Hugo Pratt - Corto Maltese. Letteratura disegnata
Roma, Complesso del Vittoriano
8 Settembre - 15 Ottobre 2006
A cura di Vincenzo Mollica e Patrizia Zanotti
di Walter Ingrassia

Per la prima volta Roma dedica un'intera retrospettiva a Corto Maltese, il marinaio romantico e malinconico disegnato da Hugo Pratt.
Curata dall'amico Vincenzo Mollica e da Patrizia Zanotti, per venti anni principale collaboratrice e colorista di Pratt, la mostra riunisce oltre 170 opere tra disegni, acquarelli, parole e materiali inediti.
Articolata in sette sezioni - il mare, le donne, l'amicizia, la letteratura, la magia, l'avventura, gli addii - l'esposizione permette al visitatore di immergersi nell'universo onirico di Corto Maltese alla scoperta di un mondo fantastico fatto di letteratura, cinema e soprattutto viaggi. Le tavole originali su cui è visibile la china tracciata con mano veloce ma sicura si alternano agli acquerelli ed alla visione delle brevi clip di Pratt al lavoro.
Il fulcro - concettuale e fisico - della mostra è rappresentato dal gruppo di serigrafie ( Brr... Brrr! The British Winter's grenadiers , 1967; Corto Maltese , 1977; Tango , 1986; Corto Maltese , 1977) verso il quale dirige lo sguardo la maestosa scultura di Corto Maltese, omaggio di Livio Benedetti all'immortale protagonista delle tavole prattiane.
Il titolo della retrospettiva è una dichiarazione d'intenti: sottolinea come la lettura e la scrittura costituiscano la base di partenza dell'opera grafica del maestro. Letteratura disegnata è la definizione di chi vuole conferire al fumetto il posto che merita tra le arti. Per questo non basta il riferimento colto o il tratto grafico di derivazione accademica quanto la capacità di saper narrare. Prima di essere un fumettista Pratt è soprattutto un narratore che incanta il lettore/spettatore tra le onde dei mari del sud o in turbinose visioni oniriche, affascinandolo con l'affabulazione.
Le graphic novel di Pratt mutuano, da un lato, le complessità delle costruzioni narrative e gli aspetti tecnico-stilistici tipici dell'opera letteraria novecentesca - dalla complessità psicologica del personaggio alla lotta ideologica - dall'altro, le strategie e gli elementi narrativi tipici del racconto ottocentesco d'avventura.
In linea con la riflessione di Umberto Eco sulla retorica e l'ideologia del romanzo popolare (ECO 1976:10), possiamo definire i fumetti di Corto Maltese opere problematiche . Partendo dalla riflessione aristotelica sull'intreccio, Eco nota come la chiusura di un racconto non corrisponda sempre alla risoluzione dei nodi narrativi. Alcune opere, pur sciogliendo l'intreccio aprono al lettore un problema, eliminando il finale solitamente di tipo consolatorio. I lavori di Pratt rientrano in questa categoria perché in essi la chiusura del racconto lascia aperte le ferite interiori dell'animo di Corto Maltese che, aggrappandosi al malinconico ricordo di ciò che è stato e non potrà più tornare, sceglie ogni volta di ripartire. Folgorante a questo proposito l'addio di Corto a Pandora in una delle tavole più poetiche - presente alla mostra - de Una ballata del mare salato :
Corto: "Eh, ma che bella! Chissà perché mi fai ricordare un tango di Arola, che ascoltai nel cabaret della 'Parda Flora' in Buenos Aires..."
Pandora: "Forse c'era qualcuno che mi assomigliava?"
Corto: "No! Proprio perché non assomigli a nessuna avrei voluto incontrarti sempre... in qualsiasi posto..."
Pandora: "Non verrò con lei, Corto Maltese"
Corto: "Lo so. Addio Pandora" .
Cullato dalle onde di un mare di carta, immerso nelle esotiche ambientazioni salgariane, il visitatore della mostra procede con Corto Maltese alla volta di terre lontane e paesi sconosciuti. Subito la malinconia lo pervade, è lo stesso sentimento romantico che attanaglia Corto Maltese. L'arte di Pratt è la resa figurativa della malinconia, la rappresentazione poetica del distacco. Sono celebri, tra le altre, le triplici vignette in cui Corto Maltese, immobile, guarda il mare all'orizzonte, sfiorato dal vento.
Della mostra il visitatore porta con sé il ricordo di un personaggio decadente, a tratti crepuscolare, che nel viaggio rievoca le ombre fantastiche degli incontri passati, alla costante ricerca di ciò che non può tornare. Ma cos'è la fantasia se non un viaggio?
Diceva Pratt: Io penso che la fantasia sia un fatto importante, la fantasia è sempre qualcosa di dorato... per andare via anche dal mondo grigio, in cui si deve sempre discutere .