| Università degli
Studi di Siena - Dipartimento
di Fisica Osservatorio Astronomico |
| Archivio delle attività svolte all'Osservatorio Astronomico Torre Luciana dal 1996 al 2002 |
Le comete sono fenomeni spettacolari, che hanno sempre sollecitato la fantasia delle persone. La prima cometa ad essere studiata sistematicamente fu la cometa di Halley, dal nome dell'astronomo inglese vissuto a cavallo del 1700. Halley, in base a precedenti osservazioni ed alla legge di gravitazione universale di Newton, ne aveva predetto il passaggio nel 1758. La cometa di Halley passa in prossimità della terra ogni 76 anni e il suo ultimo passaggio presso la terra è avvenuto nei primi mesi del 1986.
Le comete si muovono lungo orbite ellittiche ad eccentricità altissima, disegnando degli archi di parabola. Il loro studio ha consentito all'asronomo olandese J.H.Oort di riconoscere l'esistenza di una "zona
delle comete", detta appunto "Nube di Oort", posta nel sistema solare ad una distanza dal sole circa 100.000 volte maggiore di quella terra-sole. In questa zona, infatti, ricadono i punti più distanti delle orbite descritte dalle comete. Si ipotizza che un elevato numero di questi oggetti si muova in questa zona, fino a che, per cause ancora da definire, qualcuno di essi venga perturbato nel suo moto e dirottato verso il centro del sistema solare.
Ogni anno se ne scoprono a decine, ma solo ogni 30-40 anni ne compare una particolarmente vivida.
Una cometa è costituita da un nucleo centrale, con diametro medio di
pochi km, di ghiaccio misto a
polvere cosmica e, probabilmente, componenti rocciose, con metano ed ammoniaca
solidificati, avvolto da un guscio di polvere cosmica, a sua volta costituita
di silicati, ossidi, carbone, metalli. Sono state trovate tracce anche di molecole
organiche, tanto da far ipotizzare da qualcuno una origine cometaria della vita
sulla terra.
Quando uno di questi corpi si avvicina al Sole, il suo aspetto cambia notevolmente: l'acqua, il metano e l'ammoniaca diventano gassosi per l'aumento della temperatura, il guscio solido si frantuma ed i gas rarefatti formano una "chioma" attorno al nucleo ed una coda luminosissima, lunga anche decine di milioni di chilometri. Tale coda è sempre rivolta in direzione opposta al Sole perchè il vento solare respinge i gas che la formano.
Attenzione: Dal
2004 l'Università degli
Studi di Siena ha un proprio Osservatorio Astronomico, situato nella
nuova sede del Dipartimento di Fisica, inserito nel complesso universitario
di Porta Romana nella zona Sud di Siena. Se siete interessati alle attività astronomiche dell'Università degli Studi di Siena: Osservatorio Astronomico del Dipartimento di Fisica - Università di Siena Se siete interessati alle attività astronomiche dell'Associazione Osservatorio Torre Luciana: Osservatorio Astronomico di Torre Luciana - San Casciano Val di Pesa (Firenze) |