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Convegno di Studi. Siena 19-20 aprile 2010
Archivio di Stato di Siena


Presentazione


Fra la fine degli anni ’60 e gli anni ’80 del secolo scorso artisti come De André o Dario Fo, Pasolini o Monicelli hanno spesso usato il Medioevo come sfondo per le proprie invenzioni. Grosso modo nello stesso periodo si cominciava a riproporre anche a un pubblico ampio la musica medievale nelle sale da concerto e nelle registrazioni discografiche. Cecco Angiolieri e François Villon, la tradizione orale del teatro di improvvisazione, Boccaccio, Chaucer, la tradizione letteraria relativa alle crociate, la musica di autori come Perotinus o Guillaume de Machaut hanno dato ispirazione a creazioni e soprattutto a rappresentazioni che in molti casi avevano in realtà poco di autenticamente antico: spesso si assisteva all’elaborazione di un’idea ancora mal definita di un mondo che continuava ad essere considerato oscuro.
Studiando il fascino che il mondo medievale ha esercitato (e continua ad esercitare) sugli artisti contemporanei si possono anche capire molti aspetti del modo in cui la nostra cultura vede e interpreta questa epoca, del nostro passato. Il Medioevo, fra l’altro, si offre sia come pretesto gaio e ricco per immaginare una realtà “carnevalesca”, in cui hanno un ruolo di preminenza i piaceri e il corpo, sia come sfondo per una riflessione beffarda e piena di ironia sulla violenza del potere e della falsa religione. L’incontro si propone di mettere a confronto studiosi di letteratura, di storia, di musica medievale con protagonisti della musica e del teatro che abbiano tratto ispirazione da temi o atmosfere medievali.