Università degli Studi di Siena - Dipartimento di Fisica
 Osservatorio Astronomico
 
 Archivio delle attività svolte all'Osservatorio Astronomico Torre Luciana dal 1996 al 2002

Osservatorio Astronomico Torre Luciana

Le stelle variabili

di Maria Pia Lami


Si dicono "variabili" quelle stelle la cui luminosità varia nel tempo; se ciò è dovuto a periodiche mutazioni nella struttura fisica, queste vengono dette variabili proprie o intrinseche. Vengono però chiamate variabili anche quelle stelle la cui luminosità varia a causa delle eclissi che possono avvenire in un sistema multiplo di stelle (variabili ad eclisse). Il principale strumento di studio è la "curva di luce", un grafico che indica come cambiano i valori della magnitudine apparente (la luminosità della stella) in osservazioni effettuate in tempi diversi; tale metodo di misurazione è fondato sul confronto visuale con stelle vicine a luminosità costante.


Le classificazioni esistenti delle stelle variabili sono basate principalmente sulle caratteristiche della curva di luce. Una prima suddivisione avviene secondo la posizione sul diagramma di Hertzsprung-Russel, che mette in relazione luminosità assoluta e tipo spettrale. Le stelle variabili giganti o super giganti hanno nella quasi totalità curve di luce periodiche regolari e semiregolari; quelle della sequenza principale sono invece di tipo irregolare eruttivo, con bruschi aumenti di luminosità. La suddivisione rispecchia anche una differente situazione fisica, conseguenza di differenti stadi evolutivi: la variabilità delle giganti e super giganti è dovuto all'esaurimento dell'idrogeno nel nucleo, mentre le altre sono stelle giunte al termine della loro esistenza avendo esaurito tutto il combustibile nucleare al loro interno.
Fra le variabili giganti vanno distinte le Cefeidi (Delta Cephey, W Virginis e RR Lyrae) che si presentano come le più regolari nella loro variabilità. Fra le variabili della sequenza principale si distinguono le Novae e le Supernovae, stelle che esplodono improvvisamente, aumentando notevolmente la loro luminosità per un limitato periodo di tempo. Fra le variabili eruttive ci sono le RW Aurigae nelle quali la variabilità è da collegare ai fenomeni che provocano la condensazione e la formazione di una stella.
A causa del loro gran numero, le stelle pulsanti hanno ricevuto una nomenclatura particolare: quelle che non possiedono un nome vengono chiamate con il nome latino, al genitivo, della costellazione a cui appartengono preceduto da una lettera maiuscola da R a Z oppure preceduto da due lettere secondo la combinazione di ciscuna lettera con la seguente, per esempio CM Orionis. Tra le stelle pulsanti più note ricordiamo Mira Ceti, una gigante rossa con un periodo di 331 giorni.


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Attenzione:
dal 2003 l'Università degli Studi di Siena non svolge attività astronomiche a Torre Luciana.

Dal 2004 l'Università degli Studi di Siena ha un proprio Osservatorio Astronomico, situato nella nuova sede del Dipartimento di Fisica, inserito nel complesso universitario di Porta Romana nella zona Sud di Siena.
Torre Luciana è adesso utilizzata dal Comune di San Casciano Val di Pesa, che ha affidato la conduzione delle attività astronomiche all'Associazione Osservatorio Torre Luciana, nata dal gruppo di astrofili che frequentavano l'Osservatorio negli anni di gestione dell'Università di Siena.

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