Laboratorio di Lettura e Scrittura
Didattica e ricerca per le opere di parole e di immagini

Piero della Francesca. Il Museo Civico di Sansepolcro

a cura di Attilio Brilli e Francesca Chieli, Biblioteca d'Arte, Silvana Editoriale, Milano, 2002


Il 29 Ottobre 2002 è stato presentato presso la sala Santi di Tito del Museo Civico di Sansepolcro, il volume Piero della Francesca. Il Museo Civico di Sansepolcro a cura di Attilio Brilli e Francesca Chieli.
Questo è il primo di una serie di volumi tematici che affrontano il rapporto tra le opere del pittore rinascimentale e le istituzioni museali che conservano i suoi capolavori. Scopo principale di questo progetto è quello di approfondire il tema del viaggio delle opere di Piero della Francesca, con particolare attenzione "alle vicende che ne hanno condizionato l'immagine, la fruizione e la fortuna critica". L'Istituzione Museo Civico e Biblioteca di Sansepolcro intende pubblicare una serie di volumi monotematici che, a cominciare proprio dal Museo Civico di Sanseplcro, si allarghino poi a tutti i musei, le pinacoteche e le istituzioni che ospitano le opere di Piero della Francesca. "Le esperienze vaste e multiformi che si collocano all'origine dell'attuale organizzazione museale in Toscana e l'ampia produzione teorica che l'accompagna sono documenti ancora in parte da esplorare, almeno per quanto riguarda i fenomeni in atto in aree decentrate e maggiormente circoscritte. In un clima più generale di rinnovato e spiccato interesse per l'arte, circolano infatti idee, orientamenti e convinzioni che hanno generato nel XIX secolo una diversa consapevolezza sulla funzione degli itinerari espositivi, promuovendo iniziative ed interventi che si sono diffusi a macchia d'olio, con il primato ovviamente di Firenze e delle principali città dell'Italia centrale. Il moltiplicarsi di siffatte iniziative, siano esse risolte nell'edificato, annotate graficamente o discorsivamente proposte, rimane comunque momento fondativo del rinnovato interesse per le collezioni pubbliche, per i luoghi e gli eventi a loro relativi" (F. Chieli). Alla fortuna di Piero della Francesca e dei suoi capolavori si deve soprattutto l'interesse di viaggiatori stranieri che all'inizio del XIX secolo non saranno più affascinati dall'Italia della classicità, ma dal grande patrimonio artistico del medioevo cristiano. Tra questi vanno ricordati Austen Henry Layard che venne in Italia nel 1855 con lo scopo di raccogliere una vasta documentazione iconografica sulle opere del XIV e XV secolo per poterne poi tramandare ai posteri, attraverso le copie riprodotte, la memoria di quei grandi capolavori. Come lui favorirono il successo e la conoscenza delle opere di Piero anche Augustus J. Cuthbert Hare, John Addington Symonds, Dan Fellows Platt, Hedward Hutton, André Maurel, Aldous Huxley ed André Suarès, in generale viaggiatori che fecero del loro viaggio in Italia un itinerario artistico.
Nella stessa collana "Biblioteca d'arte" saranno di prossima pubblicazione: Il Battesimo di Cristo, la Natività e il San Michele nella National Gallery di Londra; L'Ercole da Sansepolcro all'Isabella Stewart Gardner Museum di Boston; Il San Gerolamo penitente: dalla tavola delle Gallerie dell'Accademia di Venezia a quella dello Staatliche Museen di Berlino; Le opere di Piero nel periodo urbinate nei musei italiani; Il Polittico agostiniano nelle collezioni straniere; Le opere attribuite a Piero nei grandi musei internazionali.

Raffaella Cavalieri