccessibili, ressa negli stand delle case editrici più grandi e famose.
Polemiche che ho condiviso appieno fin dal mio arrivo il sabato mattina, quando mi sono vista costretta ad affrontare un'ora di fila sotto la pioggia per poter ottenere il biglietto.
Appena si entra alla Fiera si riceve il programma delle manifestazioni. Per quelle che vedono protagonisti personaggi famosi come Marco Travaglio o Paolo Rossi, piuttosto che Claudio Magris, è necessario prenotarsi entro le 10.30 del mattina, altrimenti si perde il diritto ad entrare ai loro convegni nel corso della giornata. Come mi sarebbe piaciuto saperlo! A parte questi disagi che hanno indotto gli organizzatori a prevedere soluzioni più razionali in vista dell'edizione 2007, una visita alla Fiera è un'esperienza piuttosto piacevole per chi ama l'oggetto "libro".
Ho iniziato il mio percorso con la partecipazione ad un convegno, coordinato da Marino Sinibaldi di Radio 3, dal titolo La repubblica dei lettori. Incontro sulla promozione della lettura a cura dell'Associazione Presidi del libro.
Per introdurre le finalità dell'Associazione Presidi del libro, il moderatore ha ricordato: "L'anno scorso il numero di lettori è aumentato secondo le ultime stime dello 0,95%. Tale percentuale si riferisce ai nuovi lettori e non ai cosiddetti "lettori forti", stabili su una percentuale del 5,6%. Questa crescita del popolo dei lettori non viene effettivamente percepita a causa della rappresentazione mediatica dei numeri. Per fare un esempio di questo fenomeno, secondo gli ultimi dati SIAE nel 2005 sono stati staccati più biglietti per il teatro che per gli stadi, ma ciò non risulta affatto dalla rappresentazione mediatica che mette al centro della propria informazione l'attività sportiva considerata più interessante in termini di audience .
Al di là della rappresentazione offerta dai media, i dati reali ci parlano di un paese in cui il piacere del leggere, seppur lentamente sta prendendo piede, e in cui tutte le iniziative come quella di Presidi del libro, sono da interpretarsi come un segnale di buon auspicio".
A tale proposito mi preme ricordare come il gruppo di ricerca in Scienze del Testo, conduca da tempo indagini sull'immagine del lettore forte (www.unisi.lettura.it), e stupisce che non vengano citate in dibattiti così frequentati, e nelle Fiere in generale le ricerche sulla lettura condotte in Italia e all'estero. Verrebbe da pensare che la finalità non sia quella di conoscere, studiare e promuovere il mondo del libro, ma sia soltanto quella di far quattrini.
Il primo intervento è stato quello di Marina Losappio dei Presidi del libro che ha anticipato la presenza di un nuovo incontro a novembre a Bari Il forum del libro , seguita da Elena Pasoli che ha costituito insieme ad altri operatori del settore il presidio dell'Emilia Romagna, attivo soltanto da pochi giorni. Pasoli ha sottolineato: è importante la dimensione regionale delle iniziative che d'ora in poi il presidio emiliano porterà avanti, per collegare tra di loro tutti coloro che operano nel mondo del libro a livello regionale".
È intervenuto anche il responsabile del presidio campano, nato dall'unione tra una miriade di realtà e associazioni locali e che ha trovato nel quartiere napoletano di Scampia il proprio baricentro, con un riscontro tra i giovani quanto meno sorprendente.
Il convegno è proseguito con l'esperienza delle biblioteche scolastiche e con l'efficace esempio di Noa, in cui un gruppo di eroiche insegnanti è riuscito a portare i libri nelle case di 3.000 famiglie disagiate.
L'Assessore alla cultura della regione Puglia , non resistendo alla tentazione di un commento politico ha detto: "siamo di fronte ad una reazione culturale di produttori e fruitori della lettura ad un momento di crisi sociale profondamente radicata all'interno della realtà italiana".
Marina Di Caro, vicesegretario generale alla presidenza della Repubblica Ciampi ha riportato la propria esperienza estremamente fruttuosa all'interno dell'Associazione Presìdi del libro.
Infine un dialogo-confronto tra i due scrittori Giuseppe Culicchia e Paola Mastrocola. Quest'ultima ha sottolineato: "Si sta andando verso una spettacolarizzazione della lettura, probabilmente necessaria ai fini di un allargamento del pubblico di lettori, ma non per questo adeguata. La lettura è per sua natura qualcosa di profondamente intimo, un gesto solitario e silenzioso, un trasferire delle parole da una pagina di carta alla propria mente, in apparente contraddizione con la tendenza ad una sempre maggiore socializzazione da parte dei giovani. La prima forma di promozione della lettura deve venire dalla famiglia e dalla scuola". Su quest'ultimo punto si è detto assolutamente d'accordo anche Giuseppe Culicchia.
Dopo aver assistito a quello che si è rivelato il dibattito più interessante della giornata, ho iniziato un giro per gli stand a cominciare da Carocci , che ha allestito uno spazio soltanto per la collana di saggistica Le Bussole che sforna a ritmi serrati interessanti titoli settoriali, dalla psicologia alla semiotica, dalla comunicazione alla sociologia.
Ho proseguito il mio giro soffermandomi nello stand della Regione Campania che ha ospitato l'editore Liguori di Napoli molto attivo nella pubblicazioni di saggi sull'argomento "lettura", e da anni editore di fiducia del gruppo di ricerca in Scienze del Testo dell'Università di Siena. Sono passata a fare una breve visita al minuscolo stand dell'editore Aracne , e ho ottenuto in regalo diverse copie della rivista Goya, specializzata in arte contemporanea
Ho passato molto tempo in due stand in particolare: da Adelphi che ha portato in Fiera una consistente offerta di titoli, piuttosto difficili da reperire nelle normali librerie e l'elegantissimo stand di FMR, rivista d'arte. In bella mostra il numero di marzo 2006 in cui è presente un saggio del prof. Michele Rak, ordinario dell'Università di Siena, su quella straordinaria opera umana che è il Retablo di Salamanca.
È stato pressoché impossibile entrare negli stand Mondadori e Rizzoli , presi letteralmente d'assalto da famigliole in gita.
Mi ha incuriosita un'iniziativa di uno stand Einaudi che proponeva il pagamento a rate dei libri. Veniva proposta la dilazione in quattro rate, di cui una sostenuta dalla stessa casa editrice.
Altro aspetto curioso è che ad essere presi d'assalto dalla folla, oltre agli stands delle più importanti case editrici, sono stati soprattutto i venditori di gadgets collegati alla lettura: ex libris, taccuini per gli appunti, penne, agende. Devo confessare di aver ceduto per prima al richiamo ancestrale del materiale da cartoleria.
Nel giro, dopo essermi imbattuta in un paio di inquietanti proposte, come corsi di formazione per aumentare il livello della memoria o la vendita abbinata di libri e dvd sul paranormale, ho visitato lo spazio multicolore destinato ai lettori più giovani.
È in questo spazio che il motivo conduttore della fiera, ovvero l'avventura ha trovato il suo spazio d'elezione. Avventura come curiosità, ricerca, recupero di progettualità e creatività, sfida rivolta a se stessi, volontà di ampliare le proprie conoscenze. Perché, come recita un pensiero di Marcel Proust, "il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi". La vera essenza del viaggio non consisterà dunque nell'arrivare a destinazione, ma nel costruire se stessi nella traversata.
Nel padiglione dei ragazzi erano presenti anche radio e tv.
Oltre allo studio RadioRai per le dirette radiofoniche, il set per le dirette televisive e lo studio di Futura Tv, erano presenti due canali satellitari culturali: The History Channel e Cult Network.
Finito il giro degli stand, ho deciso, anche per riposare le gambe, di seguire un altro incontro dal titolo Storia e cinema: insegnamento universitario e strumenti didattici per le materie umanistiche, organizzata e curata di Archetipo Libri.
I partecipanti hanno discusso del rapporto tra Università e mondo dell'editoria.
Dal dibattito è emersa la convinzione che lo studente non può più avvicinarsi alla cultura alta senza tracce di lettura alle proprie spalle. La scommessa è sempre più quella di fare libri che abbiano pre - requisiti didattici senza rinunciare alla complessità della conoscenza. I cambiamenti all'interno dell'Università hanno portato importanti cambiamenti nell'ambito dell'editoria. Oltre ad una dimensione metodologica prevedono sempre più una parte antologica che consente agli studenti di confrontarsi con i testi.
Infine sono andata alla presentazione di una collana di CDA & Vivalda Edizioni curata da Mirella Tenderini sul tema Il fascino del viaggio . Tracce di passaggi, reali e virtuali, attraverso la scrittura. Presentati dagli stessi autori i volumi La via di Santiago di Natalino Russo, Frontiere di sabbia di Claudia Berton, Gauguin e Tahiti di Mirella Tenderini e La mia Cuba di Eduardo Manet.
È un vero peccato che la Fiera, che di fatto costituisce un luogo di incontro tra addetti ai lavori provenienti da tutte le regioni d'Italia, rinunci ad essere un vero luogo di confronto sul tema "lettura" e persegua unicamente interessi di carattere economico, seppur assolutamente legittimi.