Laboratorio di Lettura e Scrittura
Didattica e ricerca per le opere di parole e di immagini

Il lettore dell'antologia femminile

Ragazze che dovresti conoscere, Torino, Einaudi, 2004

di Sonia Trampetti

copertina
Simona Vinci, Deborah Gambetta, Letizia Muratori, Valentina Maran, Ljuba Gribojedowa, Evelina Santangelo, Caterina Bonvicini, Alessandra C, Carla D'Alessio, Vanessa Ambrosecchio, Giulia Blasi, Rosella Postorino, Teresa Ciabatti ed Elena Stancanelli sono le quattordici scrittrici da conoscere. Alcune già molto note, altre del tutto esordienti. Raccolte attorno ad un progetto narrativo molto convincente, con questa antologia ci propongono i loro racconti sul tema del corpo. Storie diverse, alcune esplicite sul sesso o anche no, tutte pervase da una leggerezza e una felicità narrativa nuove, che non escludono la cognizione della sofferenza e del dolore. Come se attraverso il sesso si finisse per parlare dell'unica cosa che forse alla fine esiste veramente: la superficie imperscrutabile e astratta dei corpi attraversati dai desideri.

L'introduzione è corale, scritta per parole-chiave (sesso-pornografia, morte, maternità, infanzia, gioco, corpo, coppia, casa, animali) e ci consegna subito la misura della distanza che separa queste donne, anzi, i loro racconti sia nella forma che nella sostanza. Ci sono delle storie dure: Espiazione, I desideri di Rossella O'Hara, Oggi è il mio compleanno. Scrittura che cattura come il canto delle sirene: affascina e poi disintegra.
Storie terribili come il racconto della Gambetta, Espiazione, costruito attorno all'immagine di un uomo che, nel buio, guarda attraverso una finestra. Assiste inerme ai tradimenti di sua moglie per espiare una colpa imperdonabile. È responsabile della morte di sua figlia. Un uomo alla deriva attraversato dall'istinto di strangolare sua moglie e subito dopo dalla necessità di sussurrarle: "Lo so, amore mio, che non c'è prezzo né redenzione per tutto il dolore che ho portato dentro la tua vita". È tutto già successo mentre il narratore svela man mano i tratti di questa vicenda che innesta l'odio e la perversione al dolore. Un'espressione asciutta dunque, quasi raggelante. Un narratore abile che costruisce sullo svelamento il ritmo cardiaco del lettore.
I desideri di Rossella O'Hara sono i desideri di una bambina che gioca sempre sola in un cortile, sua madre la chiama Rossella, sua madre calpesta puntualmente tutti i suoi desideri. Una donna obesa, maleodorante, ricca e spietata sfoggia gli uomini come fossero gioielli. Li acquista, li esibisce, poi si stanca e li abbandona. Ha rinchiuso sua madre anziana in casa facendo credere che fosse morta. La Rossella bambina è riuscita così ad annientarla. Quello costruito dalla Ciabatti è un mondo senza amore, popolato da personaggi tutti negativi, tutti trainati dalla brama di potere. Un mondo non troppo improbabile.
Il racconto Oggi è il mio compleanno è la storia più atroce dell'antologia. Proprio per la sua disumanità, la vicenda è indubbiamente la più difficile da raccontare. La Stancanelli la affida ai punti di vista dei personaggi, restituendoci una narrazione perfetta.
C'è ancora il rischio di essere ammaliati, ma non più devastati dal canto della Postorino e della Vinci. In una capsula è la confessione di una donna che, contro tutti, sceglie ciò che lei ritiene essere il piacere assoluto: "Ho il siero del piacere puro, io. Il siero dell'attesa bloccata. La dilatazione della passione. Questa è vera lussuria". Il sublime è offrire la carne e poi non concederla. Non si tratta di mortificare il proprio corpo, questa scelta è piuttosto una vocazione. "Ogni giorno sotto il velo nero che deprime e nel contempo amplifica la mia bellezza, vedo esaltata la contraddizione precisa dell'offerta, nata per trasformarsi in atto e rimasta invece pura potenza, per sempre. Assisto al compiersi inequivocabile e perfetto della stasi". La scrittura della Postorino è come un ago che va sempre più in profondità, esatto e puntuale, raggiunge il termine. Forte della lezione durassiana, la scrittura talvolta diventa ellittica, dunque più incisiva e penetrante.
La più piccola cosa è la storia di una donna che impara a leggere la paura, il dolore e il desiderio della gente. Questo apprendistato avviene tra le rose gialle e le pietre di un cimitero. Impara a leggere il dolore e a lenirlo con il sesso. Non con l'amore ma con il corpo. "Buttate via la testa se riuscite, liberatevene con un gesto secco, un lancio veloce, e conservate soltanto i corpi. I corpi hanno più risposte di noi, conoscono meglio la terra, perché è da lì che vengono ed è lì che ritorneranno". Un mondo triste, ma pieno di fascino, raccontato da una penna esperta, maestra nel narrare il contatto con le cose e con gli altri attraverso i cinque sensi, vale a dire, in ultima analisi, attraverso il corpo.

Le aspettative del lettore

Perché il sottotitolo The sex anthology? Perché questa connotazione spiccatamente erotica?
Questa, sia chiaro, non è un'antologia sessuale. Né le autrici, a dire il vero, si propongono come esperte in materia. Fa eccezione (o conferma il sottotitolo) solo il racconto di Valentina Maran, esplicito nel ricostruire l'iniziazione sessuale di un'adolescente. Ma la vocazione dell'antologia è altra. E chi ha acquistato il testo nella speranza di trovare le rivelazioni sconvolgenti di Melissa P. trova piuttosto l'eccitazione per il videogame di Alessandra C.
Di nuovo la questione: perché insistere sull'immagine erotica quando non corrisponde al vero? Avevano bisogno di una copertina con luce rossa queste quattordici ragazze per farsi conoscere? No! Non ne avevano affatto bisogno.
Quella che abbiamo davanti è una complessa operazione di marketing capace di spingere così forte il libro nelle vendite fino a disattendere le aspettative create nel lettore. La copertina, con un particolare di nudo femminile irresistibilmente avvolto in una luce rossa, e la quarta di copertina (riportata sopra) promettono un'antologia sessuale che non c'è.
Al lettore informato, che conosce alcune scrittrici, perché magari ne ha già letto i romanzi e ne è rimasto colpito, questa promessa incompiuta non disturba affatto. Non intacca le sue preferenze. La promessa non si trasforma in una perdita d'immagine significativa per le singole scrittrici perché, non dimentichiamolo, che, si tratta di un gruppo, e comunque risulterebbe eventualmente un problema di "confezionamento", di forma e non di sostanza.
Al lettore ignaro, che sceglie questo libro in base agli elementi di forma, invece questo tradimento del patto pesa molto, si aspettava situazioni esplicite, emozioni forti e dettagli piccanti, trova invece sesso negato, malato (fino alla violenza sessuale su una bambina raccontata dal suo agghiacciante punto di vista).
Ma fra il lettore informato e quello ignaro c'è un'ampia serie di possibilità e gradualità che sarebbe impossibile definire e prevedere in dettaglio. Proprio lui. Proprio il lettore che non sa bene cosa aspettarsi ha la sorpresa più grande. Si trova fra le mani dei racconti indefinibili, molto diversi fra loro per stile e genere, che sono letteratura. Altrimenti cosa altro potrebbe essere il racconto di Evelina Santangelo, che con assoluta pacatezza descrive un corpo di donna che ingrassa lentamente di fronte allo sguardo stanco di suo marito, se non letteratura? Il termine letteratura riconosce ad alcuni di questi racconti il loro meritato valore artistico.
Le aspettative del lettore, di cui abbiamo discusso fin qui, diventano marginali rispetto alle sue preferenze e aspirazioni. Così sintetizza Cesare Pavese: "Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un soggetto di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra - che già viviamo - e facendole vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi".