Laboratorio di Lettura e Scrittura
Didattica e ricerca per le opere di parole e di immagini

 

IL QUARTO SESSO

Il territorio estremo dell'adolescenza

mostra a cura di Francesco Bonami e Raf Simons

9 gennaio/9 febbraio 2003

Stazione Leopolda Firenze

di Francesca Niro

La mostra apre la stagione 2003 degli eventi della Fondazione Pitti Immagine Discovery, struttura inserita nella realtà imprenditoriale di Pitti Moda, che lavora sul dialogo tra moda, arte e comunicazione.

Discovery realizza eventi culturali che sottolineano i rapporti tra la moda e gli altri linguaggi creativi da cui la moda trae incentivi e ispirazioni per nuovi bisogni e quindi nuovi consumi. La politica di investimento nella cultura e nella comunicazione si è rivelata una scelta vincente per l'azienda di Pitti Immagine nei confronti della concorrenza. Affiancare alle fiere di esposizione e vendita di prodotti attività culturali di ampio respiro che hanno coinvolto l'intero assetto cittadino ha contrastato il peso di una crisi del made in Italy verificatasi nel corso del 2002.

La moda non è solo abbigliamento, l'abito risponde alle stesse regole o trasgressioni culturali e sociali di altre formule visive come il quadro o l'oggetto di arredamento.

Il rapporto arte-moda si raffronta in questa mostra fiorentina sul tema comune dell'adolescenza, ribattezzata con il nome di quarto sesso.

Il mondo contraddittorio dell'adolescenza è fonte di ispirazione per la ricerca di molti artisti contemporanei e per le indagini di mercato degli operatori di moda.

In questo contesto è nel campo pubblicitario che le due ricerche si incontrano e generano i loro risultati migliori: Sims per Helmut Lang, Meisel per Armani, solo per citare quelli in mostra.

L'ambiente espositivo è l'imponente architettura industriale della Stazione Leopolda, dal 1993 proprietà di Pitti Immagine e sede sia degli eventi di Discovery sia di altre importanti manifestazioni fiorentine come Fabbrica Europa.

I due curatori hanno qui riunito opere dai codici espressivi diversi che comprendono sculture in resina, cibachrome, installazioni e apparecchi audio e video in un allestimento labirintico in cui ogni visitatore si crea un percorso di visita personale, accompagnato costantemente da musica e rumori di vario tipo.

Lo spazio è suddiviso da scatole che contengono, nascondono o rivelano tramite aperture le opere esposte.

La mostra ha inizio con una scultura di P. McCarthy, una figura ibrida ai cui piedi sono ammassati oggetti che rimandano sia al mondo innocente e ludico dell'infanzia sia a quello confuso e perverso dell'adolescenza.

Tutte le opere guardano al giovane appunto come a un ibrido, distorcendone ora fisicamente ora moralmente l'aspetto.

Ne vengono messi in risalto gli atteggiamenti violenti – K. Coventry ricostruisce la vetrina di un negozio preso d'assalto da una banda giovanile – il conflitto con i genitori – nel video di G. Wearing – e il progressivo isolamento dal mondo circostante come nel video intitolato Playstation di R. Billingham, chiaro riferimento a un prodotto della cultura giovanile.

Tomato Heads 1994

Non mancano i riferimenti al mondo della musica e del cinema di cui gli adolescenti sono i maggior consumatori; in assenza di solide certezze si rifugiano nel mondo di MTV e venerano personaggi come Kurt Cobain o Leonardo Di Caprio. Ma domina il tema del sesso, attraverso cui si passa la soglia dell'infanzia, che fa sentire "grandi" e che non a caso è diventato un soggetto di comunicazione pubblicitaria efficace e comprensibile da tutti.

Il sesso è un desiderio adolescenziale "intramontabile" e come tale viene riproposto incessantemente all'adulto per indurlo ancora a desiderare qualcosa e quindi inevitabilmente a comprare, come faceva quando apparteneva a quel mondo di passioni fugaci che C. Wyn Evans rappresenta con il suo neon rosso citando il celebre palindromo in girum imus nocte et consumimur igni (giriamo nella notte e bruciamo come fuoco).

La mostra pone in evidenza quante mode e quanti simboli scaturiscano da questo mondo teoricamente indefinito ma reale e tangibile negli atteggiamenti e nella pratica di tutti i giorni.