III Congresso LaguNet. Italian network for lagoon research
Orbetello, 1-4 ottobre 2009
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La Laguna di Orbetello è costituita da due bacini comunicanti, denominati Ponente e Levante, ha un'estensione complessiva di 2.525 ettari ed una profondità media di circa 1 m. Comunica con il mare mediante una foce a Ponente (Nassa) ed una a Levante (Ansedonia), mentre una terza foce a Ponente la pone in comunicazione con il fiume Albegna (Fibbia). |
Le dinamiche mareali, il trasporto dei materiali longitudinalmente alla costa, la distribuzione granulometrica dei sedimenti e la morfologia del territorio non consentono di ritenere questo ambiente salmastro una laguna vera e propria bensì un complesso di stagni costieri. La laguna di Orbetello, insieme a tutte le aree umide circostanti, riveste una grande importanza non solo dal punto di vista economico ma anche naturalistico e conservazionistico. La laguna è stata infatti definita zona pSIC e ZPS (cod. IT51A0026; D.M. 25 marzo 2005, all. 3) e classificata come zona umida di interesse nazionale (cod. IT008) ai sensi della Convenzione di Ramsar. Una parte della laguna di Ponente ed il tombolo della Giannella rientrano nella Riserva Naturale Statale di Popolamento Animale della Laguna di Orbetello, gestita dal WWF Italia a tutela dell'avifauna.
| Nel corso degli ultimi trenta anni, questo sistema ha manifestato un considerevole incremento della eutrofizzazione che ha, nel tempo, determinato cambiamenti qualitativi e quantitativi dell'assetto delle popolazioni vegetali ed animali. Per quanto riguarda gli insediamenti macrofitici, variazioni nell'assetto delle dominanze tra fanerogame e macroalghe sono documentate a partire nella metà degli anni '60 con progressiva riduzione delle macrofite a favore delle macroalghe opportuniste. | ![]() |
Le grandi quantità di biomasse algali prodotte in questo sistema hanno portato ad accumuli con densità superiori ai 20 kg/m 2 che hanno determinato in passato degenerazioni rapide e sviluppo di condizioni anossiche degenerate frequentemente nel periodo compreso tra gli anni '70 e ‘90, con lo sviluppo di frequenti crisi distrofiche e con ripercussioni sulla qualità e quantità di prodotto ittico pescato annualmente.
Infatti, per quanto riguarda le popolazioni ittiche di interesse commerciale, a partire dagli anni '80 si è registrato in questo sistema un notevole aumento del cefalame e una sensibile riduzione delle anguille. In seguito, con l'instaurarsi di persistenti condizioni di ipertrofia, la produzione ittica ha subito una brusca riduzione. Per fronteggiare il ripetersi di episodi critici, la laguna è stata dichiarata “area ad elevato rischio di crisi ambientale" (delibera del Consiglio dei Ministri del 2 aprile 1993), con conseguente nomina di un Commissario Delegato al Risanamento della Laguna di Orbetello. Gli interventi dei vari Commissari che si sono susseguiti dal 1994 fino ad oggi sono stati finalizzati alla implementazione del rinnovo delle acque alle foci lagunari realizzando idrovore per la immissione forzata delle acque marine, della circolazione interna, alla rimozione dei reflui ad effetto eutrofizzante presenti in laguna, alla raccolta delle macroalghe.
Le problematiche legate all'eutrofizzazione delle acque sono associate alla contaminazione chimica originata da accumulo di contaminanti ambientali derivanti da pregresse attività industriali e produttive. Queste problematiche sono alla base della iscrizione della parte orientale della laguna di ponente tra i Siti di Bonifica di Interesse Nazionale (SIN) di Orbetello – Area ex Sitoco (art. 14 comma, lettera p-decies della Legge 31 luglio 2002 n. 179 “Disposizioni in materia ambientale”), sito perimetrato ai sensi dell'art. 1 comma 4 della Legge 9 dicembre 1998 n. 426 con decreto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio del 2 dicembre 2002, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27/03/2003 ed attualmente esteso a tutta la superficie lagunare.
Nel contesto illustrato, il Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università degli Studi di Siena, il Polo Universitario Grossetano, la società Orbetello Pesca Lagunare con la collaborazione del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa) e dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, svolgono attività di ricerca scientifica su tematiche inerenti: l'ecologia dei sistemi lagunari ed in particolare la valutazione dello stato di salute della laguna di Orbetello, la gestione ambientale, l'ecotossicologia, il ripristino di aree contaminate da attività antropiche, le attività di pesca e di acquacoltura. Svolgono, inoltre, sempre in collaborazione con i vari soggetti e con le realtà produttive locali attività di divulgazione, orientamento e formazione.
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