AMBITO DI MUSICA, TEATRO, SPETTACOLO
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Piano dei corsi
Filosofia della musica
Storia del Teatro e dello Spettacolo
Storia del teatro francese
Storia della danza e del mimo
Storia della musica moderna e contemporanea
Storia e critica del Cinema
Storia e tecnica della Fotografia
Teoria e Storia della Scenografia
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Il programma dei corsi è articolato secondo tre diverse modalità di insegnamento, ciascuna delle quali implica un rapporto tra ore di insegnamento e ore di studio, da cui risulta il numero dei crediti:
LEZIONI (MB e MS) (rapporto 1:3)
MODULO DI BASE (MB) - (30 ore= 5 crediti) -
Corso di lezioni che introduce allo studio di una delle discipline dell'Indirizzo
- per matricole e studenti (iscritti prima del 2000) che sostengono l'esame per la prima volta.
MODULO SPECIALISTICO (MS) (30 ore= 5 crediti) -
Corso di lezioni che approfondisce un argomento nell'ambito di una disciplina
LABORATORI (L) - (rapporto 1:1 o 1:2)
Lo studente entra in contatto più diretto con le arti e le professioni del teatro, della danza, della musica, del cinema, della fotografia, conosce da vicino l'esperienza di alcuni artisti, ha occasione di sperimentare le proprie capacità e talenti.
Alcuni laboratori sono aperti a tutti gli studenti frequentanti, altri sono specialistici e quindi limitati agli studenti che hanno già superato un esame della disciplina.
TUTORATO (T) - (1:3)
Lo studente è seguito individualmente dal docente nello studio e nella scrittura di relazioni.
Schema riassuntivo:
Matricole: MB oppure MB+ MS
Studenti (iscritti prima del 2000) che sostengono il I esame: MB + MS
Studenti (iscritti prima del 2000) che sostengono il II o il III esame: MS + L + T
(Gli studenti, iscritti prima del 2000, che scelgono l'esame seminariale e i laureandi saranno seguiti dal docente nello studio di un particolare argomento del corso specialistico e nella preparazione di una relazione in incontri di tutorato individuali e di gruppo).
I semestre
Laura Caretti, Stefania Battaglia, Vito Di Bernardi
modulo di base di teatro, scenografia, danza e mimo
I linguaggi dello spettacolo teatrale
30 ore 5 crediti
Laura Caretti
Stefania Battaglia : Lo spazio codificato : origini, sviluppi e crisi del Teatro all’Italiana
Il teatro all'italiana, pur con una pluralità di interpretazioni ed evoluzioni, rappresenta il modello dominante di luogo teatrale tra 500 e 800. Questo spazio del teatro che si esplicita nell'edificio-monumento, nell'articolazione di sala e palcoscenico attrezzato e nella scenografia illusionistica, pietrifica una forma-teatro egemonica che emargina altre possibilità e idee di spazio, assunte ed elaborate dalla varietà di teatri sacri e profani dall'alto Medio Evo al Rinascimento.
Le lezioni si propongono di indagare le origini, gli sviluppi e la crisi del teatro all'italiana , evidenziando in particolare il passaggio dal luogo teatrale all'edificio codificato, lo sviluppo e il consolidarsi di una unità morfologica e di una convenzione scenografica tra ‘500 e ‘700, l'incrinarsi del modello tra ‘800 e ‘900.
Le lezioni si svolgono con il supporto di Diapositive
10 ore/ 5 lezioni
Vito Di Bernardi: Attore, danzatore e mimo: le tecniche del performer e il lavoro dello spettatore
Scriveva Eduardo De Filippo: "l’attore entra in scena come se venisse da lontano, senza guardare il pubblico". Queste parole di Eduardo oltre ad indicare una tecnica attoriale di contatto con gli spettatori, un modo di suscitarne l’interesse, alludono anche alla necessaria concentrazione psichica del performer, risultato del lungo lavoro di preparazione, di prove, di immersione nell’immaginario che precede il suo ingresso sulla scena e che ne contraddistingue la condizione di alterità, di "lontananza" dal pubblico. L’incontro tra la concentrazione del performer e l’attesa del pubblico che, per citare Peter Brook, va a teatro con il desiderio che "succeda qualcosa", costituisce il "grado zero" dello spettacolo, la matrice feconda della comunicazione teatrale.
Le lezioni si svolgono con il supporto di documenti video
10 ore / 5 lezioni .
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Prof. Ferdinando Abbri, ordinario, supplente
Data inizio corso: martedì 17 ottobre 2000
Orario delle lezioni: martedì 16-17, mercoledì 10-12, giovedì 11-13
Titolo del corso: Il problema del "tragico" e la drammaturgia musicale contemporanea
Aristotele definisce la tragedia come imitazione (mimesis) di un’azione seria e compiuta, indica che i fatti, ossia il racconto, sono il fine della tragedia (Poetica, 49b 25-29; 50a 22-23): racconto, caratteri e pensiero determinano la tragedia (50a; 50b). La definizione aristotelica ha accompagnato tutte le discussioni sul "tragico" sino all’età moderna, dove accanto alla poetica del tragico è sorta una filosofia del tragico.
Il corso si propone di considerare a) la filosofia del tragico nella tradizione classica tedesca; b) tentativi musicali contemporanei, a fronte di teorizzazioni della morte della tragedia (L. Goldmann, G. Steiner) di dare vita a tragedie in musica vere e proprie e d’argomento classico.
1a parte: "La filosofia contemoporanea del tragico".
Testo:
P. Szondi, Saggio sul tragico, Torino, Einaudi, 1996.
2a parte: "La tragedia musicale contemporanea".
Sarà considerata, attraverso anche ascolti mirati, la trilogia classica di Carl Orff: Anthigonae (1949); Oedipus der Tyran, (1959), Prometheus (1968).
Questa parte avrà come centro di studio King Priam (Re Priamo, 1962) di Michael Tippett. Si procederà ad un’analisi drammaturgico-musicale dell’opera di Tippett e sarà considerata l’edizione in videocassetta della Kent Opera, con la regia di N. Hytner e la direzione musicale di R. Norington.
Testi:
F. Hoelderlin, Edipo il Tiranno, a cura di T. Cavallo, Universale Economica Feltrinelli, 1991.
M. Tippett, King Priam (Libretto). (Fotocopia del libretto inglese originale sarà a disposizione degli studenti. Il docente procederà alla traduzione italiana nel corso delle lezioni).
Orario di ricevimento: mercoledì 9-10 e 14-16 (Pionta), giovedì 16-17 (Pionta).
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Storia del Teatro e dello Spettacolo
Prof.ssa Laura Caretti, ordinaria
Modulo di base (MB): Dal testo alla scena: introduzione alle arti e professioni dello spettacolo teatrale
(30 ore 5 crediti)
Come si crea uno spettacolo teatrale? Quali metamorfosi attraversa il testo scritto nel processo di messinscena? Cos'è cambiato nel teatro di oggi rispetto alla prassi scenica di altre epoche? Nel corso si guarderà soprattutto alla fase che precede la rappresentazione - passaggio dal testo al copione di scena, lavoro degli attori, ruolo della regia, sinergia delle arti della scena nella preparazione dello spettacolo (scenografia, luminotecnica, costumistica, musica). Entrando nel laboratorio di alcune compagnie del nostro tempo, si prenderanno in esame varie tipologie di testi e spettacoli, facendoci guidare dalle testimonianze sia visive, che scritte e orali di artisti teatrali (anche invitati a parlare a lezione del loro lavoro) e andando a vedere dal vivo le prove di una messinscena.
Letture di testi :
W.SHAKESPEARE, Amleto, (tr. Eugenio Montale), Milano, Oscar Mondadori
C. GOLDONI, Arlecchino servitore di due padroni, Milano Rizzoli (in Appendice le note del regista e degli attori)
L. PIRANDELLO, Sei personaggi in cerca d'autore, Torino, Einaudi (riunisce tutte le versioni del dramma)
E. DE FILIPPO, La parte di Amleto, Torino, Einaudi
R. HARWOOD, Servo di scena,
S. BECKETT, Catastrofe, Torino, Einaudi
M.FRAYN, Rumori fuori scena,
Una dispensa riunirà saggi di E.G.Craig, P.Brook, G.Strehgler, I. Bergman, A.Mnouchkine, Eduardo ecc. e verrà data agli studenti all'inizio del corso.
Modulo specialistico: La rappresentazione dei sogni (30 ore 5 crediti)
La strana magia del teatro somiglia a quella dei sogni. Così Puck nel Sogno di una notte di mezza estate scioglie l'incantesimo della notte e della rappresentazione, e il mago Prospero nella Tempesta dissolve le ombre create sul palcoscenico di Shakespeare. Il teatro agisce sull'immaginazione degli spettatori, annulla il confine tra realtà e illusione, rappresenta la vita come fosse fatta della "sostanza dei sogni". In alcune opere teatrali questa dimensione onirica invade la scena, proietta i personaggi fuori da se stessi, svela incubi e desideri, frantuma il tessuto drammaturgico. Il corso prenderà in esame alcune di queste opere e la loro messinscena, chiedendosi quale magia sia necessaria per la loro rappresentazione. Quale magia scenica si richiede per la loro rappresentazione ?
Testi:
W.SHAKESPEARE, Sogno di una notte di mezzaestate,
CALDERON, La vita è sogno,
G. D'ANNUNZIO, Sogno di un mattino di primavera,
A. STRINDBERG, Un sogno,
L. PIRANDELLO, Sogno (o forse no),
I giganti della montagna
EDUARDO, La grande magia
LABORATORIO (per tutti gli studenti frequentanti)
condotto della regista televisiva Francesca Catarci (8 ore =1 credito)
Il teatro narrato dalla televisione.
Come nasce un programma televisivo sullo spettacolo? Come è possibile
raccontare con il linguaggio televisivo la messa in scena di una pièce
teatrale o di un'opera lirica? Il corso o il laboratorio intende rispondere
a queste domande attraverso l'analisi di alcuni programmi di RaiTre e RaiUno
sullo spettacolo teatrale e lirico.
Laboratorio teatrale: Amleto nel bel mezzo di un gelido inverno (24 ore -2 crediti)
( condotto Laura Caretti in collaborazione con il regista teatrale Lorenzo Salveti )
Trasposizione scenica del film: Nel bel mezzo di un gelido inverno di Kenneth Branach.
Il laboratorio richiede una partecipazione attiva degli studenti alla messinscena, ma è anche per tutti un esempio di spettacolo nelle sue fasi di preparazione e di prova in palcoscenico.
MATRICOLE (iscritti 2000) di tutti i Corsi di laurea ---Modulo di base (30 ore 5 crediti)
MATRICOLE- Triennio TMC Modulo di base+ Modulo specialistrico (30+30 = 10 crediti)
STUDENTI ISCRITTI PRIMA DEL 2000 -
I e II esame Modulo di base+ modulo specialistico (60 ore)
Laureandi e III esame solo modulo specialistico, programma concordato con la docente.
Notes
SHAKESPEARE
- fuga nella foresta- notte
- il sogno di Hermia - desiderio paura serpente/risveglio solitudine
rappresentazioni
Reinhardt - teatro Boboli- film
Puck Gruppo della Rocca
Cecchi
Film Comencini
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Dott.ssa Daniela Mauri, ricercatrice, supplente
Data inizio corso: giovedì 19 ottobre 2000
Orario delle lezioni: modulo A: giovedì 14-16, venerdì 14-15
Modulo B: venerdì 15-16, sabato 9-10
Titolo del modulo: La commedia francese dal Seicento al Novecento.
Contenuto del modulo: saranno lette e commentate – nel loro testo integrale – alcune commedie particolarmente significative nell’ambito dell’evoluzione di questo genere narrativo in Francia. Ci si avvarrà, per quanto possibile, di supporti audiovisivi in italiano e in francese. Tale modulo è destinato agli studenti del primo anno, come pure agli studenti degli anni successivi. Per questi ultimi tale modulo è obbligatorio.
Titolo del modulo: Il teatro di Molière dal testo alla ‘mise en scène’.
Contenuto del modulo: vedi programma già consegnato.
Tale modulo è destinato agli studenti di secondo terzo e quarto anno.
Corso monografico: Molière dal testo alla "mise en scène"
Informazioni sul corso: Verranno presi in esame alcuni capolavori di Molière: Tartuffe, L’Avare, Le Misanthrope, Le Malade imaginaire e Le Bourgeois gentilhomme sia dal punto di vista testuale (analisi dello ‘statuto’ del personaggio moliériano, ricorrenza di temi emotivi, ecc.), sia dal punto di vista della loro rappresentazione. Con l’ausilio di videocassette, verranno infatti analizzate le modalità di ‘mise en scène’ ad opera di registi sia francesi che italiani. E’ prevista anche una parte istituzionale di inquadramento delle problematiche relative al teatro secentesco francese, non soltanto di genere ‘comico’.
Indicazioni bibliografiche:
M.Baschera, Théâtralité dans l’oeuvre de Molière, Tubinga, G.Narr, 1998.
M.Corvin, Molière et ses metteurs en scène d’aujourd’hui: pour une analyse de la représentation, Lione, Presses Universitaires de Lyon, 1985.
P.Dandrey, Molière ou l’esthétique du ridicule, Parigi, Klincksieck, 1992.
G.Defaux, Molière ou les métamorphoses du comique: de la comédie morale au triomphe de la folie.
G.Mazouer, Trois comédies de Molière: "Le Misanthrope", "Georges Dandin", "Le Bourgeois gentilhomme", Parigi, SEDES, 1999.
Altre indicazioni e altri testi verranno forniti durante lo svolgimento del corso.
E’ richiesta agli studenti una conoscenza del francese almeno sufficiente a seguire, durante le lezioni, la lettura delle opere in programma, che avverrà su edizioni in lingua originale.
Saranno comunque fornite indicazioni sulle tradizioni italiane dei testi stessi.
Seminario: Analisi delle traduzioni italiane dei testi di Molière.
Orario: sabato 9-10
Tenuto dalla dott.ssa Daniela Mauri
Data di scadenza di iscrizione al seminario: 26 ottobre 2000
Orario di ricevimento: I semestre giovedì 16-17; II semestre martedì 14-15.
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Dott. Vito Di Bernardi, ricercatore, supplente
Modulo di base per le matricole e per chi frequenta la prima volta
30 ore 5 crediti
dal 5 Marzo 2001
orario: lunedì: 11-13; martedì 14-16; mercoledì 14-15
L’arte del movimento nella danza e nel mimo
Scopo di questo modulo è di fornire gli elementi caratterizzanti la storia della danza e del mimo in una prospettiva storico-analitica. Particolare attenzione sarà rivolta all’idea di composizione coreografica e di partitura gestuale. E’ prevista l’analisi video di 8 coreografie (balletto,danza moderna, danza contemporanea,danza etnica) e di 2 spettacoli di mimo (pantomima classica e mimo astratto).
Bibliografia: W.Sorell, Storia della danza, il Mulino, Bologna 2000
M.De Marinis, Mimo e Teatro nel Novecento, la casa Usher
, Firenze 1993Modulo specialistico
30 ore 5 crediti
dal 23 Aprile 2001
orario: lunedì 11-13; martedì 14-16; mercoledì 11-13
Il modulo è diviso in due sezioni e si focalizza sull’analisi dei modi di creazione della danza in contesti differenti. Per quanto riguarda l’occidente, l’analisi dell’opera di Maurice Béjart pone il fondamentale interrogativo del come rinnovare e arricchire la tradizione del balletto classico contaminandola con i riferimenti culturali più diversi, dall’Oriente, all’Africa, da Wagner, alla Callas a Pasolini.
La sezione orientale del modulo analizza uno degli elementi più potenti e antichi del linguaggio simbolico dello spettacolo: la maschera. Quali sono il significato e la funzione della maschera in culture coreutiche legate ancora al pensiero mitico-religioso?
Il modulo è riservato a chi abbia già seguito un corso di Storia della danza e del mimo oppure è subordinato alla frequentazione preliminare del modulo di base.
a) Il balletto nel XX secolo: Maurice Béjart e il "teatro totale"
Uno dei coreografi oggi più popolari e più discussi, Béjart ha segnato con una vastissima produzione, in cui spiccano l’erotismo estremo del Sacre du Printemps e del Bolero, le tappe principali della storia della danza del Novecento.
b) La maschera e il trucco come maschera nel teatro-danza orientale
Analisi video di spettacoli di Topeng balinese, Wayang giavanese, Kathakali indiano, teatro No giapponese e Opera di Pechino.
Bibliografia : E. Vaccarino, Maurice Béjart, costa & nolan, Genova 2000
V.Di Bernardi, Teatro-danza indonesiano:Giava e Bali, la casa Usher, Firenze 1995
E.Barba-N.Savarese,L’arte segreta dell’attore. Dizionario di Antropologia Teatrale, Argo, Lecce1996
Laboratorio
8 incontri 16 ore 2 crediti
A partire da data da definirsi
lunedì ore 14-16 - martedì ore 16-18 , Teatro Università "P.Aretino
Al laboratorio possono partecipare anche le matricole interessate alla disciplina
Il gesto della vita: laboratorio di danza contemporanea condotto dal danzatore-coreografo Giorgio Rossi (Compagnia Sosta Palmizi). A cura di Vito Di Bernardi
Ricevimento docente:
dal 15 settembre al 15 ottobre, mercoledì 14-17 (Dipartimento). Per il periodo del primo semestre l’orario verrà comunicato successivamente.
II semestre: martedì 10-13 (Pionta)
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Storia della musica moderna e contemporanea
Dott. Andrea Chegai ricercatore, supplente
1) Modulo di base per le matricole e per chi frequenta per la prima volta (ore 30)
Avviamento allo studio della Storia della musica (6 ore)
Questa parte del modulo ha funzione introduttiva sullo studio universitario della Storia della musica. Tre ore iniziali saranno dedicate all’illustrazione dei ragguagli tecnici da acquisirsi con esercitazioni su materiali forniti dal docente (per coloro che non conoscono la musica); le tre ore successive all’esemplificazione di schemi applicativi per l’intendimento di una pagina musicale di media difficoltà.
Problemi di metodo nella Musicologia (6 ore)
Fondamenti generali del settore. Le diverse discipline nell’ambito della Musicologia (storiografia, analisi, semiologia, drammaturgia musicale); loro caratteristiche. Connessioni interdisciplinari fra musica teatro letteratura cinema per un quadro operativo complessivo.
Lineamenti di Storia della musica (18 ore)
In questa parte del modulo si predisporrà una campionatura di questioni e problemi relativi alla Storia della musica generale. Ascolto, analisi e discussione di una selezione di brani significativi ed esemplari nell’ambito dei diversi generi e forme, scelti da epoche diverse; la selezione dei brani avverrà a partire dai manuali suggeriti per la preparazione.
Il tutto costituisce un modulo inscindibile
Bibliografia:
a) Un manuale generale a scelta fra:
M. Baroni et al., Storia della musica, Torino, Einaudi, 1995.
M. Mila, Breve storia della musica, Torino, Einaudi, 1993.
b) Un manuale specifico della collana "Storia della musica" a cura della SidM (Torino, Edt, 19912 e sgg.) a scelta fra: L. Bianconi, Il Seicento; A. Basso, L’età di Bach e di Haendel; G. Pestelli, L’età di Mozart e di Beethoven; R. di Benedetto, Romanticismo e scuole nazionali nell’Ottocento; F. Della Seta, Italia e Francia nell’Ottocento; G. Salvetti, La nascita del Novecento; G. Vinay, Il Novecento nell’Europa orientale e negli Stati Uniti, A. Lanza, Il secondo Novecento.
oppure:
Un volume a scelta fra: AA.VV., L’esperienza musicale: teoria e storia della ricezione, a cura di G. Borio e M. Garda, Torino, EDT, 1989; C. Dahlhaus-H. H. Eggebrecht, Che cos’e la musica?, Bologna, Il mulino, 1988; J.J. Nattiez, Musicologia generale e semiologia, a cura di R. Dalmonte, Torino, EDT, 1989; Id., Il discorso musicale. Per una semiologia della musica, a cura di R. Dalmonte, Torino, Einaudi, 1987.
Gli ascolti messi a disposizione dal docente, che costituiranno parte integrante della preparazione
2) Modulo specialistico:
Tendenze dello spettacolo musicale italiano nel secondo Settecento (30 ore)
Il corso si prefigge la ricostruzione e l’analisi dello spettacolo musicale (opera e ballo) in voga nei teatri italiani nel periodo prescelto, sulla base dei soggetti impiegati e delle nuove istanze musicali-formali, per una definizione dei canoni estetici e sociologici correnti. Si effettueranno sotto la guida del docente ascolti discografici e ricognizioni su libretti a stampa e su partiture manoscritte dell’epoca.
Il corso è riservato a chi abbia già seguito un corso di Storia della musica oppure è subordinato alla frequenza preliminare del modulo di base di cui al punto 1).
Bibliografia:
Un gruppo di letture a scelta fra i due seguenti:
a) A. Chegai, L’esilio di Metastasio. Forme e riforme dello spettacolo d’opera fra Sette e Ottocento, Firenze, Le Lettere, 20002.
P. Fabbri, Istituti metrici e formali, in "Storia dell’opera italiana", a cura di L. Bianconi e G. Pestelli, Torino, EDT, 1987-1988, vol. 6 (Teorie e tecniche. Immagini e fantasmi), 163-233 (in particolare pp. 192 sgg.).
F. Piperno, Il sistema produttivo, fino al 1780, in "Storia dell’opera italiana", a cura di L. Bianconi e G. Pestelli, Torino, EDT, 1987-1988, vol. 4 (Il sistema produttivo e le sue competenze), 3-75.
b) R. Strohm, L’opera italiana nel Settecento, trad. di L. Cavari e L. Bianconi, Venezia, Marsilio, 1991 (richiede conoscenze musicali approfondite).
K. Kuzmich Hansell, Il ballo teatrale e l’opera italiana, in "Storia dell’opera italiana", a cura di L. Bianconi e G. Pestelli, Torino, EDT, 1987-1988, vol. 5 (La spettacolarità), 175-306.
F. Piperno, Il sistema produttivo, fino al 1780, in "Storia dell’opera italiana", a cura di L. Bianconi e G. Pestelli, Torino, EDT, 1987-1988, vol. 4 (Il sistema produttivo e le sue competenze), 3-75.
Gli ascolti messi a disposizione dal docente, che costituiranno parte integrante della preparazione
Orario delle lezioni: lunedì, martedì, mercoledì ore 11-13. Primo semestre.
Ricevimento mercoledì ore 9-11.
Laboratorio:
Problemi di prassi esecutiva nella musica del Settecento, a cura di Federico Maria Sardelli, 8 ore (calendario da stabilire).
Il laboratorio informerà sui criteri e sulle procedure impiegate dagli esecutori moderni nel recupero di composizioni strumentali e operistiche del XVIII secolo di cui si è persa la continuità esecutiva. Concetto di ‘testo musicale originale’; lettura critica di un testo musicale, disposizione e adattamento del testo a compagini strumentali, poli-.strumentali e vocali-strumentali; questioni relative alla eventuale messinscena; problematiche insite nel rapporto fra gusto dell’epoca e gusto corrente, e loro punti d’incontro.
Il laboratorio da luogo a un credito. Al laboratorio possono partecipare anche le matricole se interessate alla disciplina.
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Prof. Andrea Martini, ordinario
Primo semestre
Modulo di base (30 ore = 5 crediti)
Introduzione allo studio della Storia del Cinema
Propedeutica alla critica cinematografica
Il corso prevede la visione di almeno 8 opere cinematografiche. Alcune di esse saranno curate dal docente. In ogni caso tutte le pellicole nella loro versione video saranno messe a disposizione degli studenti che potranno prenderne visione nei locali previsti per tutta la durata del corso.
Indicazioni bibliografiche propedeutiche
G.Rondolino-R.Tomasi, Manuale del film (Linguaggio, racconto, analisi) Torino Utet 1995
G. Grignaffini, Signore e signori: il cinematografo, Venezia Marsilio 1995
La bibliografia completa sarà indicata all'inizio del corso
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Orario delle lezioni: Mercoledì ore 15-16, Giovedì ore 16-18, Venerdì ore 16-18.
Modulo specialistico (30 ore = 5 crediti)
La Nouvelle vague francese
Autori, opere e teoria del movimento che nei primi anni Sessanta rinnovò profondamente il cinema europeo e generò un mutamento delle forme espressive destinato a incidere attraverso i suoi modelli fino ai nostri giorni
Il corso prevede la visione di almeno 8 opere cinematografiche. Alcune di esse saranno curate dal docente. In ogni caso tutte le pellicole nella loro versione video saranno messe a disposizione degli studenti che potranno prenderne visione nei locali previsti per tutta la durata del corso.
Indicazioni bibliografiche propedeutiche
M.Marie, La Nouvelle vague Torino Lindau 1998
R. Turigliatto, ( a cura di) La Nouvelle Vague Torino Lindau 1995
La bibliografia completa sarà indicata all’inizio del corso.
Orario delle lezioni: Mercoledì 15-16, Giovedì 16-18, Venerdì 16-18.
N.B: Gli studenti che intendano seguire il corso di Storia e Critica del Cinema secondo il vecchio schema dovranno seguire i due moduli consecutivamente
Laboratorio A ( 8 ore ) 1 credito.
Il piano sequenza. Le ragioni delle più classica delle figure linguistiche del cinema dalle origini ai nostri giorni.
(Il laboratorio sarà curato da Adriano Aprà Direttore della Cineteca Nazionale Italiana)
Orario da stabilire nell’ ambito del primo semestre
Laboratorio B (8 ore) 1 credito
Teoria e tecnica del restauro cinematografico
(Il laboratorio sarà curato dal Prof, Paolo Cherchi Usai. (Università di Rochester N.Y)
Orario da stabilire nell’ambito del secondo semestre.
Altri laboratori potranno essere organizzati nel corso dell’anno accademico. Ne sarà eventualmente data notizia attraverso fonti ufficiali.
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Storia e tecnica della Fotografia
Dott. Massimo Agus, contratto
Modulo di base:
Lineamenti di Storia e Tecnica della Fotografia
(30 ore per 5 crediti)
II semestre
Dal 1 Marzo 2001 al 6 Aprile
Orario: Giovedì 14.00-16.00 - Venerdì 14.00-17.00
Il corso si propone di fornire un’introduzione di base alla Storia della Fotografia e di delineare gli elementi fondamentali per l’analisi del linguaggio fotografico e la lettura critica ed interpretativa dell’immagine fotografica.
Saranno affrontati i nuclei tematici fondamentali della materia: che cosa è la fotografia, come leggere un’immagine fotografica, la fotografia nell’ottocento, il paesaggio, la città, il ritratto, il corpo, la fotografia documentaria, la fotografia come arte, ecc.
Mettendo a confronto i differenti approcci ai vari temi sviluppati dai diversi autori, e attraverso la visione e l'analisi critica delle immagini, sarà tracciato un quadro organico delle problematiche relative alla fotografia e delle relazioni con le altre forme espressive.
Le lezioni saranno accompagnate da proiezioni di diapositive. Per ampliare la conoscenza diretta della materia saranno organizzate visite guidate a musei, gallerie e mostre ed incontri con critici e fotografi.
Modulo specialistico:
La fotografia di teatro
(30 ore per 5 crediti):
Dal 19 Aprile 2001 al 25 Maggio
Orario: Giovedì 14.00-16.00 - Venerdì 14.00-17.00
Questo modulo intende indagare l’evoluzione della fotografia di scena in relazione sia ai mutamenti tecnici ed estetici della fotografia, sia alla storia dello spettacolo. Si procederà nell’analisi delle problematiche attinenti a questo settore della fotografia attraverso lo studio del lavoro di 4 fotografi italiani contemporanei che con diversi approcci lavorano in questo campo, confrontandone i diversi modi di affrontare la relazione tra teatro e immagine. I fotografi sono: Maurizio Buscarino, Luigi Ciminaghi, Tony D’Urso, Tommaso Lepera.
All’interno del modulo sarà anche dato spazio ad un’esercitazione pratica dello studente.
Laboratori
1) Tecnica base di ripresa fotografica
(8 ore per 1 credito)
Condotto da Massimo Agus
II semestre
Data e orario da definirsi
Il laboratorio si propone di dare allo studente le conoscenze di base del funzionamento della macchina fotografica, delle tecniche di ripresa e d’esposizione. Le lezioni saranno affiancate da prove pratiche eseguite dagli studenti.
2) Il performer e la fotografia
(8 ore per 1 credito)
Condotto da un fotografo di teatro
II semestre
Data e orario da definirsi
Il laboratorio si propone di mettere in luce, attraverso l’esperienza di fotografi e di performers (attori e danzatori), il particolare rapporto tra fotografia e atto performativo.
Orario ricevimento: I semestre giovedì 10.30 -12.30 (Dipartimento) (ogni 15 giorni)
II semestre giovedì 16.00 -17.30 (Pionta).
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Teoria e Storia della Scenografia
Dott.ssa Stefania Battaglia, contratto
II SEMESTRE
Orario: martedì 10-13, mercoledì 11-13
Modulo di base per le matricole e per chi frequenta la prima volta
30 ore 5 crediti
Il teatro all'italiana : origini, sviluppi, crisi
Il teatro all'italiana , pur con una pluralità di interpretazioni ed evoluzioni, rappresenta il modello dominante di luogo teatrale tra 500 e 800. Questo spazio del teatro che si esplicita nell'edificio-monumento, nell'articolazione di sala e palcoscenico attrezzato e nella scenografia illusionistica pietrifica una forma-teatro egemonica che emargina altre possibilità e idee di spazio, assunte ed elaborate dalla varietà di teatri sacri e profani dall'alto Medio Evo al Rinascimento.
Il corso si propone di indagare le origini, gli sviluppi e la crisi del teatro all'italiana , evidenziando in particolare il passaggio dal luogo teatrale all'edificio codificato nel Rinascimento, lo sviluppo e il consolidarsi di una unità morfologica e di una convenzione scenografica tra 500 e 700, l'incrinarsi del modello tra 800 e 900.
Le lezioni si svolgono con il supporto di Diapositive
Bibliografia di base
F. Cruciani , Lo spazio del teatro, Bari, Laterza, 1998
F. Mancini, Scenografia italiana. Dal Rinascimento all'età Romantica, Milano, 1966
( una copia fotostatica è disponibile in biblioteca)
Altre indicazioni bibliografiche saranno fornite durante le lezioni.
Modulo Specialistico
30 ore per 5 crediti
Il modulo è riservato a chi abbia già seguito un corso di Teoria e Storia della scenografia, oppure è subordinato alla frequentazione preliminare del modulo di base.
Risulta composto da due sezioni :
1a – "LA LUCE E LA SCENA"
La funzionalità espressiva della luce non era sconosciuta agli antichi teatranti. Già nel Rinascimento si inventavano complessi congegni, in cui ampolle di acqua colorata e lumi di candela collaboravano a diffondere luci suggestive sulle scene prospettiche. Con l'avvento della luce elettrica e la sempre più accelerata evoluzione delle tecnologie illuminotecniche, la luce entra nel pieno delle sue potenzialità, acquistando non solo nuove funzionalità in rapporto allo spazio e all'azione teatrale, ma guadagnandosi anche un autonomo carattere oggettuale e performativo, sulla linea di analoghe ricerche di luce-segno, sviluppatesi nell'ambito delle arti visive e installative contemporanee.
Scopo di questo modulo è di indagare l'evoluzione delle soluzioni illuminotecniche e della funzionalità drammatica della luce , con particolare riferimento alle teorie e alla pratica novecentesca.
Le lezioni si svolgono con il supporto di diapositive e videotapes
2a- INSIEME A TEATRO
Per una corretta comprensione dei linguaggi teatrali,la frequentazione diretta degli spettacoli deve ritenersi parte integrante e obbligatoria del corso.
Saranno organizzate, in concomitanza con la visione di spettacoli proposti dal docente, due visite guidate in cui lo studente avrà l’occasione di approfondire le caratteristiche tipologiche della sala teatrale e del palcoscenico, con le relative attrezzature tecniche funzionali al montaggio di scene e luci.
Bibliografia di base:
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