Esempi di missioni con flyby

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Nel 1969 venne approvata la prima missione che avrebbe sfruttato un flyby: quella della sonda Mariner 10, che il 5 febbraio 1974, nel corso di un incontro ravvicinato con Venere, ricevette la spinta necessaria per arrivare a Mercurio. Pochi mesi dopo un'altra sonda, la Pioneer 11, effettuava un flyby di Giove per potersi dirigere verso Saturno. Da allora è stato un continuo susseguirsi di missioni che hanno sfruttato in maniera sempre più spinta la tecnica del flyby.
 
Una "grandiosa" missione che sfrutta il flyby è la Cassini: si tratta di una missione della NASA, attualmente in corso, destinata allo studio ravvicinato di Saturno e della sua luna più grande, Titano. Lanciata nell'ottobre 1997, la Cassini giungerà a destinazione solo nel 2004.  

Il primo obiettivo del viaggio è stato Venere. Poco dopo averlo raggiunto, nell'aprile 1998, la sonda ha acceso i razzi principali quel tanto che bastava a curvare la traiettoria, per ottenere un altro flyby di Venere nel giugno 1999. Dopodichè la Cassini proseguirà per la Terra e poi per Giove, effettuando in tutto quattro flyby prima di raggiungere Saturno. 

Traiettoria della sonda Cassini (fonte NASA/JPL) 
 

Tra le sonde spaziali che hanno utilizzato la tecnica del flyby nella loro navigazione interplanetaria ricordiamo, fra le più recenti, la sonda Ulisse. Si tratta di un veicolo, costruito dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e lanciato nell'ottobre 1990, che ha sfruttato un flyby con Giove non per aumentare la propria velocità ma piuttosto per uscire dal piano dell'eclittica e osservare così le regioni polari del Sole. Un discorso a parte meritano invece due missioni "maggiori", paragonabili per importanza alla Cassini: le missioni Voyager e Galileo.

Le sonde gemelle Voyager 1 e Voyager 2 furono lanciate nell'estate del 1977, per una missione che prevedeva lo studio ravvicinato di Giove e di Saturno. L'esperienza nei viaggi interplanetari di queste proporzioni era allora limitata alle due sonde Pioneer 10 e 11, che si erano mosse qualche anno prima su una traiettoria analoga solo per un primo tratto. Perciò inizialmente il piano di volo era limitato a questi due soli obiettivi, anche se si era a conoscenza di una rara opportunità, fornita da un particolare allineamento dei pianeti esterni del Sistema Solare, che rendeva fattibile anche una visita di Urano e di Nettuno.
 
La sonda Cassini durante il flyby con Venere (fonte NASA/JPL)  In realtà, delle due Voyager, solo la seconda, la Voyager 2, dopo l'incontro ravvicinato con Giove (luglio 1979) e Saturno (agosto 1981), fu inserita su una traiettoria che la condusse in prossimità di Urano (gennaio 1986) e di Nettuno (agosto 1989). 

La Voyager 1, invece, venne lanciata su una traiettoria studiata per mandare la sonda presso il più grande satellite di Saturno, Titano, sfruttando la spinta gravitazionale ottenuta dall'incontro con Giove, e questa particolare traiettoria la condusse poi inesorabilmente al di fuori del piano dell'eclittica. 

La Galileo è una sonda della NASA destinata allo studio di Giove. E' diventata famosa per aver lanciato una piccola sonda verso il pianeta, effettuando le prime misurazioni dirette della sua atmosfera. Lanciata nel 1989, è arrivata a destinazione nel dicembre 1995, dopo aver avuto un flyby con Venere e con la Terra (per due volte). Questi due pianeti, infatti, sono dotati di una notevole velocità orbitale, quindi, pur non riuscendo a provocare nella traiettoria di una sonda deviazioni angolari simili a quelle prodotte dai ben più massicci pianeti esterni, sono comunque in grado di fornire una spinta considerevole.


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