Laboratorio di Lettura e Scrittura
Didattica e ricerca per le opere di parole e di immagini

FUTURSHOW 3002: NON SOLO HI-TECH

di Giuseppe Biancofiore

BOLOGNA- Non solo alta tecnologia al Futurshow 3002, tenutosi a Bolognafiere dal 19 al 22 aprile. Futurdesign è una sezione del Futurshow in cui si indagano le vie ipotetiche di design domestico, arte e moda per il futuro prossimo venturo.

A questa rassegna hanno partecipato negli anni passati nomi come Fuksas, Giugiaro, Fiorucci, Genny, Krizia, Galliani, Lucio Dalla, Salvatores.

Attraverso varie ambientazioni ogni personaggio coinvolto dà una propria visione della casa del futuro, avvicinandosi con la propria creatività a soluzioni già esistenti o puramente immaginarie, a metà tra arte e produzione industriale.

Così, all'interno del padiglione 34, posto al di sopra degli altri, vengono presentati una serie di ambienti progettati da grandi nomi a livello internazionali e realizzati per il Futurshow 3002 dal Gruppo Sabatini.

Tra i partecipanti di quest'anno Massimiliano Fuksas e Fabrizio Plessi, le cui opere hanno dato l'immagine al Futurshow, il primo firmando l'immagine simbolo di quest'edizione, l'altro progettando la scultura Fire's Circle, all'entrata.

Questa è una scultura creata appositamente per l'evento, composta da un cerchio di televisori intorno ad un terreno arido e scuro, in cui viene proiettata insistentemente l'immagine del fuoco, creando in tal modo un parallelo fra natura reale e virtuale.

Il continuo inseguirsi del fuoco nei monitor spinge lo spettatore a girare intorno all'opera, come in un rito primordiale dedicato a divinità ancestrali, quasi nella speranza di vedere le fiamme consumarsi o infrangersi contro le pareti dei teleschermi.

Fuksas invece progetta una scultura quasi eterea, dalla forma non definita e fuggevole, ingabbiata in una rete che lascia trasparire l'oggetto ma non lo lascia fuggire.

Questa simbiosi tra i due elementi rappresenta il dualismo che intercorre tra reale e virtuale, tra l'immateriale e il concreto. È una forma in fieri, sta avvenendo sotto i nostri occhi e rappresenta il cambiamento, carattere rappresentativo del genere umano e del suo rapporto con la tecnologia.

Gli altri progetti sono concentrati all'interno del padiglione 34. Oltre a Fuksas e Plessi sono stati protagonisti di Futurdesign: Enrica Borghi, Loris Cecchini, Michele Chiossi, Themina Durrani, Piero Gilardi, Paco Rabanne, Dieter Sieger e Ettore Sottsass.

I vari ambienti si susseguono e si alternano ad ambienti espositivi reali in cui sono presentati oggetti e soluzioni destinati al mercato, quasi a confondere lo spettatore e risvegliando in lui la meraviglia oramai sopita dal surplus di novità tecnologiche.

Le opere raccolgono intorno molti spettatori incuriositi da queste strane forme in movimento, come la camera che respira di Loris Cecchini, o il Labirinto di Michele Chiossi, sempre pieno di adolescenti più interessati al percorso interno, alle mura di resina sintetica che al tema del cibo che quest'opera affronta.

Tanto interesse anche su Shared Emotion, opera di Piero Gilardi che coinvolge direttamente due spettatori in una performance interattiva che trasforma in luci e suoni il contatto delle loro mani.

International Style Collection è un'iniziativa di questa edizione che espone i prodotti più innovativi dal punto di vista del design e del contenuto tecnologico delle grandi aziende a livello internazionale.

All'interno ci si può trovare l'evoluzione degli oggetti di uso comune come aspirapolvere, custodie per cellulari, orologi, lavatrici, ecc, tutti accomunati da un design avveniristico e da una funzionalità senza precedenti.

Tre di questi oggetti saranno scelti da una apposita giuria e andranno a far parte di una collezione permanente che costituirà il Museo del Futuro, cosa che si ripeterà per le prossime edizioni del Futurshow.

Contrapposta a questa è la mostra L'Oggetto Inesistente, in cui sono ospitate delle opere realizzate da un gruppo di artisti. Questi oggetti non esistono ancora, ma nelle intenzioni dei loro autori una volta create ci aiuteranno nelle nostre mansioni, creando nuovi bisogni o più semplicemente diventando un diversivo alle forme consuete.

Come per Futurdesign anche qui l'attenzione del pubblico si concentra su questi strani oggetti dall'uso non precisato, all'apparenza inutili. Non si può immaginare quale sarà il bisogno che ci spingerà ad utilizzarli nel futuro, o quale il posto che essi occuperanno nelle nostre case, ma il fascino di queste opere sta anche nel loro essere fuori dal mondo e dello spazio domestico, a metà strada tra la fantasia e la realtà, in linea con Fuksas e Plessi.

Il lungo percorso del padiglione 34 si snoda poi tra varie iniziative, come lo stand sugli eroi, tema di questa edizione, e lo stand di Emergency. Gino Strada, infatti, è stato scelto come l'eroe ideale dei nostri giorni, e al suo operato insieme alla fondazione di Emergency è dedicata una mostra fotografica.

Finita la visita al Futurdesign può capitare di trovare ciò che lì si era osservato esposto come oggetto di arredo e di design, ora valorizzato e venduto per le sue proprietà tecniche, come capita al nuovo iMAC della Apple.

Futurdesign è la sintesi del rapporto iniziato negli anni della Bauhaus tra design e arte, continuato negli anni sessanta tra la funzionalità e l'armonia delle forme domestiche in continua evoluzione e la tecnologia; e trattandosi del Futurshow, cercando anche di superare il sottile velo che ci separa dal futuro più prossimo.