Walter Ingrassia

Nadia Sensi, Fotografia e letteratura di viaggio. Líarchivio di Pietro Di Rienzo fotografo

Bruno Mondadori, 2007, pp. 211, Ä25,00

coperrtina di Nadia Sensi, Fotografia e letteratura di viaggio

A cavallo tra Ottocento e Novecento il fotografo dilettante Pietro Di Rienzo ha documentato le trasformazione avvenute sotto la spinta dellíindustrializzazione in un paesino delle montagne abruzzesi, Scanno, meta di viaggiatori e celebri fotografi. Il paese Ë líideale scenario allíinterno del quale Di Rienzo fotografa i momenti ufficiali e la vita quotidiana degli abitanti: cortei nuziali e feste, riti religiosi, gli abiti della festa, ma anche gli incontri, líabbigliamento, le superstizioni, i ritratti ed il lavoro: ìDi quella societý mutevole il fotografo ha voluto fermare con la fotografia i rituali e le pratiche a rischio di estinzione, allestendo scenari e organizzando forme di partecipazione utili al suo progetto di rievocazioneî (Sensi, 2007:11-12).

La citazione sottolinea líintenzione documentaristica alla base del lavoro di Rienzo e sorprende, nel lavoro del fotografo, la capacitý manipolatoria e la complessificazione simbolica delle immagini e dei soggetti al fine di tramandare allíosservatore il codice condiviso e vissuto di una tradizione. ìLe fotografie dellíarchivio consentono di osservare quella realtý secondo il suo progetto: documentare le trasformazioni senza rivelare del tutto líimpatto del mutamento in atto in quegli anni allo scopo di confezionare líimmagine di un luogo quasi inesplorato e caratterizzato da tradizioni antiche e consolidateî (Sensi, 2007:9).

Nel divertissment di Di Rienzo il lavoro di documentarista si fonde da un lato con quello artistico nellíorganizzazione spaziale e scenografica dei soggetti e nella resa narrativa delle immagini ñ si vedano ad esempio le fotografie delle processioni che possono essere organizzate in maniera cronologica. Non Ë un caso che Di Rienzo operi negli stessi anni in cui la fotografia sta per consolidarsi come forma díarte ed il cinema dei LumiÈre cominci a sorprendere ignari spettatori con la messa in scena di verisimili cartoline in movimento. Dallíaltro lato, la fotografia assurge a strumento per uníanalisi etnografica del luogo, dellíidentitý locale e del mutamento tecnologico che coinvolge non solo i trasporti ma anche líattivitý professionale: ìQuesta rappresentazione fa parte di un generale campo díimpiego della fotografia antropologica, che prevede líutilizzo del mezzo per riprendere, rappresentare e scomporre il movimento nella documentazione dei mestieri tradizionaliî(Sensi, 2007:13).

Una linea di continuitý collega líattivitý fotografica di Di Rienzo a Scanno a quella nei numerosi viaggi in varie parti díItalia (Napoli, Trieste, Milano, Venezia, Roma, Viareggio, Montecatini, Firenze e Siena, le Alpi Trentine e Montecassino, Sicilia e Sardegna) e che giustifica il titolo Fotografia e letteratura di viaggio, ìUníottica della ricerca di soggetti realistici che studiava uníemotiva scoperta dei tipi socialiî (Sensi, 2007:14). Per questo motivo se a Scanno Di Rienzo si concentra su soggetti noti, a Napoli, tra il 1893 ed il 1896 il Nostro fotografa per puro gusto di documentazione soggetti marginali e mestieri ambulanti attraverso la tecnica del reportage permessagli dallíuso dellíistantanea.

Fotografia e letteratura di viaggio si apre con una premessa di Michele Rak, critico e teorico della letteratura e della comunicazione visuale, sulla lettura del testo fotografico e sulle possibilitý dellíimmagine di veicolare significati complessi.

Nadia Sensi introduce il lavoro di ricerca sullíarchivio ñ che occupa la maggior parte del libro ñ con un saggio relativo alla contestualizzazione socio-culturale dellíattivitý fotografica di Pietro Di Rienzo.

Líanalisi dellíarchivio Ë organizzata sulla base del modello dellíAFT (Archivio Fotografico Toscano, Prato) e presenta la descrizione del contenuto suddiviso in Album fotografici, Collezione di stampe sciolte e Materiali tecnici suddivisi in scatole, buste e cassetti identificati attraverso un numero progressivo ed accompagnate da indicazioni di fabbrica delle pellicole, annotazioni manoscritte, soggetti delle varie fotografie corredate dallíanno, dal tipo di pellicola e dalle dimensioni. Chiude il libro una gruppo di fotografie scelte, chiari esempi dellíattivitý documentaristica del fotografo.

Il libro nel complesso si rivela un interessante strumento di lavoro, soprattutto dal punto di vista della metodologia adottata per líinventario dei materiali e dal contributo fotografico anche se numericamente poco rilevante. Fotografia e letteratura di viaggio si pone come un interessante sviluppo dal punto di vista antropologico sugli studi tra letteratura e fotografia e sulla funzione documentaristica del medium fotografico.