E adesso? I prossimi cinquant'anni della televisione

Roma, Castello Silj

Venerdì 12 maggio 2006

di Walter Ingrassia

E adesso? I prossimi cinquant'anni della televisione è il titolo del settimo incontro organizzato da Maurizio Costanzo per il Laboratorio di Comunicazione e Nuovi Contenuti RTI, un appuntamento annuale dedicato all'analisi del panorama televisivo ed alle sue innovazioni future.

Nella suggestiva cornice di Castello Silj, quella che fu la residenza del produttore cinematografico Franco Cristaldi, il convegno si pone come punto d'incontro tra operatori del settore, dopo le celebrazioni dei primi 50 anni di trasmissione, per la discussione ed il confronto sul futuro tecnologico, contenutistico e sociale del mezzo. Due sono gli aspetti principali che emergono dagli interventi: l'innovazione tecnologica come possibilità di ampliamento dell'offerta e l'urgente necessità di nuovi contenuti per le tecnologie già a disposizione.

Il convegno è un'occasione per guardare al futuro e alle numerose opportunità che ci offre in termini di mercato e lo si comprende bene già dal logo dell'evento, l'opera Mela (1968) di Domenico Gnoli, emblematica rappresentazione dei cinquant'anni della televisione in Italia appena trascorsi e di un futuro sempre più appetitoso ed affascinante da gustare... perché c'è ancora tanta televisione da guardare ma soprattutto da fare . "Tutti - dice, infatti, Charles F. Kettering - dovremmo preoccuparci del futuro, perché là dobbiamo passare il resto della vita"

L'incontro è aperto dai saluti di Maurizio Costanzo, Direttore del Laboratorio di Comunicazione e Nuovi Contenuti RTI , primo protagonista italiano della transizione verso le nuove piattaforme con il Maurizio Costanzo Show per il Digitale terrestre trasmesso contemporaneamente oltre che sul DTT di Mediaset anche su 36 stazioni radio e sulla banda larga di Rosso Alice. Alla luce di questa sua esperienza Costanzo è fermamente convinto che "La tv via via non sarà più la stessa" soprattutto per quanto riguarda la richiesta di contenuti adattabili alle sempre più frequenti innovazioni. Quello che conta in questo momento è, allora, un'approfondita analisi e comprensione dei cambiamenti tecnologici e linguistici cui il mercato sta andando incontro per la formulazione di nuovi prodotti.

È anche l'opinione di Giuliano Adreani, Amministratore Delegato Gruppo Mediaset, Presidente e Amministratore Delegato Publitalia, che con il suo intervento La pubblicità e il futuro analizza la sempre più massiccia esposizione di nuovi players dovuta alla definitiva dissoluzione del duopolio neotelevisivo con l'arrivo di Sky, Telecom ed altri.

Con l'emergere di interessi sempre più particolareggiati e con il frequente calo della spesa, per gli investimenti pubblicitari la tv generalista diviene solo un medium tra gli altri, laddove il DTT rappresenta una nuova opportunità per sperimentare nuove forme di pubblicità (interattiva, virtuale) che permetteranno di circoscrivere target sempre più precisi e selezionati.

Secondo Paolo Vasile, Consigliere delegato Telecinco, l'unica possibilità in questo scenario è data dalla creazione di contenuti adattabili ai nuovi mezzi di comunicazione. A cambiare, infatti, sono i modi attraverso cui produttori e creativi si mettono in contatto con i loro pubblici. L'intervento Fantasia, tecnologia e solitudine delinea i tratti del panorama mediale che ci attende dove "Non si tratta di sostituire [un mezzo all'altro] ma di aggiungere" : fatta la sperimentazione, quello che serve sono prodotti adattabili alle tecnologie in possesso ed ai loro diversi linguaggi.

Sul piano pratico Vincenzo Novari, Amministratore Delegato H3G sottolinea in La prossima TV e la TV prossima quanto anche per il DVB-H (Digital Video Broadcasting-Handheld)   la sperimentazione sia di fronte ad un confronto tra due modelli: una modalità di trasmissione broadcasting e l'IpTv, una personal tv , destrutturata con chiunque vede ciò che desidera in qualunque momento (in modalità VOD - Video On Demand).

Secondo Novari la riproposizione di un modello broadcasting nei terminali di telefonia mobile permette la fruizione del prodotto despazializzata ma al tempo stesso contemporanea agli altri spettatori. Il case study H3G ne rappresenta un esempio, forte della convinzione di mantenere il valore di socializzazione proprio della trasmissione televisiva anche negli apparecchi di telefonia mobile.

Nella relazione Dalle TLC alle comunicazioni: la crescente integrazione tra televisione, telefonia e internet , Stefano Parisi, Amministratore Delegato Fastweb si sofferma invece sulle risorse dell'IpTv, risultato dell'ibridazione tra tv e telecomunicazione, all'interno di un mercato in cui diventa fondamentale lo sfruttamento contemporaneo di tutte le piattaforme distributive: "La gente vuole comprare contenuti che vengono distribuiti su tutte le piattaforme commerciali e parimenti l'industria dei contenuti va sostenuta con lo sfruttamento del mercato per far si che ci siano sempre meno prodotti con esclusiva" .     

L'esempio concreto della transizione tecnologica è illustrato nell'intervento di Gina Nieri, Consigliere di Amministrazione Gruppo Mediaset, sulla trasformazione del broadcasting a media company.

Come illustra in Da gruppo televisivo a media company , il DTT ha rappresentato per Mediaset, sulla scia dell'esempio britannico, un modo per competere con altre piattaforme di contenuti più avanzate e completare l'offerta analogica con canali digitali free come Boing e Mediashopping . Contemporaneamente il passaggio al digitale ha permesso all'emittente di entrare anche nel mondo della pay. Di fronte a questo forte avanzamento tecnologico la Nieri torna a sottolineare l'arretratezza di contenuti ancora non adatti ai nuovi linguaggi disponibili.

Marco Comastri, Amministratore Delegato Microsoft Italia, interviene sulle Evoluzioni del software e ruolo nella comunicazione digitale spiegando quanto l'ibridazione tra tv, radio e telecomunicazioni sia il risultato del definitivo ingresso nell'era digitale, dovuto alla riduzione del costo dell'informazione che ha permesso a circa un miliardo di utenti di navigare in internet. Le numerose connessioni disponibili e l'interazione uomo-macchina, tra l'altro, hanno prodotto nuove forme di pubblicità rivolte a nuovi aggregati: dai blog al messaging ed al social networking , organizzati sulla base di specifici interessi.

Michele Mozzati, autore della ditta Gino&Michele , è l'unico a trattare del futuro della tv in termini di linguaggio. In Il futuro della televisione è la radio traccia una sintesi della storia e del   successo di Zelig , trasmissione di successo degli ultimi anni che ha riportato il linguaggio televisivo alla registrazione di eventi della realtà: nello specifico, Zelig è la ripresa dello spettacolo messo in scena nell'omonimo cabaret milanese.

Tornando sul rapporto tra contenuti ed innovazione Giorgio Gori, Presidente Magnolia, con l'intervento Chi avanza e chi resiste. La TV e la sua età di mezzo analizza in maniera critica l'attuale trasformazioni dei linguaggi e del mercato televisivi.

Se molti elementi fanno ancora pensare alla centralità della tv generalista, secondo Gori la rivoluzione si avrà con internet e l'IpTv che permetteranno una più democratica scelta dei contenuti. Sono trasformazioni che non riguardano tutte le fasce di telespettatori ma che sicuramente coinvolgono il pubblico attivo della web generation, da sempre favorevole alla possibilità di scelte personalizzate. Ogni giorno dalla rete emergono fenomeni di aggregazione e condivisione che riorganizzano il tessuto sociale in microcosmi che surrogano quello che la tv ha rappresentato in questi anni. " All'emergere di questo nuovo panorama a cui fanno resistenza solo coloro che hanno espresso una supremazia sulla tv in chiaro" , secondo il Presidente di Magnolia è auspicabile un'offerta di contenuti che non riproponga, come invece ipotizzato da Novari, quella della tv generalista ma che adatti di volta in volta i testi alle caratteristiche ed alle possibilità dei nuovi mezzi di comunicazione.  

Riallacciandosi a Gori, Bruno Bogarelli, Direttore di Rete Sportitalia , prosegue sul rapporto tra innovazione tecnologica e prodotto in La declinazione dei contenuti a tema come supporto all'evoluzione tecnologica . Soffermandosi sul lavoro della rete da lui diretta ed annunciando l'imminente passaggio sul DTT e sul satellitare free, Bogarelli sottolinea l'utilità della declinazione di un prodotto da una piattaforma all'altra secondo la logica della notizia, strategia che permette economie redditizie per il mantenimento delle imprese e che rappresenta la caratteristica imprescindibile per un mercato come quello attuale ricco di competitori.

Tullio Camiglieri, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne Sky Italia ,   sull'esempio di Gina Nieri e Giorgio Gori, auspica uno sviluppo che si basi su ipotesi contenutistiche nuove, permettendo l'ampliamento del mercato nazionale piuttosto che il ricorso a prodotti e format stranieri.

Chiude il convegno Piero De Chiara, presidente DGTVì con E adesso? La tv digitale per tutti , che approfondisce il crescente ruolo delle community e l'importanza di un accesso sempre più vasto e generale ai contenuti di maggiore qualità.