Che cosa è StarSimu


StarSimu è un file sviluppato con il programma di foglio elettronico Excel della Microsoft. Esso permette di simulare l’andamento delle variabili fisiche all’interno di una stella una volta fissati un certo numero di parametri e di condizioni iniziali.

Come è nato

StarSimu è nato come possibile argomento per una tesina di astrofisica stellare.

Inizialmente sono state create alcune versioni un po’ più sofisticate, per familiarizzare con alcuni aspetti teorici e tecnici dei modelli professionali. Per il confronto con tali modelli, sono state molto utili le tabelle e le figure contenute nel libro di V. Castellani "Astrofisica stellare" (Zanichelli, 1985).

Successivamente è stata sviluppata la versione "divulgativa" presentata qui. Per lo sviluppo di quest’ultima è stato invece particolarmente prezioso il libro di S.A. Kaplan "Fisica delle stelle" (Sansoni, 1982), che è un eccellente testo di alta divulgazione.


Assunzioni fatte nel nostro modello

  1. La stella è suddivisa idealmente in una serie di gusci e si impone, per ciascun guscio, una serie di equazioni che legano le diverse grandezze fisiche. Questo modo di procedere permette di risolvere le equazioni "per passi", cioè di calcolare le grandezze fisiche in un determinato guscio ed utilizzare i valori così ottenuti per calcolare le grandezze fisiche nel guscio immediatamente successivo.

    Nel caso di un modello stellare professionale, si tratta di risolvere un sistema di quattro equazioni differenziali e di tre equazioni algebriche. Le quattro equazioni differenziali forniscono, rispettivamente, la variazione di Mr (che è la massa di una sfera di raggio r), la pressione P, la temperatura T, e la luminosità Lr, tutte in funzione della distanza r dal centro della stella.

    Le tre equazioni algebriche sono la cosiddetta equazione di stato, che lega P e T alla densità rho e alla composizione chimica; un’equazione che esprime l’opacità della materia stellare; ed un’equazione che tiene conto della produzione di energia nucleare (ma queste ultime due equazioni sono di solito usate sotto forma di grosse tabelle di interpolazione).


  2. Si assume - e questo è ciò che caratterizza i modelli politropici - che la pressione sia collegata alla sola densità secondo la semplice relazione P = K * rho^Y, dove K è una costante che dipende dalla natura del politropo ed il numero Y è chiamato esponente della politropica.

    Alcune condizioni fisiche più o meno idealizzate per una stella conducono in modo naturale ad una relazione di tipo politropico. Ecco alcuni classici esempi di politropi che sono stati importanti nello sviluppo della teoria della struttura interna delle stelle:

  3. Lo spessore dr dei gusci viene scelto piccolo in rapporto al raggio della stella, e va ottimizzato in modo tale che la superficie di quest’ultima venga raggiunta soltanto negli ultimi 100-200 gusci dei quasi 1000 calcolati dal foglio elettronico. A titolo orientativo, per valori della densità centrale di 10^10, 10^11, o 10^12 g/cm³ i valori suggeriti di dr sono di 1,6 , 0,8 , o 0,4 km, rispettivamente.

    Ad esempio, in quello che noi consideriamo il "caso standard" (Y = 4/3 e K = 4,94 * 10^14 ), se si adotta una densità centrale di 10^11 g/cm³ e un dr di 0,8 km, la pressione diventa negativa a partire dal guscio 888-esimo, che corrisponde alla riga 896 del modello. I valori di r e di Mr calcolati in corrispondenza di quel guscio sono quindi il raggio e la massa totali della stella.


Caratteristiche principali


Ritorna alla home page di StarSimu


A. Marchini & M. Menichella - Ultimo aggiornamento 1/12/1997