Ricerche monografiche

           ·      " Strumenti e valutazioni di politica agro-alimentare-ambientale"  a cura di Secondo Tarditi e David Sarri, Facoltà di Economia, Università di Siena, 2000. 

·          "Problemi e Prospettive della Politica Agraria", a cura di Secondo Tarditi e Tommaso Albergotti, Facoltà di Economia, Università di Siena, 1999

·         " La Riforma della Politica Agricola Europea: gli effetti sull'economia italiana, toscana e senese", a cura di Secondo Tarditi e Roberto Bastiani, Ed. Il Leccio, Siena, 1995

Quaderni di Discussione

N. 1 - Secondo Tarditi, Agriculture in the Uruguay Round: Perspectives in the European Community, March 1993. Published in K. A. Ingersent, A.J. Rainer, R.C. Hine (Eds) Agriculture in the Uruguay Round, St Martin, Press London. ( Non Disponibile: per la richiesta della copia originale contattare il CIPAS). 

N. 2 - Elisabetta Croci-Angelini, La spesa agricola nel bilancio generale delle Comunità Europee: analisi, problemi e prospettive, Aprile 1993.(335872 byte)
Abstract
Nella storia della CE il bilancio generale, necessario per la gestione e lo sviluppo di politiche comuni, ha spesso rappresentato una causa di tensione sia tra le istituzioni comunitarie che tra i paesi membri. Le necessità di finanziamento si sono scontrate più volte con l'esigenza del controllo democratico sulla spesa e con il bisogno di garantire una sufficiente equità di ripartizione delle entrate e delle spese tra i paesi membri. Questo contributo passa in rassegna le difficoltà incontrate e le soluzioni adottate, nel tentativo di fornire un'interpretazione dei compromessi che sono stati realizzati. Vengono inoltre evidenziati anche altri aspetti problematici che rendono l'analisi del finanziamento delle politiche comuni poco agevole e possono contrastare con l'impiego efficiente della spesa pubblica comuniaria.

N. 3 - Alberto Bastiani, Analisi dei costi amministrativi della politica agraria: una indagine in provincia di Grosseto , Aprile 1993.(213448 byte)
Abstract
Abbiamo scelto di analizzare il costo amministrativo in considerazione di una recente tendenza della politica agraria europea; quest'ultima, infatti, cercando di abbandonare gradualmente la politica dei prezzi, si va sempre più interessando a realtà economiche di carattere locale. Lo scopo di questa ricerca è di stimare sia il costo amministrativo che la spesa effettuata a favore dell'agricoltura nella Provincia di Grosseto servendoci di dati rilevati direttamente negli uffici pubblici ai diversi livelli di decentramento amministrativo. Il costo amministrativo viene definito come il costo da attribuirsi al personale del settore pubblico legato direttamente o indirettamente all'agricoltura più il costo inerente alle strutture necessarie affinchè tale personale possa esplicare la propria mansione. Analizzeremo la spesa pubblica agricola sia valutando il peso di ciascun ente erogatore finale, sia risalendo agli enti fonti del finanziamento.

N. 4 - Caiumi, A., Pierani P., Rizzi, P.L., Rossi, N. AGRIFIT: Una Banca Dati del settore agricolo (1951 - 1991), Maggio 1993. (available in hard copy)

N. 5 - Marcello Signorelli, Stefania Maggi: Intersectoral labour mobility in Italy: the agricultural sector, May 1993.(318000 byte)
Abstract
In the present paper we analyse the intersectoral labour mobility with regard to Italian agricultural sector. This is the structure of this short empirical research.
In the first part of the paper an outline of both present situation and evolution of the employment structure and productivity differentials between the economic sectors is given. Follows an analysis of the employment flows to and from the agricultural sector.
The third paragraph illustrates the rigidities and inefficiencies of the Italian labour market, while the forth paragraph presents the peculiarities of the "agricultural labour market". In the paragraph 5 an attempt of interpretation of the role of agricultural sector in the last decades is briefly presented.

N. 6 - Secondo Tarditi: Supported Agriculture: The European Community, July 1993. (94720 byte)
Abstract
After a brief description of quantitative estimates of existing distorsions and income transfers related to the Common Agricultural Policy, some major effects of the price support policy are examined with reference to the objectives of an improved allocation of resources, a more equitable distribution of income, and better environmental conditions. A concise reminder of the major motivations of present policy measures is followed by a discussion of the consistency of EC agricultural support with ethical principles and with the objective of maximizing social welfare. Improved transparency of agricultural policy measures is suggested, together with public support of pressure groups pursuing the interests of the whole society in order to create a countervailing power against lobbies supporting sectoral interests.

N. 7 - Silvia Tiezzi: Green Taxes on Nitrogen Fertilizers in the Po Valley: a cointegration approach estimating fertilizer demand, September 1993. (available in hard copy)

N. 8 - Elisabetta Croci-Angelini, Effetti della riforma MacSharry sulla organizzazione delle imprese agricole. Settembre1993. (56832byte)
Abstract
Con questo contributo si intende avanzare un'ipotesi sulle ragioni che spingono i politici a sostenere la piccola impresa agricola. Dopo un rapido accenno alla teoria dell'impresa di cui si sottolineano i limiti, ravvisati nell'incapacità della funzione di produzione "tecnica" di tener conto di quei comportamenti che dipendono dalla forma di gestione, vengono esposte le caratteristiche dell'impresa a conduzione familiare introdotta come quadro di riferimento per l'esame del caso specifico dell'impresa familiare nel settore agricolo. Le ragioni che inducono i politici a sostenere il tessuto di piccole imprese familiari sarebbe da ricercarsi nella produzione di beni di interesse pubblico da parte del settore agricolo. Tenendo conto di questo e distinguendo tra i vari livelli livelli a cui si esercita l'attività decisionale, l'organizzazione del settore mostra di possedere alcune caratteristiche tipiche del monopolio. Con riferimento all'interpretazione proposta vengono avanzate alcune ipotesi sulle possibili conseguenze della Riforma Mac Sharry sia in termini di analisi della struttura del settore, che relativamente alla formulazione della politica.

N. 9 - Secondo Tarditi: Italy facing the reform of the Common Agricultural Policy, September 1993. (805376 byte)
Abstract
This paper presents the script and charts of the documentary film prepared for the Italian Session of the VIIth Congress of the European Association of Agricultural Economists held in Stresa, Italy, 6th-10th September 1993, on the general theme: "Transition to an integrated agricultural Economy". After outlining some major features of the Italian agriculture, the past impact of the CAP on the Italian economy is summarised together with the likely effects of the MacSharry reform on some major sub-sectors of the Italian agriculture: cereals, meat, milk and Mediterranean products. Conceivable effects on rural environment, employment and structural adjustment are then spelled out, leading to recommendations for a decoupled system of compensatory payments and a better organisation of the public administration.

N. 10 - Elisabetta Croci-Angelini, University Education in Agricultural Economics : the Experience in the European Community, October 1993. (36352byte)
Abstract
When devising a curriculum reform in agricultural economics for the nations in transition from a centrally planned to a market oriented economy, it may be worth having a closer look to the Western experience, in particular to that of the EC, which not only is closer in geographical and historical terms, but also offers a wider variety of experiences in the field of undergraduate and postgraduate education, as well as in the relationship between education and research in agricultural economics. This paper aims at discussing how agricultural economics is taught in some major countries of the European Community chosen as examples of the differences in training still existing among the EC partners, otherwise rather well integrated in many other respects. The paper will start from the description of the various aspects of the study of agricultural economics in the EC and then will move forward to some considerations about the economic role of education in order to provide a framework for discussing its main problems at present. It will then give some hints which could be of interest for the nations in transition which are undertaking the process of redefining the curriculum in agricultural economics.

N. 11 - Loredana Torsello, I problemi dell'agricoltura sostenibile e l'uso dell'analsi costi benefici. Ottobre 1993. (83003 byte)
Abstract
L'intento di questo contributo è quello di individuare i limiti e le potenzialità di una metodologia di valutazione dei progetti, quale l'analisi costi-benefici, allorchè si tenti di inglobare considerazioni riguardo gli effetti sull'ambiente naturale causati dalle attività economiche. L'analisi costi-benefici sembra essere uno strumento utile nel supportare il processo decisionale pubblico poiché permette un più razionale uso dell'informazione; tuttavia, essa presenta alcune lacune nella valutazione di quelle risorse che non vengono trattate su mercati; in particolare, tale metodologia può apparire inadeguata per affrontare problemi come l'incertezza o la irreversibilità che caratterizzano profondamente le questioni ambientali, a meno che non si introducano delle opportune modifiche che ne permettano invece una migliore utilizzazione, ad esempio facendo riferimento a vincoli di carattere fisico sull'utilizzo delle risorse e utilizzando indicatori specifici accanto alla valutazione monetaria in senso stretto che è alla base della metodologia costi\benefici.

N. 12 - Salvatore Bimonte, Producer Subsidy Equivalents e Politiche di controllo quantitativo. Febbraio 1994. (56049 byte)
Abstract
Le distorsioni dei mercati interni ed internazionali, provocate dalle politiche agricole di sostegno interno e dalle politiche protettive in generale, costituiscono argomento molto vivo nell'attuale dibattito economico e politico. Il tentativo di lasciare ai segnali di mercato il ruolo di orientare la produzione agricola, ha portato alla ribalta lo studio di indici misuranti il livello di distorsione determinato dalle politiche di sostegno. Questo contributo focalizza la sua attenzione sull'uso dei PSE come indicatori misuranti il livello di protezionismo e come strumenti di monitoraggio per le contrattazioni multelaterali. Inoltre pone l'accento su alcuni dei pregi e dei difetti presentati dal PSE, anche in relazione ad altri tipi di indicatori.

N. 13 - P. Pierani, P.L. Rizzi, Equilibrio di breve periodo, utilizzazione della capacità e produttività totale dei fattori nell'agricoltura italiana.(1952-1991). Luglio 1994. (available in hard copy)

N. 14 - Antonio M.D. Nucifora, The economic costs of the CAP: a review of quantitative analyses. Dicembre 1994. (86528 byte)
Abstract
This study reviews the avilable empirical evidence on the economic costs of the Common Agricultural Policy. The results of partial and general equilibrium models, both static and dinamic, are reviewed. Altough the results of different studies are not safely comparable with each other due to differences in the models' assumptions, definitions and in the selected reference year(s), we find that there are always clear benefits arising from trade liberalization. The analysisof the effects of trade liberalization on the domestic ( European) economy indicates clear gains from either a unilateral or a multilateral liberalization of agricultural policies. This is consistent with the gains estimated from income redistribution, resulting from reduced food prices and reduced market support to agricultural producers. At the sectoral level we find, as expected, a reduction of agricultural GDP and of the food processing and beverages sectors, while non-food industries and services would increase their output. Intrasectoral transfers are similarly well defined and the result point to a larger impact for the more protected commodities under the current system, namely cereals, bovine and ovine productions and dairies production. We found no estimates of the inter-regional transfers resulting from liberalzation of agricultural policies, though at national at a national level these can be estimated by the contributions/receipts tables of EU member states to the CAP. At an international level we find that a removal of agricultural protection would bring about a difinite and substantial rise in world agricultural prices, particularly for wheat, ruminant meats and dairy products. Price volatility would also be substantially reduced. The welfare effects of liberalization for developing countries are not as clear, though it would appear that they are set to have an overall gain in the long run as the higher prices stimulate faster productivity gains. Finally, we consider the evidence available on the impac for the Common Agricultural Policy of the accession of the Central and East European Countries into the EU. Recent studies amphasize the high level of costs involved in admitting these countries to participation in the CAP, thus suggesting that the CAP will effectively slow down the process of accession.

N. 15 - Davide Viaggi, Modelli per la valutazione delle politiche agro-ambientali:alternative e problemi di formulazione. Gennaio 1996. (105984 byte)
Abstract
Lo studio delle politiche agro-ambientali (reg. CEE 2078/92) può giovarsi dell'uso di appropriati modelli di valutazione economica e ambientale. Questo contributo focalizza l'attenzione sui principali modelli che possono essere impiegati per valutare gli impatti di tali politiche, a partire dalle esperienze maturate finora nella valutazione delle politiche ambientali ed agricole. Lo studio delle politiche agro-ambientali richiede tuttavia l'approfondimento di alcuni temi specifici, quali l'individuazione dei parametri determinanti delle politiche, lo studio del meccanismo decisionale privato e la definizione di appropriati indicatori di valutazione dell'impatto della politica. Inoltre appare oggi fondamentale favorire l'adeguamento di questi modelli alla domanda di informazioni da parte del decisore pubblico e rafforzare il legame con strumenti di raccolta dati e di monitoraggio ambientale, quali premesse per un più efficace contributo al processo decisionale.

N. 16 -Pierpaolo Pierani, Modelli di offerta delle colture poliennali: una rassegna sullo stato dell'arte.. Settembre, 1996. (291000 byte)
Abstract
Obiettivo del presente lavoro è quello di riprendere alcuni dei temi sollevati dalla letteratura sulle funzioni di risposta delle colture arboree, cercando di inquadrarli all'interno di un generale tentativo di costruzione di una teoria dell'offerta delle poliennali. L'approccio nerloviano, cui tradizionalmente ricorrono le analisi dell'offerta dei prodotti agricoli, risulta, in questo caso, del tutto inadeguato, mancando tra l'altro di uno schema teorico di riferimento ed essendo intrinsecamente statico. Non è dunque possibile derivare in maniera coerente le funzioni di comportamento di agenti razionali in senso neoclassico, sotto il vincolo di una funzione di produzione poliennale. Dopo questi primi tentativi, il compito di costruire una teoria dell'offerta delle poliennali viene affrontato cercando di considerare i seguenti aspetti: l'esistenza di un periodo improduttivo di gestazione, l'andamento delle rese in funzione dell'età e la natura vintage della tecnologia che fa dipendere le precedenti caratteristiche dalla data dell'investimento. Semplificando, possiamo distinguere almeno tre filoni.
Un primo filone regredisce l'output effettivo su quello potenziale e su una serie di altre esplicative di tipo monetario, istituzionale, climatico e agronomico. Questi lavori si concentrano solo sulla produzione e, dunque, pur portando in primo piano le specificità del settore, ne danno un quadro incompleto in quanto tralasciano sia il ruolo degli investimenti che quello delle innovazioni sulla crescita.
La seconda variante cerca far fronte a queste esigenze di completezza e di modellare le diverse decisioni di investimento da cui dipenderà la capacità futura dell'impianto sia in termini di superficie sia in termini di composizione dello stock. Alcuni contributi recenti, partendo da esigenze diverse, rappresentano gli investimenti tramite meccanismo a correzione dell'errore (ECM) e il modello stato-spazio.
Infine, un terzo gruppo di autori, pur riconoscendo che la mancanza di dati ha finito per penalizzare lo sviluppo di questi modelli, costringendo molti a stimare forme ridotte semplificate con conseguenze importanti dal punto di vista dell'analisi dei risultati, ritiene che l'approccio econometrico non sia il più adatto per un problema così complesso e opta per un'impostazione di tipo normativo. Di fatto, il problema di ottimizzazione dinamica così impostato non ammette soluzione analitica, a meno di ipotesi semplificatrici che tuttavia implicano una perdita di generalità.

N. 17 -Holger Thiele, The Transition of Agriculture: Lessons to be learned from East Germany . Gennaio 1996. (232000 byte)
Abstract
The aim of this paper is to give policy makers in the EU and the CEEC an idea of the advantages and disadvantages of transition and EU-integration. Lessons from the East German experiences can be drawn for those transition economies which have a dominance of collective farms and which implement (or intent to) policy instruments closed to the existing agricultural policy of the European Union. Based on the discussion of results and arising problems in East Germany's transition of agriculture the results of the paper are that landlords, skilled labour (i.e. management) and capital owners are winners of the transition process. Tax payers, consumers and low trained employees are losers. The main determinants of the outcome are failures in the privatisation policy on the land market, failures in the liberalisation policy of agricultural markets and in the policy made uncertainty. Policy makers in central and eastern Europe should not repeat possible mistakes in their transition process and the enlargement to the European Union in the near future.

N. 18 - Loredana Torsello, Costs-Benefit analysis: limits and potentialities for a sustainable use of resources.. Febbraio 1997. (109000 byte)
Abstract
Sustainability has implications in the long run, and it is characterised by hard uncertainty, synergetic phenomena and storage, that restrain more and more the possibility of introducing sustainability in a CBA. The evaluation of environmental resources and the consideration of the effects that certain decisions could have on the quality and quantity of resources and on social welfare represent a serious problem for sustainability purposes in public policy. The concept of sustainability should be embodied in decision-making in such a way that it could become effective both at a planetary and at a lower level (e.g. national, regional and single project level), even when uncertainty and irreversibility are present. In particular, Cost-Benefit Analysis (CBA) methodology will be analysed in order to verify its ability to assess projects affecting natural resources.

N. 19 - Antonio M.D. Nucifora, David Sarri, Levels of Protection for the Fruit, Vegetables, Olive Oil and Wine Sectors of the European Union.. Febbraio 1997. (629000 byte)
Abstract
This paper calculates the Producer Subsidy Equivalent for the fruit, vegetables, olive oil and wine sectors of the European Union. Comparison of the PSE for these commodities with those calculated by the OECD for all other major agricultural commodities, indicates that olive oil and wine enjoy levels of protection not above the Community average, while fruit and vegetables enjoy considerably below average levels of protection. The paper also investigates the proportion of support available to these sectors in terms of distorting (Red Box) and non-distorting (Green Box) measures, following the GATT Uruguay Round classification. Support for vegetables and olive oil is provided almost entirely in Red Box measures (distorting), while around one third of support for wine and fruit consists of Green Box measures (non-distorting). Unfortunately no statistics are yet available for comparison with other products.

N. 20 - Ornella W. Maietta, The Quality of Natural Resources and the Measurement of Efficiency for the Agricultural Production in the Italian Provinces . Giugno 1997. (229000 byte)
Abstract
Some indicators of natural resource quality, relevant for agricultural production, have recently been reintroduced in the literature on multilateral agricultural productivity comparisons. Objective of this paper is to perform a sensitivity analysis of the impact on the specification of a stochastic frontier production function and on the measurement of technical efficiency of these indicators. In the present study, they are introduced as non-conventional inputs in a stochastic frontier production function estimated for Italian agriculture over the period 1980-90 with provincial data. The conventional inputs and the indicators of natural resources are those usually employed in multilateral comparisons; particularly, the proxies of natural resources quality are: land fertility, measured as a weighted average of cereal yields, and rainfall from October to March.

N. 21 - Giancarlo Moschini, Pier Luigi Rizzi, La struttura dei consumi delle famiglie in Italia, 1985-93. Giugno 1997. (100000 byte)
Abstract
Questo articolo presenta un sistema di domanda con preferenze eterogenee stimato usando un campione spazio-temporale di bilanci familiari, di fonte ISTAT, per il periodo 1985-93. Il modello utilizzato è una variante del sistema di domanda Almost Ideal, che è generalizzato in modo da tener conto di alcune caratteristiche familiari (regione di residenza, dimensione, e composizione per età del nucleo familiare). Un aspetto importante della analisi riguarda la imposizione della condizione di curvatura del modello di domanda, che porta alla specificazione di un modello semi-flessibile. I risultati empirici consentono di caratterizzare la struttura dei consumi di diversi tipi di famiglie, e permettono la costruzione di indici veri del costo della vita.

N. 22 - Tommaso Albergotti, Ezio Sabatini,Consumer Monitoring the CAP: CEECs' - Price Policy Analysis. Settembre 2001. (4 parti in pdf - tot. 799Kb)  Parte 1 - Parte 2 - Parte 3 - Parte 4
Abstract
The aim of this paper is to describe the costs and benefits of CEECs agricultural trade policies to producers, consumers and taxpayers in the last twelve years (1986-1998) and to propose a simple procedure to project them in the next decade up to year 2006. This approach aims at providing various national experts with a basic quantitative ground on which they could incorporate critics, assessments and evaluations stemming from their experience and expertise.

N. 23 - Antonio MD Nucifora, Cristiano Perugini, David Sarri, Estimates of producer support for mediterranean products in the European Union. Novembre 2001 ( 424Kb)
Abstract  
This paper presents the results of the calculation of the Producer Support Estimates (PSE) for Mediterranean products in the European Union (fresh fruit, citrus fruit, vegetables, wine, olive oil and tobacco).  The results highlight the disparity in the position of the Mediterranean products within the CAP. 

N. 24 - Cristiano Perugini, Stima del Producer Support Estimate (PSE) e del Consumer Support Estimate (CSE) per l'olio d'oliva e il vino. Novembre 2001 (in .zip format 424Kb)
Abstract

 Il lavoro illustra l’approccio metodologico ed i risultati della stima, riferita all’UE, del PSE e del CSE (Producer e Consumer support estimate) per due prodotti mediterranei (Olio d’oliva e Vino) non coperti dal Database OECD. Le varie forme di sostegno stimate (sostegno al prezzo di mercato) e quantificate (sostegno via budget) sono state riclassificate utilizzando i prospetti del PSE/CSE OECD in modo da garantire un’immediata confrontabilità dei risultati. Le stime mostrano, in linea con studi precedenti, come tali prodotti godano di un livello di sostegno sicuramente non superiore alla media degli altri prodotti. In particolare, il livello stimato del PSE per il vino risulta molto al di sotto di tale livello: sostegno peraltro costituito in larga parte, diversamente dal caso dell’olio d’oliva, dalla componente MPS

N. 25 S. Tarditi,  Impact of the Common Agricultural Policy on the Cohesion of the European Union, August 2003 CIPAS, Università di Siena. (file in   .pdf)
Abstract

This study analyses the consistency of the most important sectoral policy of the European Union, the Common Agricultural Policy, with the objectives of economic and social cohesion stated in the Treaty. After mentioning the motivations for a common agricultural policy and the analytical approach followed, it outlines the main developments of the CAP and the recent provisions of Agenda 2000 followed by the June 2003 reform. The impact of the CAP on social and on territorial cohesion within the EU is then examined, together with the impact of the CAP on global cohesion. A final chapter outlines the perspectives and  proposals resulting from the analytical work performed in the study, before some concluding remarks.

 

N. 26 D. Sarri, Effetti ridistributivi della politica industriale, Gennaio 2004 CIPAS, Università di Siena. (file in   .pdf)
Abstract

La Commissione Europea svolge, da tempo, una attività di monitoraggio e di controllo degli aiuti erogati dai Paesi Membri cercando di valutare l’efficienza di queste misure di sostegno e soprattutto di verificare l’insorgenza di eventuali distorsioni nel mercato. Questo monitoraggio, però, non tiene in piena considerazione gli aiuti elargiti direttamente dalle Istituzioni europee e soprattutto non misura il livello di protezione alla frontiera che è molto diverso fra i vari settori produttivi dell’economia europea. In questo lavoro sono stimati i trasferimenti di reddito fra contribuenti, consumatori, e produttori generati dalle misure d’intervento nel settore industriale nell’Unione Europea, analizzando sia le tipologie di finanziamento pubblico che di protezione del mercato interno. La metodologia adottata è stata finora applicata specialmente per la valutazione delle politiche agricole comunitarie. Inizialmente sono delineati gli sviluppi e le principali caratteristiche della politica economica europea nel settore industriale, seguiti da una breve descrizione della politica industriale italiana. Segue la descrizione e la  stima di questi trasferimenti nel loro complesso per l’Unione Europea a 15 membri e per l’Italia. L’ultima parte del lavoro analizza la disaggregazione dei trasferimenti in Italia a livello territoriale, sia dal punto di vista regionale, evidenziando le forti differenze di sostegno esistenti fra l’Italia meridionale e insulare nei confronti del resto del paese, che per zona altimetrica, confrontando il sostegno nelle zone di montagna con quelle di pianura e collina

 

N. 27 S. Tarditi,  Una politica agraria per lo sviluppo della montagna, Febbraio 2004 CIPAS, Università di Siena. (file in   .pdf)
Abstract
Il lavoro, fatto con l’Istituto Nazionale di Ricerca sulla Montagna (INRM), riporta una prima valutazione degli effetti ridistributivi della politica agricola per zona altimetrica. I trasferimenti di reddito per unità di lavoro generati dalla politica di sostegno dei mercati agricoli sono molto più elevati in pianura che in collina o in montagna. Nel loro complesso questa differenza di sostegno all’agricoltura di pianura rispetto a quella di montagna è sensibilmente più elevata di tutti gli aiuti concessi alle aree montane dalla politica agricola comun itaria e nazionale.

 

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