Laboratorio di Lettura e Scrittura
Didattica e ricerca per le opere di parole e di immagini

Letteratura e mutamento
Carmela Lombardi, Lettura e letteratura. Quaranta anni di teoria, Napoli, Liguori, 2004

di Anna Eleanor Signorini

copertina: ragazzo pensieroso

Nel Seicento cominciarono a comparire nei dibattiti, nei trattati e nei libri di teoria e  di storia della letteratura alcune riflessioni sul nuovo protagonista della rivoluzione portata dalla riproduzione a stampa: il pubblico della modernità. Nel 1800 Madame de Staël, agli albori della società industriale, propose una teoria Della letteratura considerata in rapporto alle istituzioni sociali, inaugurando lo studio che si è configurato e sviluppato nel Novecento attraverso nuove discipline come la Sociologia della letteratura. L’apertura alle implicazioni sociali del sistema del libro ha introdotto un approccio che vede accomunati per importanza tre cardini, fino ad allora non considerati insieme dalla critica: i produttori, le opere e il pubblico.

Le teorie della letteratura si sono sviluppate e si sono evolute in direzione dell’allargamento della definizione di letteratura, e delle sue implicazioni nella vita sociale, a seconda del sistema dell’informazione operante. Questo cambia di epoca in epoca e, con esso, cambiano il sistema letterario, le teorie, le categorie e le definzioni di letteratura. Ciò dipende dal fatto che la letteratura si serve e contemporaneamente fa parte del sistema dell'informazione.

Ogni teoria e ogni definizione di letteratura rispecchiano l’immagine e la posizione che questa assume in un determinato momento e in un determinato sistema dell’informazione. Di conseguenza, ogni mutamento produce un ripensamento della funzione, dell’uso e del significato che essa riveste nel nuovo sistema di riferimento. L’unica costante di questa dinamica della letteratura e delle sue interpretazioni storiche è il mutamento.

Negli ultimi quarant’anni del Novecento gli studi di critica letteraria hanno esteso l’analisi alla dinamica della produzione del libro, della comunicazione e, soprattutto, del pubblico: la lettura, e di conseguenza il lettore, sono entrati a far parte del discorso critico come categorie attive del sistema genericamente definito sotto il nome di Letteratura.

Partendo da queste premesse, in Lettura e letteratura, Carmela Lombardi – che studia i modelli e i sistemi della conoscenza e i loro rapporti con la letteratura e le altre arti, ed è esperta di trattatistica del teatro di danza del Settecento – analizza, distingue e ricostruisce le direzioni intraprese dalle teorie della letteratura degli ultimi quarant’anni attraverso i mutamenti storici avvenuti in questo lasso di tempo: il passaggio dalla società post-industriale alla società mediale, fino alla odierna società del digitale, e le relative implicazioni nell’evoluzione dell’identità della letteratura e delle pratiche ad essa connesse.

Negli ultimi quarant’anni del Novecento la trasmissione dell’informazione si è radicalmente modificata: con la diffusione planetaria del World Wide Web e delle tecnologie digitali il testo letterario corrisponde sempre più alla sua trasmissione. La ricezione è un fattore sempre più connesso all’accessibilità e la scelta dei lettori è un’azione sempre meno prevedibile dal mercato. La lettura, da lineare, si orienta sempre più verso la rete multidirezionale dell’ipertesto. Questi sono tutti aspetti da cui le teorie della letteratura e della lettura non possono prescindere.

Carmela Lombardi ripercorre gli approcci teorici degli studi su lettura, ricezione, identificazione del lettore come tendenza sociale (Escarpit, Jauss, Moles, Lotman), per arrivare alla recente definizione di lettura nella società digitale coniata da Michele Rak, che per primo ha analizzato questa pratica come un insieme di più “azioni di lettura”, riguardanti ormai solo in parte il libro, ma sempre più gli altri media portatori di testi.

Oggi sono cambiate, come avviene sempre nei mutamenti culturali, la selezione e la classificazione dei prodotti culturali, di cui il libro fa parte. È cambiata, ancora una volta, l’enciclopedia del sapere che ogni teoria della letteratura, da sempre, cerca di definire e fissare. Generi e canoni appaiono ormai sistemi inadeguati al panorama della società del digitale e della multimedialità.

La Scuola di Scienze del testo e l’Osservatorio permanente europeo sulla lettura, fondati da Michele Rak presso l’Università di Siena, studiano gli scenari, i gruppi (intesi non come classi sociali ma come insiemi di pratiche sociali), i segnali della conflittualità tra questi gruppi, i codici della percezione sociale: tutte le tendenze di quel mutamento continuo che, oggi come ieri, investe la letteratura e la sua identità.

Il libro propone una guida delle fasi che hanno percorso gli studi di teoria della letteratura più recenti, utile per comprendere e prevedere gli scenari futuri della letteratura. È anche un manifesto del metodo della Scuola di Scienze del testo; ne illustra le tappe e l’evoluzione, attraverso l’approccio sociologico e semiotico inaugurato da Michele Rak nello studio dell’entità dei processi del mutamento che la letteratura, accanto agli altri media, ha subìto e continua a subire.

Carmela Lombardi suggerisce anche la direzione dell’approccio critico allo studio della nuova dimensione della letteratura: “Quando scelgono la fissità dei canoni e dei generi, critica e teoria della letteratura si rivelano strumenti inadeguati a capire le scelte dei lettori di oggi come i processi delle culture storiche: è necessario prendere in considerazione la frammentazione che ha caratterizzato la comunicazione culturale sin dalla prima Modernità, e comprenderne i meccanismi […] La ricerca deve considerare che il nuovo medium [digitale] ha modificato i sistemi di selezione e diffusione dei testi e le classificazioni e le dinamiche del sistema letterario, nella sua complessità di sistema di mercato, memoria e comunicazione”.