· " Strumenti e
valutazioni di politica agro-alimentare-ambientale" a cura di
· "Problemi e Prospettive
della Politica Agraria", a cura di
· " La Riforma della Politica Agricola Europea: gli effetti
sull'economia italiana, toscana e senese", a cura di
N. 1 -
N. 2 -
Abstract
Nella storia della CE il bilancio generale, necessario per la gestione e lo
sviluppo di politiche comuni, ha spesso rappresentato una causa di tensione sia
tra le istituzioni comunitarie che tra i paesi membri. Le necessità di
finanziamento si sono scontrate più volte con l'esigenza del controllo
democratico sulla spesa e con il bisogno di garantire una sufficiente equità di
ripartizione delle entrate e delle spese tra i paesi membri. Questo contributo
passa in rassegna le difficoltà incontrate e le soluzioni adottate, nel
tentativo di fornire un'interpretazione dei compromessi che sono stati
realizzati. Vengono inoltre evidenziati anche altri aspetti problematici che
rendono l'analisi del finanziamento delle politiche comuni poco agevole e
possono contrastare con l'impiego efficiente della spesa pubblica comuniaria.
N. 3 - Alberto Bastiani, Analisi dei costi amministrativi della
politica agraria: una indagine in provincia di Grosseto , Aprile 1993.(213448 byte)
Abstract
Abbiamo scelto di analizzare il costo amministrativo in considerazione di una
recente tendenza della politica agraria europea; quest'ultima, infatti,
cercando di abbandonare gradualmente la politica dei prezzi, si va sempre più
interessando a realtà economiche di carattere locale. Lo scopo di questa
ricerca è di stimare sia il costo amministrativo che la spesa effettuata a
favore dell'agricoltura nella Provincia di Grosseto servendoci di dati rilevati
direttamente negli uffici pubblici ai diversi livelli di decentramento
amministrativo. Il costo amministrativo viene definito come il costo da
attribuirsi al personale del settore pubblico legato direttamente o
indirettamente all'agricoltura più il costo inerente alle strutture necessarie
affinchè tale personale possa esplicare la propria mansione. Analizzeremo la
spesa pubblica agricola sia valutando il peso di ciascun ente erogatore finale,
sia risalendo agli enti fonti del finanziamento.
N. 4 - Caiumi, A., Pierani P., Rizzi,
P.L., Rossi, N. AGRIFIT: Una Banca Dati del settore agricolo (1951 - 1991),
Maggio 1993. (available in hard copy)
N. 5 -
Marcello Signorelli, Stefania Maggi: Intersectoral
labour mobility in Italy: the agricultural sector, May 1993.(318000
byte)
Abstract
In the present paper we analyse the intersectoral labour mobility with
regard to Italian agricultural sector. This is the structure of this short
empirical research.
In the first part of the paper an outline of both present situation and
evolution of the employment structure and productivity differentials between
the economic sectors is given. Follows an analysis of the employment flows to
and from the agricultural sector.
The third paragraph illustrates the rigidities and inefficiencies of the
Italian labour market, while the forth paragraph presents the peculiarities of
the "agricultural labour market". In the paragraph 5 an attempt of
interpretation of the role of agricultural sector in the last decades is
briefly presented.
N. 6 - Secondo Tarditi: Supported
Agriculture: The European Community, July 1993. (94720 byte)
Abstract
After a brief description of quantitative estimates of existing distorsions and
income transfers related to the Common Agricultural Policy, some major effects
of the price support policy are examined with reference to the objectives of an
improved allocation of resources, a more equitable distribution of income, and
better environmental conditions. A concise reminder of the major motivations of
present policy measures is followed by a discussion of the consistency of EC
agricultural support with ethical principles and with the objective of
maximizing social welfare. Improved transparency of agricultural policy
measures is suggested, together with public support of pressure groups pursuing
the interests of the whole society in order to create a countervailing power
against lobbies supporting sectoral interests.
N. 7 -
Silvia Tiezzi: Green Taxes on Nitrogen Fertilizers in the Po Valley: a
cointegration approach estimating fertilizer demand, September 1993. (available in hard copy)
N. 8 -
Abstract
Con questo contributo si intende avanzare un'ipotesi sulle ragioni che spingono
i politici a sostenere la piccola impresa agricola. Dopo un rapido accenno alla
teoria dell'impresa di cui si sottolineano i limiti, ravvisati nell'incapacità
della funzione di produzione "tecnica" di tener conto di quei
comportamenti che dipendono dalla forma di gestione, vengono esposte le
caratteristiche dell'impresa a conduzione familiare introdotta come quadro di
riferimento per l'esame del caso specifico dell'impresa familiare nel settore
agricolo. Le ragioni che inducono i politici a sostenere il tessuto di piccole
imprese familiari sarebbe da ricercarsi nella produzione di beni di interesse
pubblico da parte del settore agricolo. Tenendo conto di questo e distinguendo
tra i vari livelli livelli a cui si esercita l'attività decisionale,
l'organizzazione del settore mostra di possedere alcune caratteristiche tipiche
del monopolio. Con riferimento all'interpretazione proposta vengono avanzate
alcune ipotesi sulle possibili conseguenze della Riforma Mac Sharry sia in
termini di analisi della struttura del settore, che relativamente alla
formulazione della politica.
N. 9 -
Secondo Tarditi: Italy facing
the reform of the Common Agricultural Policy, September 1993. (805376
byte)
Abstract
This paper presents the script and charts of the documentary film prepared for
the Italian Session of the VIIth Congress of the European Association of
Agricultural Economists held in
N. 10 -
Abstract
When devising a curriculum reform in agricultural economics for the nations in
transition from a centrally planned to a market oriented economy, it may be
worth having a closer look to the Western experience, in particular to that of
the EC, which not only is closer in geographical and historical terms, but also
offers a wider variety of experiences in the field of undergraduate and
postgraduate education, as well as in the relationship between education and
research in agricultural economics. This paper aims at discussing how
agricultural economics is taught in some major countries of the European
Community chosen as examples of the differences in training still existing
among the EC partners, otherwise rather well integrated in many other respects.
The paper will start from the description of the various aspects of the study
of agricultural economics in the EC and then will move forward to some
considerations about the economic role of education in order to provide a framework
for discussing its main problems at present. It will then give some hints which
could be of interest for the nations in transition which are undertaking the
process of redefining the curriculum in agricultural economics.
N. 11 - Loredana Torsello, I problemi dell'agricoltura sostenibile e l'uso
dell'analsi costi benefici. Ottobre 1993. (83003 byte)
Abstract
L'intento di questo contributo è quello di individuare i limiti e le potenzialità
di una metodologia di valutazione dei progetti, quale l'analisi costi-benefici,
allorchè si tenti di inglobare considerazioni riguardo gli effetti
sull'ambiente naturale causati dalle attività economiche. L'analisi
costi-benefici sembra essere uno strumento utile nel supportare il processo
decisionale pubblico poiché permette un più razionale uso dell'informazione;
tuttavia, essa presenta alcune lacune nella valutazione di quelle risorse che
non vengono trattate su mercati; in particolare, tale metodologia può apparire
inadeguata per affrontare problemi come l'incertezza o la irreversibilità che
caratterizzano profondamente le questioni ambientali, a meno che non si
introducano delle opportune modifiche che ne permettano invece una migliore utilizzazione,
ad esempio facendo riferimento a vincoli di carattere fisico sull'utilizzo
delle risorse e utilizzando indicatori specifici accanto alla valutazione
monetaria in senso stretto che è alla base della metodologia costi\benefici.
N. 12 - Salvatore Bimonte, Producer Subsidy Equivalents e Politiche
di controllo quantitativo. Febbraio 1994. (56049 byte)
Abstract
Le distorsioni dei mercati interni ed internazionali, provocate dalle politiche
agricole di sostegno interno e dalle politiche protettive in generale,
costituiscono argomento molto vivo nell'attuale dibattito economico e politico.
Il tentativo di lasciare ai segnali di mercato il ruolo di orientare la
produzione agricola, ha portato alla ribalta lo studio di indici misuranti il
livello di distorsione determinato dalle politiche di sostegno. Questo
contributo focalizza la sua attenzione sull'uso dei PSE come indicatori
misuranti il livello di protezionismo e come strumenti di monitoraggio per le
contrattazioni multelaterali. Inoltre pone l'accento su alcuni dei pregi e dei
difetti presentati dal PSE, anche in relazione ad altri tipi di indicatori.
N. 13 - P. Pierani, P.L. Rizzi, Equilibrio
di breve periodo, utilizzazione della capacità e produttività totale dei
fattori nell'agricoltura italiana.(1952-1991). Luglio 1994.
(available in hard copy)
N. 14 -
Antonio M.D. Nucifora, The economic
costs of the CAP: a review of quantitative analyses. Dicembre 1994.
(86528 byte)
Abstract
This study reviews the avilable empirical evidence on the economic costs of the
Common Agricultural Policy. The results of partial and general equilibrium
models, both static and dinamic, are reviewed. Altough the results of different
studies are not safely comparable with each other due to differences in the
models' assumptions, definitions and in the selected reference year(s), we find
that there are always clear benefits arising from trade liberalization. The
analysisof the effects of trade liberalization on the domestic ( European)
economy indicates clear gains from either a unilateral or a multilateral
liberalization of agricultural policies. This is consistent with the gains
estimated from income redistribution, resulting from reduced food prices and
reduced market support to agricultural producers. At the sectoral level we
find, as expected, a reduction of agricultural GDP and of the food processing
and beverages sectors, while non-food industries and services would increase
their output. Intrasectoral transfers are similarly well defined and the result
point to a larger impact for the more protected commodities under the current system,
namely cereals, bovine and ovine productions and dairies production. We found
no estimates of the inter-regional transfers resulting from liberalzation of
agricultural policies, though at national at a national level these can be
estimated by the contributions/receipts tables of EU member states to the CAP.
At an international level we find that a removal of agricultural protection
would bring about a difinite and substantial rise in world agricultural prices,
particularly for wheat, ruminant meats and dairy products. Price volatility
would also be substantially reduced. The welfare effects of liberalization for
developing countries are not as clear, though it would appear that they are set
to have an overall gain in the long run as the higher prices stimulate faster
productivity gains. Finally, we consider the evidence available on the impac
for the Common Agricultural Policy of the accession of the Central and East
European Countries into the EU. Recent studies amphasize the high level of
costs involved in admitting these countries to participation in the CAP, thus
suggesting that the CAP will effectively slow down the process of accession.
N. 15 - Davide Viaggi, Modelli per la valutazione delle politiche
agro-ambientali:alternative e problemi di formulazione. Gennaio 1996. (105984 byte)
Abstract
Lo studio delle politiche agro-ambientali (reg. CEE 2078/92) può giovarsi
dell'uso di appropriati modelli di valutazione economica e ambientale. Questo
contributo focalizza l'attenzione sui principali modelli che possono essere
impiegati per valutare gli impatti di tali politiche, a partire dalle
esperienze maturate finora nella valutazione delle politiche ambientali ed
agricole. Lo studio delle politiche agro-ambientali richiede tuttavia
l'approfondimento di alcuni temi specifici, quali l'individuazione dei
parametri determinanti delle politiche, lo studio del meccanismo decisionale
privato e la definizione di appropriati indicatori di valutazione dell'impatto
della politica. Inoltre appare oggi fondamentale favorire l'adeguamento di
questi modelli alla domanda di informazioni da parte del decisore pubblico e
rafforzare il legame con strumenti di raccolta dati e di monitoraggio ambientale,
quali premesse per un più efficace contributo al processo decisionale.
N. 16 -Pierpaolo Pierani, Modelli di offerta delle colture
poliennali: una rassegna sullo stato dell'arte.. Settembre, 1996. (291000 byte)
Abstract
Obiettivo del presente lavoro è quello di riprendere alcuni dei temi sollevati
dalla letteratura sulle funzioni di risposta delle colture arboree, cercando di
inquadrarli all'interno di un generale tentativo di costruzione di una teoria
dell'offerta delle poliennali. L'approccio nerloviano, cui tradizionalmente
ricorrono le analisi dell'offerta dei prodotti agricoli, risulta, in questo
caso, del tutto inadeguato, mancando tra l'altro di uno schema teorico di riferimento
ed essendo intrinsecamente statico. Non è dunque possibile derivare in maniera
coerente le funzioni di comportamento di agenti razionali in senso neoclassico,
sotto il vincolo di una funzione di produzione poliennale. Dopo questi primi
tentativi, il compito di costruire una teoria dell'offerta delle poliennali
viene affrontato cercando di considerare i seguenti aspetti: l'esistenza di un
periodo improduttivo di gestazione, l'andamento delle rese in funzione dell'età
e la natura vintage della tecnologia che fa dipendere le precedenti
caratteristiche dalla data dell'investimento. Semplificando, possiamo
distinguere almeno tre filoni.
Un primo filone regredisce l'output effettivo su quello potenziale e su una
serie di altre esplicative di tipo monetario, istituzionale, climatico e
agronomico. Questi lavori si concentrano solo sulla produzione e, dunque, pur
portando in primo piano le specificità del settore, ne danno un quadro
incompleto in quanto tralasciano sia il ruolo degli investimenti che quello delle
innovazioni sulla crescita.
La seconda variante cerca far fronte a queste esigenze di completezza e di
modellare le diverse decisioni di investimento da cui dipenderà la capacità
futura dell'impianto sia in termini di superficie sia in termini di composizione
dello stock. Alcuni contributi recenti, partendo da esigenze diverse,
rappresentano gli investimenti tramite meccanismo a correzione dell'errore
(ECM) e il modello stato-spazio.
Infine, un terzo gruppo di autori, pur riconoscendo che la mancanza di dati ha
finito per penalizzare lo sviluppo di questi modelli, costringendo molti a
stimare forme ridotte semplificate con conseguenze importanti dal punto di
vista dell'analisi dei risultati, ritiene che l'approccio econometrico non sia
il più adatto per un problema così complesso e opta per un'impostazione di tipo
normativo. Di fatto, il problema di ottimizzazione dinamica così impostato non
ammette soluzione analitica, a meno di ipotesi semplificatrici che tuttavia
implicano una perdita di generalità.
N. 17
-Holger Thiele, The
Transition of Agriculture: Lessons to be learned from East Germany .
Gennaio 1996. (232000 byte)
Abstract
The aim of this paper is to give policy makers in the EU and the CEEC an idea
of the advantages and disadvantages of transition and EU-integration. Lessons
from the East German experiences can be drawn for those transition economies
which have a dominance of collective farms and which implement (or intent to)
policy instruments closed to the existing agricultural policy of the European
Union. Based on the discussion of results and arising problems in
N. 18 -
Loredana Torsello, Costs-Benefit
analysis: limits and potentialities for a sustainable use of resources..
Febbraio 1997. (109000 byte)
Abstract
Sustainability has implications in the long run, and it is characterised by
hard uncertainty, synergetic phenomena and storage, that restrain more and more
the possibility of introducing sustainability in a CBA. The evaluation of
environmental resources and the consideration of the effects that certain
decisions could have on the quality and quantity of resources and on social
welfare represent a serious problem for sustainability purposes in public
policy. The concept of sustainability should be embodied in decision-making in
such a way that it could become effective both at a planetary and at a lower
level (e.g. national, regional and single project level), even when uncertainty
and irreversibility are present. In particular, Cost-Benefit Analysis (CBA) methodology
will be analysed in order to verify its ability to assess projects affecting
natural resources.
N. 19 -
Antonio M.D. Nucifora,
Abstract
This paper calculates the Producer Subsidy Equivalent for the fruit,
vegetables, olive oil and wine sectors of the European Union. Comparison of the
PSE for these commodities with those calculated by the OECD for all other major
agricultural commodities, indicates that olive oil and wine enjoy levels of
protection not above the Community average, while fruit and vegetables enjoy
considerably below average levels of protection. The paper also investigates
the proportion of support available to these sectors in terms of distorting
(Red Box) and non-distorting (Green Box) measures, following the GATT Uruguay
Round classification. Support for vegetables and olive oil is provided almost
entirely in Red Box measures (distorting), while around one third of support
for wine and fruit consists of Green Box measures (non-distorting).
Unfortunately no statistics are yet available for comparison with other
products.
N. 20 -
Ornella W. Maietta, The Quality of
Natural Resources and the Measurement of Efficiency for the Agricultural
Production in the Italian Provinces . Giugno 1997. (229000 byte)
Abstract
Some indicators of natural resource quality, relevant for agricultural
production, have recently been reintroduced in the literature on multilateral
agricultural productivity comparisons. Objective of this paper is to perform a
sensitivity analysis of the impact on the specification of a stochastic
frontier production function and on the measurement of technical efficiency of
these indicators. In the present study, they are introduced as non-conventional
inputs in a stochastic frontier production function estimated for Italian
agriculture over the period 1980-90 with provincial data. The conventional
inputs and the indicators of natural resources are those usually employed in
multilateral comparisons; particularly, the proxies of natural resources quality
are: land fertility, measured as a weighted average of cereal yields, and
rainfall from October to March.
N. 21 -
Abstract
Questo articolo presenta un sistema di domanda con preferenze eterogenee
stimato usando un campione spazio-temporale di bilanci familiari, di fonte
ISTAT, per il periodo 1985-93. Il modello utilizzato è una variante del sistema
di domanda Almost Ideal, che è generalizzato in modo da tener conto di alcune
caratteristiche familiari (regione di residenza, dimensione, e composizione per
età del nucleo familiare). Un aspetto importante della analisi riguarda la
imposizione della condizione di curvatura del modello di domanda, che porta
alla specificazione di un modello semi-flessibile. I risultati empirici
consentono di caratterizzare la struttura dei consumi di diversi tipi di
famiglie, e permettono la costruzione di indici veri del costo della vita.
N. 22 -
Abstract
The aim of this paper is to describe the costs and benefits of CEECs
agricultural trade policies to producers, consumers and taxpayers in the last
twelve years (1986-1998) and to propose a simple procedure to project them in
the next decade up to year 2006. This approach aims at providing various
national experts with a basic quantitative ground on which they could
incorporate critics, assessments and evaluations stemming from their experience
and expertise.
N. 23 -
Antonio MD Nucifora,
Abstract
This paper presents the results of the calculation of the Producer
Support Estimates (PSE) for Mediterranean products in the European Union (fresh
fruit, citrus fruit, vegetables, wine, olive oil and tobacco). The
results highlight the disparity in the position of the Mediterranean products
within the CAP.
Abstract
Il lavoro illustra l’approccio
metodologico ed i risultati della stima, riferita all’UE, del PSE e del CSE
(Producer e Consumer support estimate) per due prodotti mediterranei (Olio
d’oliva e Vino) non coperti dal Database OECD. Le varie forme di sostegno
stimate (sostegno al prezzo di mercato) e quantificate (sostegno via budget)
sono state riclassificate utilizzando i prospetti del PSE/CSE OECD in modo da
garantire un’immediata confrontabilità dei risultati. Le stime mostrano, in
linea con studi precedenti, come tali prodotti godano di un livello di sostegno
sicuramente non superiore alla media degli altri prodotti. In particolare, il
livello stimato del PSE per il vino risulta molto al di sotto di tale livello:
sostegno peraltro costituito in larga parte, diversamente dal caso dell’olio
d’oliva, dalla componente MPS
N. 25 S. Tarditi, Impact of the Common Agricultural Policy on the Cohesion of the European
Union, August
Abstract
This study analyses the consistency of the most
important sectoral policy of the European Union, the Common Agricultural
Policy, with the objectives of economic and social cohesion stated in the
Treaty. After mentioning the motivations for a common agricultural policy and
the analytical approach followed, it outlines the main developments of the CAP
and the recent provisions of Agenda 2000 followed by the June 2003 reform. The
impact of the CAP on social and on territorial cohesion within the EU is then
examined, together with the impact of the CAP on global cohesion. A final
chapter outlines the perspectives and proposals resulting from the analytical
work performed in the study, before some concluding remarks.
N. 26 D. Sarri, Effetti ridistributivi della politica
industriale, Gennaio 2004
CIPAS, Università di Siena. (file
in .pdf)
Abstract
N. 27 S. Tarditi, Una politica
agraria per lo sviluppo della montagna, Febbraio
2004 CIPAS, Università di Siena. (file in .pdf)
Abstract
Il lavoro, fatto con l’Istituto Nazionale di Ricerca sulla Montagna (INRM),
riporta una prima valutazione degli effetti ridistributivi della politica
agricola per zona altimetrica. I trasferimenti di reddito per unità di lavoro
generati dalla politica di sostegno dei mercati agricoli sono molto più elevati
in pianura che in collina o in montagna. Nel loro complesso questa differenza
di sostegno all’agricoltura di pianura rispetto a quella di montagna è
sensibilmente più elevata di tutti gli aiuti concessi alle aree montane dalla
politica agricola comun itaria e nazionale.