Riforma universitaria

dalle facoltà ai dipartimenti, cosa cambia

  • Che cos’è la riforma universitaria?

     

    La legge 240 del 30 dicembre 2010 sull’organizzazione dell’università (detta “legge Gelmini”)

    ha richiesto profondi cambiamenti organizzativi all’interno delle Università.

    Tra i più importanti:

    •    nuovo statuto
    •    nuovi regolamenti
    •    introduzione della contabilità economico patrimoniale
    •    adozione di un codice etico

     

    Tra le principali novità vi è anche la sostituzione delle facoltà e dei dipartimenti con nuove strutture organizzative dove sono confluite le competenze e responsabilità in materia di didattica (prima a carico delle facoltà) e di ricerca (prima a carico dei dipartimenti).
    Le nuove strutture hanno ereditato il nome di una delle precedenti, dipartimenti, pur avendo compiti e organizzazione molto diversi da prima

     

    L’Università di Siena, che prima aveva 9 facoltà e 38 dipartimenti, si è organizzata in 15 dipartimenti suddivisi in 4 aree scientifico-didattiche.

    I corsi di studio, che prima appartenevano a una facoltà, adesso appartengono a uno di questi nuovi dipartimenti: dal punto di vista dello studente, praticamente, cambia soltanto il “contenitore” dell'offerta formativa.